Niente sarà come prima: la fine (temporanea) di Saga

Niente sarà come prima: la fine (temporanea) di Saga
Rivelazioni, inganni e morti inaspettate nel nono volume di "Saga". Tra un colpo di scena e l’altro, Brian K. Vaughan e Fiona Staples si congedano momentaneamente dai lettori lasciandoli col fiato sospeso e il cuore a pezzi.

SagaVol9_Cover_Recensioni Devo ammettere di aver letto gli ultimi volumi di con un po’ di superficialità e di aver avvertito un po’ di fatica e insofferenza. Non chiedetemi perché. Magari leggo tanto nel poco tempo libero, e sono stanco per via del lavoro e della scrittura. O forse ho focalizzato la mia attenzione su alcuni difetti del fumetto, sul suo essere una space opera che mostra il fianco ad alcuni difetti tipici del genere. Alcuni episodi hanno girato a vuoto e sembravano non andare a parare da nessuna parte.

A volte ha dato l’impressione di sbrodolarsi addosso con una retorica eccessivamente mielosa. I disegni hanno tradito piccole incertezze, e forse la costruzione della tavola di non ha mai offerto soluzioni particolarmente ardite, assestandosi su layout standard conditi da immancabili splash pages.

Poi è arrivato il nono volume, quello prima di una pausa annuale che i due autori hanno deciso di prendersi per riprendere fiato. E questo volume mi ha svegliato dal torpore. Ecco la prova, per chi avesse dubbi, sul valore di Saga, una delle migliori serie a fumetti del nuovo millennio.

Il motivo risiede nella capacità della serie di distillare istanze tipiche del nostro tempo e di evolversi con esse, seguendo lo svolgimento della Storia stessa. Attraverso una narrazione che abbraccia i ritmi del racconto cinematografico e seriale contemporanei, il fumetto mette in scena un mix di sesso, tenerezze, violenza, crudeltà repellenti e attraenti al tempo stesso perché sono esplicite, senza veli e quindi reali. E questa franchezza narrativa permette di affrontare temi scomodi che però sono presenti attorno (e forse anche dentro) a noi.

Gli ultimi, le vittime di guerra e violenza, diventano protagonisti con i loro dubbi, con le loro fragilità, con le loro domande, lottano con crisi esistenziali, riflettendo per esempio sull’identità del proprio corpo (come Petrichor o Sir Robot), sull’identità della propria cultura e sul senso della famiglia (Hazel), sull’opportunità di raccontare una storia per raggiungere fama e ricchezza e sul ruolo più generale dei mass media (i reporter Doof e Upsher), sulla potenza della narrazione come strumento salvifico in un periodo storico in cui si sono perse le parole per capire il mondo. Un lucido racconto del nostro mondo, dilaniato da guerre, disuguaglianze, fake news, realizzato con toccante leggiadria ed eleganza e con profondità emotiva senza eguali.

SagaVol9_1-2_Recensioni Da una parte la prosa frizzante e quotidianamente poetica di Brian K. Vaughan, la sua capacità di raccontare l’essenza più pura dell’uomo. Dall’altra il tratto pulito e teso di Fiona Staples, la sua fantasia feroce e bulimica. Due elementi creano una magnifica trappola narrativa che imprigiona il lettore:  la forza dei concetti e il fascino delle ambientazioni, ma soprattutto la potenza del cast di personaggi, costruiti con pazienza e amore nell’arco di nove volumi.

In questa lunga cavalcata li abbiamo scoperti e ora ne  conosciamo ogni espressione, ogni movimento. La forza dello sguardo di Alana, la dolcezza degli occhi di Marko, la fierezza di Hazel, i tormenti di Sir Robot e del Volere. Conosciamo i loro pregi, i loro difetti, abbiamo disprezzato alcune loro scelte e ne abbiamo comprese altre. Abbiamo attraversato con loro un mondo pericoloso, in cui bisogna lottare per uno scampolo di felicità e di amore, in mezzo alle difficoltà e alle paure.

Piccoli storie che affiorano tra le maglie della Storia, quella che si sviluppa sopra la loro (e la nostra) pelle.
Abbiamo combattuto con loro battaglie che ci ricordano alcuni momenti complicati della nostra vita, se si esclude la presenza di razzi a forma di albero, pistole al plasma e alieni dalla dubbia colorazione dermica. Saga è popolato da personaggi che ci assomigliano, che assomigliano ai nostri amici, ai nostri famigliari nei loro punti di forza e nelle loro fragilità e dubbi, soprattutto in quelli. In loro ci rivediamo e per questo ci affezioniamo e li supportiamo.

SagaVol9_3-1_Recensioni Eccoci arrivati al nono volume. Alana, Marko, Hazel, Scudiero e Sir Robot, Il Volere, Upsher e Doof, Ianthe. Tutti sul pianeta Jetsam. Ognuno con la propria ferita, lasciata da una guerra devastante che ha portato via un pezzettino di umanità a ogni personaggio.
Ogni linea narrativa costruita nei numeri precedenti viene pazientemente riannodata e condotta al cliffhanger finale, alla conclusione ineluttabile, alla battaglia tra chi cerca di costruire la propria vita e chi non ha più alcun motivo per farlo e vede la sola via d’uscita nella distruzione. Il ritmo è concitato e brutale, gli eventi si susseguono sempre più veloci e ogni pagina fa accorciare un po’ di più il fiato. Il tratto chiaro ed essenziale della Staples si sofferma un momento di più su ogni sguardo, su ogni smorfia, mentre i corpi si muovono in maniera sempre più frenetica.

E infine arrivano le morti e il dolore, quelle improvvise, brutali e inaspettate a cui Saga ci ha abituato ma che ancora non riusciamo ad accettare. Perché questi personaggi, questi amici, questi specchi in cui ci riflettiamo non possono morire, abbiamo bisogno di loro e di un lieto fine. Vorremmo una storia che ci lasci il sorriso sulle labbra e il buonumore. Ma Saga, così come la vita, non può andare sempre come noi vorremmo.

Ed è così che veniamo lasciati. Brian K. Vaughan e Fiona Staples si prendono un anno di pausa. Noi li aspettiamo qui, con il cuore dolorante, nelle lande fredde e desolate di uno spazio alieno, in attesa di una rinnovata speranza e una nuova direzione.

Abbiamo parlato di:
Saga vol. 9
Brian K. Vaughan, Fiona Staples
Traduzione di Michele Foschini
– ottobre 2018
152 pagine, brossurato, colori – 14,00 €
ISBN: 9788832731613

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