Serie tv, romanzo e fumetto: Mando cala il tris

Serie tv, romanzo e fumetto: Mando cala il tris
Dopo due stagioni della serie tv e il romanzo di Schreiber, gli italiani Ferrari, Piana e Chimisso firmano per Panini Comics il graphic novel di The Mandalorian.

The mandalorian_copMentre bisognerà attendere febbraio 2023 per la terza stagione di The Mandalorian su Disney+, come confermato da Lucasfilm, continua l’operazione di adattamento della prima stagione su altri media. Dopo la pubblicazione del romanzo di Joe Schreiber nel 2021,  porta sul mercato anche la versione a fumetti, firmata dal team tutto italiano composto da Alessandro Ferrari, alla sceneggiatura, Matteo Piana Igor Chimisso ai disegni.
Un’operazione che sfrutta l’enorme successo riscosso dal cacciatore di taglie creato da Jon Favreau, il cui dietro le quinte con tanto di approfondimento sui vari tie-in, è analizzato qui.

Condensare gli otto episodi della prima stagione di The Mandalorian in un graphic novel di 72 pagine non è semplice, soprattutto se ci si confronta con un prodotto griffato , nel quale converge un immaginario ben definito non solo dagli aspetti visivi, ma da colonne ed effetti sonori, personaggi, razze, ambientazioni, intrecci narrativi pregressi. Tutti elementi che i fan, più che conoscere e apprezzare, tendono ad assaporare come un bicchiere d’acqua ghiacciata nel deserto (di Tatooine).
Alessandro Ferrari è dunque chiamato a trasferire su carta l’avventura iniziale di Mando e del Bambino, rispettando fedelmente non solo quanto visto sullo schermo, ma anche la mitologia di Star Wars. Lo sceneggiatore riesce a sfruttare alcune caratteristiche tipiche del linguaggio fumetto, come i dialoghi, ma incappa nelle inevitabili limitazioni dovute al dover trasporre un’opera troppo estesa rispetto al numero di pagine concesso.

Se da un lato i dialoghi sono ben gestiti e caratterizzano in modo immediato e preciso i personaggi, ad esempio Din Djarin appare subito essenziale, diretto e intransigente, dall’altro Ferrari è costretto a utilizzare fin troppo di frequente quelle che Scott Mc Cloud nel suo Reinventare il fumetto definisce come transizioni da scena a scena, ovvero due vignette consecutive la cui elisione conduce a un passaggio attraverso grandi distanze di tempo e/o spazio. Ciò comporta un ritmo non solo elevato ma quasi sincopato, che non lascia al lettore il tempo di godersi qualche momento in più nelle ambientazioni che ama o di gustarsi certi passaggi che potrebbero essere, e sono nella serie tv, evocativi o necessari per comprendere le scelte o il carattere dei protagonisti. A risentire della compressione narrativa sono proprio la profondità dei personaggi – soprattutto i comprimari come Kuiil o Greef Karga – alcuni dei quali sembrano calati a forza in un ruolo predeterminato, e la complessità dei rapporti, ad esempio la complicità che dovrebbe crescere di continuo fra Mando e Grogu.

Anche per ovviare alla scomoda compressione, vengono utilizzate didascalie che identificano tempi o luoghi, ma la soluzione è spesso pleonastica e appare infine anacronistica, più simile a una toppa per riparare un abito strappato che a uno strumento per far progredire la storia. Il montaggio di The Mandalorian graphic novel presenta invece elementi interessanti: in uno sviluppo lineare, lo sceneggiatore utilizza inquadrature e sequenze giustamente cinematografiche con campi e controcampi e, a volte, l’inserimento nelle tavole di vignette flashback destinate ai ricordi di Mando. La trama individua gli snodi principali della serie tv, raccontando il viaggio del cacciatore di taglie dalla partenza fino al ritorno su Nevarro, passando per Arvala-7, Sorgan, Tatooine, e concentrandosi su alcune delle sequenze più spettacolari, come la fuga con l’aiuto dei Mandaloriani o la sconfitta dell’AT-ST imperiale insieme a Cara Dune.
La sensazione di trovarsi su un pianeta alieno in una galassia lontana lontana, che le opere cinematografiche o televisive di trasmettono, risulta comunque mitigata in un graphic novel che avrebbe avuto bisogno di un maggior numero di tavole con sequenze più lente e diluite.

The mandalorian_tavPiana e Chimisso lavorano su una tavola a tre, quattro o cinque strisce con vignette regolari e prevalenza di doppie. La linea è pulita e molto definita negli elementi delle ambientazioni, nei particolari dei vestiti (anche in scene di massa) e delle armature di Beskar di Mando e degli altri cacciatori di taglie.
I personaggi rispettano le fisionomie degli attori della tv, così come le varie creature, razze, droidi e tecnologie, dalla Razor Crest al mudhorn, dagli Ala-x a IG-11. In alcuni campi lunghissimi, utili a introdurre pianeti o ambienti visitati da Din Djarin, lo stile diventa più essenziale e quasi pittorico, con una cura minuziosa di luci e ombre per rendere la profondità degli scenari, ed è impreziosito da una colorazione molto precisa sui punti luce e sulle peculiarità dei vari pianeti (il deserto di Tatooine, il rifugio dei mandaloriani su Navarro, le foreste verdeggianti di Sorgan).
Coinvolgenti le scene d’azione sia nello spazio, con belle inquadrature e prospettive, sia a terra, con pose plastiche e un utilizzo misurato ma convincente di effetti digitali.

Il buon lavoro sui disegni attutisce almeno in parte il problema della narrazione ipercompressa di The Mandalorian graphic novel, che risulta infine come un riassunto della serie tv, con tutti gli snodi fondamentali ma carente in termini di profondità e sfaccettature di personaggi e trama. Una lettura che potrebbe lasciare spiazzato il lettore occasionale, ancor più se completamente all’oscuro di fenomeni come la Forza, dell’antitesi Impero Galattico-Repubblica o di razze come i Java.
Il fumetto rappresenta invece una classica manovra commerciale, con tutti i suoi pro e contro, per i fan del franchise, che possono apprezzare e magari collezionare il volume nella sua bella confezione cartonata, o usarlo per un veloce ripasso prima di vedere la nuova stagione.

Risulta infine promettente, anche se non certo una novità, l’operazione di adattamento rovesciato, cioè da serie tv a fumetto (o a libro), che potrebbe in futuro svilupparsi in altre direzioni. Come accaduto, per fare un esempio, nel mondo di , che conta decine di romanzi e fumetti derivati dalle varie serie televisive o dai film: non solo versioni romanzate di quanto visto su piccolo o grande schermo, ma vere e proprie saghe extra prodotte dagli anni Settanta fino al recente passato.

Abbiamo parlato di:
The Mandalorian – La Graphic Novel della Stagione 1
Alessandro Ferrari, Matteo Piana, Igor Chimisso
Panini Comics, 2022
80 pagine, cartonato – 9.90 €
ISBN: 9788828716525

The Book of Boba Fett, il cowboy e gli Indiani
Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *