Last sled to Dawson<\/em>), una delle prime avventure realizzate dall\u2019autore.<\/p>\n
Questo trittico racconta moltissimo di quello che rappresenta l\u2019Agonia Bianca<\/strong>: le prime due, ambientate direttamente nel passato, permettono di ampliare quanto letto ne La Stella del Polo<\/em> aggiungendo dettagli che si amalgamano bene e rispettosamente con quanto raccontato nel 1953 da Barks. L\u2019intensit\u00e0 della fabula di Don Rosa nelle ultime due pagine del Capitolo 8<\/em> della $aga<\/em> rimangono impresse, c\u2019\u00e8 poco da fare, e anche se si perde quella delicatezza del racconto tipica dell\u2019Uomo dei Paperi, rimane un momento fondamentale nel fumetto Disney.
\nCuori dello Yukon<\/em> si concentra soprattutto sul tormentato rapporto sentimentale tra Paperone e Doretta, ponendosi di seguito ai fatti raccontati nel lungo flashback di Back to the Klondike<\/em>, senza per\u00f2 mancare il focus sulla quotidianit\u00e0 del protagonista.
\nL\u2019ultima slitta per Dawson<\/em>, infine, \u00e8 un vero e proprio sequel diretto de La Stella del Polo<\/em>, \u201crubandone\u201d anche la struttura del viaggio affrontato nel presente alternato a un flashback su un episodio del passato e avendo il pregio di mostrarci la situazione di Doretta dopo quanto raccontato da Barks, oltre che orchestrando un’avventura molto solida e intrigante.<\/p>\n
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Il filone donrosiano si completa con la sua ultima storia in assoluto, Zio Paperone e la prigioniera del Fosso dell\u2019Agonia Bianca<\/em><\/strong> (The prisoner of White Agony Creek<\/em>), tutta dedicata a svelare gli avvenimenti accaduti nel mese in cui Paperone ha rapito Doretta costringendola a lavorare per lui nella sua concessione.
\n\u00c8 stata forse quella che ha costituito la \u201crottura del giocattolo\u201d, per me<\/strong>: quella eccessiva morbosit\u00e0 nel voler raccontare una tensione attrattiva e sostanzialmente sessuale tra i due paperi ha rappresentato un salto dello squalo significativo, secondo me, facendomi capire che forse era meglio non indugiare oltre in quell\u2019arco narrativo.<\/p>\nLa riscoperta italiana: da Carlo Panaro agli anni \u201820<\/h2>\n
Un po\u2019 a sorpresa, il Fosso dell\u2019Agonia Bianca ha trovato nuovi sviluppi in anni recenti grazie agli sceneggiatori di casa nostra.
\nLa sorpresa non \u00e8 dovuta tanto alla ripresa da parte di fumettisti italiani di concetti nati e sviluppati oltreoceano, percorso in realt\u00e0 molto tipico fin dagli anni Cinquanta, quanto al ripescaggio di questo elemento in particolare: intendiamoci, il concetto del Klondike come culla della ricchezza di Zio Paperone \u00e8 un principio saldamente assimilato da diversi decenni anche per gli artisti di Topolino<\/em>, ma difficilmente in passato ci si \u00e8 avventurati nel citare con precisione situazioni, luoghi o personaggi presentati da Barks o Rosa, preferendo rimanere sul generico e prendendosi diverse libert\u00e0.<\/strong>
\nDa Guido Martina<\/strong> a Rodolfo Cimino<\/strong>, gli esempi di contraddizioni rispetto al presunto \u201ccanone barksiano\u201d si sprecano, basti del resto ricordare l\u2019emblematico e celebre caso del capitolo conclusivo di Storia & Gloria della Dinastia dei Paperi<\/em><\/strong>.
\nA rompere il tab\u00f9 ci ha pensato il veterano Carlo Panaro<\/strong> nel 2007 con Zio Paperone e il vortice del tempo<\/strong><\/em> (disegni di Paolo De Lorenzi<\/strong>), storia nata per il sessantesimo anniversario della creazione del protagonista: con uno spunto invero un po\u2019 abusato \u2013 Amelia torna indietro nel tempo per rubare la Numero Uno a un giovane e inesperto Paperone \u2013 l\u2019autore ha per\u00f2 il merito, approfittando dell\u2019occasione celebrativa, di sdoganare sulle pagine del libretto figure come Doretta e il biscazziere Soapy Slick, ma soprattutto di visualizzare e nominare il Fosso dell\u2019Agonia Bianca, che viene quindi istituzionalizzata per il grande pubblico italiano, quello composto cio\u00e8 anche da ragazzini o adulti \u201ccasual<\/em>\u201d che non seguivano il mensile Zio Paperone<\/em>.<\/p>\n
Nel 2023 la White Agony Creek \u00e8 protagonista anche della saga in tre episodi K<\/em>, sceneggiata da Luca Barbieri<\/strong> e disegnata da Francesco D\u2019Ippolito<\/strong>; in questo caso per\u00f2 avviene una sorta di corto circuito perch\u00e9, al netto di questo riferimento e della presenza di Doretta, le trame si prendono parecchie libert\u00e0 rispetto a quanto introdotto da Barks e sviluppato da Rosa<\/strong>, inserendo versioni giovanili di personaggi come Nonno Bassotto o Cuordipietra Famedoro che andavano in contraddizione con quanto noto.
\nNessun delitto di lesa maest\u00e0, intendiamoci: il \u201ccanone\u201d, barksiano o donrosiano che sia, \u00e8 qualcosa che in Disney non sussiste, delineandosi tutt\u2019al pi\u00f9 come linee guida che i vari autori possono o non possono seguire a secondo delle esigenze narrative, della loro volont\u00e0 e delle indicazioni redazionali.
\nCionondimeno, nel citare l\u2019opera in questa carrellata mi sembra giusto evidenziare la sua natura \u201capocrifa\u201d o quantomeno spuria, al netto dell\u2019ambientazione nell\u2019Agonia Bianca.<\/p>\n
Chi decide di rifarsi molto pi\u00f9 fedelmente al modello statunitense sono Marco Nucci<\/strong> e Marco Gervasio<\/strong>, dapprima separatamente e poi in team.
\nIl primo ha firmato nell\u2019ottobre 2022 Zio Paperone e lo spettro dell\u2019Agonia Bianca<\/strong><\/em>, episodio facente parte del ciclo Lord Hatequack presenta l\u2019ora del terrore<\/strong><\/em>: per la stessa natura di questa serie, la storia \u2013 dalle venature misteriose, ectoplasmatiche e vagamente inquietanti \u2013 non si pone come cronaca dei fatti ma come una vicenda che potrebbe come non potrebbe essere accaduta e mira a dare una spiegazione \u201cesoterica\u201d della separazione dei destini di Paperone e Doretta. Il cuore della trama si svolge in una notte proprio nel pieno dell\u2019Agonia Bianca<\/strong>, resa particolarmente suggestiva dalle matite ispiratissime di Giorgio Cavazzano<\/strong> in quello che resta forse l\u2019ultimo exploit qualitativo del Maestro ad oggi.<\/p>\n
Gervasio ha invece calato l\u2019asso pochi mesi prima con Zio Paperone re del Klondike<\/strong><\/em>, una vicenda arrivata un po\u2019 a sorpresa che si pone come vero e proprio sequel \u2013 ancorch\u00e9 non dichiarato \u2013 de L\u2019ultima slitta per Dawson<\/em>, \u201cpermettendosi\u201d anche di dare una nuova interpretazione a un elemento raccontato da Don Rosa.<\/strong>
\nMentre nella storia del 1988 si diceva che Doretta aveva comprato la Bolla d\u2019Oro per ristrutturarla e trasformarla in un hotel con i soldi guadagnati dalla sfida con Paperone in Back to the Klondike<\/em>, qui si rivela invece che si tratt\u00f2 di una menzogna: l\u2019ex ballerina avrebbe usato quel denaro per aiutare i minatori \u2013 coerentemente con quanto lo stesso Barks fece confessare al personaggio, nella sua storia seminale, relativamente a quanto guadagnato negli anni della corsa all\u2019oro \u2013 e chiesto invece un prestito a Soapy Slick per aprire l\u2019albergo.<\/p>\n
Proprio questo segreto \u00e8 alla base della storia di Gervasio, che tende comunque a vivere pi\u00f9 sulle atmosfere romantiche tra i due vecchi innamorati che non su uno svolgimento effettivo della trama, che pur presente si dipana in maniera piuttosto semplice.<\/strong> Un approccio narrativo ben calato nell\u2019attuale direzione di Topolino e che proprio in quegli anni \u2013 vedasi sulla stessa falsariga L\u2019ultima avventura di Reginella<\/em><\/strong> \u2013 conosceva il suo apice. Il disegnatore delle due storie peraltro \u00e8 il medesimo: Stefano Zanchi<\/strong>, un talento non ancora pienamente sfruttato nel fumetto Disney dotato di un segno guizzante ma al tempo stesso dolce e carezzevole, ideale per questo tipo di storie cos\u00ec emotivamente intense.<\/strong>
\nIn questo caso i dialoghi tra Paperone e Doretta, l\u2019orgoglio tra i due e la forza di volont\u00e0 del vecchio papero, pronto a tornare nel suo giacimento per cercare un nuovo filone aurifero vengono esaltati da uno stile immersivo e coniugato all\u2019interno di una gabbia che spesso sfrutta egregiamente gli spazi per vignette con inquadrature ricercate e ricche di soluzioni efficaci.<\/strong><\/p>\nIl colpo di scena delle ultime pagine \u00e8 costituito da un collegamento con qualcosa di extra-barksiano: si rivela infatti che il quadro de \u201cLa bella addormentata\u201d \u2013 al centro dell\u2019omonima storia di Paperinik realizzata da Guido Martina<\/strong> e Massimo De Vita<\/strong> e ripreso come una sorta di McGuffin<\/em> da Gervasio stesso nella sua saga moderna sul Vendicatore Mascherato \u2013 era originariamente collocato nella Bolla d\u2019Oro e si era miracolosamente salvato dall\u2019incendio che colp\u00ec il locale in Cuori dello Yukon<\/em>, motivando cos\u00ec l\u2019interesse dimostrato dal miliardario verso il dipinto nel corso del tempo.
\nNon \u00e8 la prima volta che l\u2019autore romano opera una retcon<\/em> del tutto personale all\u2019interno di fatti noti raccontati in storie del passato: rispetto per\u00f2 al caso di Paperinik\u2026 tutto cominci\u00f2 cos\u00ec<\/em>, stavolta ritengo la trovata innocua e tutto sommato anche interessante.<\/strong><\/p>\n
Tutto questo ci porta a Zio Paperone e le ultime lune dell\u2019Agonia Bianca<\/strong><\/em> di Marco Nucci<\/strong> e Marco Gervasio<\/strong> per i disegni di Ivan Bigarella<\/strong>, sorta di secondo atto del Re del Klondike<\/em> pubblicato poche settimane fa su Topolino<\/em> #3650<\/strong>.
\nPaperone intraprende insieme a Paperino un nuovo viaggio nel Klondike, che appare stavolta come quello definitivo: un\u2019ultima tappa al Fosso dell\u2019Agonia Bianca per rimetterlo in sesto a favore di un compratore a cui lo Zione l\u2019avrebbe venduta.
\nOra, lo spunto, per quanto suggestivo, poggia su un assunto che in realt\u00e0 non trova corrispondenza con quanto narrato nelle storie appena ripercorse<\/strong>: ne La Stella del Polo Paperone<\/em> afferma di non aver mai pagato le tasse per quella concessione, che quindi non poteva reclamare a livello legale. Pi\u00f9 tardi, nel corso della stessa storia, si scopre che Doretta aveva un atto di propriet\u00e0 del terreno, che cedette per\u00f2 a Paperone per saldare il suo debito: la vecchia tuba sfida per\u00f2 la donna a chi avrebbe scavato pi\u00f9 oro e perde (volontariamente), lasciandole le pepite trovate nonch\u00e9 gioielli e atto appena pignorati.<\/p>\n
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Senza andare comunque cos\u00ec indietro nel tempo, \u00e8 Gervasio stesso, nel Re del Klondike<\/em>, a far dire esplicitamente da Paperone che l\u2019Agonia Bianca \u00e8 di propriet\u00e0 di Doretta e che quindi il nuovo oro trovato l\u00ec appartiene a lei, memore di questo status quo: il fatto che ora si intesti il giacimento a Paperone, che ne dispone a proprio piacimento con contratti di compravendita, destabilizza non poco creando qualche problema di continuity che, in storie evidentemente progettate per porsi sul solco donrosiano, stona in maniera non indifferente.<\/strong><\/p>\n
\u00c8 un peccato, perch\u00e9 se, pur con fatica, si decidesse di soprassedere su questa cosa e immaginare che off screen<\/em> Doretta abbia ceduto al papero la propriet\u00e0 della valle \u2013 magari in virt\u00f9 del discorso sul non volersi sentire in debito con l\u2019avarastro \u2013 ci si troverebbe di fronte a una bella storia, dove il viale dei ricordi si mescola alla volont\u00e0 di guardare al futuro, come dichiarato in maniera diretta dallo stesso protagonista, che vede questa spedizione come un modo per ricordare il passato mettendo al contempo un punto fermo a quella fase della sua vita.<\/strong>
\nNon solo: questa macrotrama si incrocia con una side-story<\/em> parallela che vede Soapy Slick diventato sindaco di Dawson e Scrooge determinato a smascherarne l\u2019iniquit\u00e0 per rimetterlo al proprio posto. Una svolta simpatica, un po\u2019 fine a s\u00e9 stessa ma buona per movimentare la sceneggiatura; carina \u00e8 anche la scelta di riprendere Casey Coot, fratello di Nonna Papera, che lo Zione aveva incontrato proprio ai tempi di Klondike<\/strong> comprando da lui la propriet\u00e0 della Collina Ammazzamotori (situazione mostrata da Don Rosa proprio nel flashback de L\u2019ultima slitta per Dawson<\/em>): lo vediamo receptionist nell\u2019hotel di Doretta, un ruolo innocuo quanto basta per reintrodurre il personaggio in maniera blanda, come strizzatina d\u2019occhio ai lettori pi\u00f9 nerd che ho trovato piacevole.
\nContinua ahim\u00e8 il trend manierista di Nucci per le ripetizioni ossessive<\/strong>: in questo caso la gag di Paperino che anticipa col pensiero le esatte parole che suo zio sta per esclamare viene reiterata innumerevoli volte, stancando gi\u00e0 dopo la terza. Come gi\u00e0 in precedenza, si tratta di uno spunto comico fresco e divertente ma che nella sua replica infinita diventa addirittura fastidioso perdendo gli elementi che lo rendevano funzionale. Il resto delle interazioni tra Paperino, Paperone e Doretta sono invece ben gestite<\/strong>, ivi compreso il colpo di scena finale sull\u2019assegnazione della propriet\u00e0 dell\u2019Agonia Bianca.<\/p>\n
Bigarella non fa rimpiangere Zanchi alle matite e chine, considerato il grande talento di questo disegnatore<\/strong>: basta vedere le tavole a mezzatinta, la cura nel rappresentare l\u2019orso bruno Cappuccetto Nero, il fascino con cui raffigura i paperi e il gusto con cui ha rappresentato gli incantevoli paesaggi dell\u2019Agonia Bianca, senza contare la grande capacit\u00e0 di far recitare i personaggi in maniera comunicativa e credibile.
\nUn lavoro di grandissimo pregio per un artista tra i migliori attualmente in forza a Topolino<\/em>.<\/p>\nLe ultime lune dell\u2019Agonia Bianca<\/em> si arroga quindi la responsabilit\u00e0 di chiudere un cerchio iniziato fin dal 1953, cambiando di fatto in maniera sostanziale e significativa lo status quo relativo a questa valle<\/strong>\u2026 in tal senso poco importa che questo obiettivo parta da una base errata, perch\u00e9 il punto di arrivo ha un suo senso ben preciso e in fondo ci si sarebbe potuti arrivare anche con diverse premesse.
\nC\u2019\u00e8 spazio in ogni caso anche per chiudere i conti con la questione de \u201cLa bella addormentata\u201d, che Paperone fa pervenire a Doretta riportando sostanzialmente il quadro a casa.<\/p>\n
Tutto fa pensare che sia una storia scritta con l\u2019intento di archiviare una pratica<\/strong>, altro approccio molto caro al direttore Alex Bertani<\/strong>; nulla vieta che altri autori in futuro tornino su questo tema e in questi luoghi, per il discorso sull\u2019assoluta libert\u00e0 disneyana fatto poco sopra, ma chiaramente qui tutto ha il sapore di una conclusione.
\nForse non ce n\u2019era bisogno, forse non era quello che avrebbero immaginato Don Rosa e men che meno Carl Barks, ma devo dire che la storia di sensazioni me ne ha regalate molte e questo significa che il lavoro dei tre autori, pur con qualche limite e intoppo, in fondo ha fatto centro.<\/strong> Questo perch\u00e9 \u00e8 riuscito a salvaguardare il cuore di questo lungo e travagliato filone, cio\u00e8 l\u2019affetto tra Paperone e Doretta e il profondo legame emotivo di Paperone verso il Fosso dell\u2019Agonia Bianca, quel posto irto e ostile che un giovane scozzese \u00e8 riuscito a domare.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Fosso dell\u2019Agonia Bianca \u00e8 un posto importante per Zio Paperone: ce ne parla il nostro Bramo.<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":4045,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"L\u2019Agonia Bianca per Zio Paperone - Lo Spazio Disney","description":"Il Fosso dell\u2019Agonia Bianca \u00e8 un posto importante per Zio Paperone: ce ne parla il nostro Bramo."},"footnotes":""},"categories":[193,194,130],"tags":[76,31,157,19,42,4],"class_list":["post-4044","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-approfondimenti","category-recensioni","category-topolino-magazine","tag-carl-barks","tag-don-rosa","tag-ivan-bigarella","tag-marco-gervasio","tag-marco-nucci","tag-topolino-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4044","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4044"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4044\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4044"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4044"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4044"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}