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Road to Secret Wars: Ultimates di Hickman e Ribic

Prima di Secret Wars, Jonathan Hickman ed Esad Ribic hanno unito le forze per realizzare un ciclo di Ultimates quasi all'altezza di quello di Mark Millar.
Articolo aggiornato il 23/09/2017

Road to Secret Wars: Ultimates di Hickman e RibicLa nascita dell’universo Ultimate negli anni 2000 portò una ventata di aria fresca ed entusiasmo in casa Marvel, una nuova base da cui ripartire per reinterpretare  sessant’anni di storie a volte eccessivamente interconnesse, con un bagaglio pesante che ne impediva lo svecchiamento.

Tra le numerose serie uscite in quel periodo, Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch fece subito parlare di sé perché riscriveva completamente  il concetto alla base degli Avengers, calando i protagonisti in un contesto più realistico, ispirato alle tematiche già introdotte dal duo di creatori con Authority.

Nel corso degli anni, la serie ha ricevuto il plauso di critica e pubblico, fino al passaggio di consegne tra Millar e Jeph Loeb e l’evento Ultimatum, vera chiave di volta e soprattutto primo segnale di declino dell’universo Ultimate. Da lì in poi, una scellerata gestione di Ultimates e del consanguineo Ultimate Avengers segnò il definitivo tracollo del titolo.

Nel 2012 la Marvel decise di affidare il titolo al lanciato (reduce dai successi di Secret Warriors e Fantastic Four) e a .

I due decidono di ridurre la componente supereroistica, puntando invece sulla componente fantascientifica e politica. La trama si apre in medias res: il mondo è in preda al caos per via di varie crisi politico-militari a cui lo SHIELD, guidato da Nick Fury e dal braccio destro Occhio di Falco, deve far fronte. All’improvviso, una cittadella senziente e impenetrabile, governata dai “Figli del Domani” e dal misterioso Creatore inizia ad attaccare il nord Europa. In una escalation di violenza e terrore, i Figli del Domani uccidono i supersoldati europei guidati da James Braddock, distruggono Asgard e infliggono una dura sconfitta alla Repubblica del Sud-est Asiatico (entità superstatale formata da due città fluttuanti guidate dal celestiale Xorn e il deviante Zorn). Di fronte a questo, lo SHIELD e gli Ultimates orfani di Steve Rogers, ritiratosi nel deserto statunitense, devono tentare il tutto per tutto per tutto, ricorrendo a drastiche decisioni.

La storia creata da Jonathan Hickman ha una impostazione inizialeRoad to Secret Wars: Ultimates di Hickman e Ribic epica e crepuscolare, in cui gli eroi partono subito da una posizione di svantaggio, con un mondo in crisi che ricorda drammaticamente il nostro, dilaniato da guerre e atrocità. I supereroi appaiono fragili e non più sicuri dei propri mezzi: tutti i tentativi di sconfiggere un nemico apparentemente invincibile vengono rimandati al mittente con una forza ancora maggiore.

Lo sceneggiatore ha l’abilità di costruire climax su climax con cui riesce a spiazzare e colpire il lettore, creando sgomento grazie a scene di grande impatto come la distruzione di Washington o la battaglia tra SHIELD e i Figli del Domani.

Al centro di tutto ci sono ancor una volta gli uomini che devono decidere e agire per difendere il mondo: in questo senso il protagonista assoluto della storia è Nick Fury, che porta sulle spalle un peso enorme e spicca per coraggio e carisma anche nei momenti più difficili.
Con lui la politica entra prepotentemente nella storia: Fury si trova a trattare con entità nazionali, con regnanti e presidenti e deve sottostare anche a richieste difficili da digerire. Nelle scene in cui è protagonista, l’autore racconta senza filtri il cinismo, la brutalità ma anche la difficoltà, quasi lo sgomento con cui a volte gli uomini al vertice devono prendere decisioni, soprattutto in situazioni disperate.

Un altro personaggio chiave è il Creatore,  la versione Ultimate corrotta e deformata di Reed Richards, che dopo aver tradito i suoi amici (ed essere apparentemente morto) nella saga Ultimate Enemy, ritorna ancora più arrogante e folle di prima. Grazie a questo personaggio (poi fondamentale in Secret Wars), Hickman aggiunge un altro tassello al discorso iniziato sulle pagine di Fantastic Four e poi continuato su New Avengers: il Creatore rappresenta l’hubris massima di un genio fuori controllo, che vuole competere con Dio nel creare una forma di vita perfetta da imporre al resto del mondo. Un uomo senza nessuna etica e nessun legame con il mondo, che usa la scienza e il progresso come strumento dittatoriale di pensiero unilaterale foraggiato da una presunta superiorità, completamente opposto al Reed Richards di Terra-616.

La scienza e il progresso mostrati dallo scrittore in tutte le sue opere non sono mai rassicuranti, ma nascondono sempre ombre che se non controllate possono creare mostri come il Creatore.

Accanto a loro, ogni personaggio ha uno spazio ben preciso, una caratterizzazione unica e centrata: tra tutti spiccano Thor, figura tragica che ha perso la sua dimensione e che deve lottare per non perdere tutto quanto, Hawkeye, un uomo molto diverso dalla sua controparte 616, duro, pragmatico, un soldato dedito alla causa,  e Tony Stark, uomo fragile e complesso che vuole a tutti i costi redimersi da colpe passate.

Se per gran parte della storia personaggi e situazioni sono trattati con grande equilibrio ed eleganza, nella parte finale lo scrittore perde la sua concentrazione, dimostrando una scarsa capacità (per altro ammessa in alcune interviste) nel trovare conclusioni davvero efficaci. La risoluzione del conflitto appare goffa e raffazzonata se confrontata con la costruzione della storia, con un susseguirsi di trovate bislacche che scadono nel banale, quasi nel non-sense.
Il contributo di Sam Humphries, che ha scritto le ultime quattro storie su soggetto di Hickman e ha poi proseguito la storia con le saghe Divided we Fall e United we stand, si può misurare con un generale appesantimento dei dialoghi, che perdono di potenza ed eleganza.

Road to Secret Wars: Ultimates di Hickman e Ribic

Dal punto di vista grafico, la saga mostra la stessa ambivalenza.

Un eccellente Esad Ribic, autore della maggior parte dei numeri, realizza tavole di grande impatto grazie alle sue capacità tecnico pittoriche, che si esaltano soprattutto nella rappresentazione di battaglie campali: il disegnatore sceglie spesso di suddividere le tavole in due o tre vignette orizzontali, i cui bordi si sovrappongono parzialmente.
In questo modo l’artista riesce a sfruttare ampi spazi per realizzare illustrazioni di grande impatto e potenza senza ricorrere a splash pages e sacrificando la narrazione: il ritmo rallenta, il respiro diventa più epico e il lettore riesce a porre più attenzione sui singoli dettagli.
Allo stesso modo le numerose soluzioni prospettiche e anatomiche che si possono incontrare in un singolo albo arricchiscono la storia, mentre i colori del sempre bravissimo Dean White, talvolta tenui e acquerellati, talvolta cupi e densi, creano un affascinante contrasto tra la violenza delle pagine e la serenità dei toni cromatici.

Luke Ross, che cura la maggior parte dei numeri dal 10 al 13 per sopperire alla lentezza di Ribic, svolge un buon lavoro soprattutto nel curare le espressioni dei personaggi, ma il suo stile e la costruzione più canonica della tavola fanno perdere alla storia slancio e impatto, seguendo in maniera scolastica una sceneggiatura convulsa e poco ispirata. Lo stesso si può dire di Brandon Peterson, il cui stile molto rigido spezza un po’ troppo la continuità del lavoro di Ribic.
Le incursioni di Patrick Zichner, e Butch Guice mantengono un buon livello artistico, ma il loro contributo si limita a mero filling per i ritardi di Ribic.

In conclusione, Ultimate Comics: Ultimates è un titolo affascinante che ha avuto il merito di far collaborare Hickman e Ribic in previsione di Secret Wars. Una storia piena di contenuti interessanti, con una partenza che non fa rimpiangere il primo ciclo di Millar e Hitch, uno svolgimento epico e coinvolgente ma un finale purtroppo non all’altezza.

Abbiamo parlato di:
Ultimates – La Repubblica sta bruciando e Ultimates – Due città, due mondi
Jonathan Hickman, Esad Ribic, Brandon Peterson, Luke Ross, Butch Guice, Ron Garney e Patrick Zichner
Traduzione di Pierpaolo Ronchetti
Panini comics – febbraio e aprile 2016
128 pagine brossurato, colore – 12,00 € cad.
ISBN: 9788891217325

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