Seiri-chan: le mestruazioni non sono un tabù

Seiri-chan: le mestruazioni non sono un tabù
Parlando con tono leggero di mestruazioni, Ken Koyama invita il lettore a compiere una riflessione, tra l’altro, sulla condizione femminile nel Giappone contemporaneo.

jpgseirichancoverNel 2017 Ken Koyama ha iniziato la pubblicazione del webcomic Tsukiichi! Seiri-chan su Omocoro.jp, giungendo a marzo dell’anno successivo alla pubblicazione in formato tankōbon da parte dell’editore Kadokawa e nel mese di novembre alla serializzazione di una nuova stagione del manga, questa volta con il titolo semplificato Seiri-chan, sul mensile Comic Beam.
La serie ha ricevuto delle critiche assai positive, ottenendo nel 2019 la vittoria del prestigioso Tezuka Osamu Cultural Prize per la categoria Short Work. Tale è stato il successo di Seiri-chan da ricevere nel 2019, anche un adattamento live action e la commercializzazione di pupazzi di pezza che riproducono le buffe sembianze di Seiri, Seiyoku, Shocho, Dotei e PMS-chan, i mostriciattoli antropomorfi che accompagnano le protagoniste (e i protagonisti) delle micro storie presenti in questo volume, che presenta con la tipica lettura da destra verso sinistra e una copertina dalla grafica curatissima che è allo stesso tempo una divertente esperienza tattile, quasi organica.

Ken Koyama è un uomo e Seiri in giapponese significa “mestruazioni”. Seiri-chan – La tua amica mensile è un fumetto sulle mestruazioni, scritto appunto da un uomo. Partiamo da questo punto che è fondamentale per comprendere quanto riuscito possa essere un manga che prova che l’empatia è possibile anche senza vivere o aver vissuto un’esperienza in modo diretto. Koiama riesce, con un tono leggero e spesso comico, anzitutto a demolire il tabù delle mestruazioni – una parola anche ancora oggi sembra impronunciabile e che è spesso sostituita da eufemismi e perifrasi grottesche (anche chiamare le mestruazioni con il termine “ciclo” è in sé sbagliato). Questa parola così temuta è non solo ripetuta più e più volte all’interno del manga – dopotutto, campeggia in copertina avendo sicuramente un impatto maggiore sul pubblico giapponese che non su quello italiano –, ma l’arrivo periodico delle mestruazioni all’interno della vita di una donna è raccontato con tutta la naturalezza con cui è giusto se ne parli.

Seiri-chan 1 CADUTA.PM6L’autore riesce a immedesimarsi con una tale facilità nella psicologia femminile e dimostra di avere una conoscenza così precisa dei fatti legati alla fertilità della donna da produrre un risultato sorprendente. Non è un caso che in una delle microstorie di cui il manga si compone, La liceale e Seiri-chan, Hikaru e il suo compagno di scuola Yukichi si scambino i corpi e le esperienze che per la fisiologia maschile e femminile sono inevitabilmente diverse: in questo modo lui sperimenta i fastidi del ciclo mestruale e lei i problemi ormonali di lui. Un espediente narrativo tante volte utilizzato dal cinema, dalla letteratura e dal fumetto, ma che a Ken Koiama serve a dimostrare il suo essereperfettamente in sintonia con l’universo femminile oltre che con quello maschile di appartenenza.

Koiama parla al lettore con un disegno semplice, impreciso, incerto, quasi infantile, che ben si sposa con il tono giocoso della narrazione. Lo fa utilizzando non metafore, ma la fantasiosa rappresentazione grafica dellecondizioni fisiche o psicologiche dei suoi personaggi a cui si accompagnano costantemente, come animaletti da compagnia. Le mestruazioni (seiri) sono raffigurate – lo vediamo nella copertina del volume – con la forma di uno strano essere antropomorfo a metà fra un cuore e un utero, dotato delle più svariate capacità e caratteristiche, ben mostrate in uno spiritoso diagramma anatomico a chiusura del fumetto. Shocho è invece il menarca, la prima mestruazione, più piccola di Seiri e con un grazioso e bambinesco fiocco sulla testa. PMS è invece la rappresentazione della sindrome premestruale, molto simile alle prime due ma più tondeggiante. Anche il desiderio sessuale e la verginità trovano spazio in queste dieci storie, ma sono legati all’universo maschile. Dotei, piccolo e cubico, è la verginità che accompagna i giovani protagonisti de La commessa del conbini e del già menzionato La liceale, con tutto il carico di tenero imbarazzo che accompagna l’inesperienza sessuale e i primi approcci con la persona amata. Seiyoku è il desiderio sessuale, rappresentato come un fallo eretto che si esprime solo con un linguaggio scurrile, e lo incontriamo per la prima volta nella seconda storia, La scrittrice, che è anche un pretesto per parlare di molestie sessuali: un racconto dalle sfumature lievi come gli altri, ma con una sottotrama di peso non trascurabile, che vuol lanciare anche un importante messaggio sociale.

Con grande delicatezza Ken Koiama racconta la storia di Riho (La commessa del conbini) e Momoko (La commessa della caffetteria): due ragazze non belle e a disagio con la propria fisicità che patiscono giorno per giorno la propria condizione, nella convinzione di non riuscire a trovare l’amore. Ma se da una parte la storia di Riho ha un lieto fine, lei che era più dell’altra rassegnata a restare per sempre sola, quella di Momoko si chiude con un velo di tristezza, dopo essere stata l’occasione per parlare di complessi fisici, disturbi alimentari e delle gravi conseguenze che questi ultimi possono avere sul ciclo mestruale.

Seiri-chan 1 CADUTA.PM6Ne La ragazza del villaggio l’autore fa un salto indietro al tardo periodo Edo, inserendo un personaggio reale tra i vari archetipi femminili fino a questo punto raccontati: Katsushika Ōi, figlia di Katsushika Hokusai, come il padre grandissima pittrice e incisore esponente dello stile ukiyo-e. La storia è un ulteriore artificio attraverso cui Koyama denuncia il tabù legato alle mestruazioni a causa del quale nei secoli (e in alcune parti del pianeta ancora oggi), durante i giorni di perdite mestruali (e dopo il parto), le donne erano considerate impure e venivano allontanate dalle case e dai villaggi di appartenenza. Qui la giovane geisha Yui incontra mensilmente Katsushika Hokusai – che la ritrae discinta e bellissima – in una sperduta gekkei koia, appunto una capanna dove le donne venivano confinate nei giorni del mestruo. Il finale della storia è di grande potenza e sottolinea la vicinanza dell’autore alle lotte per l’emancipazione femminile: spinte dalla necessità e dal desiderio di ribellione, le due ragazze appiccano il fuoco nella capanna; Seiri stessa lavora – aiutando materialmente le giovani – per la propria accettazione. L’incendio, considerato un incidente, costringe gli uomini del villaggio a riaccoglierle in casa, iniziando a minare, con un piccolo gesto, un divieto ingiustificabile figlio di una società retrograda e patriarcale.

Ken Koyama mostra palesemente quanto la cultura giapponese sia tradizionalista e iniqua con le donne, le quali sono relegate a ruoli sociali marginali, specie dopo il matrimonio: non a caso, il manga si apre con la storia di una casalinga ossessionata dalla difficoltà nel concepire un figlio e, in quasi tutte le altre, le protagoniste non riescono a fare a meno di avere come obiettivo quello di incontrare un uomo che le sposi prima che sia troppo tardi, specie dal punto di vista della fertilità.

L’intero Seiri-chan è una rappresentazione del Giappone contemporaneo e di come siano viste le donne all’interno di un assetto sociale ricco di contraddizioni. Il manga si conclude volutamente con la storia romanzata di Yoshiko Sakai, una donna forte, indipendente, intelligente e lungimirante e realmente esistita, che negli anni Sessanta è stata la sviluppatrice dei primi assorbenti usa e getta della storia del Giappone, arrivati ben quarant’anni dopo rispetto all’Occidente. Un simbolo per le donne orientali, che ben conoscono la storia di Sakai e dei suoi Anne Napkins.

Seiri-chan 1 CADUTA.PM6Seiri-chan, non ci si lasci ingannare dalla divertente copertina, dal tono anche comico delle storie e dei disegni poco elaborati, non è un fumetto per bambini o adolescenti: è senza ombra di dubbio un prodotto per adulti, la cui esplicita missione è iniziare una discussione su qualcosa che accade a oltre la metà della popolazione mondiale ma di cui sembra vietato parlare. A tal proposito, il punto più sorprendente di questo libro è che nelle storie che implicano la compartecipazione di più di un personaggio tutti riconoscono la presenza sulla scena di Seiri, ma nessuno ne resta infastidito, inorridito o le intima di andar via. L’obiettivo finale del manga è proprio questo: le mestruazioni esistono, molte persone le hanno, quindi perché non parlarne? Tuttavia, pur essendo un manga creato per adulti, Seiri-chan ha come scopo avviare una discussione sull’argomento e per questo non si spinge mai fino in fondo, tenendo bene a mente un target di riferimento composto da persone non necessariamente a proprio agio con la questione.

Allo stesso tempo è curioso notare quanto poco le storie concepite da Ken Koyama parlino di quello che è il vero motivo per cui delle mestruazioni non si parli o perché queste vengano ritenute disgustose: la fuoriuscita di sangue dalla vagina. In un solo capitolo, L’età da matrimonio, viene mostrato il sangue, quando il fidanzato della protagonista, che è un padre single, la chiama allarmato chiedendole aiuto perché sua figlia Karin ha avuto le sue prime mestruazioni e ha sanguinato sul divano. L’attenzione è invece focalizzata sui disagi fisici che il ciclo mestruale, anche in diverse sue fasi, comporta e che possono effettivamente essere il problema più grave: i pugni con cui Seiri colpisce le donne a cui fa visita, e con i quali induce crampi in grado di creare perfino un buco nel fianco di una ragazza, sono un’immagina vivida, che rimane nella memoria di chi legge, e che sicuramente rende bene quello che si può provare durante quei giorni.

Abbiamo parlato di:
Seiri-chan – La tua amica mensile
Ken Koyama
Traduzione di Andrea Maniscalco
StarComics, 2020
224 pagine, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero – 12,00 €
ISBN: 9788822618146

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