Nueces Valley: Tex, le origini del mito

Pionieri, mandrie, apaches e scazzottate sono gli ingredienti del Maxi Tex #21 che racconta l'infanzia e l’adolescenza di Tex.

Nueces Valley: Tex, le origini del mito

Dopo Il magnifico fuorilegge e Il Vendicatore, con Nueces Valley, ventunesimo numero della collana Maxi, chiude il più recente trittico di avventure dedicate alla scoperta del giovane , aggiungendo un ulteriore, importante tassello, per delineare le origini del personaggio.

Rispetto alle ultime incarnazioni del Texone e de I romanzi, qui le lancette dell’orologio corrono ancora più indietro, portando il lettore a fare la conoscenza di Tex quando questi era ancora portato in grembo dalla madre Mae, avventuratasi assieme al marito Ken in una delle spedizioni di coloni che hanno fatto la storia dell’epopea americana.

Come spiegato nella bella introduzione, l’idea della storia prende le mosse da quanto già narrato da Gianluigi Bonelli ne Il passato di Tex (#83 della serie mensile), dove si racconta che il futuro ranger trascorse l’infanzia e la giovinezza nella valle del Nueces, probabilmente una delle più pericolose e inospitali lande di tutto l’Ovest. A partire questo spunto, Boselli costruisce un racconto a cavallo tra le generazioni, capace di rafforzare il mito del personaggio.

Cura dei dettagli

Una delle qualità più appaganti dell’opera è l’accuratezza con la quale vengono presentati i luoghi, i personaggi e il contesto entro il quale gli eventi si svolgono.

Il volume si apre con la didascalia “Repubblica del Texas, 1838”. Potrebbe sembrare un particolare di poco conto, ma collocare in quella precisa data il prologo dell’azione implica l’evidenziare una situazione di fermento nella regione che la rende ancora più inospitale, aumentando di conseguenza la portata dell’impresa che Ken Willer e gli altri coloni stavano compiendo. Il Texas al tempo non faceva ancora parte dell’Unione e aveva da poco intrapreso la breve avventura di stato indipendente, in seguito alla proclamazione della Repubblica dopo la guerra col Messico, con cui i rapporti erano ovviamente ancora tesissimi.

È facile ritrovarsi, in certi punti della storia, a mettere da parte il fumetto per consultare la mappa della zona, cercando di verificare le distanze e i tempi di percorrenza degli spostamenti descritti, o a valutare i pro e contro delle varie opzioni di percorso prospettate dai personaggi. Un’esperienza immersiva, dunque, capace di stimolare la curiosità del lettore, incoraggiandolo a concentrare l’interesse anche sui particolari.

In quest’ottica, appare azzeccata la scelta di utilizzare come mentore di Tex un personaggio realmente esistito come il leggendario esploratore Jim Bridger, pur piegandone le gesta alle esigenze narrative, in un ideale passaggio di testimone per la nascente leggenda di Tex.

Una trama ariosa

Appoggiandosi alla sostanziosa foliazione del Maxi, Boselli imbastisce una trama dal respiro ampio, ricca di eventi senza risultare quasi mai frenetica. Dopo un corposo prologo, l’avventura entra nel vivo con un Tex appena adolescente che comincia a mostrare le sue capacità. Queste emergono sia nel raffronto col fratello Sam, dal carattere più introverso e decisamente meno coraggioso, sia dal modo con cui gli adulti si rapportano con lui, quasi intravedendo le stimmate della leggenda.
Questa prima parte del lungo racconto è certamente la più avvincente, non solo per l’intreccio in sé, ma anche perché è facile affezionarsi al gruppo dei personaggi, ben assortito e capace di suscitare empatia anche quando solo abbozzati nella caratterizzazione.

Nueces Valley: Tex, le origini del mito

Terminato questo primo blocco, la narrazione prosegue seguendo la crescita di Tex sino al presente, attraverso una sceneggiatura ancora solida, che perde tuttavia il piglio avuto sino a quel momento. In questa seconda parte dell’avventura, Boselli ci mostra un Tex ancora acerbo, la cui ferma determinazione non è accompagnata dall’esperienza. Ciò conduce a diversi momenti in cui il protagonista, con l’aiuto di altre figure più esperte, è costretto a sbrogliare situazioni complicate in cui finisce proprio perché non è ancora abituato a ragionare e agire come l’infallibile ranger che conosciamo da settant’anni.

Coraggiosa la scelta di presentare due volte nella storia la stessa situazione, quella della conduzione della mandria, seppure in due epoche diverse e soprattutto con personaggi diversi. L’abilità di scrittore di Boselli emerge chiaramente in questi frangenti, in quanto le somiglianze fra le due avventure sono minime e si concentrano soprattutto sulle conclusioni, piuttosto consolatorie.

Cura dei dettagli – reprise

Fondamentale per la riuscita dell’albo il lavoro di , il cui tratto sottile e particolareggiato ben restituisce le diverse ambientazioni su cui si snoda la trama della storia. Che sia la desolata Nueces Valley, la piccola città di Corpus Christi o la grande San Francisco, il disegnatore pugliese si trova sempre a suo agio nella rappresentazione di ambienti urbani e paesaggi, benché a volte si senta un po’ la mancanza degli sfondi, soprattutto nelle vignette più piccole. Un altro appunto può muoversi riguardo alle pose che i personaggi assumono durante le classiche scazzottate, a tratti legnose, a scapito della dinamicità della scena.

Per il resto, sorprende la cura certosina con cui il disegnatore si dedica ai particolari dei vestiari (è possibile contare le frange sulle giacche e il numero delle cuciture sulle pelli) e degli ambienti interni, dalla casa di Tex ai saloon delle varie località visitate; senza parlare della rappresentazione delle vignette con numerosi capi di bestiame. Convincente anche la caratterizzazione del protagonista durante la crescita, tanto per la resa della fisionomia quanto per la “divisa” che Del Vecchio cuce perfettamente sulle spalle del Tex adulto, restituendo un personaggio iconico anche senza la classica camicia gialla.

Nueces Valley: Tex, le origini del mito

“Coraggioso e selvaggio… come la frontiera”

Così Ken Willer immagina che crescerà il suo primogenito, quando la moglie Mae esprime perplessità sul futuro di un piccolo nelle terre inesplorate della Nueces Valley. In questo scambio c’è tutto il coraggio dei pionieri che hanno scritto la storia del West, ma soprattutto vi si può rintracciare la determinazione dell’uomo che sarà una tra le figure di riferimento per il Tex ragazzino.
Venendo a mancare quasi subito la figura materna, toccherà infatti al solo Ken occuparsi di mandare avanti la fattoria e crescere due bambini. Da qui un senso di responsabilità e di attaccamento alla terra che difficilmente avrebbero permesso a Tex di spiccare il volo.

Risultano dunque determinanti le figure di Gunny Bill e soprattutto di Jim Bridger, nei cui tratti distintivi e nelle cui capacità possiamo riconoscere molte delle qualità peculiari di Aquila della Notte.
Si rivela quindi felice l’intuizione di farlo incontrare col giovane Tex, in un momento cruciale della sua crescita, anche perché nell’economia della storia il rapporto che si instaura fra i due giova al finale, giocato da Boselli tutto sull’emotività, prima con una sequenza sulle note della ballata di Jim Bridger di Johnny Orton e poi sull’agrodolce scambio tra i coniugi Willer all’epilogo.

Un colpo al cerchio…

Con Il magnifico fuorilegge e soprattutto con Il Vendicatore, Boselli ha esplorato diverse strade narrative, dimostrando che, nonostante la veneranda età, il personaggio ha ancora molto da dire. In Nueces Valley si può invece apprezzare un Tex molto più aderente ai canoni delle storie classiche dell’eroe, se non nel cosa certamente nel come si sviluppa il racconto attraverso lunghi e dettagliati dialoghi e un’azione serrata ma mai convulsa.

Abbiamo parlato di:
Maxi Tex #21 – Nueces Valley
Mauro Boselli, Pasquale Del Vecchio
, ottobre 2017
288 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,50 €

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