Maurizio Colombo e Giovanni Bruzzo – C’era una volta a New York (Mister No)

Maurizio Colombo e Giovanni Bruzzo – C’era una volta a New York (Mister No)
Un piccolo gioiello di casa Bonelli che racconta la giovinezza di uno degli eroi più belli e amati del fumetto italiano. Una grande prova dello sceneggiatore Maurizio Colombo.
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, 1999 (Italia, C’era una volta a New York, 1999)

Questi soldi sono sporchi! E bisogna che siano toccati da mani sporche quanto loro!
(Frankie “Messacantata”, dando la mazzetta a un poliziotto)

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Maurizio Colombo è uno sceneggiatore fuori dagli schemi; lavora come redattore alla Sergio Bonelli Editore, dove ha iniziato scrivendo le sue prime cose per Zagor, Nick Raider e , fino a creare, in tandem con Mauro Boselli, la serie mensile Dampyr, il cui ultimo numero sceneggiato credo risalga al 2013.

Ma, in oltre vent’anni, mentre i suoi colleghi scrivono di continuo storie a cadenze mensili o bimestrali, lui se ne sta tranquillo, pacato, nel suo piccolo ufficio di via Buonarroti, accerchiato da libri, fumetti, fotocopie di tavole originali, e scrive sul suo computer.

Con un piccolo particolare: non scrive più storie a fumetti. O quantomeno le scrive di rado.

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Una suggestiva tavola di Jerry con il suo mentore Frankie “Messacantata”.

Ed è un vero peccato perché è come se Colombo, come sceneggiatore, avesse una marcia in più: riesce a costruire storie di grande fascino utilizzando tematiche già ampiamente sfruttate nei fumetti. Se Colombo avesse continuato a scrivere e creare con costanza, forse oggi potremmo avere il naturale erede di Sergio Bonelli sceneggiatore.

C’era una volta a New York rappresenta un perfetto esempio di quello che ho appena detto. Colombo costruisce un affascinate e nostalgico viaggio di Jerry Drake – Mister No nella propria infanzia, vissuta nella zona nord di Manhattan nelle vicinanze di Harlem. Siamo nella seconda metà degli anni ’30 e il giovanissimo Jerry vive la sua vita in mezzo a teppistelli di mezza tacca e senza futuro. Vedrà il suo miglior amico venir ucciso da un balordo, aspirerà a diventare un gangster come il suo mentore, riuscendo a capire da sé quale sarà la giusta strada da percorrere. Il tutto narrato sull’onda dell’amarcord da un Jerry adulto che ripercorre i posti della sua movimentata giovinezza.

Molti avranno da ridire su questa mia scelta. Sento già i fan puristi di Mister No e del suo creatore, Sergio Bonelli (che per il lavoro di sceneggiatore usava lo pseudonimo di Guido Nolitta), urlare a squarciagola che avrei dovuto inserire in Essential 300 alcune tra le più note avventure di Jerry Drake, tipo Il Re del Sertao oppure la fascinosa Magia Nera. Senza alcun dubbio dei capolavori, non si discute ma la storia di Colombo è trascinante, senza cadute di ritmo e, se vogliamo, fondamentale per capire le origini di un personaggio così fuori dagli schemi come Mister No.

In essa confluiscono tutte le passioni cinematografiche dello sceneggiatore che ne fanno quasi un film prestato al fumetto, tanto che i riferimenti al cinema sono evidenti fin dal titolo; dai film di Sergio Leone alle pellicole gangster hollywoodiane, passando per i classici del cinema muto come Ali di William Wellman che accresce la passione dell’aviazione nel giovane Jerry.

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La commovente scena della morte dell’amico Pete, colpito vigliaccamente da uno dei balordi della storia di Colombo e Bruzzo.

Ma quello che veramente colpisce è la galleria di personaggi che Maurizio Colombo imbastisce in quasi trecento pagine, tra i quali spicca il miglior cattivo dal cuore d’oro degli ultimi tempi, Frankie “Messacantata”, un sorta di Robin Hood che non perdona gli infami e protegge gli indifesi; e poi Treno il boxeur da strada dotato di grande umanità, i fratelli Jenkins, tre carogne che gareggiano per brutalità e viscidume, la zia di Jerry che aspetta con ansia il fratello combattente nella guerra di Spagna (sbandierata fin dalle prime vignette) e deve sopportare un marito poliziotto violento e “incorruttibile” e, infine, l’aspirante genio musicale Ray Dubois che accompagna questo amarcord con note di musica jazz. E la musica è un elemento importante in questa storia dove riecheggia spesso la mitica When the Saints Go Marching In che il nostro canticchia anche quando viene frustato dallo zio manesco, come antidolorifico.

E in un’avventura così ricca di azione ed emozione non poteva mancare l’amore del piccolo Jerry per Lizzie, amore non corrisposto come la maggior parte degli amori giovanili, pieni di delusione e rancore che il nostro si porterà dietro non senza una buona dose di risentimento.

I disegni del talentuoso fanno il resto, ricostruendo perfettamente l’atmosfera retro da film gangsters e immergendo il lettore in quel tanfo nauseante tipico dei quartieri popolari della grande mela, grazie al suo stile classico, perfetto per una storia avventurosa.

Uscita come speciale fuori collana questa storia si stacca nettamente dalle altre dell’eroe ecologista a cui siamo abituati offrendoci una storia tra le migliori di casa Bonelli degli ultimi anni. Un vero e proprio affresco storico che una volta letto non si dimentica. Così come non si dimentica l’urlo di Jerry alla morte del suo mentore di strada, capace di una sola parola: papà!

Un piccolo capolavoro del fumetto italiano a capolino del nuovo millennio.

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La povera e sfortunata Lizzie Jenkins la prima cotta del piccolo Jerry Drake.

Curiosità

Il gangster Frankie “Messacantata” è ispirato all’attore Christopher Walken ma la risata è palesemente rifatta sul modello Jack Nicholson/Joker. Il sicario mafioso Carmine detto Zanzara ricorda invece il personaggio di Mabuse del fumetto L’uomo di Chicago di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini.

Edizione Consigliata

La classica uscita fuori serie della Sergio Bonelli Editore, riservata al circuito delle edicole e con il classico formato bonelliano: senza infamia e senza lode.

Altre edizioni

Nel 2018 la Sergio Bonelli Editore ha dato alle stampe l’opera di Colombo in un volume brossurato; il problema è che questo volume presenta anche delle storie scritte da Luigi Mignacco e disegnate da Oreste Suarez che fanno da prologo ed epilogo alla storia di Colombo e Bruzzo e di cui francamente potevamo fare a meno. Intendiamoci: tanto i cappello ad uno sceneggiatore come Luigi Mignacco che fu una vera colonna portante di Mister No, ma la storia di Maurizio Colombo meritava di essere pubblicata da sola, e per dirla tutta non sarebbe stata una cattiva idea un’edizione di pregio con un apparato redazionale e fotografico in linea con il periodo di ambientazione delle storia.

Ma chissà, forse c’è ancora tempo.

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