Miguel Ángel Martín – Brian the Brain l’integrale

Miguel Ángel Martín – Brian the Brain l’integrale
Un personaggio unico e un autore geniale fuori dagli schemi; Brian the Brain resta un capolavoro che spiazza, coniugando magistralmente arte, orrore e tenerezza.
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Nicola Pesce Editore, 2016 (Spagna, Brian the Brain, 1998)

Dov’è mia madre? Voglio vederla!
Brian l’hanno isolata… È in quarantena.
Quello è l’uomo dell’eutanasia. Che fa qui? Mi fa paura.
(Brian)

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Miguel Ángel Martín

Ricordo che ero a Roma, alla fiera del fumetto Expocartoon per presentare RAP, un fumetto che realizzai insieme a Jacovitti. Era il 1996, tra i vari padiglioni si aggirava tantissima gente, ma in tutto quel caos echeggiava la voce al microfono che annunciava che allo stand della Topolin Edizioni era disponibile Psychopathia Sexualis, sponsorizzato come il fumetto più violento e ripugnante mai realizzato. Autore della controversa opera era lo spagnolo Miguel Ángel Martín, che con un tratto essenziale, preciso e pulito realizzava una chiara denuncia sulle patologie sessuali più estreme come la pedofilia, violenza carnale e deviazioni sessuali varie che fecero di questo libro un caso nazionale; sequestro della magistratura e conseguente arresto dell’editore della Topolin, Jorge Vacca, poi per fortuna rilasciato. Il nome di Martìn iniziò a rimbalzare in giro per il mondo, e l’artista avrebbe affinato sempre di più il suo stile tanto da essere considerato, secondo la rivista Times, il più grande disegnatore europeo di fumetti.

E i fumetti l’autore spagnolo li sa fare davvero bene; polemico e trasgressivo, Martìn riesce sempre a spiazzare il lettore, a disturbarlo, a inquietarlo ma anche a farlo riflettere. Perché i suoi fumetti spesso rappresentano interessanti spunti di riflessione su un mondo malato e perverso che ci circonda.

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Il mondo violento degli adulti: il piccolo Brian si prende cura di sua madre.

Con Brian the Brain, Martìn firma il suo capolavoro e uno dei più grandi fumetti del XX secolo. L’autore affida al piccolo Brian, ragazzino nato con la calotta cranica scoperchiata in seguito a degli esperimenti che una corporation farmaceutica ha eseguito su sua madre durante la gravidanza, tutto il suo disprezzo per una società malata e sporca che si ripulisce grazie al denaro prodotto a discapito della povera gente. Una catena che Martìn racconta egregiamente, mettendo in scena la difficile vita del piccolo Brian, tra l’indifferenza razzista dei suoi compagni di scuola e l’obbligata sensibilità di chi come Brian è un diverso che cerca di integrarsi. Assistiamo così alle vicende che portano la mamma del nostro piccolo protagonista a fare la cavia per la Bio Lab, azienda farmaceutica che oltre a pronunciare i fatidici “Mi dispiace!” davanti alle mostruosità perpetrate sugli esseri umani, non dimostra nessuna pietà; la morte della madre di Brian e l’adozione del piccolo protagonista da parte della Bio Lab sono un perfetto esempio della bestialità umana che da sempre si nasconde dietro le benefiche facciate della ricerca al fine di alleviare la sofferenza umana.

Sofferenza che Martìn descrive attraverso Brian e la sua volontà d’amare, ma anche attraverso una serie di ragazzini “freak” disillusi, amareggiati e spaventati da un mondo che non riesce ad accettarli:E’ lì fuori tutto quello che non voglio!sospira uno dei ragazzini vittime degli esperimenti della Bio Lab.

E con Brian the Brain, Miguel Ángel Martín raggiunge il suo massimo livello artistico, grazie a uno stile pulito, che unisce precisione ed essenzialità; la città in cui si muove Brian viene disegnata dal bravissimo autore spagnolo come un enorme ambiente pulito e sterile, proprio come un laboratorio.

E i suoi piccoli protagonisti hanno dentro se stessi quella saggezza adulta tipica di Charlie Brown e compagni, ma si distanziano dai personaggi di Charles M. Schulz in quanto spesso cinici, spietati e cattivi ma allo stesso tempo vittime sofferenti e inconsapevoli.

Un fumetto unico nel variegato mondo delle nuvole parlanti; un capolavoro assoluto che una volta letto non si dimentica tanto facilmente in virtù della sua reale e spietata disillusione. Ma Brian the Brain non è solo un fumetto che denuncia una società perversa: è anche una storia in cui dei bambini, le creature più innocenti al mondo, cercano e sognano amore.

Assolutamente imperdibile.

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I bambini nei disegni di Martìn: Brian cerca di consolare un suo amico, infelice e disilluso.

Curiosità

A proposito di Brian the Brain, Martìn ha detto:“Brian The Brain” non è l’uomo del futuro, è la società universale. Vuole mostrare la società come è in ogni parte del mondo, dall’alba dei tempi ad oggi, e come sarà anche nel futuro. In particolare va riferita alla società di oggi, dove stiamo vivendo un neofascismo orwelliano.”

Edizione consigliata

L’edizione consigliata edita da NPE è notevole: buona qualità di stampa e cura editoriale, racchiude tutte le storie di Brian con materiale inedito aggiunto. Inoltre contiene la terza parte, Out of my Brain se non erro inedita in Italia, così come anche il prequel e l’epilogo.

Bella l’introduzione di Jorge Vacca, colui che fece conoscere l’arte di Martin in Italia.

Altre edizioni

Inizialmente, Brian the Brain è stato pubblicato in Italia dalla Topolin Edizioni in sette albi spillati reperibili nelle fumetterie specializzate e sul web. Nel 2006 Coniglio Editore pubblicò il volume The complete Brian the Brain; per chi non reperisse l’edizione consigliata va benissimo anche questa.

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