{"id":4275,"date":"2026-08-31T10:30:00","date_gmt":"2026-08-31T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=4275"},"modified":"2026-08-18T14:57:34","modified_gmt":"2026-08-18T12:57:34","slug":"almanacco-topolino-27-grandi-autori-112-su-giorgio-pezzin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2026\/08\/31\/almanacco-topolino-27-grandi-autori-112-su-giorgio-pezzin\/","title":{"rendered":"Almanacco Topolino #27 + Grandi Autori #112 su Giorgio Pezzin"},"content":{"rendered":"

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!<\/p>\n

Un periodo abbastanza intenso mi ha impedito di realizzare tempestivamente un pezzo sul numero estivo di Almanacco Topolino<\/em><\/strong>, permettendomi di dedicare del tempo per scriverne solo ad agosto inoltrato, quando tutto \u2013 per fortuna \u2013 rallenta.
\nNel frattempo per\u00f2 \u00e8 uscito anche il nuovo albo dell\u2019altra collana da edicola che sto seguendo con forte interesse, vale a dire Grandi Autori<\/strong><\/em>; onde evitare di pubblicare a distanza ravvicinata gli articoli dedicati ai due prodotti (usciti del resto a un solo mese di distanza l\u2019uno dall\u2019altro), in via eccezionale ho pensato di accorpare i commenti su entrambi in un unico pezzo<\/strong>, cercando di essere quindi pi\u00f9 sintetico del solito ma non per questo meno puntuale.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Partendo da Almanacco<\/em>, il #27<\/strong> \u00e8 un numero nella media della pubblicazione: diciamo che dall\u2019anno scorso ho notato una qualit\u00e0 pi\u00f9 altalenante nella selezione del materiale proposto e un\u2019incisivit\u00e0 meno marcata, con alti e bassi e albi a volte molto interessanti e a volte meno. Personalmente ritengo per\u00f2 che si tratti di una testata che, per via del suo DNA e grazie alla struttura pseudo-fissa predisposta da Marco Travaglini, riesca sempre ad avere motivi di pregio per essere acquistata, anche nelle uscite meno valide.
\n<\/strong>Il numero di giugno 2026, comunque, in generale ha saputo soddisfarmi, anche nelle due ristampe dallo storico Almanacco<\/em>, che spesso rischiano di essere uno dei punti deboli del sommario nella volont\u00e0 di proporre materiale mai ristampato finora ma non necessariamente piacevole.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Stavolta con I tre nipotini e la giornata del tempo perduto<\/em><\/strong> di Guido Martina<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> e Topolino e il computer musicista<\/em><\/strong> di Gabriella Damianovich<\/strong> e Alberico Motta<\/strong> non andiamo male, dato che la prima \u00e8 una divertente sequenza di disavventure di Qui, Quo, Qua in libera uscita, determinati a recuperare le ore di relax sacrificate sui libri durante l\u2019anno scolastico appena concluso ma gabbati da un diabolico Zio Paperone, graziata peraltro dagli spumeggianti disegni di Cavazzano nella sua ultra-dinamica fase techno; la seconda mostra invece un suggestivo esempio di azzeccata previsione sull\u2019evoluzione tecnologica, dato che gi\u00e0 nel 1983 si parla di un\u2019avveniristica macchina \u2013 non a caso portata dal futuro da Eta Beta \u2013 capace non solo di fare calcoli ma anche di esprimere una sorta di artisticit\u00e0, praticamente un\u2019intelligenza artificiale ante litteram. Invero, a livello di trama, la sceneggiatura di Damianovich salta un po\u2019 di palo in frasca smarrendo il suo focus a un certo punto dello sviluppo, ma mantiene una sua ragion d\u2019essere per i motivi sopra esposti.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Tra le inedite, il nuovo Diario di Paperone<\/em><\/strong> di Kari Korhonen<\/strong> mi \u00e8 parso un po\u2019 loffio<\/strong>: Le vie dei nostri padri \u00e8 un vero e proprio secondo tempo del capitolo pubblicato sul precedente Almanacco<\/em>, riprendendo in maniera simpatica lo zio di Pico de Paperis, ma si perde in un racconto banale e nel quale l\u2019elemento elogiato dal curatore \u2013 il riferimento a pap\u00e0 Fergus come bussola morale \u2013 \u00e8 in realt\u00e0 marginale nella storia. Notevoli per\u00f2 gli sfondi rappresentati nelle tavole e la struttura delle tavole.
\nAnche Topolino e il mistero mostruoso<\/em><\/strong> non brilla particolarmente, ma in questo caso la giustificazione \u00e8 data dal fatto che trattasi di una storia dei primi anni Ottanta disegnata da Paul Murry<\/strong> mai pubblicata all\u2019epoca e riscoperta da Egmont<\/strong> nel 2004. Chiaro che alcuni meccanismi narrativi possano quindi apparire vetusti al giorno d\u2019oggi, ma per la sua importanza storica e di \u201crecupero\u201d \u00e8 giusto e lodevole averla anche in Italia in questa sede. Molto in linea con quanto ha fatto Luca Boschi<\/strong> in casi simili su Zio Paperone<\/em>, vent\u2019anni fa.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Meglio Qui, Quo Qua e la fine della scuola<\/strong><\/em> di Janet Gilbert<\/strong> e Vicar<\/strong>, se si ragiona invece sul livello di piacevolezza di lettura, che racconta una solida trama a base di machiavellico piano di Amelia e con i buonissimi disegni dell\u2019artista cileno, come sempre vicino all\u2019estetica barksiana.
\nAncora a proposito di Amelia – Colpi di fortuna<\/strong><\/em> di Niels S\u00f8ndergaard<\/strong> e del compianto Daniel Branca<\/strong> \u00e8 l\u2019unica estera in ristampa: la lessi ai tempi nel suo passaggio su Zio Paperone<\/em> e l\u2019ho ritrovata con molto piacere ora, per la freschezza della scrittura molto ben ritmata e per i disegni eleganti del mai troppo lodato Branca.<\/p>\n

L\u2019albo si chiude con Biancaneve e l’isola del castigo<\/em><\/strong> di Pier Carpi<\/strong> e Pier Lorenzo De Vita<\/strong> per onorare la sezione dedicata all\u2019animazione disneyana.
\nLa trama non \u00e8 brillante quanto quella di alcuni intrecci orchestrati da Romano Scarpa o da Guido Martina con la prima principessa Disney: alcuni momenti appaiono ridondanti e si pecca di una leggera ingenuit\u00e0 di fondo, ma ciononostante la lettura risulta scorrevole.<\/strong><\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Forse quello che la rende meno potabile sono i disegni di De Vita padre, un po\u2019 troppo arcaici bench\u00e9 sicuramente degni di nota: uniscono infatti mirabilmente un tratto umoristico con uno pi\u00f9 realistico che, in particolare nei paesaggi, si configura tanto piacevolmente dettagliato da non sfigurare in un libro illustrato.
\n<\/strong>Tutti i personaggi a parte i Nani, infine, sono ritratti come esseri umani piuttosto credibili e con una certa cura nei volti e negli abiti, rendendo l\u2019insieme piuttosto raffinato ancorch\u00e9 di non facile lettura.<\/p>\n

Punto forte del numero, come sempre accade, sono gli articoli di Travaglini che ben contestualizzano le storie in sommario<\/strong>, in particolare l\u2019editoriale iniziale e l\u2019introduzione alla sezione delle storie straniere. L\u2019unico neo \u00e8 lo spazio destinato a questi contributi, che appare da qualche tempo un po\u2019 risicato<\/strong> e che costringe quindi l\u2019autore a un esercizio di sintesi non indifferente che, per quanto sia riuscita nel fornire indicazioni e retroscena preziosi, penalizza un poco questi testi di capitale importanza per la testata.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Passando a Grandi Autori<\/strong><\/em>, \u00e8 il turno per la collana di parlare di Giorgio Pezzin<\/strong>.
\nLo sceneggiatore veneto si era gi\u00e0 visto dedicare due uscite all\u2019interno della pubblicazione nella sua fase \u201ccolorata\u201d generica, prima che acquisisse il titolo attuale in copertina, con una Evergreen Edition<\/em> e una Writers Edition<\/em> che contenevano una buona selezione del suo materiale pi\u00f9 celebre.
\nL\u2019impostazione dell\u2019epoca non era per\u00f2 la migliore dal punto di vista divulgativo, al fine di tramandare al grande pubblico caratteristiche e profili del fumettista, perci\u00f2 ben venga un focus su di lui nell\u2019attuale \u2013 e pi\u00f9 compiuta \u2013 incarnazione della testata<\/strong>, che rientra anche nel generale percorso di approfondimento che ha visto Pezzin protagonista de Le serie imperdibili<\/em> con Le Tops Stories<\/em>, C\u2019era una volta in America<\/em> e Le cronache della frontiera<\/em> nonch\u00e9 del brossuratone su La storia vista da Topolino<\/em>.<\/p>\n

Alberto Brambilla<\/strong> anche stavolta non delude e opta per un indice molto ben strutturato, che sceglie deliberatamente di concentrarsi sulle sole avventure con i Paperi, presumibilmente per lasciarsi aperta la possibilit\u00e0 di presentare in futuro una seconda uscita pezziniana con le storie di Topolino & co., un po\u2019 come fatto l\u2019anno scorso su Rodolfo Cimino decidendo di guardare alle sole cacce al tesoro di Zio Paperone per poter affrontare altri leit motiv<\/em> tipici dell\u2019autore in futuro.
\nAncora una volta Bebo, con il patrocinio della curatrice Gaja Arrighini<\/strong>, abdica all\u2019ordine cronologico prediligendo un\u2019impostazione tematica che, come gi\u00e0 in passato, funziona perch\u00e9 ragionata e lineare.<\/strong> Diciamo che mi pesa non avere la progressione per anni con i disegnatori, risultando pi\u00f9 interessante vedere l\u2019evoluzione del tratto in sequenza, mentre per gli scrittori ha senso una suddivisione di questo tipo.
\nAbbiamo cos\u00ec la sezione sulla collaborazione tra Giorgio Pezzin e Giorgio Cavazzano<\/strong>, quella sugli affari di Zio Paperone, quella sulla caratterizzazione di Paperoga e Paperino e infine quella sul Paperinik pezziniano: tutte tipologie di storie che hanno effettivamente caratterizzato in maniera determinante la poetica dello sceneggiatore alle prese coi Paperi.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Per il primo blocco vengono presentate la celebre Zio Paperone e le sabbiature a domicilio<\/em><\/strong> e la meno ovvia Zio Paperone e le miniere disciolte<\/em><\/strong> che, per inciso, hanno gi\u00e0 nella loro ossatura gli elementi narrativi della sezione successiva: la prima racconta infatti dell\u2019idea di portare da un Paese lontano della benefica sabbia per curarsi dai malanni perch\u00e9 chiunque possa usufruirne a casa propria mentre la seconda affronta l\u2019idea di voler estrarre dall\u2019acqua di mare materiali preziosi che vi sono in sospensione.
\n\u00c8 interessante in questo caso notare, al di l\u00e0 degli svolgimenti, il supporto dei disegni di Cavazzano, che nella prima \u00e8 nel pieno della sua fase sperimentale e guizzante elevando a potenza il ritmo della sceneggiatura e quindi anche il divertimento, mentre nella seconda ha gi\u00e0 iniziato un percorso di normalizzazione \u201cibrida\u201d che lo avrebbe portato nei due decenni successivi all\u2019apice della sua carriera<\/strong>, ma che anche in questo frangente mantiene quella freschezza utile a raccontare visivamente la trama di Pezzin, non tanto nella raffigurazione dei protagonisti quanto nelle ambientazioni, negli edifici e nei personaggi secondari.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>Zio Paperone e la citt\u00e0 sprecona<\/em><\/strong> e Zio Paperone e l\u2019attore kolossale<\/em><\/strong> ci mostrano l\u2019animo imprenditoriale del magnate paperopolese coniugato con una visionariet\u00e0 sfrenata, mostrando bene la visione che Pezzin aveva del personaggio<\/strong> che in questo caso lo rende dapprima ministro delle finanze della citt\u00e0 per sistemare i conti dissestati, arrivando a ispirare fin troppo i concittadini con le sue trovate, e lo mette a confronto con le difficolt\u00e0 di produrre un blockbuster di successo alla Godzilla<\/em>, riuscendo a trasformare in un vantaggio economico e produttivo un imprevedibile risvolto naturale dal rischio catastrofico.
\nSe La citt\u00e0 sprecona<\/em> costituisce forse il punto meno interessante della presente raccolta, L\u2019attore kolossale<\/em> \u2013 qui alla sua prima ristampa \u2013 ha il pregio di essere scanzonata, divertente nella sua esagerazione costante e soprattutto esteticamente fulminante grazie al tratto fuori dagli schemi di un giovane e scatenato Stefano Intini<\/strong>.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>La celeberrima Paperoga e il peso della gloria<\/em><\/strong> inaugura il miglior filone italiano del cugino stralunato di Paperino, magnificamente portato avanti da Pezzin e Cavazzano negli anni Settanta.
\nGi\u00e0 qui la debordante personalit\u00e0 di Paperoga esplode in tutta la sua devastazione, con trovate visive irresistibili e memorabili delle quali buona parte del merito va al Cavazzano di quel decennio, dallo stile dinamicissimo e meraviglioso.
\nPaperino e l\u2019abilit\u00e0 esplosiva<\/strong><\/em> ci porta invece al 1995 con i disegni di un posato ed elegante Romano Scarpa<\/strong>, perfetto per rappresentare in maniera classica l\u2019impegno del protagonista nell\u2019impiego di artificiere \u201cdettagliato\u201d riprendendo chiaramente il plot barksiano di tante \u201cten-pages<\/em>\u201d in cui Donald Duck si scopriva particolarmente versato in determinati mestieri finch\u00e9 non eccedeva facendo precipitare la situazione.<\/p>\n

La carriera di Paperinik \u201csupereroe\u201d deve molto a Giorgio Pezzin<\/strong>, che fu tra i primi a inquadrarlo nella versione di paladino di Paperopoli piuttosto che di diabolico vendicatore. Proprio a Paperinik e la marcialonga \u201cfurtiva\u201d<\/em> <\/strong>si fa convenzionalmente risalire l\u2019inizio di questa fase, una storia piacevole nella quale il protagonista decide di giocare d\u2019astuzia per sventare un piano predatorio da parte della Banda Bassotti: bene quindi che sia presente nella raccolta, a testimonianza del suo ruolo, per quanto abbia sempre trovato che in quest\u2019occasione i veri protagonisti risultino proprio i Bassotti<\/strong>, anche considerando il decisamente minor screen time<\/em> riservato all\u2019alter ego di Paperino.
\nL\u2019articolo di Brambilla che la introduce, da paperinikiano doc, ben illustra \u2013 pur nel poco spazio a disposizione \u2013 le caratteristiche dell\u2019eroe nelle mani dello sceneggiatore<\/strong>, dove le tematiche sociali dell\u2019inquinamento, della pubblicit\u00e0 invasiva, dell\u2019imperversare delle diete, del tifo da stadio o delle tasse la facevano da padrone rendendo Paperinik, per tutti gli anni Ottanta, un supervisore del decoro urbano e un aiuto per la cittadinanza contro i mali della societ\u00e0.<\/p>\n

\"Almanacco<\/a>A proposito dei testi introduttivi alle storie, si riconfermano un\u2019ottima guida alla lettura e all\u2019interpretazione dell\u2019autore<\/strong>: molto completo, nonostante le due sole paginette, l\u2019excursus iniziale e generale, cos\u00ec come molto chiaro appare il pezzo sul sodalizio formatosi tra Pezzin e Cavazzano, nel quale si riesce ad accennare giustamente anche alle opere extra-Disney realizzate dal duo.
\nInteressante nel dare un\u2019idea della fervida fantasia dello sceneggiatore \u00e8 l\u2019articolo sulle trame paperoniane, cos\u00ec come la visione dell\u2019autore su Paperino e Paperoga.
\nInsomma, un altro prezioso tassello della collana Grandi Autori<\/em> che continua a offrire al grande pubblico utili strumenti di approfondimento sulle storie e sui migliori fumettisti disneyani che le hanno realizzate.<\/p>\n

Al prossimo giro si parler\u00e0 di Jerry Siegel<\/strong> e mi confesso assai incuriosito dalla scelta, che ci svincola dai \u201csoliti nomi\u201d permettendo di ampliare ulteriormente il bacino di conoscenza su un certo periodo della produzione di Topolino<\/em>.<\/p>\n

Alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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