Selvaggia, la principessa moderna di Rosalia Radosti

Selvaggia, la principessa moderna di Rosalia Radosti
Con Selvaggia, graphic novel pubblicata da ReBelle Edizioni, assistiamo al bell’esordio fumettistico di Rosalia Radosti con un convincente fantasy young adult.

selvaggia 01Nel regno di Valdirosa la voce corre veloce. Il Re e la Regina hanno avuto una figlia e per le strade si scatenano i festeggiamenti a base di musica e danze. La piccola, un esserino fragile ma destinato a grandi cose, viene chiamata Selvaggia e crescendo riuscirà a tenere viva la fiamma che accompagna quel nome.

esordisce nel mondo del fumetto da autrice completa con un sorprendente che utilizza un impianto narrativo favolistico, suggerendo alcuni parallelismi con temi di stretta attualità, per raccontare la vita e le imprese della sua protagonista. Una principessa moderna, decisa a stare fuori dai paludati ambienti di corte. Una giovane chiassosa che vive la spensieratezza dei suoi anni, desiderosa di esplorare il mondo, giungendo a scardinare i precetti del suo status di nobile fino a scontrarsi con le regole della società che la circonda. Il cuore di Selvaggia mantiene per tutto il racconto la purezza di quello di una ragazzina, un’adolescente che osserviamo crescere pagina dopo pagina, sviluppando una propria sensibilità ed il suo peculiare carattere. Sta in questo, nel delicato tratteggio della protagonista, il segreto della riuscita dell’opera di Radosti. L’autrice riesce in poche linee di testo a descrivere Selvaggia, dandole carattere e spessore, fino a giungere, col progredire della trama, a mostrarne l’anima. Quella parte che custodisce le fragilità e le insicurezze che danno uno speciale tocco di verità al personaggio.

Sono i genitori a fare da guida alla protagonista nei suoi primi anni di vita e sono sempre loro, rappresentanti dell’archetipo dell’amore, ad assecondare la sua indole cercando di farla crescere libera e indipendente come il suo nome vuole che sia. E sono sempre i genitori a cercare di farle trovare marito, allo scoccare dei sedici anni, facendo giungere a corte la nobiltà più disparata. Una prassi che ha echi anche nel presente arrivando a suggerire, in parallelo, un’analisi sulla condizione femminile in una certa società cosiddetta moderna che spesso vede la donna essere destinata a matrimoni combinati dalla famiglia, riducendosi a divenire accessorio della figura maschile. Ma Selvaggia è molto di più, più di quello che crede di essere, intrisa di una particolare e vera umanità e anticonformismo, che va oltre il volere dei suoi genitori, e che la porta ad affrontare i pretendenti con ironia e sagacia.

Gli echi di verità nella narrazione non si esauriscono in questo, giungendo a presentare ulteriori spunti di contatto con il presente all’arrivo del grande amore di Selvaggia. Un ragazzo dall’animo apparentemente gentile che non tarda a rivelarsi una persona tossica e prevaricante, corrotto dal potere e dalle sue lusinghe. Un incontro che rappresenterà un vero e proprio twist della trama, che condurrà la protagonista verso il suo destino. Nell’incontro tra Selvaggia e Rodrigo la struttura fiabesca e sognante della prima parte del racconto giunge al suo punto di rottura trasformando lentamente la narrativa, fino a qui solare e con punte di umorismo, in una favola nera nella quale emergono tutte le fragilità della protagonista.

La narrazione, guidata da una sceneggiatura che utilizza pochissime didascalie, trova il suo punto di forza nei dialoghi, nella mimica eSELVAGGIA 03 nella capacità di star in scena dei personaggi che spesso rendono superflua la parola scritta grazie alla perfetta resa visiva di pose e gestualità tipiche della recitazione non verbale. I disegni rappresentano quindi il grande punto di forza del racconto grazie a un apparato artistico nel quale confluisce il multidisciplinare talento artistico dell’autrice, che passa dall’illustrazione al cinema e dal teatro alla regia teatrale. Dall’incontro di queste competenze scaturiscono tavole ricche di dinamismo all’interno delle quali la storia scorre veloce grazie anche a vignette prive di bordi. Una scelta stilistica che va nella direzione di liberare le scene dalle linee della gabbia fumettistica, garantendo una maggiore fluidità del racconto.

Una scorrevolezza sostenuta dal talento grafico dell’autrice che riesce a trovare nelle sue matite un punto di sintesi tra l’estetica delle illustrazioni e la creazione di uno storytelling fumettistico che racconti attraverso le immagini.  Le competenze cinematografiche sembrano invece aver influenzato la struttura dello script che pare ispirarsi al modello più tradizionale di sceneggiatura filmica chiamato tre atti. Una modalità di organizzazione dei contenuti narrativi che consente di sfruttare al meglio i passaggi salienti della storia per raccontarla in modo efficace, distribuendone il respiro drammatico in tre parti. Tre momenti salienti che passano dalla definizione del protagonista e del suo mondo, all’esplosione di una problematica che il protagonista deve affrontare e risolvere, per giungere, nell’ultima parte, alla risoluzione della crisi. Un flusso narrativo che nella storia di Selvaggia passa dal primo al secondo atto con una bella splash page (pagg. 54/55) che sottolinea un primo importante cambio di ritmo della trama per giungere alla splash page (pagg. 72/73) che ci segnala il passaggio dal secondo al terzo atto.

SELVAGGIA 02Quali punti di riferimento dichiarati dall’autrice per la creazione dell’iconografia di Selvaggia troviamo i disegni di Edmund Dulac e più in generale l’illustrazione favolistica degli anni ’60 e ’70, rielaborati qui con uno stile ricco di grazia e raffinatezza. Il sapiente utilizzo della luce, per aggiungere profondità agli ambienti ed esaltare l’espressività dei personaggi e l’utilizzo di una palette di colori dalle tinte morbide che attribuiscono un sentore vintage ai disegni, sono gli ulteriori accorgimenti artistici che riescono a far aleggiare una strana magia tra le pagine del fumetto.

ci accompagna in un viaggio nella vita della sua protagonista, un percorso accidentato attraverso il quale è necessario crescere e divenire consapevoli per essere pronti, nel finale, ad accettare il nostro destino. Il personaggio di Selvaggia, elemento fondante della narrativa, riesce a volare alto grazie alla capacità dell’autrice di raccontarlo in modo semplice e vibrante, lasciando al lettore il solo compito di entrare in sintonia con la sua limpida umanità fatta di sentimenti genuini e di amore per la vita. Al termine della lettura ci accorgiamo che Selvaggia smette di essere una semplice creazione fumettistica per divenire un personaggio universale, come solo i personaggi delle fiabe riescono ad essere. Una eroina moderna che rendendoci partecipi della sua storia ci racconta qualcosa della nostra vita, del nostro quotidiano e dei tempi che viviamo.

vince la scommessa fatta con la scelta di pubblicare il d’esordio di Rosalia Radosti, un young adult che mostra alcuni parallelismi con la storia della principessa Disneyana Merida, proposto in un volume curato nei minimi dettagli che rende piena giustizia al valore dell’opera. Tramite la scansione di un QR code presente in una delle ultime pagine del libro, il lettore potrà accedere alla playlist selezionata e utilizzata dall’autrice durante la lavorazione del fumetto.

Abbiamo parlato di:
Selvaggia

, 2022
132 pagine, rilegato, colori – 20,00 €
EAN 9788894559019

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