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La nuova Dreamworks, i supereroi e la Cina

In questa puntata l'acquisizione di Dreamworks da parte di Comcast, le difficoltà dei supereroi al box office cinese, un parco a tema per Batman e Superman e...
Articolo aggiornato il 22/09/2017

La nuova Dreamworks

La notizia che nei giorni scorsi ha attirato l’attenzione di molti sul settore dell’animazione, è stata l’acquisizione da parte di NBCUniversal (divisione del colosso Comcast) di Dreamworks Animation per una cifra di 3.8 miliardi di dollari.

La transazione, che ridisegna in maniera molto decisa la situazione della cinematografia animata USA, arriva in un momento singolare per lo studios, che nei mesi scorsi ha dovuto fare fronte a una grave crisi, subendo perdite finanziarie su almeno quattro dei 10 film usciti nelle sale, registrando forti svalutazioni su progetti come Le 5 leggende, Turbo, Mr. Peabody e Sherman e Pinguini di Madagascar. Una situazione che negli ultimi tempi ha costretto il co-fondatore e CEO Jeffrey Katzenberg a tagliare i costi e a imporre 500 licenziamenti, diversificando verso altre imprese, in particolare la televisione e i nuovi media.

La strategia di NBCUniversal non è solo quella di contrastare il dominio Disney, che si trova così a dovere affrontare quello che potrebbe diventare in breve tempo un valido concorrente in un settore dove ha sempre dominato, ma costruire un vero e proprio colosso dell’intrattenimento grazie a una acquisizione che aiuterà nell’ampliamento dei prodotti di consumo legati alle imprese NBCUniversal, sviluppando i personaggi per le attrazioni dei parchi a tema (settore questo decisamente in mano alla Disney), e fornendo idee per programmi TV per i bambini (NBCUni nei mesi scorsi ha lanciato una apposita divisione)  e quindi ampliando lo spettro di influenza anche al piccolo schermo.

Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da David Lieberman su Deadline, l’accordo tra Katzenberg e Comcast avviene dopo anni di numerosi e infruttuosi tentativi da parte di Katzenberg di vendere la Dreamworks a soggetti come la Hasbro e SoftBank, sottolineando che l’accordo attuale con il colosso della tv e di internet avviene in un momento in cui il co-fondatore deve presentarsi davanti agli azionisti e investitori con qualcosa di concreto, soprattutto in un momento non molto luminoso per la società.

DWA guadagna ancora la maggior parte del suo denaro dai film, e alcuni analisti di recente hanno abbassato le loro stime sugli utili. Le vendite internazionali per Kung Fu Panda 3, uscito a gennaio, sono in arrivo sotto le aspettative di Wall Street. DWA non avrà un’altra occasione per impressionare gli investitori fino a novembre, quando uscirà nelle sale Trolls. Questo significa molta pressione per il film, in particolare per uno che debutterà nello stesso fine settimana del “Dottor Strange” della Marvel e due settimane prima di “Animali fantastici e dove trovarli” della Warner Bros.

Secondo Lieberman, è molto probabile che all’accordo sia dato il via libera da parte del Dipartimento di Giustizia e dalla Federal Trade Commission, soprattutto perché apparirebbe assurdo non permettere la formazione di un colosso in grado di contrastare il predominio della Disney, la quale non solo ha un suo studio di animazione, ma controlla allo stesso tempo vere e proprie miniere d’oro quali Marvel, Pixar e Lucasfilm. Lo stesso giornalista però sostiene che questa acquisizione sarebbe molto rischiosa dal punto di vista finanziario per Comcast, in quanto la Dreamworks naviga come già evidenziato in acque per niente tranquille, avendo accumulato debiti per 360 milioni di dollari alla fine del 2015 che finirà di pagare nel 2020.
Oltre a questo, la società viene valutata da Moody’s come un pericolo e non capace, al momento, di generare sostanziosi profitti.

Ma è possibile per la Dreamworks riemergere dalle paludi grazie a questo accordo?
Per rilanciare la società è stata infatti scelta la figura di Chris Melendandri, fondatore nove anni fa della Illumination Entertainment, considerato da molti come una specie di nuovo “zar dell’animazione” al pari del leggendario John Lasseter della Pixar. Melendandri negli ultimi anni ha consolidato la sua figura nell’animazione USA grazie a strepitosi successi ottenuti dai franchise di Cattivissimo Me e Minions e al momento sta portando avanti la realizzazione di altre pellicole quali Pets – Vita da animali, Cattivissimo Me 3, Sing e Dr. Seuss’ How The Grinch Stole Christmas.

Questo brillante executive ha inoltre aiutato la 20th Century Fox a stabilire la propria presenza nel settore dell’animazione aprendo la strada per l’acquisizione di Blue Sky Studios, società che di recente ha realizzato il nuovo adattamento cinematografico dei Peanuts, divenuto un successo commerciale e di critica. Durante il suo periodo di lavoro come dirigente alla Fox, ha inoltre supervisionato successi come L’Era Glaciale e Alvin And The Chipmunks, due film che sono diventati negli anni franchise di successo.

La nuova Dreamworks, i supereroi e la Cina

Chris Melendandri, fondatore di Illumination Entertainment. A lui il compito di rilanciare la Dreamworks Animation.

Il modello che stiamo cercando di utilizzare è quello di John Lasseter – ha dichiarato a Variety Jeff Shell di Universal Filmed Entertainment Group, parlando di Melendandri – Chris ha costruito la Illumination Entertainment da zero, quindi vogliamo fare in modo che qualunque cosa facciamo con Chris, non perdiamo la speciale ricetta che ha reso quel luogo così fantastico. La cosa più importante è che lui continui a costruire e guidare la Illumination. Noi crediamo che sia un marchio forte… Vogliamo avere un più forte coinvolgimento di Chris, piuttosto che di meno. Vediamo questo come un modo per lui di avere un ruolo molto più grande.  Noi ci siamo separati tra noi stessi. Quando si guarda il mondo dell’animazione, si nota che la Disney è chiaramente il leader di Pixar e Disney Animation. Ora noi siamo il numero due, e speriamo un giorno di essere i numeri uno.

Hollywood, la Cina e i supereroi

Da alcuni anni, come noto, la Cina è diventato un primario obiettivo per la cinematografia hollywoodiana, che punta moltissimo sul botteghino asiatico per decretare il successo di una pellicola, o in alcuni casi per recuperare alcuni dei costi di un flop avvenuto al box office USA, soprattutto per quanto riguarda le pellicole tratte dai fumetti.

A mettere in luce un allarmante cambio di tendenza è però un interessante articolo di Variety pubblicato qualche giorno fa, che ha evidenziato come abbia subito nella sua seconda settimana di programmazione nelle sale cinesi un brusco calo dell’85%, venendo di lì a poco rimosso dagli esercenti locali e concludendo la sua corsa con un incasso totale nel paese asiatico di 94.9 milioni, ben al di sotto di altri franchise ancora meno fortunati come il recente Terminator: Genisys.

La nuova Dreamworks, i supereroi e la Cina

Batman V Superman ha incassato 94 milioni di dollari in Cina, ma ha concluso la sua corsa sotto i 100 milioni.

È vero però che il film diretto da ha dovuto subire la concorrenza inaspettata non solo del Tomb Sweeping Festival (Qingming), una festività cinese, ma anche dell’uscita di numerose pellicole locali che hanno visto il kolossal con il duello tra Batman e Superman soccombere di fronte a Sammo Hung, popolare attore che certamente ha saputo richiamare di più l’interesse del pubblico asiatico.

Variety però punta l’attenzione su un fattore che potrebbe ripetersi anche con l’uscita di , sottolineando che, nonostante successi di pellicole quali Avengers: Age of Ultron, il reddito lordo dei film americani in Cina sia cresciuto solo del 26%, mentre quello del film cinesi è migliorato invece del 67%.

L’articolo evidenzia come questa tendenza sia in crescita in un paese dove il cinema è normalmente manipolato dal governo e dalla dirigenza del Partito Comunista, con pratiche che includono periodi di blackout e di vero e proprio blocco della distribuzione di film stranieri; senza dimenticare uscite simultanee dei principali titoli con un occhio verso la loro cannibalizzazione.
Il minore successo commerciale per i film USA in Cina, secondo alcuni esperti che conoscono la cultura cinese, sarebbe da attribuirsi a un cambiamento del pubblico e del cinema locale, sempre più attratto verso i prodotti del proprio paese, che ultimamente sarebbero diventati migliori rispetto a quelli stranieri.

In pochi anni, le produzioni cinesi sono diventate qualitativamente migliori per quanto riguarda la narrazione e la produzione – ha dichiarato alla rivista Marc Ganis, capo di Jiaflix, una piattaforma di successo di video-on-demand – sta per diventare più difficile per Hollywood competere con un settore “indigeno” che sta crescendo e diventando più forte.

Non è che Hollywood sta diventando sempre meno popolare in Cina, ma che i film cinesi stanno diventando sempre più popolari – ha invece spiegato Jo Yan, un ex distributore della Disney nel paese – Questi nuovi segmenti di pubblico possono gradualmente vedere più film di Hollywood, goderseli, e diventare dei fans.

Bisognerà vedere se, con l’uscita nelle sale cinesi di Captain America: Civil War questa tendenza si ripeterà così come accaduto con la pellicola diretta da Zack Snyder, anche se non bisogna dimenticare che, negli anni passati, i e la Disney hanno saputo costruire un ottimo rapporto con le autorità cinematografiche cinesi e in particolare con il China Film Group, il principale ente collegato al governo.

La nuova Dreamworks, i supereroi e la Cina

La sfida più grande dopo quella con Iron Man, per il Capitano sarà quella con il box office cinese.

Batman V Superman: Dawn of Justice

Warner Bros. e Miral Asset Management, una società di Abu Dhabi, hanno annunciato nei giorni scorsi l’accordo per la realizzazione di un parco a tema del costo di 1 miliardo di dollari la cui apertura avverrà nell’emirato nel 2018.
Il parco a tema sarà ospitato su Yas Island, che già include una pista di formula 1 e un parco a tema della Ferrari, e includerà il primo hotel con impresso il marchio della major americana e giostre basate sui personaggi dello studio come Batman, Superman e Wonder Woman.

Warner Bros. ha intrattenuto il pubblico per più di 90 anni con i personaggi e i franchise più amati al mondo – ha dichiarato Kevin Tsujihara, presidente e amministratore delegato di Warner Bros. Entertainment – Lavorand con i nostri partner della Miral, dovremo portare questa esperienza a Yas Island, una delle destinazioni di intrattenimento leader a livello mondiale, per creare un’esperienza completamente interattiva, innovativa e unica che permetterà agli appassionati di tutte le età di sperimentare gli aspetti più interessanti della Warner Bros. in un ambiente completamente immersivo.

Il parco sarà caratterizzato dalla presenza dell’iconica City, città di Batman, e da Metropolis, sede delle avventure di Superman e secondo le prime stime i vistatori nell’area passeranno dai 25 milioni del 2015 a 30 milioni nel 2018.
Il presidente di Miral Mohamed Khalifa Al Mubarak ha definito questo investimento una pietra miliare nel cammino dell’emirato nell’inserire Abu Dhabi sulla mappa globale e diventare una delle principali destinazioni turistiche del mondo.

Per soddisfare la domanda globale, regionale e locale per una destinazione di intrattenimento a livello mondiale, supportata da un’infrastruttura altrettanto di classe per il turismo, stiamo realizzando la nostra ambizione di aumentare il numero di visitatori e arricchire gli Emirati Arabi Uniti come una destinazione veramente internazionale che faccia appello sia ai residenti sia agli ospiti che viaggiano – ha detto al Mubarak.

Cinebrevi

Dreamworks Animation ha stretto un accordo con Lion Forge Comics per creare una serie a fumetti basata sul reboot animato di Voltron. La miniserie di cinque numeri accompagnerà la nuova serie di Netflix intitolata Voltron Legendary Defender, il cui debutto è previsto per il prossimo 10 giugno.
I fumetti, che saranno disponibili nel mese di luglio, espanderanno le avventure dei paladini di Voltron e saranno raccolte in una graphic novel, la cui uscita è prevista per dicembre 2016.

Il Production Designer del serial Gotham, Doug Kraner, è morto nei giorni scorsi di cancro all’età di 65 anni. Per il suo lavoro sulla serie prequel di Batman, Kraner aveva ottenuto una nomination agli Emmy e una agli Art Directors Guild.

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