{"id":820,"date":"2019-09-25T16:51:44","date_gmt":"2019-09-25T14:51:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/?p=792"},"modified":"2019-10-01T06:34:40","modified_gmt":"2019-10-01T04:34:40","slug":"narrazione-moderna-sindrome-peter-pan-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/narrazione-moderna-sindrome-peter-pan-2\/","title":{"rendered":"Narrazione moderna e sindrome di Peter Pan"},"content":{"rendered":"<p>Preparando le lezioni per il corso di sceneggiatura che da ottobre terr\u00f2 insieme ad <strong>Alberto Ostini<\/strong> presso la <strong>Scuola Internazionale di Comics di Milano<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-802 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/download.png\" alt=\"Milano\" width=\"198\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/download.png 225w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/download-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/strong>, ho ripreso in mano libri che avevo studiato qualcosa come diciotto anni fa.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della mera tecnica di sceneggiatura &#8211; che dopo aver acquisito le basi si impara soprattutto tramite la pratica &#8211; ci\u00f2 che mi affascina sempre molto sono le radici profonde della narrazione, comuni a ogni epoca e cultura umana.\u00a0<strong>La storia della narrazione \u00e8 la storia stessa dell&#8217;umanit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>Molti studiosi hanno esplorato questo argomento, dagli antropologi agli sceneggiatori di <strong>Hollywood<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli schemi pi\u00f9 celebri della narrazione universale elaborati dagli studiosi sono probabilmente le 12 stazioni del &#8220;<strong>Viaggio dell&#8217;Eroe<\/strong>&#8221; di <strong>Chris Vogler<\/strong> e le 31 funzioni narrative della fiaba di <strong>Vladimir Propp<\/strong>. Non mi soffermo su ogni singola funzione perch\u00e9 altrimenti non avrei pi\u00f9 niente da dire nel mio corso!<\/p>\n<p>Quello che mi interessa rilevare in questo post \u00e8 un aspetto, in particolare.<\/p>\n<p>Vogler era uno sceneggiatore e story editor hollywoodiano, e partendo dagli studi di <strong>Joseph Campbell<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignright\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/c\/c3\/Chaos_Monster_and_Sun_God.png\" width=\"299\" height=\"221\" \/><\/strong> sulla mitologia aveva elaborato il suo schema delle dodici stazioni. La teoria di partenza (simile anche al discorso di Propp) \u00e8 che bene o male tutte le storie inventate dagli esseri umani, dai racconti intorno al fuoco fino al blockbuster cinematografico, presentino degli schemi ricorrenti perch\u00e9 in sostanza ripercorrono i passaggi della stessa avventura della vita, comune a ogni essere umano: la nascita, l&#8217;infanzia, l&#8217;adolescenza, il distacco dai genitori, il passaggio alla vita adulta, eccetera.<\/p>\n<p>Propp era un antropologo culturale e aveva concentrato i suoi studi soprattutto sulla fiaba russa, trovando parallelismi con consuetudini arcaiche, ad esempio i riti tribali.<\/p>\n<p>La parte centrale e pi\u00f9 importante degli schemi sia di Vogler che di Propp mostrano infatti che moltissime narrazioni ricordano strutturalmente i riti di iniziazione, del passaggio alla vita adulta, e (per Campbell\/Vogler) anche della soluzione del <strong>complesso edipico<\/strong> come analizzato da <strong>Freud <\/strong>. La parte centrale, sia in Vogler che in Propp, mette infatti in scena l&#8217;eroe che lascia la propria famiglia, intraprende un cammino che lo porta fino nella &#8220;caverna pi\u00f9 recondita&#8221; o &#8220;nella pancia della balena&#8221; dove vive un&#8217;esperienza di pseudo-morte per poi rinascere a nuova vita come persona pi\u00f9 completa, in sostanza adulta (ci\u00f2 che <strong>Jung<\/strong> chiama meccanismo di <strong>Individuazione<\/strong>).<\/p>\n<p>In entrambi gli schemi di Vogler e di Propp naturalmente c&#8217;\u00e8 sia un &#8220;prima&#8221; che un &#8220;dopo&#8221;: il prima riguarda il cosiddetto &#8220;mondo ordinario&#8221; in cui il conflitto non si \u00e8 ancora presentato e l&#8217;eroe non \u00e8 ancora un eroe. Il dopo invece riguarda il ritorno dell&#8217;eroe al suo mondo originario e le insidie sulla via di casa. Vogler sottolinea che in tante storie moderne la parte del ritorno a casa \u00e8 molto esigua, perch\u00e9 il centro della storia, la &#8220;pancia della balena&#8221;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/5\/54\/PinocchioChiostri24.jpg\" width=\"286\" height=\"223\" \/> spesso diventa anche il climax stesso della storia, in cui si decide il tutto per tutto, dopodich\u00e9 l&#8217;eroe torna rapidamente al suo mondo iniziale senza ulteriori conflitti.<\/p>\n<p>Ma ci sono alcune differenze tra i due schemi. Lo schema di Vogler \u00e8 pi\u00f9 moderno e recente e cerca di adattarsi non solo alle teorie di Campbell basate sulla mitologia, ma anche alla moderna narrazione cinematografica. Quello di Propp invece analizza principalmente le (centinaia) di fiabe russe e le mette in relazione ai miti classici e tribali, disinteressandosi delle attuali forme d&#8217;intrattenimento.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 analizzando le differenze tra i due schemi che mi sorgono alcune considerazioni circa le contemporanee modalit\u00e0 di narrazione e ci\u00f2 che ci dicono di cosa siamo o siamo diventati.<\/p>\n<p>Le schema di Propp, pur condividendo con Vogler la parte centrale dell&#8217;<em>iniziazione alla vita adulta<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-805 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/AYOF-image-21_794222i-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/AYOF-image-21_794222i-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/AYOF-image-21_794222i.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/em>, \u00e8 molto pi\u00f9 esteso, sia riguardo il prima che il dopo. \u00c8 ovvio che quelle dello schema di Propp sono appunto solo delle funzioni, cio\u00e8 ogni storia \u00e8 composta da una combinazione di alcuni di questi passaggi e raramente da <em>tutti\u00a0<\/em>i punti dello schema. Per\u00f2 \u00e8 interessante dare un&#8217;occhiata a quelli che sono i meccanismi ricorrenti dell&#8217;antica narrazione, per accorgerci che nel corso dei secoli potremmo esserci persi qualcosa per strada.<\/p>\n<p>Nella corposa prima parte dello schema fiabesco, all&#8217;eroe vengono imposti dei divieti. Questo ricorda la vita infantile in cui i nostri genitori limitano la nostra illusoria &#8220;onnipotenza&#8221; imponendoci norme comportamentali.<\/p>\n<p>Nella parte successiva alla &#8220;rinascita&#8221; dal &#8220;ventre del serpente\/balena\/ecc.&#8221;, l&#8217;eroe torna a casa con l&#8217;elisir conquistato o con la prova dell&#8217;incantesimo spezzato o con la principessa liberata, e i passaggi seguenti narrano le sue difficolt\u00e0 nel mantenere ci\u00f2 che ha conquistato, e questo ci parla forse della vita adulta e di come non basti aver conquistato una determinata posizione per mantenerla senza ulteriore impegno.<\/p>\n<p>Poi, un altro colpo di coda: un falso eroe cerca di prendere il posto di quello vero e toccher\u00e0 al protagonista smascherare l&#8217;imbroglione. Questo forse ci parla del conflitto con la nuova generazione che cerca di prendere il posto della vecchia come &#8220;classe dirigente&#8221;, un po&#8217; come il giovane leone che attacca il capobranco per prenderne il posto. Pensiamo anche all&#8217;<strong>Odissea<\/strong> e al ritorno di Ulisse a Itaca contro i Proci.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>Intermezzo: Symphony X &#8220;Incantations of the Apprentice&#8221; (da The Odyssey)<\/em><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Symphony X - Incantations of the Apprentice\" width=\"1080\" height=\"810\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VIfKww12P4M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<hr \/>\n<p>Concludiamo lo schema di Propp in cui vi sono la trasfigurazione e l&#8217;incoronazione, che potrebbero simboleggiare la morte e il passaggio a uno stato di immortalit\u00e0 dell&#8217;eroe.<\/p>\n<p>Ovviamente le mie sono poco pi\u00f9 che congetture e potrei sbagliarmi. Forse un esperto psicanalista potrebbe meglio di me analizzare la questione.<\/p>\n<p>Detto questo, se davvero nella fiaba antica vi erano tanti passaggi che simboleggiano ogni stagione della vita, mi viene da rilevare che oggi la maggior parte delle storie d&#8217;intrattenimento, quelle da blockbuster hollywoodiano, si concentrano sulla parte centrale, la simulazione dell&#8217;iniziazione alla vita adulta, e l\u00ec si fermano. Non tutte di certo, ma molte.<\/p>\n<p>Mi chiedo quindi se nello <em>zeitgeist<\/em> degli ultimi decenni (o secoli?) non vi sia un&#8217;ossessione per la giovent\u00f9, una paura estrema della vecchiaia (e quindi della morte). \u00c8 come se vivessimo in una costante\u00a0<em>Sindrome di Peter Pan.<\/em> Sintomo di questo \u00e8 il fatto che in molti, superati i quarant&#8217;anni, siamo ancora nostalgicamente attaccati ai nostri giochi e cartoni animati dell&#8217;infanzia, ai nostri dischi preferiti dell&#8217;adolescenza, e non riusciamo ad accettare che il mondo cambi: dovrebbe restare congelato al momento in cui abbiamo raggiunto la maggiore et\u00e0.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-803 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/oscar-wilde-orig-240x300.jpg\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/oscar-wilde-orig-240x300.jpg 240w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/oscar-wilde-orig-768x958.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/oscar-wilde-orig-821x1024.jpg 821w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2019\/09\/oscar-wilde-orig.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 201px) 100vw, 201px\" \/><\/p>\n<p>La base di questa ossessione, questa &#8220;crepa&#8221; nell&#8217;<em>inconscio collettivo<\/em> potrebbe essere come rileva Jung la crisi della religione in Occidente nell&#8217;ultimo secolo, che per millenni ha avuto una funzione sociale di rassicurazione e coesione, funzione soppiantata a inizio &#8216;900 dalla comparsa delle ideologie, e in tempi pi\u00f9 recenti da consumismo e globalizzazione, problematiche a fatica arginate dal pur irrinunciabile contributo della psicologia.<\/p>\n<p>Siamo terrorizzati dalla vecchiaia e dalla morte e ossessionati dall&#8217;eterna giovinezza, lo sappiamo bene, e le storie che raccontiamo e che ci intrattengono di pi\u00f9 dicono molto su di noi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 <strong>Oscar Wilde<\/strong> l&#8217;aveva compreso bene, nel suo\u00a0<em>Ritratto di Dorian Gray<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preparando le lezioni per il corso di sceneggiatura che da ottobre terr\u00f2 insieme ad Alberto Ostini presso la Scuola Internazionale di Comics di Milano, ho ripreso in mano libri che avevo studiato qualcosa come diciotto anni fa. 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