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Marengo Autoproduzioni, un collettivo imbizzarrito

Abbiamo intervistato il neonato collettivo Marengo, nato a Palermo e con già all’attivo un’antologia di fumetti e una di illustrazioni.

Marengo Autoproduzioni è un neonato collettivo di fumettisti con sede a Palermo, ma collaboratori sparsi in tutta la nazione. Abbiamo contattato Paola Oliviero, una delle due co-fondatrici, per conoscere meglio questa nuova realtà.

Cos’è Marengo Autoproduzioni e come è nato il tutto?
Marengo è un collettivo di fumettisti di tutta Italia il cui intento è quello di creare opere che siano il risultato di una sperimentazione ragionata e di una forte contaminazione reciproca. Il progetto è nato nel giugno 2016 da una mia idea, di cui ho ovviamente discusso con la mia ragazza, Giusi Lo Piccolo, anche lei fumettista. Da allora, tramite annunci online e il passaparola tra amici, diversi artisti hanno deciso di unirsi al nostro gruppo e di collaborare insieme.

Marengo Autoproduzioni, un collettivo imbizzarritoCome mai la scelta di questo nome?
La colpa è della mia esagerata passione per gli equini. Marengo, infatti, era il prode destriero di Napoleone e anche i nostri antologici a fumetti portano come titolo il nome di un cavallo famoso. Il primo è stato dedicato a Bucefalo, ad esempio.

Quando avete scelto la strada dell’autoproduzione avete guardato a qualche collettivo già affermato per scoprire i segreti del mestiere?
Sì e, tra i tanti, è stato per me di particolare ispirazione l’ormai defunto collettivo Canemarcio di Bologna. Non parlerei però di “segreti del mestiere”… quelli dobbiamo ancora scoprirli!

Esiste una scena fumettistica palermitana? Avete ricevuto sostegno da altri autori o non c’è ancora una rete solida?
Se con scena fumettistica parliamo sempre di autoproduzioni, ahimè, questa praticamente non esiste. Non conosco alcun collettivo con sede qui e ancor meno eventi che diano spazio alle autoproduzioni. Il Palermo Comicon, ad esempio, pur essendo una manifestazione fumettistica abbastanza importante (l’unica davvero di rilievo in tutto il territorio palermitano), non contempla assolutamente uno spazio dedicato a questa realtà.

Attualmente quali sono gli autori che fanno parte del vostro collettivo?
Allo stato attuale, oltre a Giusi Lo Piccolo e la sottoscritta, a far parte della scuderia di Marengo sono: Marzia Pellegrinelli (Novilunium Eyes), Fabio Iamartino, Giada Rinaldini (Blue Luna), Daniel Lavrano, Francesca De Blasi, Stefano Donno, Claudio Bernardini e Silvia Castello.

Marengo Autoproduzioni, un collettivo imbizzarritoCome funziona l’organizzazione del lavoro all’interno del collettivo? Come vengono affrontate le varie fasi di lavorazione? C’è un confronto collettivo o editor singoli?
Essendo sparsi in tutta Italia e non potendoci quindi vedere di persona, ci organizziamo tramite un gruppo privato su Facebook. Ci confrontiamo continuamente tra noi sia durante la realizzazione di lavori di illustrazione sia durante lo sviluppo di qualcosa di più complesso come un fumetto. I riferimenti principali del collettivo siamo Giusi ed io. Tutte le storie e le opere passano prima da noi e, se ricevono la nostra approvazione, allora entrano nella fase successiva, quella di lavorazione vera e propria.

Il vostro primo prodotto è un’antologia di illustrazioni, testi e poesie, mentre il secondo un’antologia di fumetti. Proseguirete questo catalogo dalla doppia natura o avete intenzione di concentrarvi solamente su uno dei due aspetti finora affrontati? Cosa possiamo aspettarci dalla produzione Marengo del 2018?
Quando è nato il collettivo, la nostra intenzione principale era quella di dedicarci unicamente ai fumetti. Il De artificum alchemia, il nostro albo di illustrazioni e testi a tema alchemico, è stato lanciato come esperimento, mentre iniziavamo a lavorare su diverse storie che avevamo in cantiere da tempo. L’esperimento però è decisamente riuscito e, dato l’apprezzamento che ha ricevuto, pensiamo di realizzare altri albi simili in futuro. Per il 2018, abbiamo pensato di pubblicare più fumetti online e alcuni dei nostri fumettisti sono già al lavoro su diverse opere!

In Fighting For Home, la prima storia contenuta nell’antologico Bucefalo, i protagonisti sono un collettivo di fumettisti e la loro prima pubblicazione: la storia è nata prima o dopo la creazione di Marengo?
È nata parecchio tempo dopo, anzi: è una delle storie più recenti del collettivo.

Marengo Autoproduzioni, un collettivo imbizzarritoIn un mondo estremamente autoreferenziale come quello del fumetto la scelta di fare una storia su dei fumettisti, quasi dei vostri alter-ego, vi ha creato dubbi o non credete che questo possa essere un problema per il pubblico?
Da sceneggiatrice e ideatrice della storia, non ho mai creduto che questo potesse essere un problema. Quando ho pensato ai ragazzi de “I feudatari”, ho voluto caratterizzarli con i dubbi, le paure e le convinzioni che ho visto in me stessa e in altri fumettisti autoprodotti (non necessariamente di Marengo). In particolar modo, mi sono divertita molto a fare dell’ironia sul mondo delle autoproduzioni: ironia che probabilmente può comprendere al 100% soltanto chi ci è dentro, me ne rendo conto. Ritengo tuttavia che anche un lettore comune possa trovare interessanti alcune delle dinamiche inserite nella storia, come una sorta di “sbirciatina dietro le quinte”.

I prodotti di Marengo per che pubblico sono pensati? Uno già avvezzo ai vari linguaggi affrontati o sono fruibili anche da neofiti?
Data la varietà dei nostri stili e delle tematiche affrontate, i nostri prodotti sono adatti ad un pubblico variegato. Il De artificum alchemia, ad esempio, pur trattando un tema molto complesso ed ermetico come quello dell’alchimia, è comunque pensato per essere il più possibile accessibile anche dai neofiti ed è stato molto stimolante per noi confrontarci con i nostri lettori sul contenuto dell’albo durante le fiere a cui abbiamo partecipato. Stesso dicasi per Bucefalo.

Il web è ormai uno strumento utilissimo per farsi conoscere, come sfruttate i social?
Se non avessimo avuto a disposizione i social, difficilmente Marengo avrebbe visto la luce. La pagina Facebook, il sito web e il nostro profilo su Instagram ci consentono di avere una discreta visibilità e l’avere organizzato iniziative come giveaway ci ha aiutato ad ottenere nuovi “mi piace” e lettori.

Le versioni digitali dei vostri lavori sono acquistabili o vengono rilasciate gratuitamente come fanno altri collettivi (Mammaiuto, Amianto Comics…)?
Al momento, non abbiamo rilasciato versioni digitali complete delle nostre opere, ma a breve pubblicheremo interamente tutte le storie a fumetti contenute in Bucefalo e, come dicevo sopra, nel 2018 rilasceremo la maggior parte dei nostri fumetti online, per poi raccoglierli in albi cartacei.

Avete partecipato a Treviso Comic Book Festival e al Borda!Fest: come sono andate queste prime esperienze?
Il Treviso Comics Book Festival è stata una bellissima esperienza. Seppure fossimo praticamente sconosciuti rispetto a tutte le altre realtà che ci circondavano, il pubblico si è mostrato fortemente interessato ai nostri lavori, abbiamo ricevuto molte gratificazioni a livello personale e creato legami con diversi colleghi del settore. Il Borda, purtroppo, non è andato altrettanto bene. In generale, ho notato che il pubblico che arrivava fino al Baluardo S. Martino (situato in una posizione già abbastanza decentrata rispetto ai padiglioni principali di Lucca Comics) era poco interessato a ciò che aveva intorno: moltissimi tiravano dritto senza neanche lanciare uno sguardo ai banchetti, pochi si sono fermati a sfogliare i nostri lavori e ancora meno hanno acquistato i nostri prodotti. Se non fossero passate a trovarci alcune persone che ci conoscevano già, sarebbe stato un disastro completo. Così non è stato, ma una fiera dovrebbe servire principalmente ad attirare nuovi lettori e, da questo punto di vista, il Borda non è stato all’altezza delle nostre aspettative. Sebbene ami profondamente la fiera e la sua atmosfera, è un’esperienza che non ripeteremo con Marengo. Come visitatrice, invece, lo farò sicuramente.

A quali eventi futuri parteciperete o siete intenzionate a partecipare?
Ci prenderemo una piccolissima pausa dalle fiere per lavorare alle nostre future opere e pubblicazioni. Ci piacerebbe comunque partecipare a qualche piccola fiera in territorio siciliano, per poi tentare di prendere parte a manifestazioni più importanti come l’ARF o l’Etna Comics. Il TCBF è un’esperienza che ripeteremo assolutamente!

Grazie mille Paola, e buona fortuna per la vostra cavalcata!

Intervista realizzata via mail nel mese di novembre 2017

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