Pompei di Frank Santoro: disegnando l’amore per il disegno

Pompei di Frank Santoro: disegnando l’amore per il disegno
La storia di Pompei diventa per Frank Santoro un inno al disegno e alla linea su carta, una delicata storia di vita e amore che diventa omaggio all’arte della matita.

pompei_frank_santoroPompei, 79 d.C. Il Vesuvio fa da sfondo alla vita quotidiana di Marcus, assistente del pittore Flavius, tra sogni di una vita migliore, da grande artista, insieme all’amata Lucia e i capricci del suo maestro, amante di una principessa romana ma legato a un’altra donna, Alba. L’eruzione del Vesuvio mette fine a tutto questo, mentre all’ombra delle ceneri si svolgono gli ultimi momenti di tante vite comuni e tanti amori.

Non c’è niente di più nella storia del Pompei di Frank Santoro che, prendendo spunto dal famosissimo calco “Gli Amanti”, i due individui travolti dall’eruzione e rimasti abbracciati fino ad oggi, racconta la vita di due innamorati alla ricerca del proprio posto felice nel mondo, mentre la quotidianità scandisce i loro giorni. Una storia che parte da un particolare per diventare universale, una ricerca collettiva per la felicità e l’amore che duri oltre la propria esistenza, senza però perdere la sua delicata intimità.

Ma limitare l’opera di Santoro a temi e trama sarebbe largamente riduttivo, perché se questi possono apparire in qualche modo già visti e poco originali, lo stile narrativo dell’autore eleva il volume a inno d’amore nei confronti del disegno, unico vero protagonista del racconto. Il tratto sintetico, ispirato alla ligne claire francese, il gioco di linee, ora più corpose ora più sottili, ora più definite e ora più grezze, l’uso di una monocromia rossa, l’assenza di colori che viene addirittura evocata tramite il loro nome scritto direttamente nella scena: tutto questo crea un’atmosfera al tempo stesso concreta e rarefatta, perduta nel tempo, un tempo in cui l’uomo spiegava la sua stessa natura attraverso il disegno. Ogni elemento del fumetto di Santoro richiama un pezzo di questa epopea artistica, dalle pitture rupestri a quelle murarie proprie di Pompei, passando dalle sinopie e agli studi preparatori dei grandi maestri rinascimentali, fino ad arrivare agli storyboard per fumetti, film e serie tv. Il disegno diventa quindi la vera guida delle nostre storie, il grande mezzo per raccontare l’umanità così come i suoi singoli individui.

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E proprio per raccontare la natura umana, fatta di forze e debolezze, l’autore sceglie linee sempre diverse, spesso lasciando tracce di movimenti nello spazio che diventano tracce del nostro passaggio nel mondo, oppure linee abbozzate e grosse che ne lasciano trasparire altre più sottili sottostanti, una sorta di scissione che rappresenta il dubbio e l’indecisione. O ancora linee che si intrecciano, quelle di due corpi innamorati che si fondono nell’amore. Il disegno, anche quando abbozzato, anche quando appena accennato e incompiuto, riesce a trasmettere potentemente le più profonde paure e speranze umane, l’amore e il dolore; è il mezzo più immediato per rappresentare il mondo, la vita e i sentimenti. Una immediatezza che si ritrova proprio nel segno di Santoro, che non cerca grazia quanto più rapidità di espressione e di liberazione interiore, usando solo un foglio e una matita.

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E quando il dramma esplode, e linee spezzate e dritte si sovrappongono le une sulle altre a rappresentare la forza inarrestabile della natura, il disegno diventa elemento di salvezza, se non effettiva per lo meno spirituale e psicologica: rinchiusi in casa per tentare di scampare all’eruzione, Marcus disegna per Lucia il futuro da loro immaginato e sognato, un futuro insieme. Ed ecco che con un elemento meta narrativo, attraverso un disegno nel disegno, Santoro esalta la più grande forza di quest’arte e dell’arte in generale: quella di rappresentare cose che non esistono, di raccontare storie che ancora devono avvenire, e in questo modo di dare sollievo all’animo umano, ricordandogli che esiste un modo per raggiungere l’eternità.

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Frank Santoro con Pompei non cerca nessuna perfezione narrativa o artistica e ad alcuni potrà sembrare che le sue figure siano sgraziate, che le scene siano appiattite e che così si perda qualsiasi carica drammatica. Ma quest’opera è in realtà un lavoro prezioso, che scava in maniera inattesa e inusuale nell’uomo, nella sua storia e nella sua natura. E, per farlo, riparte dalla sua preistoria narrativa, dalle radici. Quelle che nascono da un segno lasciato sulla parete di una caverna, quando si cercava di raccontare il presente e aprire una finestra sulle infinite potenzialità del futuro.

Abbiamo parlato di:
Pompei
Frank Santoro
Traduzione di Valerio Stivè
Edizioni 001, maggio 2018
144 pagine, brossurato, colori – 21,00 €
ISBN: 978-8871820385

 

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