Parola di Ratigher: intervista a Francesco D’Erminio

Parola di Ratigher: intervista a Francesco D’Erminio
Sul linguaggio fumetto, sulla sperimentazione e sul suo valore, sul futuro dei sui progetti, sul suo ruolo di direttore editoriale per Coconino Press, ma non solo: Ratigher ci parla di Ratigher.

Francesco D’Erminio, in arte , è uno dei più innovativi e originali tra gli autori di fumetto italiani. Fondatore nel 2007, insieme a Tuono Pettinato, LRNZ, Dr. Pira e Maicol & Mirco, del collettivo Super Amici, con cui pubblica le riviste Hobby Comics e Pic Nic, ha pubblicato volumi per GRRRzetic e scritto alcune storie di Dylan Dog per Sergio Bonelli Editore. Da poco meno di un anno è diventato direttore editoriale di , casa editrice italiana leader nel settore del fumetto d’autore. Lo abbiamo intervistato alla vigilia della partenza per il Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême.

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Le tue opere non conoscono la banalità. Soprattutto sotto il profilo della narrazione potrebbero essere definite sperimentali.
Non sono un appassionato del fumetto sperimentale, mi sento molto più vicino alla narrazione classica, e le cose strane e sperimentali cerco di metterle nelle storie e non nel modo di raccontarle. Sia chiaro, è un’indole, non è un punto di vista sul fumetto sperimentale. Amo usare i meccanismi classici del fumetto o le griglie classiche e non sperimentare sulla percezione del segno. Se fossi un carpentiere, per esempio, userei comunque il martello e i chiodi e non attrezzi strani. Se poi viene fuori un tavolo a tre gambe tutte d’altezza diversa…

La sperimentazione può essere un limite per il lettore, se esasperata?
Di sicuro per chi non ha letto molti fumetti. La sperimentazione ha bisogno di lettori che sappiano leggere il fumetto. Per molti appassionati sembra impossibile, ma ci sono persone che fanno fatica. Il fumetto non è un linguaggio così immediato come si pensa. È un linguaggio che si apprende leggendo, perciò se si inizia da bambini, con fumetti per bambini, è meglio.
Sono convinto che non sia un mezzo facile. Trovo molto più istintivo leggere un film o un libro.

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È un po’ come dire che sarai un lettore più pronto da adulto se da bambino hai letto i classici o i libri per ragazzi. Come mai pensi che non sia un mezzo facile?
Serve più tempo, rispetto ad altri linguaggi, per entrare nei meccanismi di lettura e di visioni d’insieme. I libri devi solo leggerli, i film solo guardarli, senza bisogno di una doppia concentrazione.
Io l’ho capito tempo fa quando ho cominciato a fare domande a persone che non leggono fumetti.
I lettori neofiti non abituati da piccoli leggono prima tutta la pagina e poi guardano le vignette, o il contrario. Non c’è la simultaneità. Per molti è uno scoglio. Ovviamente sta anche all’autore e alle sue capacità saper mettere nella tavola testo in misura tale da non rubare spazio al disegno e viceversa.

Da poco meno di un anno sei il direttore editoriale di Coconino Press, blasonata casa editrice. Chi sono gli autori che vorresti nella tua scuderia, e quali tipi di storie vorresti che fossero raccontate?
Ho la fortuna ora di guidare quella che era la mia casa editrice preferita, che già aveva in pancia tutti gli autori che preferivo. Certo, qualcuno di nuovo si aggiungerà: alcuni autori italiani come per esempio Taddei e Angelini, di cui pubblicheremo a breve un libro.
A me interessa che Coconino resti la casa editrice che sorprende e propone le cose che il mercato non aspetta. Magari qualche sfumatura cambierà, ma il punto di partenza resta questo. Io, ogni anno, tra le uscite Coconino ho trovato sempre libri che non mi aspettavo e che mi hanno molto colpito.

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Con Le Ragazzine stanno perdendo il controllo, hai introdotto la metodologia di vendita Prima o mai, cioè il libro andava prenotato in prevendita. Vedremo qualcosa del genere anche per Coconino?
Prima o mai lo sto continuando per miei progetti, quando riuscirò a lavorarci.
Per Coconino no, non è quella la natura della casa editrice, che ha la sua forza nella vendita nelle librerie. Le innovazioni per Coconino ci saranno: c’è un’idea riguardo i fumetti on line. Per ora ci sono due serie on line, che appaiono sulla pagina Facebook di Coconino. La prima è di Manuele Fior e riguarda l’analisi e il commento a fumetti di ciò che avviene durante il mese (una pagina per gennaio, una per febbraio e via dicendo). La seconda è opera di un’autrice esordiente, Vittoria Moretta, che presenterà, sempre in un fumetto da una sola pagina, i protagonisti di un volume in uscita nel 2018. I fumetti on line di Coconino avranno sempre una versione cartacea. E ogni volta li pubblicheremo in modo diverso. Altra novità sono le serie. Lavoreremo su più serie e tra un numero e l’altro l’autore non dovrà aspettare sei mesi o due anni. La prima serie che presenteremo con questa formula, al Napoli Comicon a fine aprile, sarà Demon di Jason Shiga, un autore canadese.

Ce ne vuoi parlare?
Ho iniziato a leggerlo e dopo cinque pagine non avevo più quell’atteggiamento da editore che valuta, ma ero entrato dentro il fumetto, che è estremamente coinvolgente. Sono ansioso che lo leggano tutti. Uscirà in quattro volumi di circa 170 pagine ciascuno. Il primo al Comicon e l’ultimo a Lucca Comics and Games a novembre.

Altre uscite per il Comicon?
Presenteremo il nuovo volume del Dr. Pira. Che non è poco.

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La tua attività di editor ti assorbe molto. Ti manca disegnare e scrivere?
Si, mi manca, ma devo dire che sto radunando un sacco di idee che mi sembrano ottime, e più continuo a vagliare per la pubblicazione le opere altrui, più divento esigente con me stesso. Quando mi metterò a disegnare sono sicuro che farò bei fumetti. Sto facendo una super palestra.

Se potessi scegliere un personaggio, tra tutti quelli mai creati per il fumetto italiano, per poterlo rendere protagonista di tue storie, chi sceglieresti?
Forse mi piacerebbe scrivere delle nuove avventure di Necron di Magnus. Lo sento nelle mie corde.  Sia scriverle che disegnarle. Penso che potrei scrivere storie rispettose del personaggio, e poi non ne sono uscite tante. Sarebbe bello vedere quello che sta facendo adesso questo personaggio.

Intervista apparsa originariamente sull’Inserto Pop del Quotidiano del Sud  

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