Purple Press: tra fumetti cult e libretti rossi

Grandi autori internazionali come Miguel Angel Martin e Howard Chaikyn, giovani italiani di culto come Cristina Fabris e Alessio Spataro, progetti imminenti coraggiosi e sfrontati sempre all'insegna della qualita' e...
Articolo aggiornato il 29/07/2015

Purple Press: tra fumetti cult e libretti rossiCome e quando nasce l’esperienza ?
Purple Press come casa editrice è nata quest’anno, con la pubblicazione a febbraio del primo volume, “Bitch” di Miguel Angel Martin, seguito ad aprile dal “Black Kiss” di Howard Chaikyn. La società esisteva invece già da un anno, occupandosi di progetti e servizi editoriali per conto di altre case editrici. Oltre ai due volumi citati abbiamo pubblicato anche un piccolo promo, “Perché il mio libro non è accanto alla cassa?” dell’umorista olandese Peter Van Straaten, una raccolta di vignette legate al mondo dell’editoria. Si tratta di un piccolo libro promozionale che è stato un po’ il nostro biglietto da visita per presentarci nel settore.

I primi volumi pubblicati sembrano rappresentare una “dichiarazione d’intenti” sulla futura politica editoriale della Purple Press, oltre che elementi di continuità con le tue precedenti esperienze di editor per Coniglio Editore e anche come autore.
Si, è senz’altro così. Molti anni fa comprai Black Kiss, l’edizione della Granata Press, avro’ avuto 16 o 17 anni. è bizzarro dopo tutti questi anni trovarsi ad essere l’editore di quello stesso titolo. Il problema della mancata soddisfazione che danno i sogni quando li realizzi, è che ci vogliono talmente tanto tempo e fatica che dimentichi il punto da cui sei partito! Ma veniamo alla Purple Press. Il nostro programma è, essenzialmente, quello di puntare ad autori cult o classici del fumetto cult, ossia fumetti che hanno una marcia in più rispetto ad essere semplicemente una buona storia con bei disegni. Fumetti che si possano promuovere dicendo “questa è un’opera importante per questa serie di motivi”. Facendo un esempio, Black Kiss ha rappresentato un elemento di rottura con una certa tradizione fumettistica americana, e quando negli anni ’80 uscì per la Vortex affascino’ e colpì moltissimo sia i lettori che gli addetti ai lavori. Non sono pochi i giovani autori dell’epoca che, direttamente o non, si sono rifatti al tratto di Chaykin o, ancor più, al suo modo di raccontare, da Frank Miller a tutta la rinascita del fumetto americano degli anni ’90. è stato anche un fumetto “nascosto” essendo di fatto un porno, spesso omesso quando si parla di opere importanti del fumetto americano. Per quanto riguarda Bitch di Martin anche in questo caso parliamo di un autore cult, un maestro del fumetto capace di parlare ad un pubblico molto vasto con storie anche fastidiose che generano comunque reazioni e dibattiti. Bitch in particolare è uno dei suoi ultimi lavori e noi per primi lo pubblichiamo in volume, in Spagna uscirà solo tra qualche mese e in Francia a settembre. è una storia che è stata pubblicata a puntate dalla rivista spagnola “El Vibora”, ed in Italia i primi tre episodi si sono visti su “L’Ostile”, rivista che avevo fondato nel 2003 per Coniglio Editore. Quindi sostanzialmente questi due libri sono una prosecuzione del mio lavoro come editor, ma riflettono anche una certa visione del mondo ed i prossimi lo saranno altrettanto. Porto sicuramente con me un bagaglio personale dato dalla precedente esperienza editoriale, che si traduce anche in progetti pensati già quando lavoravo per Coniglio. Faremo ad esempio “Get The Freebies” di Jamie Hewlett, l’autore di “Tank Girl”, fumetto inedito da noi uscito in volume soltanto in Spagna. Ma a parte i progetti iniziali sicuramente col tempo le due linee editoriali si differenzieranno, prendendo strade diverse.

Tornando al concetto di autori “cult”, Purple Press ha recentemente pubblicato Chiudi gli occhi, un art book erotico di Cristina Fabris, autrice che vanta un seguito di fan non indifferente! Cosa puoi dirci di questo progetto?
Sì hai ragione, Cristina Fabris vanta davvero un seguito di fan… direi che è una delle autrici che oggi gode di maggiore stima, un po’ come Giovanna Casotto per quanto riguarda la decade passata. Ma Cristina ha dalla sua un segno originale e una sua personale ricerca sia nel tratto che in quello che disegna. Insomma siamo davvero orgogliosi di aver fatto il suo art book, e il prossimo anno saranno ben due i libri della Fabris che vedranno la luce sotto il marchio Purple Press.

Questo lascia supporre che Purple Press punterà anche sulla produzione di opere inedite, magari di autori italiani?
Come ti ho detto c’é Cristina Fabris, e non solo: a ottobre uscirà un libro di Alessio Spataro. Sarà un volume di satira con protagonista Papa Nazingher (!) e ne abbiamo in programma anche uno per il 2009. Riguardo a prodotti più strettamente fumettistici, sempre per il 2009 c’é in ballo un progetto ambizioso ed un po’ azzardato come investimento: l’idea è quella di ricalcare il format di Tokyopop e proporre al pubblico adolescente (e post-adolescente) italiano dei volumetti tascabili di circa 160 pagine dal costo piuttosto contenuto, con fumetti realizzati da autori italiani con uno stile che ricordi i manga, o certi videogames. Le storie saranno prevalentemente d’azione, con zombi, vampiri e ragazze con le tette grosse per protagonisti. Un progetto attualmente in fase embrionale. Riguardo agli autori stranieri abbiamo in programma di pubblicare due libri l’anno di Miguel Angel Martin iniziando a novembre con “Play Love”, la sua prima graphic novel da poco uscita in Spagna, e proseguendo con la riproposta di opere già pubblicate come “Psycho Pathia Sexualis”, di cui proporremo l’integrale completa di interventi sulle sue traversie legali, le sentenze, le censure e così via. Faremo poi “Surfing On The Third Wave”, visto sporadicamente sulle pagine di “Blue”, che è un malloppone di 220 pagine a colori che secondo Martin è il suo libro più compiuto (tra l’altro Bitch è uno spin-off di quest’opera). Di Chaykin vorremmo pubblicare sia “American Flagg” che “The Shadow”, ma ci sono anche altri editori interessati e la battaglia per aggiudicarsi i diritti è piuttosto dura. Stiamo comunque cercando di portarlo alla prossima Lucca, dove ci sarà sicuramente Martin assieme probabilmente ad un giovane autore americano sul quale puntiamo molto che è Ross Campbell. Di suo pubblicheremo per Lucca il volume autoconclusivo “The Abandoned”, pubblicato in origine da TokyoPop, e dal 2009 la serie in quattro volumi “Wet Moon” della Oni Press. Si tratta di un autore a mio avviso eccezionale, strano che nessun editore italiano fino ad ora l’abbia notato. Le sue storie sono molto particolari visto che attraverso vicende popolate di zombi e vampiri affrontano temi e problematiche adolescenziali che pongono Campbell per certi versi vicino al cinema di Gus Van Sant.

Purple Press: tra fumetti cult e libretti rossiParlando di numeri, visto lo stato di salute non troppo confortante dell’editoria fumettistica in Italia, qualcuno potrebbe chiedersi se c’era bisogno di una nuova casa editrice. Voi come vi ponete di fronte a questa realtà? Pensate di andare a coprire un vuoto esistente?
Sul fatto che ce ne fosse bisogno o meno potremmo anche chiederci se c’é bisogno di un nuovo gruppo rock, di un nuovo regista e così via. Sarà il mercato stesso a dirlo. Per il resto si, credo che Purple Press stia effettivamente riempiendo un vuoto. Noi ci muoviamo sul crinale che sta tra l’underground classico e le nuove fascinazioni contemporanee, rivolgendoci ad un pubblico “alternativo” a quello delle produzioni mainstream, capace comunque di dar poi vita a fenomeni di massa (vedi il caso di icone popolari come Emily The Strange). Sicuramente la libreria di varia ci è più congeniale della fumetteria, che è molto poco “alternativa”, ma puntiamo anche a guadagnarci un po’ di spazio in ambienti diversi da quelli propriamente fumettistici, come potrebbero essere quelli musicali o quelli più politicizzati. Ad ogni modo i nostri “numeri” – fino ad ora – sono molto buoni.

L’avvento di Purple Press sarà anche l’occasione di un ritorno per autore di fumetti?
Mi piacerebbe molto averne il tempo, ma non ce l’ho. Scrivo, seppure lentamente e sporadicamente, per Thomas Bires. Abbiamo in progetto da almeno un anno “Le Straordinarie Avventure di Marcel Duchamp”, biografia “impossibile” a fumetti del celebre artista surrealista francese da realizzare, se ci riusciremo, un po’ come Pazienza affronto’ Pertini. L’idea per ora è di aprire un blog dove pubblicare in pillole alcuni episodi della vita di Duchamp, un paio di paginette per volta. Se la cosa andrà avanti diventerà poi un libro ma non per Purple Press, perché trovo volgare come editore produrmi da solo con un progetto così ambizioso. è più professionale rivolgersi ad un editore esterno.

Chi lavora assieme a te dietro le quinte della Purple Press?
Come detto l’altro socio della casa editrice è Cristiano Armati, autore di saggistica e narrativa oltre che editor della Newton Compton, dopo di che ci sono alcune persone che mi hanno seguito sempre da Coniglio Editore come Alessandra Sabatini, che si occupa del coordinamento di redazione, e Daniele Magrelli, impegnato in lavori di grafica, impaginazione e adattamento. Ci sono poi Sabrina Ramacci che cura i diritti internazionali e il nostro magazine e Margherita Bianchini, già redattrice per Coconino e Minimun Fax.

Progetti extra-fumettistici?
Abbiamo in progetto l’avviamento di una collana di narrativa dedicata prevalentemente a classici cult americani, anche se tenteremo il ripescaggio di Serge Brussolo, importante autore francese di fantascienza visto in Italia su “Urania”. Poi lanceremo una collana di saggistica dedicata alle biografie di grandi icone del ‘900 a partire da quella di Betty Page, poi Moebius (riedizione del libro uscito anni fa per Derive&Approdi), Duchamp, quella di UltraViolet, una delle muse di Warhol, ed altri. Molto più popolare sarà la collana che dedicheremo ai Libretti Rossi, che includerà ovviamente il “Libretto Rosso di Mao” e poi quello Gramsci, quello di Che Guevara, di Ho Chi Min e così via. Saranno piccole biografie di queste grandi figure rivoluzionarie con l’aggiunta di una antologia di scritti.

Due parole, in conclusione, per “Purple Magazine”.
Il nostro magazine è un piccolo esperimento, una rivista per chi scrive, legge, impagina, illustra, stampa e ama i libri. Esce due volte l’anno e ne sono particolarmente orgoglioso sia per la veste grafica che per i contenuti, con una serie di collaboratori sparsi per il globo.

Riferimenti:
Purple Press: www.purplepress.it

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