
Eleonora C. Caruso e Noah Schiatti raccontano Shun tra passato e presente, tra riflessioni interiori e confronto con gli altri e con l’ambiente circostante, l’altro vero protagonista della storia: i locali notturni, i vicoli laterali sporchi e disordinati, i parchi deserti, le strade e i palazzi di Tokyo sono presentati in tutta la loro ambivalenza, ricchi di luci al neon spesso illusorie che proiettano ombre sinistre. Sebbene la storia attinga a temi e forme tanto del romanzo di formazione quanto alle atmosfere dei manga shojo, con una strizzatina d’occhio a quelle yaoi, Caruso crea una racconto ben strutturato, un personaggio credibile e che attraverso le interazioni con altri, in particolare Uesugi, acquista una certa tridimensionalità. A questo si aggiunge un sottotesto che porta a riflettere, senza giudizio, sull’oggettificazione della bellezza e sulle difficoltà di comunicazione sempre maggiori nella società giapponese, ma anche in quella occidentale.
Schiatti dimostra di aver fatto sue le influenze nipponiche (specie dopo il recente soggiorno artistico nel Paese) declinandole però con gusto europeo, con un tratto morbido e gentile adatto alle atmosfere, un po’ romance, un po’ drammatiche, del fumetto, trovando soluzioni semplici ma narrativamente e graficamente efficaci, soprattutto nell’uso delle sfumature di colore.
Abbiamo parlato di:
Sangue
Eleonora C. Caruso, Noah Schiatti
Bao Publishing, 2024
160 pagine, cartonato, colori – 23,00 €
ISBN: 9791256210145
Sangue, o i dolori di un giovane host
Eleonora C. Caruso e Noah Schiatti raccontano una storia di solitudine e perdita di identità in una Tokyo riconoscibile e al contempo inedita.

