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Il risveglio dello Zelfiro

Una favola moderna e ammiccante, che si muove tra atmosfere fantasy e romanzi alla Charles Dickens, tra mutanti stile X-Men a rimandi a Charles Burns e Hirohiko Araki.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Il risveglio dello ZelfiroGli orfani, i diseredati, i derelitti, i discriminati e gli ultimi occupano quasi militarmente la letteratura per l’infanzia e non, trovandosi a proprio agio anche nell’emozionale quadricomia di cartoni animati e nelle storie a fumetti. Pensate a Batman, Superman, la piccola fiammiferaia, Cenerentola, Remì, Alì Babà, Peline, Ryu il ragazzo delle caverne, Candy, Harry Potter, i tre fratelli Baudelaire creati da Lemony Snicket, Oliver Twist, Bambi, Tom Sawyer e Huckleberry Flinn, il leone Simba e l’androgina Lady Oscar (debitrice dell’ambigua principessa Zaffiro) – esempio di sessualità incerta-camuffata ritratta in un manga e successivamente in una serie televisiva animata. In loro si agitano impulsi contrastanti e forti tensioni emotive che tendono alla ricerca della famiglia negata e che li spinge a una vita avventurosa. Liberi da vincoli e legami vivono e sopravvivono un altro giorno, spinti dalla loro personalissima ricerca della felicità. Capostipite di questo genere è indubbiamente Charles Dickens, padre del romanzo sociale, contenitore per rappresentare la vita dei ceti meno abbienti e strumento di denuncia di soprusi e pregiudizi. Sfondo vibrante dei suoi scritti è l’Inghilterra Vittoriana, attraversata da riforme sociali, progresso, povertà e ingiustizie, palcoscenico sul quale si agitano figure memorabili portatrici di una disperata umanità.

Karim Friha (fumettista Franco-Belga) attraversa leggero questi scenari ne Il Risveglio dello Zelfiro”, favolaIl risveglio dello Zelfiro moderna e ammiccante, semplice nelle linee narrative e complessa per le tematiche affrontate. In queste pagine si concentrano richiami ai mutamenti adolescenziali, al potere che porta responsabilità e all’interminabile lotta tra il bene e il male, facce di una consumata moneta passata di mano in mano e spesso spesa maldestramente. Interpreti sempre in parte e disarmanti nella loro semplice delineazione, un gruppo di ragazzi “mutanti” che aprono cassetti della memoria etichettati con X-Men e JoJo, entrambe serie a fumetti generazionali e di grande longevità editoriale. Con i primi condividono la mutazione, una sorta di malattia umiliante e invalidante agli occhi della società retrograda che li ospita, mentre a Jonathan Joestar sono legati dall’Anima del cambiamento, una sorta di spirito che alberga segretamente nel loro corpo. Uno spirito assopito che può essere risvegliato da un trauma durante l’infanzia.

Catalizzatore degli eventi e personaggio principale di una trama che incrocia elementi fantasy, macabri, fantascientifici (Verne e Wells) e umoristici, è il giovane Sylvan Khelmann, studente universitario (di fauna selvatica!) detentore dell’abilità di trasformare la propria pelle in corteccia d’albero. Unendo le forze con altri talentuosi fanciulli, riuniti per motivi ignoti dal professor Wernes e vittime di abbandono ed emarginazione, il protagonista si troverà a combattere individui malvagi impegnati nella ricerca di particolari poteri curativi. Costruendo un mondo credibile, immerso in un passato di guerra e tirannia, Friha colpisce nel segno nel tratteggiare ambienti (la città di Algarante, capitale della repubblica di Béremhilt), caratteri e storie personali, mantenendo una tensione particolare anche sui personaggi dall’inclinazione malvagia, perfettamente delineati nel loro oscuro agire. Friha racconta i mutamenti adolescenziali ai lettori più giovani, cavalcando quasi quel senso di malato malessere fotografato da in Black Hole ma epurato da riferimenti sessuali, e incrociando la strada del fumetto mainstream e umoristico.
Poco importa al lettore se emergono alcune pecche (a tratti i personaggi perdono la loro funzione di traino per essere assorbiti dalla trama), imputabili alla qualità di opera prima dell’albo e sicuramente migliorabili nei capitoli a venire.

Il primo volume de “Il Risveglio dello Zelfiro” nominato nella selezione ufficiale di Angouleme 2010, inaugura una serie promettente indirizzata ai più giovani. Lettura divertente e avvincente, si rispecchia nell’emotività suscitata dai protagonisti, immersi in atmosfere fantasy che non mancheranno di essere apprezzate anche dai lettori adulti.

Abbiamo parlato di:
Il Risveglio dello Zelfiro – Vol. I – Di corteccia e di linfa
Karim Friha
traduzione di Silvia Bruins
comics, 2010
128 pagine, brossurato, colore, 14,00€
ISBN: 978-88-95261-91-1

Riferimenti:
Il sito di ReNoir comics: www.renoircomics.it

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