
Come il titolo può far intuire facilmente, l’antologia presenta storie in semplice tricromia, con il bianco e nero a cui si aggiunge il colore che richiama al sangue, il rosso. O, che in questo caso, richiama al colore stesso del suo protagonista. A rendere ancora più appetibile l’operazione ovviamente contribuiscono i nomi che formano i vari team creativi, con il coinvolgimento di diversi autori con un particolare legame col personaggio in questione.
È inevitabile che siano i disegni, esaltati delle grandi dimensioni del formato del volume, a garantire l’impatto maggiore. Dietro la splendida copertina di Sara Pichelli si alternano pagine che traducono il simbionte rosso attraverso vari stili, da quelli più classici (come Ken Lashley) al grottesco e spigoloso Kyle Hotz, che dà il meglio di sé con una doppia splash dove primeggia il suo squalo/Carnage (che non per niente è stato scelto anche come disegno che apre e chiude il volume nei risguardi).

Bisogna sottolineare quanto la scelta dell’utilizzo di un unico colore come aggiunta al bianco e nero sia principalmente una scelta di carattere stilistico. Nella maggior parte dei casi infatti, tale la scelta resta la più ovvia, ovvero di utilizzarlo per il colore del simbionte (o in alcuni casi del costume di Spider-Man nei piccoli cameo) e per il sangue, mentre sono poche le occasioni in cui l’utilizzo del rosso esce dalla mera opzione estetica e viene utilizzato alla ricerca di senso (come normalmente avviene in altre opere che hanno compiuto simili scelte e in cui il grande focus determinato dalla singola scelta cromatica assume un peso considerevole nei momenti in cui appare, come in alcuni lavori di Frank Miller in Sin City). Capita soprattutto nelle storie di Benjamin Percy, Chip Zdarsky, Ram V, Dan Slott e Declan Shalvey, in cui il contributo cromatico ha un ruolo soprattutto nella costruzione di un’atmosfera dalle note tipiche di una narrazione orrorifica.
Operazioni come Black, White & Blood (se pensiamo alle più affini Superman Red & Blue, Wonder Woman Gold e Harley Quinn Black + White + Red) solitamente diventano veicolo di sperimentazioni e derive che affrontano il personaggio in chiavi alternative o semplicemente in contesti e strutture più liberi dai canoni e dagli stretti vincoli della continuity, offrendo un prodotto trasversale destinato tanto ai fan più accaniti quanto ai lettori più occasionali. Questo succede solo in parte in questa collana. Così come era già successo nel volume precedente dedicato a Wolverine, ci troviamo davanti a una raccolta in cui diversi racconti presentano un fortissimo legame con eventi specifici della continuity del protagonista. Si tratta di storie legate alle vicissitudini editoriali di Carnage, sia di carattere più recente – come la saga di Venom Beyond in cui viene presentato il personaggio di Codex a cui è legato l’episodio Carnage Beyond di Ryan Stegman e Joe Bennett con i colori di Mattia Iacono, o l’episodio già citato, Lo Squalo Carnage di Donny Cates, Kyle Hotz e i colori di Rachelle Rosenberg, legato alla saga Absolute Carnage – che più datate – come il primo episodio della raccolta, Una storia d’amore di Tini Howard e Ken Lashley con i colori di Juan Fernandez, collocato nel mezzo della saga degli anni ‘90 Maximum Carnage-.
Questi episodi risultano difficilmente compiuti: il numero limitato di tavole a disposizione spinge gli autori di queste storie a dare per scontati i pregressi narrativi e a rimanere sospesi sugli sviluppi futuri per trovare una forma narrativa, rendendo di fatto questi episodi ostici o letteralmente incomprensibili per un lettore casuale.

Mani Rosse di Chip Zdarsky e Marco Checchetto, Il Mio nome è Carnage di Ram V e Javier Fernandez, Nessun Superstite di Dan Slott e Greg Smallwood e Superficiali di Declan Shalvey e Stephen Mooney affrontano il tema del serial killer, con interessanti risultati. La Convention di Alyssa Wang e Gerardo Sandoval con le chine di Victor Nava e i colori di Erik Arciniega, cerca di giocare con uno spunto ironico, senza riuscire a centrarlo del tutto.
Degno di menzione invece l’episodio Sei tu Carnage! di Al Ewing e John McCrea e di nuovo Iacono ai colori, che riesce, nel giro di pochissime vignette, a costruire una vera e propria storia a bivi, perfettamente funzionante, dove il lettore può compiere le proprie scelte e può raggiungere uno due finali alternativi.
In definitiva, l’operazione Black, White & Blood continua a presentare un allettante elenco di autori e personaggi che sollazzano e soddisfano i fan soprattutto dal punto di vista visivo, mentre narrativamente, come ogni antologia, i risultati sono più altalenanti e variabili. Ovviamente a seconda del gusto del singolo lettore, ma soprattutto per qualsiasi appassionato decida di scegliere il volume come occasione per avvicinarsi a un personaggio che non conosce o che non ha mai letto prima, che finisce per trovarsi tra le mani un’operazione in questo senso decisamente monca, dove comprensione e possibilità di apprezzare alcune storie sono troppo vincolate a una conoscenza approfondita del personaggio.
Abbiamo parlato di:
Carnage: Black, White & Blood
di AA.VV.
Traduzione di Pier Paolo Ronchetti
Panini Comics, 2021
136 pagine, brossurato, tricromia – 24,00 €
ISBN: 9788828706700








