
Il cugino Gastone è una delle figure fondamentali che fanno parte del cast degli abitanti della città dei paperi disneyana, ponendolo come contraltare, a volte quasi a sfiorare ruoli da villain, al papero più sfortunato di tutti e quasi sempre titolare delle storie, Paperino. In questo gioco di riflessi, l’altra faccia della medaglia è che se Paperino è anche il papero più amato, Gastone non può che diventare quello amato di meno. Magari non odiato, ma il ruolo, la presenza e le azioni del cugino nato sotto il segno del quadrifoglio gli impongono di farsi carico di una notevole antipatia da parte degli altri paperi e con loro dei lettori.
L’idea di renderlo protagonista e affrontare la sua relazione con la sua stessa fortuna diventa quindi pretesto per affrontare anche questo tema e, in qualche modo e in maniera molto acuta, scardinarlo: in questa storia Gastone non solo si toglie gli abiti abituali, mostrandoci lati sconosciuti e inattesi di sé, ma ci permette di comprendere come “ruolo” e “destino” possano avere delle ragioni e delle motivazioni ben specifiche. E come “fortuna” non debba per forza equivalere a qualcosa di positivo.
Ignorato da tutti il giorno del proprio compleanno, Gastone decide di allontanarsi da Paperopoli per Farmtown, piccolo paese di campagna dove, ovviamente, possiede una casa vinta in un concorso. Qui nessuno lo conosce né riconosce, e così può farsi nuove amicizie che non siano attratte dalla speranza di poter condividere qualcosa delle sue fortune o vincolate dalla parentela, e persino di avere una vita da persona qualunque, facendo lavori, cucinando e, in generale, arrangiandosi. Una nuova dimensione molto gradita al papero, ma in cui la sua vecchia vita non può che trovare il modo di irrompere, costringendolo presto a compiere delle scelte.

A corredo i disegni di Zanchi sono freschi, estremamente espressivi – necessità fortissima in una simile storia – e giocano con i colori soprattutto nell’uso della luce, il cui ruolo non si limita (comunque egregiamente) a costruire atmosfera, ma anche a elaborare una diversa narrazione tra i momenti legati a Paperopoli e quelli a Farmtown, tra quelli legati a fortuna (e sfortuna) e quelli legati all’amicizia e alla nuova vita del papero. Il suo tratto è morbido, naif, ed estremamente rotondo: il volto e il becco di Gastone ad esempio assumono forme più morbide – soprattutto nelle sequenze a Farmtown – rispetto ai normali canoni. Anche la gabbia delle tavole qui e lì azzarda di più, con qualche sovrapposizione e e qualche vignetta scontornata, alternando tavole più classiche ad altre in cui giocano strisce orizzontali o verticali, passaggi dalle vignette squadrate e altri in cui le vignette sono tracciate da un tratto libero e che non segue per forza le sole ortogonali.
A corredo del cartonato ci sono una serie di extra nei quali gli autori approfondiscono la lavorazione della storia e continuano a giocarci, come dimostra il primo inserto, la guida per piantare un chiodo, che arriva direttamente da uno degli elementi della storia.
Abbiamo parlato di:
La Solitudine del Quadrifoglio
Marco Nucci, Stefano Zanchi
Panini Comics, 2022
64 pagine, cartonato, colori – 10,90 €
ISBN: 9772532922327









Più che antipatia, Gastone a Paperopoli suscita uno dei 7 peccati capitali;la antipatia la vedo come un sintomo di ciò.A Paperopoli Gastone viene visto per quel che rappresenta,a Farmtown semplicemente per il suo essere.Bella la storia e bella la tua recensione.Cordiali saluti.
sottoscrivo la tua analisi e grazie per i complimenti