{"id":524,"date":"2017-02-09T14:06:38","date_gmt":"2017-02-09T13:06:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/?p=524"},"modified":"2017-02-09T16:07:25","modified_gmt":"2017-02-09T15:07:25","slug":"the-moneyman-intervista-ad-alessio-de-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/the-moneyman-intervista-ad-alessio-de-santa\/","title":{"rendered":"The Moneyman: intervista ad Alessio De Santa"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>The Moneyman<\/em><\/strong> \u00e8 un romanzo a fumetti biografico\u00a0sui primi anni della <strong>Walt Disney<\/strong>.\u00a0Lo trovate in libreria e fumetteria con marchio\u00a0<strong>Tunu\u00e8<\/strong>, ma se\u00a0non avete voglia di uscire di casa lo trovate comodamente\u00a0anche su <strong>Amazon<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8867901974\/ref=as_li_qf_sp_asin_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8867901974&amp;linkCode=as2&amp;tag=lospait-21\" rel=\"nofollow\">a questo link<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=lospait-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8867901974\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-526 size-medium\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_cover_HR_RGB-210x300.jpg\" alt=\"moneyman de santa\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_cover_HR_RGB-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_cover_HR_RGB-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_cover_HR_RGB-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_cover_HR_RGB.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/p>\n<p>Il volume \u00e8 stato scritto, o meglio, &#8220;coordinato&#8221; da <strong>Alessio De Santa<\/strong>, fumettista trentino che nel tempo ha collaborato con Disney e De Agostini. Dico &#8220;coordinato&#8221; perch\u00e9 Alessio\u00a0invece di fare tutto da solo ha scritto\u00a0met\u00e0 della sceneggiatura, ha scelto gli altri professionisti che si sono alternati alla lavorazione\u00a0di <em>the Moneyman<\/em> e li ha gestiti sia dal punto di vista produttivo che artistico. In\u00a0un certo senso ha quindi replicato in piccolo lo stesso metodo del Walt Disney di cui ha curato la biografia a fumetti, mettendo in piedi un piccolo team creativo e coordinandolo\u00a0in ogni passaggio. Ricordiamo quindi insieme a De Santa, gli altri autori: lo sceneggiatore <strong>Filippo Zambello<\/strong>, il disegnatore <strong>Lorenzo Magalotti<\/strong>\u00a0e le coloriste <strong>Giulia Priori<\/strong> e <strong>Lavinia Pressato<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo scorso 20 gennaio c&#8217;\u00e8 stata a Milano una presentazione del volume presso la <strong>Libreria Corteccia<\/strong>. Tunu\u00e8 mi chiese di moderare l&#8217;incontro, e da quella chiacchierata vennero fuori diverse considerazioni interessanti che mi hanno invogliato a\u00a0mettere tutto nero su bianco, facendo una vera e propria intervista a De Santa per il blog.<\/p>\n<p>Qui di seguito, il risultato del nostro botta e risposta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>Ciao Alessio. Cominciamo con la tua bio come lettore di fumetti prima e come fumettista poi e come si intreccia questa con la Disney.<\/strong><\/p>\n<p>Ho una storia da lettore un po\u2019 particolare, sono un divoratore di fumetti ma soprattutto di albi della scuola francese. Intendiamoci, a suo tempo ho letto sicuramente diverse carriole di Topolino (e continuo tuttora) e ad un certo punto ho anche provato a disegnarlo professionalmente seguendo i corsi all\u2019Accademia Disney, ma credo che la mia passione per Walt sia nata non nell\u2019infanzia ma molto dopo, proprio nell\u2019anno in cui seguivo l\u2019Accademia: cercavo di capire come Walt fosse riuscito a costruire l\u2019impero che ha costruito, mi interessava la sua storia personale, mi interessava cercare di conoscerlo da vicino. \u00c8 l\u00ec che ho iniziato a leggere avidamente biografie su di lui, per capire che tipo fosse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-528 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_030-DEF-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_030-DEF-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_030-DEF-768x1056.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_030-DEF-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_030-DEF.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/p>\n<p><strong>Come mai la scelta di usare proprio Roy Disney come narratore della storia? Una tua fascinazione verso il genio \u201camministrativo\u201d di Roy, il complesso talento dei \u201cnumeri\u201d laddove i riflettori sono solitamente puntati sul talento della creativit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Mentre leggevo le biografie su Walt, mi accorgevo che nessuna riusciva a darmi la chiave per capire il suo successo, finch\u00e9 non mi sono trovato a leggere la biografia &#8211; introvabile, mai ristampata, mai tradotta in italiano &#8211; di Roy, suo fratello<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>. Ed \u00e8 stato l\u00ec che ho realizzato che tutto finalmente tornava. Walt <em>non era solo<\/em>, ecco perch\u00e9 \u00e8 riuscito in un intento cos\u00ec complicato. Quando ho realizzato che per anni si \u00e8 parlato di Walt Disney e non dei <em>fratelli Disney<\/em>, ho capito che questa storia andava raccontata, e a raccontarla doveva essere proprio quel fratello che aveva deciso di mettersi da parte, di lasciar parlare l\u2019altro, di fare da silenziosa colonna per il talento di Walt. Scoprire la figura di Roy \u00e8 stato un po\u2019 come mettere al suo posto l\u2019ultimo pezzo di un enorme puzzle.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Building a Company: Roy O. Disney and the Creation of an Entertainment Empire, Bob Thomas (Hyperion, \u00a91998)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>In <em>The Moneyman <\/em>hai accennato a una questione\u00a0spesso tirata in ballo dai detrattori di Walt Disney, ossia il suo essere un \u201cgretto capitalista\u201d, una specie di schiavista nemico dei sindacati. Comprendo che nel fumetto non hai voluto soffermarti troppo sulla questione per non sviare l\u2019attenzione dal tema principale, cio\u00e8 le vicissitudini economiche dei due fratelli nell\u2019ardua costruzione di una grande entit\u00e0 di intrattenimento. Puoi dirmi due parole su questo argomento \u201cpolitico\u201d, nel tentativo di proporre uno sguardo obiettivo?<\/strong><\/p>\n<p>La questione \u00e8 veramente complicata e non vorrei annoiare nessuno n\u00e9 fornire un\u2019idea sbagliata, quindi cercher\u00f2 di farla breve (passatemi diverse semplificazioni): poco prima della Seconda Guerra Mondiale lo Studio Disney si era indebitato a livelli <em>impensabili<\/em> per produrre i primi lungometraggi animati (decisero di produrre i lungometraggi in serie, avviando la produzione di quattro\u00a0film in contemporanea perch\u00e9 quattro\u00a0erano\u00a0 gli anni che servivano all\u2019azienda per produrre un film, e quindi sarebbero riusciti ad uscire con un film all\u2019anno). Ma l\u2019embargo dell\u2019asse e lo scoppio della guerra fecero s\u00ec che il primo lungometraggio (<em>Biancaneve<\/em>) non venisse di fatto distribuito, mettendo in crisi l\u2019azienda. Le banche continuarono a tenere in vita lo Studio a patto che riducesse drasticamente le spese (bloccando la produzione dei lungometraggi e licenziando il personale). Walt fece di tutto per evitare che il personale venisse licenziato (non credo tanto per bont\u00e0, ma piuttosto perch\u00e9 se fossero stati licenziati sarebbero stati mandati in guerra, e avrebbe quindi perso artisti su cui aveva investito anni di formazione), ma si trov\u00f2 alle strette. Qui subentrarono gli aspetti pi\u00f9 complicati della personalit\u00e0 di Walt, che &#8211; ricordiamolo &#8211; aveva avviato la sua azienda in un fienile, non aveva studiato management in un master alla Berkeley, e aveva quindi la percezione che la gente lavorasse ai suoi progetti per amicizia e per la sensazione di creare qualcosa di nuovo, grande, diverso (all\u2019inizio era effettivamente cos\u00ec). Questo comport\u00f2 una pessima gestione, da parte di Walt, di tutta la faccenda, e fece s\u00ec che Walt si sentisse tradito e mettesse un muro tra s\u00e9 e i dipendenti (muro che Roy contribu\u00ec ad abbattere).<\/p>\n<p>Questo culminer\u00e0 da una lato nel famoso (e coloratissimo) sciopero del \u201841, dall\u2019altro in prese di posizione molto forti da parte dell\u2019azienda (Walt compr\u00f2 una pagina di un noto giornale di Hollywood in cui dichiar\u00f2 le sue posizioni fortemente intransigenti) e nel giuramento al processo McCarthy, contro alcuni personaggi di Hollywood e alcuni animatori. Non vorrei venire frainteso: Walt fu estremamente duro nei confronti dei suoi dipendenti e lo fu altrettanto nell\u2019applicare una visione fordista alla produzione artistica, ma contestualizzare le sue scelte mi sembra un modo per capire la sua personalit\u00e0 al netto dello spirito del tempo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-529 alignright\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_032bis-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_032bis-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_032bis-768x1056.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_032bis-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_032bis.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/p>\n<p><strong>Dalla biografia emerge un rapporto negativo tra i fratelli Disney e il loro padre. Un uomo duro, pragmatico, pessimista. Da una parte viene da dire che \u00e8 grazie a lui se i Disney hanno imparato a curare alla perfezione ogni particolare del proprio lavoro (come si vede nella scena della consegna dei giornali), dall\u2019altra viene da chiedersi da dove sia venuta tanta creativit\u00e0 e tanto ottimismo sul futuro, specialmente in Walt. Si tratta di resilienza oppure qualcun altro \u2013 la madre magari \u2013 ha fornito loro gli strumenti per emergere nonostante il disfattismo paterno?<\/strong><\/p>\n<p>Adesso che mi ci fai pensare, mi accorgo che curiosamente vedo la figura di Walt come un\u2019emanazione di quella di suo padre, pi\u00f9 che di sua madre. Ecco le somiglianze: entrambi dei perfezionisti intransigenti, entrambi lavoratori instancabili, entrambi alla rincorsa del sogno americano, entrambi incostanti e umorali. Il padre cambi\u00f2 qualcosa come sei lavori in otto anni (parliamo degli anni dell\u2019infanzia di Walt), obbligando la famiglia a spostarsi in continuazione (chi fosse curioso e non temesse un\u2019emicrania fulminante, trova una cartina di tutti gli spostamenti della famiglia Disney alla fine del nostro libro).<\/p>\n<p>Penso che la creativit\u00e0 di Walt, pi\u00f9 che venire dalla madre, sia stata una reazione all\u2019educazione paterna alla sofferenza. Questa fu la discriminante, secondo me: tramite Roy, Walt \u00e8 riuscito a rifiutare quella sofferenza, e a vivere i fallimenti (di cui la sua storia \u00e8 costellata) non come un marchio indelebile (come fece suo padre), ma come un momento di passaggio, fisiologico, del successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nella postfazione si descrive un enorme lavoro di documentazione. Oggigiorno non sono pi\u00f9 molti quelli che fanno un lavoro cos\u00ec certosino. Mi vuoi raccontare qualcosa a riguardo?<\/strong><\/p>\n<p>Come ho gi\u00e0 anticipato ho letto diverse biografie prima ancora che mi venisse in mente di tradurre questa storia in un romanzo a fumetti. Nel momento in cui \u00e8 nata l\u2019idea ho subito realizzato che, vista la quantit\u00e0 di materiale che avevo per le mani, non sarei mai riuscito da solo ad elaborarlo, e quindi ho chiesto aiuto a Filippo Zambello (con cui ho co-sceneggiato il volume). Filippo era la persona giusta perch\u00e9 ha studiato storia del cinema al DAMS e ha seguito dei corsi di sceneggiatura a New York, mi ha da subito fatto sentire che avevo un interlocutore con solide basi.\u00a0 Ci siamo letti e riletti diverse biografie, scartando quelle pi\u00f9 <em>biased<\/em>, cercando di evitare le voci di corridoio e le dietrologie, dando priorit\u00e0 alle fonti autorizzate. Ci ha preso la stessa quantit\u00e0 di tempo dell\u2019effettiva stesura della sceneggiatura (delle effettive <strong>nove stesure<\/strong>, in realt\u00e0), ma \u00e8 stata anche la parte pi\u00f9 divertente. In contemporanea c\u2019\u00e8 stato il lavoro del giovanissimo Lorenzo Magalotti (il disegnatore), che ha lavorato molto sullo studio delle fotografie. In alcuni casi allegavamo direttamente noi le foto alla sceneggiatura, in altri si \u00e8 gestito da solo la documentazione, facendo un lavoro eccelso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-530 alignleft\" src=\"https:\/\/lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_048-copia-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_048-copia-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_048-copia-768x1056.jpg 768w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_048-copia-745x1024.jpg 745w, https:\/\/www.lospaziobianco.it\/powertothestory\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2017\/02\/moneyman_048-copia.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/p>\n<p><strong>\u00c8\u00a0curioso (e molto triste) che entrambi i fratelli Disney abbiano sofferto di polmoni. Quasi avessero lavorato in miniera. E in un certo senso \u00e8 come se l\u2019avessero fatto davvero, lavorando instancabilmente giorno e notte, chiusi in luoghi a volte senza nemmeno una finestra. Mi viene da pensare che i nani del loro primo lungometraggio siano in realt\u00e0 gli stessi animatori dello studio Disney, che con il loro lavoro aiutano una bella ragazza che si chiama Fantasia. Che cosa ne pensi?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente il lavoro allo Studio non ha aiutato, ma credo sia un caso che i due soffrissero entrambi di polmoni: Roy contrasse la tubercolosi durante la Prima Guerra Mondiale e la trascin\u00f2, entrando e uscendo dagli ospedali, per diversi anni. Walt invece si provoc\u00f2 un tumore ai polmoni perch\u00e9\u00a0fumava come un matto (anche se la documentazione in merito \u00e8 davvero poca, perch\u00e9 Walt evitava di apparire in video o in foto con la sigaretta: aveva gi\u00e0 capito quanto la sua immagine di \u201cvecchio zio Walt\u201d fosse da preservare).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che allo studio gli animatori si spezzassero la schiena, spesso facendo orari ad oggi impensabili. Dobbiamo sempre pensare che anche gli stessi animatori, soprattutto all\u2019inizio, erano ben disposti a fare questi sforzi perch\u00e9 quelle erano le prime forme di lavoro artistico (o artigianale), nel nostro ambito, regolarmente retribuite.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ringrazio Alessio De Santa per averci raccontato con passione il lavoro svolto su questo volume e consiglio a voi, se siete interessati\u00a0a sapere come \u00e8 nata la Walt Disney, di procurarvi\u00a0<em>The Moneyman<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Moneyman \u00e8 un romanzo a fumetti biografico\u00a0sui primi anni della Walt Disney.\u00a0Lo trovate in libreria e fumetteria con marchio\u00a0Tunu\u00e8, ma se\u00a0non avete voglia di uscire di casa lo trovate comodamente\u00a0anche su Amazon, a questo link. Il volume \u00e8 stato scritto, o meglio, &#8220;coordinato&#8221; da Alessio De Santa, fumettista trentino che nel tempo ha collaborato con Disney e De Agostini. Dico &#8220;coordinato&#8221; perch\u00e9 Alessio\u00a0invece di fare tutto da solo ha scritto\u00a0met\u00e0 della sceneggiatura, ha scelto gli altri professionisti che si sono alternati alla lavorazione\u00a0di the Moneyman e li ha gestiti sia dal punto di vista produttivo che artistico. 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