Parole e immagini: storia di un rapporto antico quanto l’umanità

Parole e immagini: storia di un rapporto antico quanto l’umanità
La narrazione visiva e verbale dalle sue origini ancestrali fino al fumetto contemporaneo nel nuovo saggio di Daniele Barbieri, Letteratura a fumetti?
cover_Barbieri_Letteratura_Recensioni
La copertina del volume

È possibile definire e rintracciare una vera e propria “letteratura a fumetti”, al pari della letteratura verbale tradizionale? Questo è l’interrogativo cui cerca di dare risposta e articolazione il nuovo saggio di , per i tipi di .  Per farlo, l’autore ci conduce lungo un affascinante viaggio che si diparte dalle pitture rupestri preistoriche per approdare all’editoria contemporanea.

L’intento, esplicitamente dichiarato dall’autore nella prefazione, è quello di ricostruire il concetto di “racconto” (e, nello specifico, del racconto per immagini) attraverso cinque nozioni fondamentali: immagine, scrittura, oralità, serialità, romanzo.

Se la letteratura, così come usualmente la intendiamo, è legata alla scrittura, nondimeno un ruolo cruciale nella trasmissione di idee ha giocato, sin dagli albori dell’umanità, l’immagine.
Dalle pitture rupestri di Altamira, primo “segno” di supporto a una narrazione, l’evoluzione del racconto passa poi attraverso la fase orale, fondamentale e imprescindibile per secoli, financo presso culture evolute come quella greca; approderà quindi a una nuova dimensione con la comparsa dei primi alfabeti, anch’essi inizialmente composti da pittogrammi o ideogrammi.

La narrazione per immagini ha poi larga diffusione nel Medioevo, l’era dei grandi cicli di affreschi composti da scene singole, spesso contenute in riquadri e giustapposte a costituire un unico filone. Dal rinascimento in poi, la scrittura si affranca come mezzo autonomo di trasmissione delle idee e diventa il medium principe della narrazione, tanto più quando il racconto assumerà la sua forma più matura nel romanzo ottocentesco. Con l’avvento della stampa periodica, toccherà poi al fumetto recuperare il rapporto tra narrazione, immagine e oralità.

Grazie al fumetto, la sintesi tra immagine e parola è compiuta in un nuovo genere narrativo che compendia la forza narrativa delle immagini e la potenza comunicativa delle parole, senza che le due cose possano essere scisse l’una dall’altra. Ma se in America il fumetto, dopo la sua comparsa sui giornali principali,  prosegue nella sua diffusione ed evoluzione, proprio la sua componente paraorale è quella che  determinerà un certo ostracismo nei suoi confronti da parte degli ambienti colti, specialmente in Europa.

Tuttavia, la caratteristica unica del fumetto, che gli conferisce pertanto dignità pienamente letteraria, è quella di essere una forma di scrittura che, in quanto tale, va letta, ma che non è possibile tradurre integralmente in sole parole perchè va anche “guardata”. Barbieri lo definisce “un linguaggio intimamente visivo, un linguaggio cioè che è al tempo stesso la propria scrittura”.

screenshot_Barbieri_Letteratura_Recensioni
Il corredo iconografico disponibile online

Il saggio di Barbieri non è un’opera di intento largamente divulgativo: pur non essendo una trattazione prettamente accademica, può risultare poco scorrevole per chi non è avvezzo a una certa dose di analisi critica sia a livello linguistico che a livello fumettistico.

Eppure, se si è ben disposti ad affrontare alcune complessità (concetti quali paratassi, sinsemia, formularità sono spesso richiamati all’interno dell’opera), il percorso tracciato da Barbieri non può che affascinare, perché costituisce una eccellente sintesi della storia della scrittura e della narrazione sia a livello verbale che visuale; una storia volutamente limitata agli aspetti salienti ai fini della trattazione, ma che non manca di creare suggestioni e rimandi a ulteriori (e doverosi) approfondimenti.

E così chi avrà voglia di seguire l‘autore nel suo lungo excursus scoprirà alcune interessanti circostanze, ad esempio: cosa accomuna, a distanza di secoli l’uno dall’altro, Giorgio Vasari  e Theodor Adorno; quali sono le caratteristiche per cui Rodolphe Töpffer è considerato, a buon diritto, un precursore del fumetto moderno; le ragioni per cui, nonostante Töpffer fosse svizzero, la patria natia del fumetto è l’America e non l’Europa; l’influenza di Will Eisner non solo come autore ma anche come esperto di marketing ante litteram.

Le citazioni di opere letterarie, artistiche e fumettistiche all’interno del saggio sono di larga diffusione pertanto facilmente riconoscibili; tuttavia, nonostante il volume non sia illustrato, è disponibile online un corredo iconografico all’opera che costituisce valido aiuto alla comprensione del testo.

In definitiva, un lavoro che, pur nella sua brevità, aggiunge importanti tasselli alla critica sul fumetto e alla sua collocazione all’interno del panorama propriamente letterario; il volume sarà quindi ben gradito sia allo studioso di mass media sia all’appassionato di storia e critica del fumetto.

Abbiamo parlato di:
Daniele Barbieri
Letteratura a fumetti?
ComicOut, 2019
120 pagine, brossurato – 10,00 €
ISBN: 9788897926665
comicout.com

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su