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Nathan Never #299 – Addio, Mac (Eccher – Toffanetti)

3 Maggio 2016
Giovanni Eccher e Romeo Toffanetti chiudono in crescendo l’avventura iniziata il mese scorso che segna il destino dell’amico robotico di Nathan Never.
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NN299_cvrAddio, Mac segna la chiusura della storia in due parti che ha visto per protagonista il robot di classe C3 Mac, amico storico di Nathan Never e presente fin dal primo numero della serie.
Giovanni Eccher e Romeo Toffanetti chiudono in crescendo la narrazione, rispetto anche allo scorso numero dove avevano presentato ai lettori un racconto efficace ma abbastanza lineare e scontato senza particolari picchi qualitativi.
Se per il disegnatore si conferma anche in questo #299 il giudizio espresso il mese scorso, quello cioè di un lavoro ben svolto e curato, specie nella resa dei dettagli e nella scelta dei giochi di ombre, ma che pecca di poca espressività nei volti dei protagonisti, merita spendere qualche parola in più per la sceneggiatura di Eccher.
Lo sceneggiatore milanese imbastisce un procedural che sviluppa gran parte del racconto sul dibattimento in tribunale relativo al processo a Mac, con la rappresentazione dell’interrogatorio dei vari testimoni da parte di accusa e difesa. Le pagine, ricche di dialogo, non stancano ed Eccher chiude la vicenda con un colpo di scena asimoviano perfettamente coerente e calato nel racconto robotico da lui messo in scena in quasi 200 tavole.
Il punto più alto dell’albo resta però il confronto finale tra Solomon Darver e Nathan, dove troviamo quell’impossibilità per il lettore di capire fino in fondo il torto e la ragione, il giusto e lo sbagliato, il buono e il cattivo. Quella complessità che forse sarebbe necessaria vedere più spesso nelle storie dell’Agente Alfa.

Abbiamo parlato di:
Nathan Never #299 – Addio, Mac
Giovanni Eccher, Romeo Toffanetti
Sergio Bonelli Editore, aprile 2016
98 pagine, brossurato, bianco e nero, 3,20 €
ISSN: 977112157300160299

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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