Nostra madre la guerra: caccia all’uomo tra le trincee

Nostra madre la guerra: caccia all’uomo tra le trincee
Maël e Kris ci portano sul fronte francese della Grande Guerra: uno scenario fatto di violenza, fango e paura in cui si dipana la ricerca di un efferato assassino, nascosto tra le pieghe di una realtà ancora più efferata.

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Francia, 1915. La guerra è scoppiata da pochi mesi ma ha già scavato profonde trincee, seppellendovi migliaia di uomini e ragazzi, a combattere per qualcosa in cui non credono più o non hanno mai creduto.
Su questo desolato scenario si innesta la storia del tenente Vialatte, inviato al fronte per indagare sui brutali omicidi di tre giovani donne, i cui corpi sono stati ritrovati con la gola tagliata e con una lettera d’addio scritta dal loro assassino in tasca.

Maël e Kris rendono evidente già dal titolo che la vera protagonista della loro opera è la guerra, quella immaginata da chi deve partire per il fronte, quella che sfiora appena i grandi centri urbani, e soprattutto quella vera, reale, passata nell’incubo delle trincee. La caccia all’uomo di Vialatte si rivela una lunga, viscerale indagine che cerca il colpevole perdendosi nel mondo di cui questo colpevole fa parte: capire la guerra, il fronte, la vita dei soldati, le loro storie e ciò che li aspetta in futuro, è indispensabile perché Vialatte possa avvicinarsi, pagina dopo pagina, a comprendere “il perché prima del chi”.

Per chi legge, questo si traduce in un viaggio lento e amaro all’interno delle trincee e soprattutto di chi le occupa. Un viaggio che non risparmia niente al lettore, ma anzi lo cala nella realtà della Grande Guerra fino a fargli percepire l’odore del fango e del sangue, il silenzio, il buio e la paura.

INostra-madre-la-guerra-1-e1550847718651_Recensioni l segno di Maël si dimostra perfetto per accompagnare la storia di Kris: la morbidezza di una tecnica come quella dell’acquerello non fa che accentuare la disperazione e la ferocia di ciò che ritrae; l’atmosfera che si crea è rarefatta e incerta, come  suggerire che la guerra non prevede bianco e nero, giusto e sbagliato. Impressione a cui contribuisce anche il segno “impreciso”, sottile e agitato, non molto originale ma sempre espressivo, che porta le sue linee anche al di fuori della vignetta, per accentuare il senso di fragilità che la guerra implica.

Quella ritratta da Maël è una vita sospesa, talvolta così a lungo da sembrare irreale, finché un colpo di fucile non riporta al suo posto la realtà in tutta la sua tragedia.

Nostra madre la guerra è un volume che, per quanto velato da una cortina crime, rimane prettamente storico: un genere relativamente poco conosciuto e poco sentito dal pubblico nostrano, che già da alcuni anni porta sul mercato con la collana Historica.
Una scelta coraggiosa, da premiare anche perché l’edizione italiana dell’opera è realizzata con un volume imponente, di grande formato e pregevole cura nella stampa, arricchito da una piccola prefazione ma soprattutto dai bellissimi schizzi e studi di Maël, a chiusura di un libro di ottima qualità.

Abbiamo parlato di:
Nostra madre la guerra
Maël, Kris
Mondadori, Luglio 2018
260 pagine, cartonato, colori – 25,00 €
ISBN: 978-8804689492

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