Si può fuggire dall’inferno Zombicide?

Si può fuggire dall’inferno Zombicide?
Continua con "Via dall’inferno", scritto da Enoch, Vietti e disegnato da Moroni, Itri e Olivares, la miniserie ispirata al celebre board game "Zombicide".

zombicide2_copMorti illustri e new entry caratterizzano Via dall’inferno, secondo episodio della miniserie da edicola dedicata da  EditoreCMON al famoso gioco da tavolo Zombicide.

L’albo, scritto da  e disegnato da Alessio MoroniMarco Itri , inizia con un racconto sul rapporto fra Keiko e Hobo, ambientato il giorno dell’apocalisse, per poi riallacciarsi al presente e alla fuga nei tunnel della metropolitana che ha chiuso Il primo giorno. Il gruppo di sopravvissuti deve raggiungere un rifugio ma la strada da percorrere è costellata di incontri sgradevoli, ai quali non tutti sopravvivono. Trattandosi di ambientazione zombie, dalla morte si può però tornare, per un’ultima recita.

In una trama dal ritmo serrato, con sequenze d’azione inanellate una dopo l’altra, entra in scena anche il terrore dei giocatori: l’abominio, il gigantesco zombie all’apparenza indistruttibile se non rispettando la classica equazione “zombie grande uguale arma ancor più grande”. Nel finale, come accade a scopo strategico nel board game, i sopravvissuti si separano ed entra in scena Amy, annoiata impiegata di un banco di pegni esperta nell’uso della katana.

Se storia e personaggi sono inevitabilmente legati ai paradigmi del gioco, risultano più intriganti i disegni. A livello di omogeneità è ben calibrato il lavoro dei disegnatori, concentrati sui dettagli degli scenari apocalittici e sul dinamismo delle scene d’azione.
Moroni, che si occupa della storia principale, visualizza l’estinzione di decine di zombie organizzati in orde, con un segno dinamico che raggiunge l’apice in una tavola doppia divisa in cinque vignette dal taglio diagonale. Itri, impegnato nel flashback in bianco e nero con frequente incursione del rosso, racconta una situazione di normalità che sfocia nel primo assalto zombie e caratterizza i non morti con espressioni a volte grottesche, concentrandosi anche su elementi della tradizione giapponese. Olivares, autore del flashback conclusivo a colori, introduce Amy con il caratteristico segno pulito e iperdettagliato: la necessità di condensare le informazioni sulla nuova arrivata impone un numero maggiore di vignette per ogni tavola, con un coinvolgente montaggio cinematografico che non lesina su campi e controcampi fino alla splash finale.  

, con i suoi colori, è abile nel far risaltare le ombre, nel caratterizzare i morti viventi e i sopravvissuti, e nell’interpretazione di una particolare visuale in soggettiva degli zombie, giocata su sfocature e visione bicromatica.

Abbiamo parlato di:

Zombicide #2 – Via dall’inferno
Enoch, Stefano Vietti, Alessio Moroni, Marco Itri, Giancarlo Olivares,
Editore, agosto 2022
64 pagine, brossurato, colori – 4,90 €
ISSN: 9772785575004200002


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