RoboCop: Vivere e morire a Detroit

RoboCop: Vivere e morire a Detroit
SaldaPress pubblica il secondo ed ultimo volume di una delle più interessanti serie a fumetti  con protagonista RoboCop realizzate negli ultimi anni, ideale sequel del primo film del 1987 dedicato al cyber poliziotto

In un futuro distopico, non molto lontano dal nostro tempo presente, bande criminali tengono sotto scacco le autorità cittadine. Le forze di polizia, dirette dalla multinazionale OCP. (Omni Consumer Product), faticano a fronteggiare un ondata di violenza che sembra inarrestabile. La vita vale meno del costo di un proiettile e l’assioma “criminalità e politica vanno a braccetto” fotografa la desolante quotidianità di Detroit, città teatro degli eventi. In questo guazzabuglio di tensioni sociali, pistole, mitragliatrici, pallottole vaganti, paura e violenza, la OCP. gioca la carta del cyborg-poliziotto. Una macchina-umana pressoché inarrestabile da adibire al pattugliamento delle strade, un ibrido che incrocia il corpo martoriato dell’agente Alex Murphy con parti meccanicocibernetiche.

Passato attraverso alcune pellicole cinematografiche e un reboot, serie televisive, animate e videogiochi, RoboCop incrocia validamente elementi supereroistici e cyberpunk. Il franchise a lui dedicato approda così anche in ambito fumettistico con la realizzazione di varie testate, pubblicate da diversi editori nel corso di una trentina di anni.

Prendendo le mosse dal primo film del 1987, diretto magistralmente da Paul Verhoeven, sceneggia “RoboCop: Dead Or Alive”, sfruttando il rodato impianto narrativo della pellicola e le solide dinamiche tra il nostro cyborg e la sua patner/collega Anne Lewis. Poliziotta dall’alto senso morale e del dovere, dalla personalità straripante e una marcata umanità che si pongono come elementi fondanti di un personaggio pienamente riuscito. Una tutrice dell’ordine che assolve anche al fondamentale compito di stemperare la freddezza del nostro protagonista, fino a giungere a rubargli spesso la scena e la luce nell’economia della trama. Grazie allo spessore e alla sfaccettata essenza dei personaggi principali, la sceneggiatura procede spedita verso il cuore del racconto. I personaggi diventano così pedine che si muovono perfettamente in un gioco narrativo che vive immerso nelle suggestioni di una società decadente, in preda  all’escalation del populismo e della violenza.

Supportata da alcune sottotrame che aggiungono profondità alla natura dei personaggi, la cronaca di Williamson non tralascia l’introduzione di alcuni elementi di critica e riflessione sulla diffusione delle armi nel mondo moderno e sul potere che la demagogia può avere sulle masse già surriscaldate da tensioni e disuguaglianze. Elementi che entrano prepotentemente nella storia grazie all’ottimo lavoro di creazione del villain di turno John Killian. Losco criminale dal passato oscuro, dotato di una feroce presenza scenica e di una oratoria da imbonitore delle masse, che trova terreno fertile nell’aumentare il livello del conflitto sociale, grazie a una controversa legislazione sul possesso delle armi.

Pur rimanendo nel solco del puro intrattenimento “RoboCop: Dead or Alive” riesce a far riflettere avanzando alcune interessanti istanze, stigmatizzando la ricerca del consenso sociale con argomenti demagogici e analizzando con senso critico la propensione alla risoluzione violenta dei conflitti insita nella natura umana.

Le matite di Carlos Magno (disegnatore dei primi otto numeri, sostituito da Alejandro Aragon e Amancay Nahuelpan per i quattro numeri conclusivi) assolvono validamente il compito di regalarci sequenze cinematografiche ricche di azione e violenza, con uno sguardo attento ai dettagli. Disegnatore già visto in casa Marvel e DC, dalla buona sensibilità dinamica ed espressiva, riesce a restituire un generale gusto e feeling decadente degli ambienti, passando efficacemente da tavole di pura azione a quelle di semplice interazione tra i protagonisti, dimostrandosi idoneo in entrambe. I colori scelti da Marissa Louise completano poi un quadro già di per se soddisfacente. Tinte fluo, a richiamare gli anni ’80 per le scene d’azione, alternate a colori maggiormente basici e dalle tinte più spente che rendono perfettamente il mood di una città allo sbando.

Boom!Studio, attuale licenziataria dei diritti fumettistici di RoboCop, coglie decisamente nel segno con questa  serie pubblicata nel 2014 e dedicata al cyber poliziotto, edita in Italia da . Raccontandoci le gesta del cavaliere futuristico RoboCop (unico elemento fantascientifico di un mondo pressoché stagnante e governato da impulsi primari) Joshua  Williamson (affiancato da Dennis Culver nei numeri finali della serie) pesca a piene mani dalla pellicola realizzata nel 1987 da Paul Verheoven riuscendo a creare un valido sequel a fumetti,  riproponendo l’atmosfera, l’allegoria, la satira e il cinismo in essa contenute.

Un riuscito prolungamento delle linee narrative del film che oscilla  tra la riattualizzazione dei personaggi e la riporoposizione degli stessi secondo i dettami del concept originale. Una release fumettistica non del tutto “operazione nostalgia” il cui legame con la pellicola originale si riflette fin dal titolo “Dead or Alive”, quote della celebre battuta del film di Verheoven pronunciata da RoboCop: “Dead or alive, you’re coming with me!”

Abbiamo parlato di:
RoboCop – Vivo o morto voll. 1/2
Joshua Williamson, Carlos Magno
Traduzione di Stefano Menchetti
Saldapress, 2019
168 pagine, cartonato, colori – 24,90 € cada.
ISBN: 9788869195945 – 9788869195952

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