Parlare di gender attraverso il manga:  Stop!! Hibari-kun


Parlare di gender attraverso il manga:  Stop!! Hibari-kun

Coconino porta in Italia uno dei fumetti giapponesi cult degli anni ’80 sulle questioni di gender: Stop!!Hibari-kun di Eguchi Hisashi parla di amore, libertà sessuale e di genere con il crudo umorismo dei manga pop nipponici.



Non c’è alcuna perversione quando due persone si amano”.

Trattare questioni di gender e di libertà sessuale è sempre molto delicato: bisogna scegliere la giusta forma, le giuste parole, le giuste espressioni. Sono tematiche che riguardano una sfera molto fragile, come quella dell’intimità e della sessualità, ma al contempo forte e specularmente intensa.

La discussione intorno alle tematiche LGBT ha da sempre infervorato i dibattiti politici e sociali di diversi paesi nel mondo, giungendo in alcuni casi a legittimazione nel diritto civile e a un’accettazione dei diritti ad esse connesse.
Non sono pochi i casi in cui il progresso in ambito civile si scontra, però, con un’ambigua diffidenza culturale e sociale di tali tematiche: Paesi in rapida via di sviluppo vedono ancora prepotente nella mentalità sociale un retrogrado senso di diffidenza e rifiuto verso le tematiche dell’omosessualità e di genere.

Nel Paese del Sol Levante la questione dei transgender è una ferita a cuore aperto: considerati – ancora ai giorni nostri – come malati mentali, costretti in alcuni casi a sterilizzazione forzata ed interventi invasivi per essere accettati legalmente, non vedono ancora riconosciuti i propri diritti civili.
Una discussione mai del tutto chiusa, e che anzi, varrebbe la pena problematizzare ed attualizzare.

Ma come parlarne, come portare all’attenzione dei più una questione talmente delicata?
Il linguaggio del fumetto riesce in alcuni casi ad incentivare una riflessione sociale e culturale attraverso gli stilemi propri del suo linguaggio.

Stop!! Hibari-kun è un manga di Eguchi Hisashi serializzato sulle pagine di Weekly Shonen Jump dal 1981 al 1984 e poi raccolto successivamente in 4 tankobon. Dalla serie a fumetti è stato tratto un anime di 35 episodi, andato in onda in Giappone sempre in quegli anni. porta in Italia il manga in una versione definitiva ed estremamente curata: edizione di dimensioni molto grandi, correlata dai soliti siparietti comici dell’autore alla fine di ogni capitolo. Grazie a questa rinnovata pubblicazione, possiamo approcciarci alle tematiche di gender e come esse sono viste in terra nipponica, scoprendo delle venature davvero sottili che traspaiono dalle vignette senza troppi veli e orpelli nonostante la sua veste prettamente umoristica.

Kosaku Sakamoto è un normalissimo studente delle superiori che, a seguito della prematura morte della madre, si trasferisce presso la famiglia Ozora, composta da padre e quattro figli. In apparenza sembrerebbe una normalissima famiglia di Tokyo, se non fosse che la casa si rivela ben presto essere il quartier generale di un gruppo di yakuza –  di cui Ozora è il capo – e che una delle quattro figlie del capofamiglia altri non è che in realtà un maschio! Hibari però tutto è fuorché un ragazzo: indossa abiti femminili, è la ragazza più popolare della scuola e fa di tutto perché nessuno scopra il suo segreto. La volontà di essere una vera ragazza agli occhi di tutti si scontra però con i desideri del padre, che vorrebbe fare di Hibari il prossimo capo della famiglia yakuza Ozora, e con i sentimenti di Kosaku, al contempo attratto e confuso dalle avances della bella ragazza.

La chiusura del Giappone verso la questione transgender si esplicita nel fumetto con espressioni quali “mondo di perversione”, “sei un pervertito” riferito alla protagonista Hibari. Espressioni forti, che lasciano trasparire difficoltà di accettazione: l’opinione sociale condiziona le proprie apparenze e il proprio modo di fare per portare a un’omologazione che sfoci nell’adesione a un ordine culturale condiviso. Hibari, ad esempio, viene continuamente spinta dal padre a “svestire” i panni della ragazza, omologandosi al suo essere maschio e accettando la sua natura biologica, abbandonando quello che realmente la protagonista sente e vuole essere: semplicemente una donna.

Il tratto stilistico è peculiare e molto simile a quello di autori molto noti e che in quegli anni muovevano i loro primi passi oppure erano già all’apice della loro carriera: da Akira Toriyama a Hideo Azuma, fino a giungere alla “regina dei manga” Rumiko Takahashi, lo stile grafico dissacrante dei fumetti nipponici umoristici delinea una veste visiva che caratterizza la narrazione con le sue espressioni grafiche non convenzionali. Un tratto veloce, tendente all’essenziale, senza troppi orpelli formali soprattutto negli sfondi, delinea la volontà di focalizzarsi sul contenuto e sulla parodia sociale della tematica affrontata.

L’umorismo dissacrante di Stop!! Hibari-kun è tipico dei fumetti degli anni ’80: gag esilaranti, situazioni ambigue e battute sottili ricche di citazioni della cultura pop di quegli anni fanno del manga un contenitore di rimandi letterari, cinematografici e musicali. Non a caso l’autore viene ricordato come “Re del pop” giapponese. Ciò, sebbene renda la lettura interessante, rischia di appesantirla troppo, costringendo il lettore ad approfondire il background che si cela dietro le citazioni provenienti principalmente dalla cultura pop nipponica degli anni ’80. Queste ultime, infatti, sono disseminate tra le tavole come corollario della narrazione, a volte addirittura come spiegazione di alcuni snodi narrativi: ciò comporta una doverosa analisi da parte del lettore, in modo da decodificare i rimandi alle influenze pop e, dunque, proseguire in modo scorrevole nella lettura.

Il secondo volume si concentra sul rapporto tra i due protagonisti e i cambiamenti che cominciano a verificarsi tra di loro: in particolare sulla concezione che Kosaku ha di Hibari. Quest’ultima viene vista sempre come oggetto di “perversione”, ma l’accettazione che inizia a caratterizzare il comportamento di Kosaku nei suoi confronti può indicare un’apertura mentale progressiva e una prova che i rapporti sentimentali tra i due protagonisti iniziano a mutare la loro natura. Metaforicamente e ampliando il discorso a livelli sociali, si potrebbe leggere questa progressiva mutevolezza di visione come un auspicato desiderio da parte dell’autore di voler vedere cambiare la concezione culturale riguardo la questione di genere. La figura del padre Ozora, al contrario, rappresenta la solidità di un pensiero arcaico e ormai superato da una concezione più giovanile.

Con questo manga Eguchi riesce a parlare in modo diretto e senza tanti giri di parole di un tema caldo ancora ai giorni nostri, reso grazie ad una veste grafica e narrativa peculiare tanto da riuscire a radicarsi nella mente per il suo umorismo grottesco che cela una riflessione su un tema molto attuale e delicato.

Abbiamo parlato di:
Stop!! Hibari-kun
Eguchi Hisashi
Traduzione di Paolo La Marca
Coconino Press – 2019
280 pagine, bianco e nero, brossurato – 18,00 €
ISBN 9788876184444

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