Roma sarà distrutta in un giorno: la Capitale secondo Recchioni

Roma sarà distrutta in un giorno: la Capitale secondo Recchioni
Nella sua seconda graphic novel per Feltrinelli, Roberto Recchioni sceglie di raccontare la sua città partendo da un soggetto intrigante, perdendo però qualcosa per strada

RSDIUG_COVER_Recensioni Un mostro emerge da Ostia e distrugge la città eterna. Questa l’idea di base della nuova graphic novel di , in un’opera il cui titolo è già uno spoiler e una curiosa rivisitazione del classico adagio: Roma non è stata costruita in un giorno.

Il sottotesto dell’opera appare ben esplicito, nell’essere una manifestazione di odio-amore per la Capitale da un lato e, dall’altro, nel voler riportare in iperbole, in maniera ancora più marcata rispetto a La fine della ragione, i vizi e le paure che emergono nel dibattito pubblico italiano. In questo, Recchioni mostra grande sensibilità, mettendo a segno il punto più riuscito della sua opera: Roma sarà distrutta in un giorno è un manifesto della Roma odierna e, pur al netto di alcune peculiarità, per sineddoche potremmo dire anche che è un manifesto dell’Italia intera.

Rispetto alla prima graphic novel pubblicata per Feltrinelli, Roma sarà distrutta in un giorno paga dazio, soprattutto in fatto di organicità. Sembra mancare qui una certa visione d’insieme, che raccordi maggiormente le singole vicende con la macro-trama, effetto probabilmente voluto ma che lascia un po’ di indeterminatezza. L’impianto generale dell’opera segue infatti una progressione simile a certe pellicole di genere come Cloverfield, nei quali non è dato sapere l’origine della minaccia, mentre la gestione del tempo narrativo, tra le fasi di distruzione della città e l’approfondimento sulle singole storie, ricorda titoli come il recente Shin Godzilla. È interessante come le reazioni dei cittadini all’ineluttabilità della minaccia si configurino sempre con moti di rassegnazione o indifferenza, anziché di terrore e panico. Rimane però una carta ben giocata solo a metà, un contrasto che può potenzialmente arricchire l’opera, ma che rimane un accenno.

Nulla da dire dunque nel ritmo, che Recchioni gestisce come di consueto molto bene, cadenzando la trama sugli spostamenti del mostro sulla mappa di Roma, legando a questi il racconto degli scorci di vita quotidiana dei cittadini romani.
Per farlo, lo sceneggiatore utilizza per gran parte del volume i testi di Alessandro Pieravanti della band Muro del Canto attingendo ai pezzi Roma maledetta, Domenica a pranzo da tu’ madre e So’ morto pe’ sbajo). Questo crea la possibilità di leggere l’opera e contemporaneamente ascoltare le canzoni, in un suggestivo ed efficace connubio che permette di apprezzare la simbiosi tra testi e disegni, potendo meglio contestualizzare grazie alle immagini i testi di Pieravanti. Non manca poi l’ironia, presente lungo tutto l’opera e quasi sempre indovinata, con qualche concessione alla faciloneria quando entrano in scena gli esponenti politici, oppure alla chiusura, probabilmente forzata nel suo voler essere necessariamente urticante.

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Sfogliando le pagine, si nota il molteplice lavoro svolto da Recchioni nella realizzazione delle tavole, in un’alternanza tra disegni originali, immagini preesistenti post-prodotte o la combinazione di questi due elementi, il tutto inserito in un layout molto libero. Nelle sequenze di attacco del mostro predominano vignette solarizzate, caratterizzate dalla tricromia rosso-nero-bianco, che si adattano alle atmosfere di distruzione. Seppur di tipo derivativo (è in queste fasi che predominano le immagini post-prodotte) si può apprezzare l’occhio registico di Recchioni, capace di assemblare delle scene evocative, anche grazie al design del colosso, decisamente riuscito.
Più classica sia la composizione che la scelta della tavolozza nelle scene che narrano il quotidiano dei cittadini, sebbene anche in questi frangenti non manchino soluzioni interessanti, come avviene durante la sequenza dedicata al papa, ritratto in una vignetta a tutta pagina nell’atto di scendere le scale, immerso nei suoi pensieri; o nella scena dei due innamorati, realizzata con molta delicatezza.

La sensazione, chiudendo il volume, è che manchi qualcosa. La trama è troppo poco profonda per farsi apprezzare pienamente, considerato anche che larga parte dei testi provengono dalle canzoni: si rimane con la sensazione che l’opera parta da un ottimo soggetto la cui messa in pratica, al netto dei pregi che abbiamo evidenziato, risulti però deludente. Si tratta sicuramente di un lavoro di buona qualità nel suo complesso, originale nella contaminazione con i testi musicali, capace di stimolare il pubblico grazie agli argomenti trattati, che però si limita a evidenziare certi vizi senza indagarli nel profondo, e seppure questa non sia presumibilmente l’intenzione del volume, se ne sente un poco la mancanza.

Abbiamo parlato di:
Roma sarà distrutta in un giorno
Roberto Recchioni, Alessandro Pieravanti
Feltrinelli, 2019
128 pagine, brossurato, colori – 16,00 euro
ISBN: 9788807550324

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