
Nella griglia organizzata prevalentemente con le classiche tre strisce orizzontali, rotta non a caso da una divertente sequenza di stampo supereroico, si muove Alessandro, un bambino che si innamora di Sara, ragazza più grande, diventata famosa nel paese in cui entrambi vivono a causa di una scritta volgare apparsa su un muro. Nell’alternanza tra vignette mute e altre rese sonore da dialoghi brevi e naturali, nascono i sentimenti dei personaggi, portati dall’inesperienza a percepire in modo amplificato qualsiasi situazione la vita presenti. In uno spaccato di quotidianità narrato con realismo e lieve ironia, dai sorrisi si passa quindi repentinamente alle lacrime e una sana incoscienza porta a battersi nobilmente per cause che gli adulti definirebbero di poco conto.
Attraverso look e fisionomie varie e riconoscibili, alcune dolci e altre spigolose, l’autore caratterizza con efficacia gli attori della sua tragicommedia, già visti nel volume Bambini, e fa uscire Alessandro e Sara dallo stereotipo dei paesani ottusi e chiusi, grazie alle sfaccettature delle loro personalità che emergono tanto dai silenzi, quanto dalle parole e dai gesti.
Abbiamo parlato di:
Perché non dici le parolacce per intero?
Studiopazzia
Autoproduzione, 2019
24 pagine, spillato, bianco e nero – 3,00 €






