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Mazinga Z Infinity: tra nostalgia e occasioni sprecate

Il nuovo anime su Mazing Z non riesce a rinverdire il successo del robot creato dalla fantasia di Go Nagai: affascinante visivamente ma senza ritmo.

In occasione del quarantacinquennale dalla nascita di , la Toei animation ha deciso di omaggiare lo storico robot di Gō Nagai con questo lungometraggio che narra il seguito di quanto visto nell’anime originale, al termine del quale Tetsuya Tsurugi alla guida de Il grande Mazinger soppiantava Mazinga Z, il primo robot pilotato dall’interno della storia dei cartoni animati.

La trama del film parte da dieci anni dopo questo evento, in un mondo ormai in pace reso avveniristico dai grandi progressi svolti dalla scienza nel campo dello studio dell’energia fotonica. Lo stesso Koji Kabuto, ex mente di Mazinga Z, è ora uno stimato ricercatore. Il ritrovamento di un manufatto miceneo, l’Infinity del titolo, è la scintilla che scatena gli eventi che portano alla resurrezione del glorioso robot.

Mazinga Z Infinity: tra nostalgia e occasioni sprecate

Svanito l’effetto nostalgia iniziale (chi è cresciuto negli anni ’80 non potrà non provare un certo brivido) Mazinga Z Infinity lascia una sensazione di insoddisfazione, principalmente per come si è deciso di raccontare la storia.

La sceneggiatura di Takahiro Ozawa soffre di mancanza di ritmo, concentrata com’è sul personaggio di Koji Kabuto e sulle scelte che questi deve compiere nella sua vita privata a scapito dello spazio concesso alle sue gesta alla guida di Mazinga Z. Non si tratta di un problema in sé, non sarebbe stato il primo lungometraggio d’animazione che si dedica maggiormente all’introspezione dei personaggi piuttosto che all’azione. L’attenzione dedicata alla liaison fra Koji e Saiyaka non appare però narrativamente rilevante e non fa progredire la storia, se non per strappare un sorriso nel finale.

Si ravvisa inoltre un’eccessiva tendenza didascalica: l’opera è permeata da riferimenti a teorie fisiche e filosofiche che risultano interessanti in prima battuta, ma che finiscono per essere troppo preponderanti, minando il ritmo già blando della narrazione attraverso l’espediente del classico “spiegone”.
Se è vero poi che la dimensione di un eroe è data dalla caratura degli avversari che egli affronta, allora probabilmente i nemici storici avrebbero meritato più spazio, nonostante nel terzo atto la narrazione abbia un sussulto in questo senso che in parte ne risolleva le sorti.

Mazinga Z Infinity: tra nostalgia e occasioni sprecate

La messa in scena è certamente uno dei punti a favore della pellicola. La mano di Junji Shimizu, noto ai fan di One Piece e Yu Gi Oh!, si vede soprattutto nel finale quando le animazioni dei modelli tridimensionali dei robot e della corposa legione di avversari risultano ben amalgamate agli sfondi, animati alla maniera tradizionale. La resa delle sequenze più concitate, con movimenti e inquadrature spettacolari, aumenta il rimpianto per la riuscita complessiva del film, troppo riflessivo e dal taglio umoristico un po’ datato. Gli scontri si risolvono troppo in fretta e durante la battaglia finale non traspare alcuna tattica nel combattimento, ridotto a una semplice carrellata dei colpi speciali di Mazinga.

Si tratta dunque di una produzione che, strizzando l’occhio ai fan di vecchia data, probabilmente manca l’obiettivo di rinverdire l’interesse verso il personaggio.

Ci sono poi un paio di aspetti che, anche se residuali, fanno storcere il naso perché inseriti in un contesto che in generale non è del tutto roseo: parliamo delle scelte riguardo l’adattamento italiano, che mescola frasi storiche del doppiaggio dell’anime (ad esempio i nomi dei colpi speciali) con nomi e altre esclamazioni originali (Boss Borot, Mazin, Go!); l’altro punto è la presenza di un product placement di due marchi molto famosi davvero invasivo.

La sensazione ai titoli di coda è quella di aver assistito a una lunghissima puntata della serie TV, con ritmi e cliché narrativi che paiono inadeguati allo spettatore odierno, certamente più smaliziato dei bambini e adolescenti degli anni ’80.

Abbiamo parlato di:
Mazinga Z Infinity
Regia di Junji Shimizu
Sceneggiatura di Takahiro Ozawa
Soggetto di Gō Nagai
, ottobre 2017

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