L’ucronia della propria vita raccontata da Makkox

L’ucronia della propria vita raccontata da Makkox
In “Nuove mappe del Paradiso” Marco “Makkox” D’Ambrosio si racconta, come uomo e autore, con parole e disegni in modo sincero e appassionante.

nuove-mappe-del-paradiso_coverChi è Marco “Makkox” D’Ambrosio? Un fumettista, un vignettista satirico, un autore televisivo? Sicuramente, la prima cosa che si desume dalla veste grafica e dal titolo della sua autobiografia “ucronica” (scritta con Nicola Mirenzi e con una prefazione firmata da Pippo Civati), data alle stampe da People, è che è un appassionato di fantascienza.

Nuove mappe del Paradiso (parafrasi di Nuove mappe dell’Inferno, straordinario saggio sul genere fantascientifico di Kingsley Amis, che D’Ambrosio dimostra di conoscere a menadito) si presenta nella veste di copertina e nella struttura interna (pagine a doppia colonna stampate su carta porosa) come un sentito e riuscito omaggio a Urania, la storica collana della che da decenni divulga il verbo fantascientifico nelle edicole italiane.

È attraverso le pagine di questo libro che si racconta in modo sincero, appassionante e appassionato, con una prosa che si intervalla a vignette e a pagine di fumetto: un mix che è specchio delle molte anime dell’autore, il primo a chiedersi chi sia lui stesso veramente e ad accettare di essere tanti sé uniti insieme, nessuno in modo assoluto. L’unica certezza è che, baricentro della sua vita, è sempre stata la passione per il disegno, la voglia di raccontare ed esprimersi attraverso le immagini. Non essere mai soddisfatto del risultato ottenuto, riprovare in continuazione, addomesticare la mano, “domare una scimmia selvatica e cocciuta”.

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D’Ambrosio rivela i passaggi fondamentali della sua esistenza da quando era piccolo, da quando era ancora di là da venire, e lo fa con la sua tipica ironia di fondo, dolce e amara insieme, quella che ritroviamo in ogni sua vignetta. La narrazione procede dunque con l’intento di divertire il lettore, ma mai in modo spensierato, e si apre a passaggi commoventi e a sorprendenti dietro le quinte che ci raccontano mondi, come quello della satira, della televisione e anche della politica, di cui siamo abituati a vedere e conoscere soltanto l’aspetto esterno, il risultato finale di ciò che producono.

Makkox, attraverso le vicissitudini e gli aneddoti del suo percorso di vita e di autore, racconta la sua generazione – quella di chi oggi è entrato nei cinquanta – e quella dei suoi genitori, racconta un’Italia che si è trasformata – in meglio o in peggio non sta all’autore dirlo, anche se si assume le colpe come cittadino nel caso fosse in peggio – e una società civile che muta, obbligando chi la racconta, che sia con le parole o che sia con le immagini, a mutare a sua volta.
D’Ambrosio non ha assolutamente paura di raccontarsi nelle mancanze, nel quante volte come esseri umani si possa sbagliare, di come non si sia mai “arrivati” nonostante si possa avere successo in qualche campo, com’è capitato a lui, e di come sia necessario sempre avere la forza di rimettersi in gioco.
Un altro elemento che trapela dalle pagine è il rispetto che nutre verso i suoi “colleghi” fumettisti, vignettisti e autori televisivi. Un rispetto verso di loro come persone e verso il loro lavoro, un rispetto che esiste anche nelle differenze di idee e punti di vista.

Makkox_02La lettura scorre veloce, la prosa è semplice e immediata al pari dei disegni a cui si intervalla, ma mai priva di significato, esattamente come le vignette che hanno fatto conoscere l’autore al grande pubblico.
Realizzati tutti in bianco e nero, i disegni sono schizzati, veloci, resi consistenti dal tratto spesso del pennarello: hanno l’urgenza della genuinità, la necessità di fermare su carta un pensiero, un’idea, una battuta. Si accompagnano sempre alle parole – siano esse dialoghi o didascalie – che per ingombro hanno pari importanza grafica e di significato delle immagini. Lo sfondo bianco del foglio, immenso se rapportato ai segni neri che definiscono i disegni, funziona da cassa di risonanza dei significati che le immagini veicolano.
Insomma, è in tutto e per tutto lo stile a cui l’autore ci ha abituato, la sua cifra originale ed efficace.

È un libro riuscito, questo Nuove mappe del Paradiso, che parla di vita, fumetto, satira e politica che rifugge sentimenti cattivi in ogni pagina e in ogni concetto: cosa rara, di questi tempi. Ma non è un libro politico, bensì un’opera da cui traspare forse la definizione migliore che si possa dare di Makkox: un autore che crea vignette, fumetti e programmi televisivi per provare a capire che cos’è veramente la politica, chi sono veramente i suoi protagonisti, quale importanza abbia nell’esistenza di ciascuno di noi.

Ed è anche un libro di fantascienza, nel suo essere una autobiografia “ucronica”, perché “tutti noi creiamo ucronie ogni volta che raccontiamo la nostra vita”.

Abbiamo parlato di:
Nuove mappe del Paradiso
Makkox, con Nicola Mirenzi e prefazione di Pippo Civati
People, 2020
232 pagine, brossurato, bianco e nero – 19,50 €
ISBN: 979-12-80105-25-7



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