“Quasi signorina”: infanzia a fumetti all’ombra del Vesuvio

I ricordi, le speranza e i sogni da bambina di Cristina Portolano nel suo nuovo libro edito da TopiPittori: "Quasi signorina".

"Quasi signorina": infanzia a fumetti all'ombra del VesuvioAttraversare l’infanzia di attraverso Quasi signorina è come aprire una finestra a fumetti sulla città di Napoli a cavallo degli anni ’80 e ’90, nel pieno del post terremoto, mentre avvengono i delitti di mafia, si subiscono le conseguenze del disastro nucleare di Cernobyl e il Napoli di Maradona conquista il suo secondo Scudetto.

Quasi signorina è articolato in nove capitoli che scandiscono i vari momenti della vita dell’autrice ed evidenziano la graduale presa di coscienza della protagonista, partendo da prima della sua nascita (“non c’ero”) fino a giungere al momento della Prima Comunione e dello sviluppo (“credo”).

Da subito siamo immersi negli usi e costumi partenopei, a cominciare dal grave “affronto” fatto alla nonna di Cristina da parte dei suoi genitori, che decidono di metterle il nome della presentatrice della trasmissione televisiva Drive In anziché, come vorrebbe la tradizione, lasciarle ereditare quello della madre di suo padre.
All’esterno dell’atmosfera domestica, il disegno di della Portolano ci offre ampie panoramiche e ci conduce nei vicoli e nelle salite della città, partendo dalla sua abitazione nel pieno del centro storico, a Salita Tarsia, da dove lo sguardo si inerpica verso l’alto, verso Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino, all’ombra del Vesuvio.

Tra i giardini e le terrazze incastrate tra i palazzi si avverte l’irrequietezza della città, il suo divincolarsi tra passato e presente, nella convivenza tra le credenze popolari (gli spiritelli della casa, il Munaciello e la Bella ‘Mbriana) e le prime istallazioni d’arte contemporanea in piazza del Plebiscito (risale al 1995 la Montagna di Sale di Mimmo Paladino). 
Questo è il contesto in cui nasce il racconto della formazione della giovane Cristina, di cui emerge subito il carattere creativo, ribelle e determinato. A Napoli la piccola matura in fretta, già all’asilo dalle suore deve imparare a tirare fuori una buona dose di coraggio per farsi rispettare, per non essere una “pescia a brodo” come le consiglia saggiamente il fratello Mario.

"Quasi signorina": infanzia a fumetti all'ombra del VesuvioL’amore per il disegno, l’insofferenza rispetto a certi doveri da “bambina per bene” (indossare la gonna, portare i capelli lunghi), la passione per i fumetti, l’immaginario fervido che la spinge a scrivere lunghe lettere a Barbie o a cimentarsi in surreali dialoghi con Diego Armando Maradona, con cui si scambia consigli e lezioni di vita, sono i tratti che denotano fin dall’infanzia la personalità di Cristina.
La nostra precoce eroina ha già le idee chiare sul suo futuro ancora prima di finire la scuola media e di diventare, come dicono tutti, “signorina”, con tutto ciò che questo comporta nella vita di una giovane donna.

A questo proposito, il racconto del percorso di crescita di Cristina in Quasi signorina si può mettere a confronto con quello di un’altra infanzia a fumetti, quella della giovane Virginie de Il gusto del Paradiso di Nine Antico, al quale si accomuna anche per la frizzante ironia.
Ma mentre Virginie è concentrata sull’emergere della sua femminilità e dell’interesse nei confronti dell’altro sesso, Cristina appare lontana da qualsiasi stereotipo, interessata ai giochi “da maschio”, insofferente e dotata di una fervida fantasia, dalla quale si sviluppa una sorta di bestiario insolito ed esplosivo.

"Quasi signorina": infanzia a fumetti all'ombra del Vesuvio

Ne deriva uno stile grafico inconsueto e originale, con una scelta cromatica incentrata esclusivamente su varie sfumature di verde e sull’arancione chiaro, lasciando ampio spazio al bianco. Il risultato è una fusione tra delicatezza di dettagli e forza delle espressioni, a cominciare da quelle dei personaggi, della stessa Cristina in particolare, a partire dal suo sguardo curioso e vivace, nascosto dietro gli occhiali,  e dal suo abbigliamento rappresentato da bermuda, tshirt e sandaletti.

Quasi signorina si presenta così come un’opera prima gustosa, frizzante e singolare in cui la frenesia della città di Napoli contribuisce ad alimentare il mondo illustrato eclettico e imprevedibile della Portolano, di cui si delinea già una straordinaria capacità nel mescolare e rielaborare in modo originale gli spunti più diversi.

Abbiamo parlato di:
Quasi signorina
Cristina Portolano
TopiPittori, maggio 2016
163 pagine,cartonato, colori – 16,00 €
ISBN: 9788898523450

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