
Sfogliando l’albo diviene evidente il tentativo di calibrare il racconto sulla base del nuovo concept, di rispondere, tramite una sceneggiatura agile e un sostanziale snellimento dei dialoghi, al taglio della foliazione da novantasei a sessantaquattro pagine.
Il formato 17 x 23 dona alla parte grafica non pochi benefici, a partire da una maggiore valorizzazione dei dettagli. Nonostante ciò, i disegni di Max Bertolini, efficace nel restituire il grande dinamismo dello script, dimostrano come la costruzione della tavola viaggi ancora in una fase sperimentale. Se da un lato la gabbia bonelliana risulta soggetta a giochi di rottura, dall’altro era lecito aspettarsi fin da subito un approccio più audace, in grado di consentire espedienti artistici meno prevedibili.
Con la volontà di fare del male al proprio figlioccio, costretto a scavare dentro sé stesso e ad affrontare brutali sconvolgimenti, Chiaverotti mescola gli aspetti investigativi e onirici dei primi ventiquattro numeri a una vena marcatamente action, profilando al lettore una storia lunga e ricca di colpi di scena. L’impressione, tuttavia, è che questo Morgan Lost 2.0 fatichi a creare i presupposti per un upgrade commerciale e a virare, almeno per il momento, fuori dalla sua tradizionale fetta di pubblico.
Abbiamo parlato di:
Morgan Lost: Dark Novels #1 – La sindrome di Biancaneve
Claudio Chiaverotti, Max Bertolini
Sergio Bonelli Editore, dicembre 2017
64 pagine, brossurato, bicromia – 3,50 €
ISBN: 977242169200370026

