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SM50: Essential Eleven Albi italiani dell’Uomo Ragno secondo Mario Benenati

Un gioco: senza altro criterio che quello soggettivo, abbiamo chiesto a Mario Benenati una selezione di 11 albi o saghe dell'Uomo Ragno nella loro edizione italiana
Articolo aggiornato il 03/01/2017

SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati

SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati

Un gioco: senza altro criterio che quello soggettivo, abbiamo chiesto a Mario Benenati una selezione di 11 albi o saghe dell’Uomo Ragno nella sua edizione italiana.
Mario Benenati (con la collaborazione di Angelina La Rocca). Fondatore dell’Ass. culturale “Fumettomania Factory” (1991) e della fanzine Fumettomani@ (1990). Collaboratore e facente parte dello staff del sito Glamazonia.it dal 2010

Premessa: Ho conosciuto l’Uomo Ragno nel 1977, dopo aver acquistato il n. 181 della sua prima serie, edita dall’, e da allora l’ho seguito in tutte le edizioni italiane, prima in quella collana che chiuse col n. 283, poi nel Settimanale dell’Uomo Ragno (43 numeri), poi nell’Uomo Ragno seconda serie (che chiuse col n. 58), per arrivare alla terza serie, edita nel 1987 dalla di Bovini fino al n. 140 e continuata dalla Marvel Italia divisione Panini  Comics con il n.141, la quale è tutt’ora pubblicata in edicola e nelle fumetterie. Dopo l’acquisto di quel “primo” albo, come tutti i ragazzini, sono andato alla ricerca di quelli mancanti. In mio aiuto c’erano allora, le buste-rese, tipiche perché i fumetti contenuti avevano il bordo colorato di rosso e/o di blu; le mitiche raccolte (tre albi rifilati e messi insieme); gli scambi con gli amici, ed infine i pochissimi negozietti dell’usato, dove si trovavano tanti numeri arretrati dei fumetti dell’editoriale Corno, e non solo quelli. Oggi, dopo trentacinque anni di letture “ragnesche”, su 50 anni di vita editoriale dell’Uomo Ragno, mi ritrovo con quasi tutti i numeri dell’arrampicamuri, divisi in volumi rilegati, in albi singoli, e qualche raccolta, tutti in condizioni mediamente discrete e/o buone. Con questo spirito, di vecchissimo ed appassionato lettore, mi accingo a descrivere i miei essential eleven albi italiani dell’Uomo Ragno, troppo pochi in considerazione dei circa 1000 numeri (sommando solo quelli delle collane sopra indicate), ma è un gioco e mi sono divertito a riprendere in mano gli albi nel mio archivio e sceglierne 11 per me rappresentativi.
Nota bene: Nell’articolo i riassunti delle storie sono in corsivo. Le copertine e le informazioni tecniche sugli albi sono state scaricati dal ricco database del sito La zona Blu (della Luna), url: www.blue-area.net; mentre le valutazioni sono state prese dal sito Alessandro distribuzioni-Fumetti On line, url: http://www.fumetto-online.it/ e da e-bay. Ringrazio Bruno Marcotulli e Vittorio Sossi , quest’ultimi collaboratori di La zona Blu (della Luna) e Alessandro Pastore che cura il secondo sito.

L’Uomo Ragno n. 10

La minaccia del Dr. Octopus

Data di pubblicazione: 3 settembre 1970
Editoriale Corno
formato comic book, spillato, 52 pp. (compresa la copertina), bianco e nero e colori, L. 250 (euro 25,00 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Marvel Masterworks  n.004 – Spider-Man .002 – Marvel Italia (2008), 18,3×27,7, cartonato, col., – Euro 25,00

È stato questo, il primo albo arretrato dell’Uomo Ragno, acquistato nel negozietto della mia città “Il fumetto – cambio – compro – vendo”, l’unico della zona SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati(l’altro più vicino era a Messina, città distante 47 km); per cui almeno una volta alla settimana, tra il 1977 ed il 1983, in questo negozietto, io e i miei amici trascorrevamo un intero pomeriggio!
La copertina, di Steve Ditko, era sconvolgente, per la prima volta l’Uomo Ragno veniva smascherato e davanti agli amici, tra i quali Betty Brant, sulla sinistra e l’odioso J.J. Jameson sulla destra. Non mi pare che fosse mai successo, dal periodo della golden age al 1964 (data di pubblicazione dell’originale Amazing Spider-Man n. 12), che un supereroe fosse smascherato da un criminale. Le storie di quel numero erano due, entrambe pubblicate metà in bianco e nero e metà a colori, e le tavole si susseguivano con un ritmo serrato; nella prima storia (a pag. 13) moriva incidentalmente Bennet Brant, che era il fratello di Betty, la segretaria di J.J. Jameson ed amica di Peter verso il quale provava dei sentimenti, che Peter stesso ricambiava.
Nella seconda storia, la cui cover era utilizzata come copertina dell’albo, un febbricitante Peter Parker veniva, prima smascherato dal Dottor Octopus e poi, ripresosi dalla febbre, riusciva a sconfiggerlo rispendendolo in prigione.
In quest’albo, a mio avviso, erano presenti tutte le caratteristiche che hanno reso unico il personaggio dell’Uomo Ragno, quali gli scontri con la criminalità, i momenti di timidezza di Peter ancora studente, le difficoltà con l’altro sesso, etc., tutti superbamente narrati da Stan Lee e da Steve Ditko (quest’ultimo disegnava e si inchiostrava splendidamente). In quest’albo, inoltre, ci sono una serie di vignette e di scene d’azione che andrebbero studiate singolarmente, in cui si vede la bravura di Ditko e l’originalità del suo segno, che è stato un imprinting fondamentale per il character Uomo Ragno.
Da ricordare, infine, che in questa storia debuttava la mitica ragno-spia che emanava segnali rintracciabili con un ricevitore. Uno degli pochi accessori ancora oggi esistenti nelle storie del Ragno.

L’Uomo Ragno n. 91

L’Assassino

Data di pubblicazione: 25 ottobre 1973
Editoriale Corno
formato comic book, spillato, 52 pp. (compresa la copertina), colori, L. 250 (euro 6,00 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online).

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Spider-Man Collection  n.029E la morte verrà – Marvel Italia (2008), 18,3×27,7, brossura, col., – Euro 3,30

Questo è un albo della Corno che ho recuperato da poco, ma la storia l’avevo letta alla fine degli anni ’70 sul n.34 della collana “Uomo Ragno Gigante”, acquistatoSM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati in edicola.  La copertina, ci mostrava il nostro eroe che portava in braccio qualcuno che, dal titolo dell’albo, si presumeva morto. Infatti all’interno dell’albo scoprivamo che, ancora una volta, mentre l’Uomo ragno lottava contro il Dr. Octopus, uno dei personaggi più importanti della serie, moriva travolto dai detriti di un cornicione. Solo alla fine della storia si leggeva che era il Capitano Stacy, il padre di Gwen, il personaggio che moriva per salvare un bambino e che in punto di morte confidava al tessiragnatele di conoscere la sua identità segreta: sapeva cioè che lui era Peter Parker. Anche se molti lettori e critici considerano la morte di Gwen come la fine di un’epoca, lo spartiacque tra un modo superficiale e semplice di raccontare le storie del ragno e un approccio più maturo e reale, io ricordo che quando lessi questa storia e le seguenti fino all’albo che narra appunto la morte della fidanzata di Peter, il ritmo delle storie e l’approccio delle stesse, tranne qualche raro caso, era già cambiato proprio a partire da quest’albo. Questo evento luttuoso, inoltre, cambiò anche il rapporto tra Peter e Gwen, che il nostro eroe cercherà di ricucire, nei n.ri 96-100 e che poi terminerà in maniera tragica. I disegni di Gil Kane sono molto belli anche se gli inchiostri di , coprono un po’ il tratto dinamico di Kane.

L’Uomo Ragno n. 133

Qualcuno deve morire (La notte in cui Gwen Stacy è morta)

Data di pubblicazione: giugno 1975
Editoriale Corno
formato comic book, spillato, 52 pp. (compresa la copertina), colori, L. 250 (euro 5,00 solo antiquariato, valutazione ebay)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume  Spider-Man Collection  n.029 – La notte in cui morì Gwen Stacy – Marvel Italia (2009), 18,3×27,7, brossura, col., –  Euro 3,30

Ho trovato quest’albo in una busta/resa, dopo averlo cercato per molto tempo. Il motivo di questa ricerca fu semplice: nel 1977 iniziai a leggere questa collana SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenaticon la sequenza di storie in cui compariva il clone di Gwen, ma non conoscevo bene il personaggio, e ricostruivo tutte le vicende proprio tramite le raccolte e le buste/rese, perché non avevo ancora l’abitudine di acquistare gli arretrati direttamente presso la casa editrice o in una fumetteria. “LA NOTTE IN CUI MORÌ GWEN STACY”, scritta da Gerald F. Conway e Roy Thomas, disegnata da Gil Kane e inchiostrata da Tony Mortellaro e John Romita Sr., è una storia che commuove e rattrista e che all’epoca lasciò un segno indelebile in ogni lettore, e fu proprio uno spartiacque tra due modi di raccontare l’uomo ragno (prima della morte di Gwen e dopo la sua morte). La famosa opera “Marvels” di Kurt Busiek e , pubblicata nel 1994 esprime magnificamente questo pensiero. La storia in sintesi: Goblin odia Peter e lo vuole colpire per mezzo di una persona a lui cara e rapisce Gwen, la sua fidanzata; Norman Osborn è contemporaneamente amico e nemico di Peter Parker/Uomo Ragno, e sotto l’effetto delle droghe, che abitualmente assume, rimette il costume di Goblin e… sono guai. L’onomatopea SWIK! segnò l’infanzia di tanti lettori della collana di Spidey: Swik non fu il rumore della ragnatela che bloccò alla caviglia Gwen in caduta dal ponte, ma indicava invece la rottura del collo della ragazza. Gwen Stacy moriva in quel momento. Nelle due pagine successive c’erano solo le lacrime dell’Uomo ragno che, sconvolto dalla morte della sua amata, gridava vendetta e la storia terminava. Mi ricordo che poi non ebbi neanche la voglia di leggere le due storie di Iron Man, che proprio in questo numero diventava il comprimario della testata. Questa storia è molto drammatica, il primo vero dolore per gli appassionati lettori dell’Uomo ragno, ed è un piccolo gioiellino anche nello sviluppo della trama e dei disegni, con il titolo dell’albo che appare solo alla fine della storia; tant’è che in tutti questi anni se ne è parlato tanto e addirittura questo funesto evento viene considerato la fine della Silver Age negli States.

L’Uomo Ragno n. 190

Il nemico impossibile

Data di pubblicazione: 11 agosto 1977
Editoriale Corno
formato comic book, spillato, 52 pp. (compresa la copertina), colori, L. 350 (euro 9,90 solo antiquariato, valutazione ebay)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume  SPIDER-MAN: LASAGA DEL CLONE E ALTRE STORIE 3 di 4  – Marvel Saga n.7 –  Panini Comics (2011), formato comic book, brossura, pp. 144, col., – Euro 6,00

Dopo un’introduzione fatta nelle pagine finali del n.168 e nella storia del n. 169, lo scrittore imbastì una sequenza di storie molto interessanti cheSM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati iniziarono nel n. 181 con le illusioni del nuovo Mysterio, e proseguirono con il ritorno di Gwen Stacy (che poi si scoprirà essere un clone creato dal Professore Miles Warren – n. 188), con il primo infarto di zia May, con i vari criminali che lo Sciacallo assolda contro Spidey, con la comparsa del clone di Peter Parker proprio nel n. 190, fino alla sua “apparente” morte. Tutti questi avvenimenti vengono narrati in un crescendo di incertezze, di tensioni, di rivelazioni ed un susseguirsi di emozioni per il lettore. Ritengo questa saga un caposaldo degli anni ’70, tant’è che è stata ripresa negli anni ’90 con il ritorno del Clone.

Storia nevralgica di questa saga fu il n. 190 nel quale Peter Parker :
a) scopriva che lo Sciacallo ed il professore Warren erano la stessa persona (bellissima la seconda tavola in cui venivano raccontati gli eventi del numero precedente con maestria, sintesi ed un’ottima serie di didascalie),
b) si scontrava e veniva sconfitto dal folle professore (che nel frattempo gli raccontava la genesi della sua follia e della nascita del primo clone di Gwen,
c) affrontava un clone, sempre creato dal professore Warren,
d) nel culmine della lotta tra l’uomo ragno ed il suo clone, il clone di Gwen si ribellava al suo creatore, il quale a sua volta per alcuni minuti ritornava lucido, faceva scoppiare una bomba e moriva.

Alla fine di questa serie di storie, sia Lo Sciacallo sia il clone dell’uomo ragno erano morti (almeno così sembravano), mentre il clone di Gwen partiva per una destinazione ignota. Il professore Warren aveva raggiunto comunque parte del suo scopo, cioè inserire in Peter Parker il dubbio che era lui il clone e non l’originale, facendogli perdere il controllo; tutte cose che saranno meglio sviluppate narrativamente alcuni anni dopo.
Con questa storia si chiuse il primo ciclo del Clone, anche se nel n. 191 Peter si sottoponeva a dei test, nel laboratorio del dr. Connors, per capire se lui era l’originale, e poi nelle prime tre tavole del n. 192 (scritte da disegnate da /John Romita) la saga terminava con l’Uomo Ragno che portava il suo clone nell’inceneritore e lo seppelliva lì. Solo oggi, dopo un’attenta rilettura mi rendo conto che molti avvenimenti, a quel tempo, furono risolti in fretta dagli autori; tant’è che i n. 191 e 192 furono realizzati da autori diversi da quelli che avevano realizzato l’intera saga.

Primo intermezzo
Dopo la conclusione della prima collana dell’Uomo Ragno, e la parentesi in formato tascabile con “Il Settimanale dell’Uomo Ragno”, in cui appare per la prima volta il criminale Carrion, che si rivela essere il primo clone del professore Warren (in una sequenza di storie discrete ma niente di più), il nostro arrampicamuri torna in edicola con una nuova serie nel 1982 (durata solo 58 numeri), con tante storie carine, specialmente quelle estratte dalla collana “Marvel team-up”, ma niente che vale la pena ricordare. Solo nel 1987 l’Uomo Ragno riconquista la ribalta fumettistica italiana con una nuova serie. Le prime storie sono per lo più mediocri, ma ci sono all’opera degli artisti bravi e nel 1991, ecco il primo gioiellino.

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 64

Ace – Peccato originale

Data di pubblicazione: 15 gennaio 1991
Editore Star Comics
formato comic book, spillato, 76 pp. (compresa la copertina), colori, L. 2500 (euro 3,00 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume LA MORTE DI JEAN DE WOLFF – Marvel Gold Spider-man – Panini Comics (2012), formato comic book, brossura, pp. 168, col., – Euro 15,00

Entrambi i racconti di quest’albo sono scritti da Peter David, e sono due gioiellini, anche se per motivi diversi. Il primo era un Annual avente come tema gli SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenatiscontri tra le bande giovanili, disegnato magnificamente da Mark Beachum, un’artista molto talentuoso che puntava sulla fisicità dei personaggi, fatta di linee curve, dolci, e con una impaginazione delle tavole molto interessante. Con la seconda storia, Peccato originale, disegnata da Rich Buckler, l’albo raggiunse un picco di intensità e di drammaticità mai viste nelle collane del tessiragnatele. La storia aveva un taglio noir, era un giallo-poliziesco senza supercriminali da combattere ma solo un serial killer chiamato “il Mangiapeccati”, che uccideva il capitano di polizia Jean De Wolff nella prima tavola ed un Giudice nell’ultima, senza che né l’Uomo Ragno, né Devil riuscissero a fermarlo. La saga, che aveva un ritmo serrato, continuava nel n. 65 e si concludeva infine nel n. 66; a poco a poco si compresero le motivazioni del serial killer, fino al suo smascheramento da parte di un Uomo Ragno molto più violento e rabbioso del solito, al limite di una crisi di nervi.  Al di là della morte agghiacciante di tre uomini e di una donna, che avevano in comune solo un legame con la giustizia e marginalmente con il killer stesso, quello che mi colpì fu proprio l’atteggiamento violento dell’Uomo ragno (che venne sottolineato anche in altre storie), inoltre noi lettori leggemmo anche altre storie poliziesche-noir di UR in quel periodo, poiché la collana principale aveva come supervisore Jim Owsley che prediligeva queste atmosfere.
La morte di Jean de Wolff, lasciò tutti sbigottiti, non solo perché venne servita “in maniera brutale” a pag. 3, ma perché l’Uomo Ragno non poté far niente per salvarlo, ma addirittura nel corso delle sue indagini scoprì quanto il capitano De Wolff lo stimasse e questo alimentò ancora di più il suo senso di colpa. Questa saga ebbe anche un sequel, scritto sempre da Peter David e disegnata dal veterano , che fu una bella storia (anche se gli mancava l’intensità della prima), nella quale si rivide un Peter Parker/Uomo Ragno violento e rabbioso, e si approfondì meglio il rapporto tra le due personalità del Mangiapeccati.

Speciale Uomo Ragno n. 1

L’ultima caccia di Kraven

Data di pubblicazione: novembre  1990
Editore Star Comics
formato comic book, brossurato, 148 pp. (compresa la copertina), colori, L. 10.000 (euro 22,00 solo antiquariato, valutazione  AD-Fumetti Online)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Spider-Man – Le storie indimenticabili n. 5 – RCS – Corriere della Sera, formato comic book, brossura, col., – Euro 8,99

CAPOLAVORO! Così si può sintetizzare questa storia, formata da 6 capitoli (sei numeri differenti negli States). Quell’anno (il 1990) era la prima Lucca ComicsSM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati per me, avevamo un piccolo stand come associazione culturale e vendevamo il n. 1 della nostra fanzine: Fumettomania. La realtà fumettistica professionale ed amatoriale era molto diversa da quella di oggi, c’era un brulichio di fanzine, alcune case editrici muovevano i primi passi, e le riviste d’autore stavano scomparendo una dopo l’altra. In questa situazione la Star Comics e Marco M. Lupoi, con questo volume facevano la parte del leone. La copertina qui inserita è proprio quella dell’edizione per Lucca comics. L’acquisto di questo volume non fu semplice, visto l’assalto dei fans allo stand della casa editrice perugina, ma ci riuscii ed appena terminai di leggere la prima delle sei storie: La bara, compresi la bellezza e l’unicità di questo volume. Mi resi conto che la storia non aveva niente a che vedere con tutto quello che avevo letto dell’Uomo Ragno fino ad allora. La scrittura di era avvolgente, incisiva, in alcuni punti una prosa; i disegni di Mike Zeck, erano realistici, impetuosi e la scansione delle vignette martellante, non si trattava di un fumetto con supereroi, ma di un racconto horror in cui i due protagonisti discendevano all’inferno nella prima parte e risalivano affrontando la realtà nella seconda. Da un lato c’era Kraven il cacciatore, che era un ex nobile russo, ossessionato dalla sua nemesi (il Ragno), e dalla sua visione di lealtà e di onore, un uomo che voleva trovare una morte onorevole; dall’altro lato c’era Peter Parker, l’Uomo Ragno, il difensore dei deboli e degli emarginati (Vermin, in questo caso), della giustizia, il marito poco presente, l’irriducibile che non si arrende mai, l’uomo che supera una delle prove più dure della sua vita perché vuole vivere, e ci riuscirà. Alla fine del racconto Kraven invece perderà la sua battaglia e troverà una morte onorevole. Questo fumetto fu la risposta personale di De Matteis al “Dark Knight “di Frank Miller (pubblicato nel 1986 dalla DC Comics), l’autore riuscì ad alzare il tono delle storie di Spidey (lo fece anche in tutte le altre storie che scrisse), inserendo elementi psicologici, drammatici, realistici, che prima non facevano parte dell’universo dell’uomo ragno. Un capolavoro.

Secondo Intermezzo

L’unica grande differenza tra le storie di 30-40 anni fa, e quelle moderne (più o meno a partire dal 1995 in poi), è che una volta la singola storia era leggibile a se stante anche se facente parte di una saga. Negli ultimi anni, invece, specialmente dopo che è diventato il nuovo editor-in-chief della Marvel, hanno preso piede le saghe divise in archi narrativi, che poi vengono ripubblicati in volumi, e quindi bisogna leggere tutte le storie per avere un quadro completo. È per questo motivo che nei prossimi essential, anche se scrivo di singolo albo, non mi posso esimere dal descrivere il contesto della saga di appartenenza.

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 176

Gridando – La miccia accesa- Il bozzolo – Amore materno, odio materno

Data di pubblicazione: 30 giugno 1995
Editore Marvel Italia
formato comic book, spillato, 76 pp. (compresa la copertina), colori, L. 3300 (euro 3,00 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online)

Questa storia non è stata ancora ristampata.

Con questo numero, per il nostro eroe iniziava un periodo tumultuoso, grazie ad una sequenza di storie incredibili! De Matteis, e gli altri scrittori delle 4 serie SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenatiamericane di Spiderman, supervisionati principalmente da DeFalco e da Fingeroth, scrissero tra il 1994 ed 1995 una serie di storie splendide (tutte pubblicate tra il 172 ed il 185), drammatiche, ricche di pathos, di colpi di scena, con criminali nuovi (Judas Travelar), con il ritorno di Ben Relly (il clone di Peter Parker, creduto morto anni prima, nell’UR prima serie), con il ritorno in scena di alcuni grossi criminali (Lo sciacallo, il Camaleonte, Carrion & Shriek, lo Scorpione) e con la presenza dell’ambigua figura di Kaine. De Matteis scrive le storie dell’uomo ragno portando all’esasperazione il rapporto tra l’uomo e l’eroe in calzamaglia, un eroe ossessionato dal suo ruolo, dalla sua rabbia, che prendeva sempre più nel corso delle storie, la decisione di non fermarsi mai, di non togliersi il costume, mettendo così da parte la moglie e la zia. In questo numero Peter, dopo aver saputo che sua zia era in ospedale in coma, in seguito ad un infarto, non solo non si toglie il costume per raggiungerla, ma si fece solo vedere di nascosto da Mary Jane e addirittura si chiuse in un bozzolo di ragnatela! Nel momento in cui Mary Jane, lasciò la loro casa per raggiungere la sorella, Peter alla lettura del bigliettino non cercò di farla tornare indietro, ma si accovacciò sopra una statua di un gargoyle (un mostro, in cima ad una grattacielo) e da lì  si mise a scrutare la città, solo, reietto e freddo. Questo, a mio avviso, è stato un momento cruciale nella vita editoriale del personaggio, sulla scia degli eventi raccontati nei 40 racconti circa pubblicati tra il 1994 ed 1995. Probabilmente i vertici della Marvel, visti gli stravolgimenti che la rivale DC Comics piazzava sul mercato ( la Morte di Superman, Batman paralizzato e Lanterna Verde criminale), volevano fare altrettanto con i personaggi più importanti della loro azienda, iniziando proprio dall’Uomo Ragno. Queste storie, infatti, diedero uno scossone e stravolsero la vita “monotona” dell’arrampicamuri, con il deterioramento del rapporto della coppia Peter Parker-Mary Jane (n. 175 e n. 176); l’infarto e la morte della zia May dopo una lungo periodo di coma (n. 176 e seguenti fino al n. 185); la gravidanza di Mary-Jane; il ritorno del clone (n. 178), il ritorno dello Sciacallo e i dubbi sulla vera identità di Peter Parker (n.184), dubbi che saranno sviluppati nelle storie a seguire dopo il n.185; ed ancora la morte di Doc. Octopus, dopo che quest’ultimo si era redento salvando la vita di Peter (n.182); l’arresto di Peter Parker (n.185), per un presunto omicidio commesso da Ben Relly, e tanto altro ancora. Purtroppo, nelle storie a seguire, alcuni di questi eventi narrati da De Matteis sono stati stravolti (zia May tornerà in vita, Ben Relly morirà, la figlia di Peter e Mary-Jane scomparirà nell’oblio, rapita da Norman Osborn), e di questi cambiamenti rimarrà ben poco.

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 225

Rivelazioni 3 e 4: Tormento – La notte di Goblin –

Data di pubblicazione: 4 settembre 1997
Editore Marvel Italia
formato comic book, spillato, 80 pp. (compresa la copertina), colori, L. 3500 (euro 3,00 solo antiquariato, valutazione privata)

Questa storia non è stata ancora ristampata

Dopo il n. 185, le trame si infittiscono: Peter scopre di essere lui il clone, mentre Ben è l’originale, e lascia a lui il costume per condurre una vita più tranquilla SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenatiinsieme alla moglie incinta; e per ultimo perde pure i poteri. Dal n. 215 inizia un’altra sequenza di storie che cambieranno questo nuovo status quo. Peter ha un malore, viene ricoverato in ospedale (n. 214 e 215) e muore (apparentemente), dopo una storia straziante scritta da Howard Mackie e disegnata splendidamente da , per poi ritornare in vita e riacquistare i poteri (in UR III n. 217). Nel n.224 la saga del clone si avvia alla conclusione. Mary Jane è in preda ai dolori del travaglio mentre un oscuro criminale fa si che Peter e Ben siano impegnati altrove; e il n. 225 è ancora una volta un albo spettacolare: continua il travaglio di Mary Jane che viene portata in sala parto e partorisce, ma a causa del  complotto ordito da Norman Osborn (ecco chi era l’uomo che si vedeva sempre in ombra), i medici le fanno credere che la bambina è nata morta, invece è stata trasportata in Europa da una falsa infermiera. Peter dopo aver raggiunto la moglie in ospedale, viene catturato da Osborn che lo fa rinvenire nel suo palazzo (davanti al Daily Bugle), per fargli vedere come ucciderà i suoi amici intrappolati nell’edificio. Osborn durante lo scontro rivela a Peter che lui non è un clone, ma l’originale!  Ben nel frattempo rinviene (era stato malmenato da Goblin) e salva Flash ma rimane ferito dall’esplosione delle zucche-bombe, mentre Peter combatte con Goblin. Atto finale: Ben rimane infilzato dall’aliante di Goblin che, a sua volta, muore in un’esplosione! L’Uomo Ragno (Peter Parker) porta via il corpo di Ben per non far vedere a J.J.Jameson e agli altri giornalisti del Daily Bugle, la decomposizione del clone. La due storie contenute in questo numero, disegnate rispettivamente da Steve Skroce e John Romita Jr., sono travolgenti, l’impaginazione delle vignette scandisce il dramma che vivono Mary Jane prima e Ben Relly dopo. Norman torna in scena con tutta la sua follia e la sua potenza, e non risparmia nessuno. Siamo di fronte alla fine di un’epoca: via il clone, via la figlia di Peter&Mary Jane, via zia May, perché le storie del tessiragnatele dovevano tornare più leggere, meno noir…
Peccato!

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 294 – (22)

Forse sognare

Data di pubblicazione: 25 maggio 2000
Editore Marvel Italia
formato comic book, spillato, 84 pp. (compresa la copertina), colori, lire 4000 – Euro 2,06 (euro 3,50 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Spider-Man – Le storie indimenticabili n. 13 – RCS – Corriere della Sera, formato comic book, brossura, col., – Euro 8,99

Lo scrittore britannico Paul Jenkins, nell’autunno del 1999 (nel maggio del 2000 in Italia), con tre storie conquistava gli appassionati dell’Uomo Ragno. La terza SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenatistoria era proprio Forse sognare, che tutti i lettori dovrebbero avere nella loro biblioteca, perché conteneva il sunto della storia editoriale del tessiragnatele, con la ri-narrazione delle morti del capitano Stacy, di Gwen Stacy, della figlia di Peter (ammesso che sia morta), ed infine dello Zio Ben; e un approfondimento sul senso di colpa dell’Uomo Ragno. La parte grafica era affidata a J.C. Jones, che alternava un tratto quasi classico ad un’anatomia iperrealistica e con un’impaginazione delle tavole strepitosa: sembrava quasi di sfogliare un album di ricordi, e questa caratteristica era amplificata dalla presenza di tavole a fumetti degli anni ’60 e ’70 (in b/n, incastonate nelle vignette, distorte e ruotate) che si riferivano agli avvenimenti rinarrati. All’inizio della storia l’Uomo Ragno è imprigionato nella sua stessa ragnatela, mentre al termine, oramai libero, viene riportato alla realtà dalla figura di Gwen. È veramente una gran bella storia. Un’ultima annotazione: anche la copertina era molto intrigante, con l’Uomo Ragno inginocchiato e legato nella sua stessa ragnatela al centro della pagina, quasi sconfitto dal suo dolore e dal senso di colpa, mentre sullo sfondo c’erano le facce degli amici e dei nemici morti, tutti colorati in giallo tendenti all’ocra. Dopo questa storia Jenkins diventò lo scrittore regolare della collana americana “Peter Parker: Spiderman” e continuò a farci leggere tante belle storie tra cui quelle pubblicate tra UR n. 324/325 (52/53), nelle quali sceneggiò uno scontro terribile con Norman Osborn, più folle che mai, che voleva fare impazzire Peter Parker e farlo diventare suo successore (senza riuscirci); ed ancora, la storia in cui narrò il ritrovamento di Mary Jane (UR n. 333/61), prigioniera di un empatico, il quale prima voleva sostituire il tessiragnatele e poi alla fine si suicida riconoscendo la nobiltà d’animo del nostro eroe.

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 346 – (74)

Allo scoperto

Data di pubblicazione: 25 luglio 2002
Editore Marvel Italia
formato comic book, spillato, 84 pp. (compresa la copertina), colori, Euro 2,25 (euro 3,50 solo antiquariato, valutazione AD-Fumetti Online)

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Spider-Man – Le storie indimenticabili n. 9 – RCS – Corriere della Sera, formato comic book, brossurato, col., – Euro 8,99

J. Michael Straczynski (già scrittore e produttore del serial TV Babylon 5 e di due fumetti molto interessanti: Rising Star e Midnight Nation)) nel giugno delSM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati 2001 sostituiva Howard Mackie nella serie USA Amazing Spiderman, ed in Italia iniziammo a leggere le sue storie, sette mesi dopo dal n 335 (63) in poi. Il suo bigliettino da visita fu l’inserimento nella vita di Peter Parker di un nuovo comprimario, un personaggio ambiguo mai apparso prima, Ezekiel, che aveva i suoi stessi poteri. A partire dal n. 343 (71), il rapporto tra Peter ed Ezekiel si infittisce quando Ezekiel gli spiega che il suo è un potere totemico perché è ripreso da un animale (il ragno) e lo fa riflettere sul fatto che l’Uomo Ragno ha affrontato molte volte nemici che, come lui, rappresentavano altri animali. Solo che il tessiragnatele si è messo troppo in evidenza e ci sono entità che gli vogliono dare caccia per ucciderlo, ed il primo di queste entità è Morlun (un vampiro psichico), appunto un cacciatore di totem, che appare nel n. 343 . Il primo scontro con Morlun fu catastrofico per l’Uomo Ragno, il quale malmenato ma vivo, si affidò alla scienza per trovare una soluzione contro il vampiro e lo sconfisse. La storia si concluse con l’arrampicamuri che sfinito dalla battaglia, crollava sul suo letto di casa e Zia May (che nel frattempo era stata fatta tornare in vita) entrava nella stanza dove suo nipote dormiva e, “colpo di scena ”, raccoglieva da terra brandelli del costume dell’uomo ragno! L’albo n. 346 è storico per le due pagine finali e soprattutto se viene letto insieme ad altre storie (sempre scritte a Straczynski fino al n. 404/132), in quanto parte di un unico “concept narrativo”: lo scrittore, infatti, propone l’Uomo Ragno con storie più dialogate, condite con elementi magici, mitologici, fantascientifici mai esplorati fino ad allora. I disegni di John Romita Jr., che accompagnano questa storia e tutte le altre legate ad Ezekiel, sono sempre spettacolari e trasmettono un’intensità emotiva unica. Il tema del ragno ed il personaggio Ezekiel tornarono di nuovo nel n. 366 (94) con una storia in 3 parti, in cui l’Uomo Ragno si scontra con Shathra, un’entità trasportata dallo stesso eroe da una dimensione chiamata “piano astrale” (in alcuni numeri precedenti). Stavolta Peter si affida a Ezekiel e lo segue in Africa, nel Ghana, qui gli viene spiegata la mitologia degli uomini ragno, tutti discendenti del primo uomo ragno, chiamato Anansi; che anche lui era stato un prescelto, e che l’apporto delle Scienza (cioè dell’evento che ha originato il suo potere) era stato fortuito. Lo scontro finale tra l’Uomo Ragno e Shathra finisce con la vittoria del tessiragnatele ma stavolta con l’aiuto della magia, infatti una moltitudine di ragni, originatesi dal sangue di Ezekiel imprigioneranno Shathra e la faranno cadere nel pozzo situato al centro del tempio dedicato al ragno (UR III n. 368/97). Infine nei numeri 402 404 Straczynski, chiuse la sua triologia “totemica” dell’Uomo Ragno con una storia in 5 parti “il libro di Ezekiel”: una nuova entità inseguiva il nostro eroe, ma era solo una trappola; Ezekiel scopriva le sue carte, rivelando che lui era il prescelto, ma con l’avvento di Peter-Uomo Ragno le entità volevano un sacrificio, uno dei due doveva morire o lui o Peter. Alla fine, dopo uno scontro tremendo, sarà Peter a spuntarla solo perché Ezekiel si sacrifica e compie l’atto eroico, l’unico della sua vita.

L’Uomo Ragno (terza serie) n. 488

Soltanto un’altro giorno

Data di pubblicazione: 26 giugno 2008
Editore Marvel Italia
formato comic book, spillato, 84 pp. (compresa la copertina), colori, Euro 2,80

La ristampa più recente di questa storia è contenuta nel volume Spider-Man – Le grandi saghe n. 4 – RCS – Corriere della Sera, formato comic book, brossurato, col., – Euro 9,99

L’ultimo degli 11 albi essential dell’Uomo Ragno è quello che a me è piaciuto di meno, anche se oggettivamente, rappresenta un momento fondamentale della vitaSM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati editoriale dell’eroe. A causa degli eventi narrati in questo numero, infatti, oggi leggiamo una collana chiamata Amazing Spiderman (anche se noi italiani dal 1970 al 2008 l’avevamo sempre chiamata L’Uomo Ragno) totalmente diversa da quella degli ultimi venti anni precedenti al 2008. Faccio mia una parte delle note scritte da Vittorio Sossi sul database “Marvel In Italia” (sul sito “Blue-Area, La zona Blu”) estratta dal n. 487 dell’UR III, trovandomi perfettamente d’accordo con l’autore:  «Inizia la distruzione di tutto il ciclo narrativo precedente (fino a 20 anni fa!), con un ritorno alle origini che vedrà la cancellazione del passato di Peter: Mary Jane si ritirerà dalle scene (almeno temporaneamente), i due non si saranno mai sposati, la vecchia May continuerà a infestare le pagine della testata, l’Uomo Ragno si riapproprierà della sua identità segreta e soprattutto ci sarà un ritorno alle origini con nuovi comprimari, i soliti problemi post-adolescenziali e lavorativi, e il ritorno di Harry Osborn. Una scelta infausta: mentre tutto l’universo Marvel va avanti, quello dell’Uomo Ragno torna indietro…». Le radici di questa storia divisa in 4 parti (due nel n. 487 e due nel n. 488) risalgono all’evento: “Civil War”, durante il quale i supervisori e gli scrittori delle collane USA di Spiderman ebbero una serie di idee infelici: l‘uomo ragno appoggia Iron man, si smaschera pubblicamente ( CW n. 2 – UR III n. 459), poi lascia la fazione di I.M. e passa con Capitan America (diventando un fuggitivo), e infine viene preso di mira da parte di Kingping e fugge per un pelo ad un cecchino che colpisce Zia May (UR III n. 470). E vai! Questa è la volta buona che la vecchiaccia muore! Prima che ciò avvenga Peter torna a ri-indossare il costume nero, dà sfogo alla sua violenza, troppo a lungo sopita (UR III  n. 471), riesce a dare una bella lezione allo stesso Kingpin-Fisk, fin dentro la prigione dove il criminale è detenuto (UR III n. 485). A quel punto, io e tutti i lettori, ci aspettavamo l’inevitabile, cioè: la morte di zia May, un nuovo corso delle storie di Spidey, ed uno stratagemma narrativo per rendere nuovamente segreta la sua identità. Ed invece nel n. 487 mr. Straczynski imbastisce la storia più assurda, penosa, banale e scontata, che un autore abbia mai scritto per l’Uomo Ragno (bisogna poi capire quanto sia stato farina del suo sacco e quanto invece “Ordine” dal vertice Marvel). I disegni, invece, grazie all’apporto di Joe Quesada (matite) SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenatie Danny Miki (inchiostri), sono eccezionali, con delle vignette spettacolari, un percorso verso l’inferno fatto di primi piani espressivi, di campi lunghi e medi sapientemente amalgamati. Una goduria per gli occhi. Ma torniamo alla narrazione degli eventi. Per l’ennesima volta zia May non muore, ma addirittura il Diavolo-Mefisto si intromette nella vita della coppia Peter-Mary Jane, promettendo di far vivere la loro zia, solo che in cambio non vuole l’anima (troppo scontata), ma la loro felicità , il loro matrimonio, il loro amore; così facendo cambierà il futuro, con un incredibile ritorno al passato. Nella storia non c’è nessun approfondimento alla De Matteis, nessun logorio psicologico alla Paul Jenkins, nessuna prosa alla Howard Mackie, solo il senso di colpa di Spidey e, narrativamente, una serie di luoghi comuni (ciò che lui sarebbe potuto diventare, la figlia che avrebbe potuto avere, etc.) e tra l’altro, la scelta vitale alla proposta di Mefisto non viene neanche presa da Peter, cioè dal protagonista della serie, ma dalla moglie Mary Jane. È un Peter Parker piagnucolone e senza spina dorsale, che accetta un patto col male piuttosto che combatterlo fino alla  morte, se necessario; è un eroe che non ascolta neppure il suo amico dottor Strange (l’ex supremo mago dell’universo fittizio della Marvel), il quale è stato tante volte tentato dal male, conosce molto bene il limite fin dove un essere umano si può spingere ed il punto in cui si deve fermare, ed infine sa bene il significato della vita e della morte. Anche Mary Jane, la moglie del nostro eroe, che tanto era maturata grazie ai precedenti scrittori delle serie del Ragno, diventa una macchietta, una pedina, perde lo spessore che aveva faticosamente raggiunto nelle storie precedenti. Mary prima, sembra voler mettere sul piatto buone e condivisibili argomentazioni: SM50: Essential Eleven Albi italiani dell'Uomo Ragno secondo Mario Benenati«zia May dopotutto ha vissuto la propria vita, piena e appagante, se è giunto il suo momento, perché sacrificare tutta la vita che i due giovani hanno davanti? Perché non dovrebbe essere giusto lasciarla andare?» Poi però, come una novella Eva, convince Peter Parker a scegliere il patto con il Diavolo. «Anche Peter urla la sua adesione all’odioso patto e ci ritroviamo catapultati venti o trenta anni indietro idealmente, in quanto l’azione si svolge sempre ai giorni nostri. Il giovane Parker si sveglia nella casettina della zia May nel Queens, e si scopre immancabilmente in ritardo. Dove dovrà recarsi con tanta urgenza? Ma alla festa di bentornato di Harry Osborn, facoltoso figlio di Norman, apparentemente immemore dei segreti del passato. Alla festa c’è anche Flash Thompson, e in disparte, Mary Jane, che si allontana mestamente nell’indifferenza di tutti. Harry ci presenta due nuove comprimarie: la sua fidanzata glamour Lily e la timida e scialba Carlie Cooper.». Questa storia sancisce un ritorno indietro nel tempo il cui unico scopo era e rimane (visto che oggi leggiamo la continuazione di quell’evento), quello di raccattare i lettori di nuova generazione che hanno conosciuto l’Uomo Ragno, anzi Spiderman, attraverso i film e che si possono identificare con lui solo se è uno sfigato giovane squattrinato. Questo è lo Spiderman che J. Michael Straczynsky, ha consegnato alla storia fumettistica ed editoriale di questo cinquantenario personaggio che stiamo oggi festeggiando.

Per il resto… sono in attesa di nuovi sviluppi narrativi…Buon compleanno Uomo Ragno !

4 Commenti

4 Comments

  1. eleonora dini

    22 novembre 2012 a 11:52

    Ho letto l’Uomo Ragno a partire dal primo numero dell’Editoriale Corno fino alla saga “One more day”, che io considero non solo la sequenza di storie peggiore dell’Uomo Ragno, ma anche di tutta la storia della Marvel. Non sono un ragazzino ingenuo, sono abituato a morti, resurrezioni e restyling, e certo nessuno deve insegnarmi nulla a proposito della “suspension of disbelief” (sono un’insegnante universitario di letteratura, mi nascondo sotto un nome fittizio), ma “One more day” era davvero troppo. Con un gesto plateale, ho abbandonato la collezione e non ho ancora ripreso a comprare Spiderman, mentre leggo (ancora per quanto?) tutto quello che in Italia esce della Casa delle Idee. Sbaglio? Dovrei ricominciare? Grazie dell’articolo, davvero molto bello.

    • Davide Occhicone

      Davide Occhicone

      22 novembre 2012 a 13:15

      Mario è invitato a rispondere.
      Io, ad esempio, ho avuto la tua stessa reazione.
      Non so se è la “storia” peggiore (non credo proprio). So solo che quando si decidono delle svolte così clamorose ci sta anche che qualche lettore molli…

    • Mario dell'isola felice

      23 novembre 2012 a 16:07

      Hai potuto leggere che abbiamo le medesime idee su “One more day”… Non comprando più Spiderman, non dovrai subirti gli ultimi “epocali” cambiamenti della serie americana… Al peggio non c’è mai fine :-)

      • Davide Occhicone

        Davide Occhicone

        23 novembre 2012 a 16:48

        A dire il vero, ad esempio, io successivamente l’ho ripreso, Spider-Man…

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