Macchia Nera secondo Casty

Macchia Nera secondo Casty

Il nuovo volume della "Thriller Collection" si concentra sulle prime storie Disney di Casty dedicate a Macchia Nera.

Tra gli avversari affrontati da Topolino nel corso della sua carriera a fumetti, uno dei più temibili è certamente Macchia Nera, criminale bardato in un lungo mantello scuro che esordì nel 1939 all’interno delle strisce giornaliere americane grazie a Floyd Gottfredson e Merril de Maris.
Coinvolto in una serie di furti, misteriosi per gli intenti che celavano ma che lo avvicinavano a trame spionistiche, l’antagonista era ammantato di una allure conturbante decisamente riuscita – complice ovviamente la mise sinistra con cui si presentava – che nel corso dei decenni successivi, in mano ad altri autori, avrebbe progressivamente perso.

Casty Macchia Nera CoverQuando nel 2003 Casty, da poco approdato sulle pagine di Topolino, ha messo mano al personaggio, si è inevitabilmente confrontato con una sua versione addolcita, che ha deciso progressivamente di modificare, puntando in particolare sulla caratteristica della genialità tecnologica: il Macchia degli esordi dimostrava una spiccata propensione alla costruzione di sofisticati e diabolici macchinari ed è soprattutto in quest’ottica che viene adoperato dal fumettista friulano.
Già in Topolino e la macchina dell’oblio, infatti, è in grado di appropriarsi di un congegno altrui e di apportarvi le modifiche necessarie ai suoi piani, mentre nella doppietta Topolino e l’uomo ingannatempo e Topolino e i colpi dell’uomo qualunque realizza direttamente in prima persona due marchingegni in grado di manipolare lo scorrere del tempo.
Una visione su cui Casty insiste parecchio, quindi, e che avrebbe trovato un’evoluzione esponenziale nella trilogia di Darkenblot, nella quale mecha e tecnologia avveniristica sono la consuetudine in ogni tavola.

Il Macchia di Casty sa anche essere una specie di dandy: nei modi, negli abiti che indossa quando è in borghese e nel portamento quasi austero, secondo una visione abbracciata negli anni Duemila anche da altri autori come Alberto Savini e Teresa Radice.
È dotato inoltre di una certa sottile ironia, che spende in maniera tagliente quando si sente particolarmente sicuro di sé.
Ne emerge una caratterizzazione molto intrigante, una figura in grado di mettere in scacco Topolinia o addirittura il mondo intero e che provoca diversi grattacapi al suo autoproclamatosi nemico numero uno.

Casty Macchia Nera 1Il quinto volume della Thriller Collection raccoglie le prime cinque avventure di Casty con Macchia Nera, che ben fanno emergere nella loro lettura in sequenza quanto appena osservato.
La già citata Macchina dell’oblio è la terza storia in assoluto dell’autore che ha visto la luce su Topolino: è interessante notare come lo sceneggiatore avesse già il polso di questi personaggi e delle dinamiche disneyane, in una trama piuttosto lineare ma provvista di diverse finezze, tra cui il personaggio di Nanni, vagabondo dimentico della sua identità che si rivela cruciale per la risoluzione del caso e che per il suo ruolo ricorda un po’ il Tapioco Sesto dell’omonima storia di Romano Scarpa.

Non manca nemmeno la comicità, inserita tramite alcune gag piuttosto simpatiche e ad alcune battute calzanti, utilizzata per smorzare la tensione del thriller in modo intelligente e dimostrazione di come Casty abbia incamerato perfettamente la lezione dei Maestri Disney.
Accortezza che viene mantenuta anche in L’uomo ingannatempo e ne I colpi dell’uomo qualunque, in particolare con il tormentone per cui il Commissario Basettoni e l’ispettore Manetta rischiano di andare a dirigere il traffico, senza dimenticare alcune linee di dialogo messe in bocca a Macchia o a Pippo, brillanti e ben calate nel contesto.
Il bilanciamento tra humour e plot articolati trova qui un ottimo punto di equilibrio, tanto che la stessa risoluzione dell’intreccio contiene in sé entrambi gli approcci.

Casty Macchia Nera 2

Le avventure meno riuscite sono Topolino e l’occhio di Topoltec e Topolino e gli effetti della disastrometa: la prima è una storia breve che, pur non mancando di inserire elementi intricati al suo interno, non ha giocoforza margine per esprimersi appieno, mentre la seconda utilizza fattori fantascientifici che vengono risolti con una trovata un po’ troppo ingenua rispetto alle premesse, pur comprendendone il messaggio di fratellanza di cui si fa portatrice l’idea stessa.

Casty Macchia Nera 5Ai disegni ci sono Massimo De Vita, Giorgio Cavazzano, Roberto Vian e Vitale Mangiatordi: quattro artisti dal segno diverso l’uno dall’altro e capaci di infondere atmosfere peculiari.
Il primo si presenta con il suo tratto morbido ed elastico, che segue molto bene il ritmo brioso delle sceneggiature. Il suo Macchia Nera, specialmente ne La macchina dell’oblio, appare però poco minaccioso e un po’ buffonesco, a causa di un costume troppo corto e della bocca disegnata sul cappuccio, estetica ancora influenzata dalla visione meno seria tipica degli anni precedenti.
Cavazzano può sbizzarrirsi raffigurando invece un Macchia in abiti civili, azzimato ed elegante, grazie al quale può sfruttare un segno che, pur mantenendo intatta una certa rotondità, non manca di aggiungere sfumature affini al thriller.
Vian ha un tratto implicitamente conturbante, grazie a linee spigolose e uno stile secco, che ben si presta alle atmosfere claustrofobiche della sceneggiatura, anche se risulta nel complesso meno piacevole, complici alcune soluzioni un po’ respingenti e a una regia poco coinvolgente nelle scene più concitate.
Mangiatordi, infine, è l’artista dal disegno più semplice, riuscendo in ogni caso a offrire tavole curate e a reggere bene la “fiera dell’inganno” rappresentata dalla storia che è chiamato ad illustrare. L’artista è ancora lontano dalla ricercatezza del tratto che avrebbe sviluppato negli anni successivi, e si nota nelle incertezze di alcune espressioni di Topolino; di contro, il suo Macchia è particolarmente credibile e pregevole nell’aspetto e nelle pose.

Casty Macchia Nera 3Gli ottimi articoli a firma di Davide Del Gusto che accompagnano le storie a fumetti forniscono un ottimo corredo al volume, aiutando a delineare il personaggio, la sua carriera e l’approccio dell’autore: troviamo infatti un’introduzione che riassume il contesto di inizio Millennio su Topolino, un approfondimento sull’origine e sull’evoluzione del criminale e una ricca intervista a Casty, che attraverso le puntuali risposte a domande sempre pertinenti rende chiare le intenzioni del fumettista per questo personaggio.

Macchia Nera: I colpi più geniali rappresenta così un interessante spaccato dei primi passi di Casty nel fumetto disneyano e della sua visione di questo avversario, così intrigante e al contempo così complesso da usare in maniera efficace all’interno delle regole del fumetto Disney.

Abbiamo parlato di:
Thriller Collection #5 – Macchia Nera: I colpi più geniali
Casty, Massimo De Vita, Giorgio Cavazzano, Roberto Vian, Vitale Mangiatordi
Panini Comics, 2024
178 pagine, cartonato, colori – 18,00 €
ISSN: 977278576400240005

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