Senza di Tex: Leo Pulp Western di Massimo Bonfatti

Senza di Tex: Leo Pulp Western di Massimo Bonfatti
"Senza di Tex" è la galleria di omaggi grafici con i quali vari disegnatori hanno voluto omaggiare i settant'anni di vita di Tex. Massimo Bonfatti ci hanno regalato il suo "Leo Pulp Western".

Senza di Tex: Leo Pulp Western di Massimo Bonfatti_Omaggi Per lo speciale dedicato ai settant’anni di vita editoriale di , per la sezione omaggi grafici abbiamo pensato a qualcosa di particolare.
L’abbiamo intitolata Senza di Tex e abbiamo chiesto a ognuno dei disegnatori invitati di regalarci un’immagine nella quale un personaggio western a fumetti non bonelliano fosse rappresentato insieme a un qualcosa che ricordasse Tex: Blueberry con una sedia vuota accanto, Coccobill che trova il foulard di Tex abbandonato,Dinamite che corre via con Trottalemme, Lucky luke che spara all’ombra di Tex, Kinowa con in mano scalpo e cappello di Tex, Jonah Hex con la pistola di Tex come la disegnava Galep. Oppure, in alternativa, un personaggio di sua creazione che venisse rappresentato in una situazione texiana.

Questi gli spunti che abbiamo fornito, e ognuno dei disegnatori ci ha stupito. Come Massimo Bonfatti e il suo…

LEO PULP WESTERN

Senza di Tex: Leo Pulp Western di Massimo Bonfatti_Omaggi
Tex ©Sergio Bonelli Editore 2018 – Leo Pulp ©Aventi diritti

Senza di Tex: Leo Pulp Western di Massimo Bonfatti_Omaggi Leo Pulp è un personaggio creato da  e Massimo Bonfatti per la Sergio Bonelli Editore e protagonista di tre albi usciti tra il 2001 e il 2007 con disegni dello stesso Bonfatti a cui, nel terzo albo, si affianca Cesare Buffagni. Da settembre 2011 la saldaPress ha ristampato la serie nella collana Maèstro in tre volumi di alta qualità, di grande formato.
Leo Pulp è un investigatore privato di quelli protagonisti dei film noir degli anni Quaranta, con la scritta sul vetro smerigliato della porta, la piccola sala d’aspetto ammobiliata con due poltroncine sfondate e lo studio in perenne disordine perché i proventi di un detective da venticinque dollari al giorno che voglia rispettare la sua integrità morale non consentono il lusso di una donna a ore. Leo Pulp non fa eccezione in niente rispetto agli investigatori di quel periodo: duro quanto loro, cinico quanto loro, romantico quanto loro (ma questo non lo ammetterebbe neanche sotto tortura), bastian contrario quanto loro, e infine (si direbbe oggi) politicamente scorretto quanto e più di loro. Da vero lupo solitario combatte da solo la sua battaglia. L’unico che lo aiuta è il capitano di polizia Nick Tracy (che Leo continua a chiamare Dick), ma Tracy lo fa di malavoglia e unicamente perché vi è costretto, in nome di un non meglio precisato debito che ha con Leo. Un aiuto d’altro genere lo trova in Norma “la formosa”, che gestisce un bar che Leo frequenta abitualmente perché vi può mangiare a sbafo il suo piatto preferito: uova fritte con pancetta. Norma è quasi la fidanzata di Leo, ma lui – cui piace credersi più cinico di quanto non sia – è convinto di frequentarla per semplice opportunismo. Il teatro delle indagini di Leo è quasi sempre Hollywood e il mondo del cinema, dove gli capita di incontrare le più celebri dive del tempo (dalle quali non si lascia sedurre), gli attori più famosi (dai quali non si lascia impressionare) e i gangster più spietati. Mento in avanti e Browning in pugno, Leo è un mastino che niente può fermare: né il sorriso di una bionda fatale, né il RATATATA della mitraglia. Lui tira avanti fino a quando anche il più intricato dei misteri non viene svelato.

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