
La partecipazione dell’autore è palpabile soprattutto nel descrivere con efficacia l’imbarazzo, la vergogna, la paura e la rabbia della protagonista, le sue difficoltà nel comunicare e la conseguente ritrosia nel fare amicizia. I sentimenti appaiono ben rappresentati senza essere mai esasperati, mantenendo così il racconto scorrevole e non forzato, anche grazie a vignette squadrate che variano forma per adattarsi all’inquadratura, ma senza mai azzardare tagli diagonali o vignette sovrapposte più adatte a manga d’azione.
Il disegno punta molto sull’espressività dei volti e caratterizza i personaggi diversificando la forma del viso o il taglio di occhi e capelli. Sporadicamente la prospettiva si fa meno sicura, ma nel complesso le illustrazioni si rivelano adatti alla storia e al tono, facilitando la lettura. In una cadenza di tavole generalmente ben leggibile e ordinata spiccano i momenti in cui le vignette si fanno più grandi, sottolineando momenti chiave del racconto, o certi usi del carattere del lettering che si fa più grande, tanto da non rientrare nelle nuvolette, per aumentare il senso di oppressione e di tensione della protagonista, o che cambia forma per ricreare un canto stonato.
Il messaggio finale è positivo, un invito a non nascondersi e ad avere il coraggio di affermare la propria identità.
Abbiamo parlato di:
Shino non sa dire il suo nome
Shuzo Oshimi
Traduzione di Laura Giordano
Panini Comics, 2018
216 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,50 €
ISBN: 8891285056









