E.C. Segar: l’uomo che creò Popeye – Parte seconda

Prosegue il racconto della vita di E.C. Segar, creatore di Popeye. In questa seconda parte Fortunato Latella entra nel vivo della carriera di Segar e dei suoi eredi.
Articolo aggiornato il 04/08/2017

Dopo la prima parte, in cui Fortunato Latella raccontava gli esordi di Elzie Crisler Segar, inventore del Thimble Theatre e di Popeye, Lo Spazio Bianco propone ora la seconda parte dell’articolo pubblicato nel 1999 sulla rivista Fumetto dell’Anafi in occasione del settantesimo anniversario del personaggio. In questa seconda metà, Latella racconta il lavoro di Segar dopo il successo del personaggio e le sorti creative di coloro che raccolsero l’eredità del padre di .

85 anni di pugni e spinaci

[Articolo apparso originariamente su Fumetto n° 31/99 a firma di Fortunato Latella col titolo 70 anni di pugni e spinaci]

Il marinaio cresce come ruolo e come forza, dimostrandosi, sempre di più, ad ogni occasione, manesco ed indistruttibile. Inoltre, a dispetto della sgradevole apparenza, Popeye è un uomo innocente come un fanciullo, generoso e puro di cuore. Nel 1932, è ormai una celebrità, come testimoniano le numerose lettere di ammiratori ed il crescente merchandising. Ciò lo porta ad apparire sugli schermi cinematografici in una serie di cortometraggi animati realizzati dagli Studi Fleisher per la Paramount (rimane notissima la canzoncina che li accompagna, Popeye the Sailor Man di Sammy Lerner, ispirata dalla celebre frase dell’eroe: “I yam what I yam an’ thàs all I yam! (io sono ciò che sono e questo è tutto ciò che sono!)“. Nel 1934 il personaggio si è talmente guadagnato l’affetto dei lettori da indurre Hearst a costringere Segar ad una modifica. Dato che Popeye è un eroe ed un modello per i giovani non può imprecare e mostrarsi brutale: d’ora in poi non si batterà più senza una giusta causa (il fumettista è molto contrariato da ciò e, dall’ottobre 1936, inserisce nella striscia un nuovo personaggio, Popdeck Pappy, padre del protagonista, che si comporta assai peggio di quanto avrebbe mai potuto fare il figlio). Il 26 marzo 1937, primo tra tutti gli eroi del Fumetto, Popeye si vede erigere un monumento, a Cristal City, dai produttori di spinaci (di cui la città texana è capitale), riconoscenti di aver incrementato del 33% il consumo di spinaci negli Usa e di aver salvato la loro industria nei duri anni della Depressione (attualmente esistono altre due statue, una a Springdale, Arkansas, ed una, ovviamente, a Chester, Illinois, nel Segar Memoria Park).

E.C. Segar: l’uomo che creò Popeye – Parte seconda

Dalla tavola domenicale del 15 aprile 1934. © KFS

Le avventure in Thimble Theatre continuano nel loro miscuglio di farsa e suspense, commedia ed orrore, ma soprattutto, cresce sempre vertiginosamente il cast dei personaggi. Tra questi ricordiamo, SweéPea, figlio adottivo di Popeye (apparso fin dal 24 luglio 1933, ma che rimane un personaggio sostanzialmente muto fino al 1941), Eugene the Jeep (uno dei più fantastici animali del fumetto), l’idiota Oscar; il nevrastenico re Blozo, il colossale Toar, il malvagio Biuto (in effetti molto più secondario, all’interno del fumetto, di quanto non immaginerebbe chi conosca il personaggio solo dai disegni animati), la temibile Strega del Mare e la sempre presente Olive Oyl (il cui ruolo non è stato ridimensionato come quello del fratello Castor, essendo ora divenuta la fidanzata di Popeye a danno del dimenticato Ham Gravy).

Ma sopra tutti vi è J. Wellìngton Wimpy. Apparso inizialmente senza troppa attenzione (e senza nome), solitamente nella parte di un arbitro corrotto (la prima volta nell’incontro con Tinearo, sabato 9 maggio 1931 ), ben presto acquista rilievo e definizione psicologica.

Si rivela come la spalla ideale per Popeye, a danno di Castor Oyl, che, già privato del ruolo di protagonista dal marinaio guercio, perde ogni altro spazio nella striscia per l’arrivo del grasso scroccone (che nelle domenicali assurge spesso al ruolo di vero e proprio coprotagonista). Benché ingordo (uno dei suoi aspetti è l’inesauribile fame di hamburger; spesso soddisfatta a spese del povero oste Rough-House o dell’iracondo Geezil), scroccone, adulatore, vile, ipocrita, egoista, bugiardo ed imbroglione, il nostro Poldo Sbaffini (così è ribattezzato in Italia) si rivela essere, per quanto sembri impossibile, di buon cuore. Inaffidabile, pronto ad imbrogliare e tradire anche (e spesso) i suoi stessi amici, Wimpy è tuttavia privo di cattiveria nelle sue spregevoli azioni, rivelandosi più amorale che immorale. Dal punto di vista lessicale, Segar; che già con Popeye ha introdotto un esilarante dialogo basato sulla scorrettezza grammaticale (purtroppo spesso smarrita nelle traduzioni italiane), non si produce in una minore esibizione con Wimpy. Quest’ultimo, contrariamente all’amico, si esprime con un linguaggio esageratamente lezioso (viene facile accostarlo ai personaggi interpretati, in quegli anni, sugli schermi cinematografici americani dal comico WC. Field), ricco di adulazione e di frasi giustamente rimaste indimenticabili (‘‘Sarò felice di pagare giovedì l’hamburger di oggi!”, “Dovete avermi confuso con qualcun altro! Mi chiamo Jones! Sono uno dei ragazzi Jones!”, “Posso invitarti a pranzo a tuo carico?”).

E.C. Segar: l’uomo che creò Popeye – Parte seconda

Dalla tavola domenicale del 15 aprile 1934. © KFS

Solitamente Segar viene indicato come un grande autore di testi (fatto innegabile), ma credo si possa dire che anche come disegnatore abbia molte qualità. Thimble Theatre è, come suggerisce anche il titolo, un fumetto principalmente teatrale, basato sul dialogo e sulle situazioni. Ma il suo disegno, anche se oggi può sembrare un po’ datato, si mostra perfettamente funzionale, con un eccellente senso della caratterizzazione visiva e un’irrefrenabile propensione al buffo.

Segar, alla fine degli Anni Venti, si stabilisce a Santa Monica, California, di fronte all’oceano (quale posto migliore per un appassionato di pesca). Qui è anche capitano della squadra di Tiro al Piattello del club locale, che annovera anche numerosi attori cinematografici come Clark Gable o Gary Cooper. Sempre qui, nella sua lussuosa villa, malato di leucemia, Segar muore, a soli 44 anni, il 13 ottobre 1938. La sua firma appare regolarmente fino al 10 gennaio 1939 ed il suo nome scompare dal frontespizio da lunedì 31 ottobre 1938.
Il suo fumetto, che ha portato avanti per venti anni con gran varietà di trame, temi sofisticati, parodia, satira, farsa, melodramma, pathos, surrealismo, sarà proseguito (come anche Sappo, che terminerà il 18 maggio 1947) da altre mani non ugualmente capaci.

Purtroppo, oggi appare solo in un pugno di quotidiani e, come giornaliere, sono distribuite delle ristampe. Solo la notorietà multimediale ha consentito a Popeye di conservarsi un posto nel catalogo dell’agenzia King Features, giacché come fumetto, dispiace ammetterlo, è ormai una sorta di zombie, un triste sopravvissuto che vegeta in attesa di un improbabile rilancio.

Gli eredi di Segar

Il primo sostituto di Segar è Charles “Doc” Winner (1885-1956), che realizza anonimamente il fumetto nel 1938/39 (si tratta probabilmente delle prime strisce non firmate da Segar).
Nato a Perrysville (Pa), Winner, fin da giovane, si dedica al disegno, entrando nel 1918 nel gruppo Hearst (dopo aver lavorato al Pittsburg Post e nel Cinema d’Animazione). Fumettista affidabile ma mediocre (al pari di altri come Joe Musial e Paul Norris), viene spesso utilizzato dalla K.F.S. come sostituto temporaneo di autori scomparsi. Oltre a Thumble Theatre, Winner, alla scomparsa di Harold Knerr nel 1949, gestisce anche The Katzenjammer Kids (fino al 1956) con il suo topper Dinglehoofer and his dog (fino al termine, nel 1952).

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Una striscia di Doc Wìnner (1939). © KFS

Il lavoro cui, però, rimane legato è la t.d. Elmer (come ribattezza Just Boy di A.C. Fera) scritta e disegnata fin dal 1925, ed i suoi toppers Alexander Smart, ESQ. e Daffy Doodles. Muore di cancro il 12 agosto 1956 ed Elmer con lui.
Il secondo sostituto è Bela “Bill” Zaboly, la cui firma appare per la prima volta lunedì 4 dicembre 1939. Accanto alla sua firma compare, da lunedì 18 ottobre 1943 a sabato 4 dicembre 1944 e da lunedì 2 luglio 1945 in poi, quella dello scrittore Tom Sims. Il lavoro di Zaboly è soddisfacente, almeno per i primi anni, in cui segue strettamente la strada di Segar. Lo prende a modello anche a livello di firma, infatti, se il maestro sigla con un sigaro il cui fumo compone il suo cognome (la cui pronuncia è identica a quella di cigar-sigaro), Zaboly firma con un’ape ronzante. Poiché le ali dell’insetto formano una B ed il ronzio è reso con una Z onomatopeica, abbiamo, naturalmente, le sue iniziali (senza dimenticare che in inglese ape si dice bee, che si pronuncia “bi”). L’ultima firma di Zaboly appare 1’8 agosto 1959. Negli ultimi anni il soggettista Sims (originario dell’Alabama e che morirà il 17 dicembre 1972 a 75 anni) viene sostituito da Ralph Stein. Dalla striscia del 7 settembre 1959 diviene titolare Forrest “Bud” Sagendorf, genero ed ex assistente di Segar.

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Una striscia di Bela Zaboly ( 1943 ). © KFS

Il fumettista nasce a Wenathkee,Washington. Orfano di padre viene allevato dalla madre e dalla sorella maggiore. Lavorando quest’ultima in una cartoleria, al piccolo Bud non manca il materiale per disegnare.
All’età di 17 anni (nel 1931), per guadagnare qualche soldo disegna Popeye sui giubbotti dei compagni di scuola. Grazie all’interessamento della sorella di Sagendotf, Segar, cliente della cartoleria, viene a conoscenza della cosa e prende in simpatia il giovane, cui non lesina consigli. Tempo dopo, in occasione di un viaggio, Segar propone a Sagendotf di sostituirlo per tre settimane. Al suo ritorno assume il giovane come suo assistente, cosa che prosegue, per sette anni, fino alla morte di Segar. Nel 1959, Sagendorf, che già ha realizzato storie originali di Popeye per i comic books, ottiene dall’agenzia di realizzare testi e disegni della striscia giornaliera e della tavola domenicale di Thimble Theatre. Sicuramente è il più longevo tra i realizzatori ed anche (dopo Segar) il più creativo (ha al suo attivo l’introduzione di diversi personaggi). Benché gradevole da lato artistico, credo che, a livello di trame, si dimostri meno maturo del suo maestro. Forse l’aver dovuto realizzare per tanti anni i comic books lo ha portato ad avere una visione più infantile del personaggio, che gli ha fatto privilegiare il lato umoristico-surreale a discapito di una maggior varietà di temi (ne sia prova la modifica, in senso caricaturale, delle fattezze e dei comportamenti della Strega del Mare).

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Una striscia di Bud Sagendorf ( 1970 ). © KFS

Alla morte di Sagendorf, nel 1986, il fumetto viene affidato ad un giovane fumettista proveniente dal vivace mondo dell’Underground, Bobby London. London approda a San Francisco, centro del movimento Underground, nel 1969, dopo aver brevemente lavorato per giornali come The Rat di New York e The Chicago Seed. Qui inizia a lavorare per The Berkeley Tribe.
Nel 1971 entra nel gruppo che produce il famoso albo The Air Pirate, dove pubblica la sua più nota creatura, Dirty Duck. Nel contempo sposa la collega Shary Flennyken, autrice di Trotsand Bonnie. Insieme pubblicano anche su National Lampoon. Divorziano nel 1974, anche per la controversa causa per violazione di copyright intentata dalla Disney contro il gruppo di The Air Pirate, da cui London si separerà definitivamente nel 1978 (anno in cui riceve, a Lucca, il premio Yellow Kid).

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Una striscia di Bobby London (1992). © KFS

Trasferitosi, nel contempo, a New York, ottiene lavoro come illustratore da giornali come The New York Times e The Village Voice e Harvey Kurtzman, art director di Esquire, lo vuole come vignettista. Quando Kurtzman lascia il suo posto, London, nel 1976, passa a Playboy, dapprima scrivendo per il disegnatore Ralph Reese, ma poi pubblicando a colori Dirty Duck, fino alla chiusura della sezione fumetti della rivista. Rimasto disoccupato, entra a lavorare, ironia della sorte, proprio nel dipartimento merchandising della Disney, dove rimane due anni. Nel 1986, ottiene dalla KFS di realizzare la giornaliera di Popeye. London,che ha sempre ammirato e subito l’influenza del lavoro di Segar, si impegna profondamente nel nuovo incarico. Nel giugno 1992, però, viene bruscamente licenziato dall’agenzia, per aver sfiorato in una striscia il tema dell’aborto (nonostante, a detta del fumettista, non sia pervenuta nessuna lettera di protesta da parte dei lettori).

La produzione della giornaliera viene sospesa e tuttora sono ridistribuite delle vecchie storie di Sagendorf, mentre la tavola domenicale viene invece curata, dal 1994, da Hy Eisman.
Eisman, nato a Paterson, New Jersey, il 27 marzo 1927, debutta nel fumetto realizzando una striscia per il suo giornale liceale e, dopo il servizio militare, disegna, come ghost artist, la striscia Kerry Drake di Alfred Andriola. Passa presto agli albi, dove lavora per vari editori su titoli, come Nancy, The Munsters, Tom and Jerry e Little Lulu. Dal 10 settembre 1967, disegna Little Jodine, serie creata da Jimmy Hatlo. Nel 1986, lascia le avventure della pestifera ragazzina per assumere l’incarico di proseguire i centenari Katzenjammer Kids. Continua tuttora a realizzarli, dopo aver aggiunto, nel 1994 anche la domenicale di Popeye. Nel 1975 e nel 1984 riceve il Comic Book HumorAward dalla National Cartoonist Society. Sposato dal 1955, vive con la moglie Adri in New Jersey ed insegna alla Joe Kubert School of Cartoon and Graphic Art di Dover, New Jersey.

1 Commento

1 Commento

  1. G.Moeri

    31 gennaio 2017 a 17:37

    Articolo veramente interessante; bisogna però fare una precisazione: Bud Sagendorf è morto nel 1994, non nel 1986, continuando a realizzare le tavole domenicali sino alla fine.

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