nn. 3637-3638-3639<\/strong> dello scorso agosto, interamente scritta e disegnata da lui.<\/p>\nTra presunti re e citt\u00e0 perdute<\/h2>\n
Topolino, Pippo e l\u2019archeologa Eurasia Tost incappano per puro caso in uno strampalato personaggio, chiamato Bo, che afferma di essere il re di Z, fantomatica citt\u00e0 sperduta nel Centro America. Il poveretto \u00e8 senza memoria, ma in possesso di un oggetto riconducibile al mito di Atlantide: Z sarebbe infatti l\u2019ultima colonia di quella civilt\u00e0.
\nDa qui ha inizio una rocambolesca vicenda, ambientata stavolta tra giungle, poveri villaggi e citt\u00e0 perdute nel pi\u00f9 puro stile avventuroso di un tempo; i riferimenti sono ai romanzi d\u2019appendice e d\u2019avventura per ragazzi del Novecento<\/strong>, ma anche alle storie di Floyd Gottfredson<\/strong> e Romano Scarpa<\/strong>\u2026 del resto, l\u2019eccentrico Bo non pu\u00f2 non ricordare Tapioco Sesto, il re di Pampania ideato dall\u2019autore veneziano per la sua Topolino e il mistero di Tapioco Sesto<\/em>.<\/p>\n
La sceneggiatura di Casty \u00e8 efficace in tal senso, perch\u00e9 recupera quella scrittura disneyana molto fine e quell\u2019umorismo tanto \u201cingenuo\u201d quanto azzeccato su questi personaggi<\/strong>: si vedano molti dialoghi di un Pippo brillantissimo, cos\u00ec come alcune reazioni di Eurasia pronta a mollare pugni a destra e a manca. Anche Topolino strappa alcune risate, grazie a una gestione cristallina del personaggio da parte dell\u2019autore, che riesce a renderlo eroico pur senza essere pedante.
\nSi veda a tal proposito la scena del primo episodio in cui tenta di decollare con l\u2019aereo fornito da un\u2019alleata locale: momento tra i pi\u00f9 felici della narrazione grazie al ritmo altissimo che mixa azione e comicit\u00e0, nella miglior tradizione disneyana.<\/strong><\/p>\n
L\u2019avventura alla Indiana Jones rappresenta le fondamenta di questa storia, cos\u00ec come di tutto il filone, e viene gestita coerentemente da Casty lungo tutte le tre puntate: il plot twist<\/em> a met\u00e0 del secondo atto \u00e8 giocato benissimo e la scrittura \u00e8 di alto livello per tutta la durata della vicenda.
\nSul finale si riesce anche a portare alcune riflessioni molto pi\u00f9 profonde di quanto potrebbero sembrare di primo acchito: considerazioni su come vivere la vita e i sentimenti, o sull\u2019importanza che diamo a cose che in realt\u00e0 non dovrebbero averne cos\u00ec tanta.
\nAncora una volta Atlantide per l\u2019autore diviene quell\u2019esempio di popolo illuminato<\/strong>, di cui cercare di scoprire quanto pi\u00f9 possibile non per i presunti tesori di cui sarebbe custode o per i traguardi che avrebbe raggiunto, quanto per l\u2019equilibrio con la natura e il valore etico che gli atlantidei avevano saputo ottenere in perfetta armonia con la Terra<\/strong>. In questo senso la redenzione finale di un certo personaggio riempie il cuore con semplicit\u00e0 e senza risultare stucchevole.<\/p>\n
Per quanto riguarda i disegni\u2026 noto che Casty sta eccellendo nelle ambientazioni, in un lavoro di ricerca e di cura che si vede anche nella supervisione dei colori<\/strong>: gli sfondi sono ricchi e lussureggianti e abbondando splash page, spread page e grandi panorami, con un ottimo lavoro sulle luci e una grande cura nelle ombre, che donano un’atmosfera particolare alle location<\/em>.
\nResta invece un po\u2019 \u201cbloccato\u201d sui personaggi<\/strong>, in particolare \u2013 ma non solo \u2013 sul terzetto di protagonisti, che rischiano di risultare ingessati in quel classicismo estetico a cui guarda insistentemente Casty ma che sembra quasi stonare con il resto delle sue stesse tavole.<\/p>\n
Altri difetti? Topolino, Pippo ed Eurasia anche in quest\u2019occasione non sembrano risultare davvero al centro della vicenda<\/strong>: sono i protagonisti, ma in realt\u00e0 la trama si muove quasi senza il loro intervento. La cosa \u00e8 meno marcata rispetto a La Spectralia Antartica<\/em>, in questo caso il trio in qualche momento \u00e8 maggiormente motore degli eventi e soprattutto Mickey riesce a brillare con alcune mosse significative, ma permane la sensazione che facciano poco rispetto al contesto, come se il concetto stesso di Atlantide e del viaggio verso di essa li sovrastasse.<\/strong>
\nInfine, mi spiace che a livello di trama orizzontale non ci sia stato praticamente nessun passo in avanti verso Atlantide: in Le vestigia di Z non si sono avuti nuovi indizi n\u00e9 si \u00e8 imparato qualcosa sulla civilt\u00e0 atlantidea che sia utile per il suo ritrovamento.
\nMa non mi lamento troppo: la storia \u00e8 ottima di per s\u00e9 e tanto mi basta per essere contento; \u00e8 anche decisamente differente dal panorama dell\u2019attuale Topolino, per approccio e impostazione, e trovo salutare che la redazione permetta di tanto in tanto anche taluni exploit di diverso tipo.<\/p>\nUn’avventura paperoniana \u201ccome una volta\u201d<\/h2>\n
Su Topolino<\/em> #3644<\/strong> viene pubblicata Zio Paperone e la maschera di Sberleff<\/em><\/strong>, prima storia interamente di Paperi disegnata da Casty.
\nL’artista ha gi\u00e0 avuto modo di rappresentare l’altra met\u00e0 del cielo disneyano in alcune copertine e nell’avventura corale Minaccia dallo spazio<\/em> di Francesco Vacca<\/strong>, ma non si era mai occupato di disegnare un’intera storia nella quale i Paperi fossero assoluti protagonisti.<\/p>\nIl pretesto gli \u00e8 stato fornito da Vito Stabile<\/strong>, amico e validissimo sceneggiatore \u201cspecializzato\u201d nelle avventure del suo mito Paperon de\u2019 Paperoni.
\nL\u2019autore imbastisce una trama molto classica, come ha gi\u00e0 fatto in diverse occasioni in passato, dando la sua visione del personaggio e dei plot<\/em> che storicamente lo hanno sempre caratterizzato.<\/p>\n
In questa occasione pi\u00f9 che a Carl Barks<\/strong> o a Rodolfo Cimino<\/strong>, Stabile sembra guardare a quella selva di avventure realizzate negli anni Settanta da tanti \u201cgregari\u201d di maggior o minore spessore che producevano storie a nastro per Topolino<\/em> in un decennio di forte espansione per il giornale<\/strong>: spesso questi sceneggiatori hanno rivolto la loro attenzione alle vicende paperoniane e ai suoi viaggi intorno al mondo, senza per questo riproporre i vari marchi di fabbrica di Cimino quali la popolazione sperduta, i saggi barbuti, i mezzi di trasporto strambi e via dicendo ma \u201climitandosi\u201d a scrivere di una bella caccia al tesoro. Tra questi, anche Guido Martina<\/strong> – per fare un nome altisonante – ha contribuito in tal senso, ma cos\u00ec come Michele Gazzarri, Andrea Fanton, Jerry Siegel<\/strong> e via discorrendo.
\nVito frulla quel tipo di narrazione standard per l\u2019epoca con il quid che fornivano Barks e Cimino e con la propria sensibilit\u00e0, realizzando una sceneggiatura che \u00e8 la quintessenza della disneyanit\u00e0: un\u2019impostazione classica che viene trattata nel giusto modo per risultare al tempo stesso attuale, fresca e godibile anche per i lettori di oggi.<\/strong><\/p>\n
Zio Paperone rintraccia in una delle sue spedizioni la maschera di Sberleff, reperto di grande valore ma dal volto \u201cprovocatorio\u201d nel suo fare la linguaccia.
\nMa non \u00e8 quello il problema principale: il cimelio sembra avere la propriet\u00e0 di attirare i pi\u00f9 svariati guai sul suo possessore, come puntualmente accade allo Zione che va incontro a diverse perdite di denaro e ad affari sballati; cercher\u00e0 quindi di sbarazzarsene per eliminare la maledizione in cui sembrerebbe essere incorso.
\nFino a qui il plot ricorda effettivamente molto da vicino decine di storie pubblicate una cinquantina d\u2019anni fa sul libretto, ma la virata personale si riconosce in due aspetti: l\u2019esito finale e la figura dell\u2019esperto che Paperone interpella, precedente vittima della maschera.
\nCercando di non spoilerare troppo, mi limito a dire che la deriva pi\u00f9 concreta che lo sceneggiatore assegna alla vicenda sul finale, lungi dal rovinare la \u201cmagia\u201d riesce piuttosto a dare una svolta non solo inaspettata ma anche capace di far riflettere tanto il protagonista quanto il lettore su concetti quali la sfortuna e un giusto atteggiamento nei confronti delle beghe di tutti i giorni.<\/strong> Non importa che quelle di Zio Paperone siano stra-ordinarie rispetto a quelle di persone comuni come noi: sono le sfide quotidiane che ci rendono vivi e non bisogna pensare che le rogne siano mero frutto di accanimento della sorte.
\nPer quanto riguarda il consulente a cui accennavo sopra, invece, la sua figura \u00e8 interessante per come viene tratteggiata perch\u00e9, pur rimanendo in parte defilata, ha un ruolo determinante nello sviluppo dell\u2019intreccio e della convinzione che pervade Paperone; inoltre il suo background e le (presunte) conseguenze della maschera sulla sua vita sono una chiave di lettura altrettanto interessante e figlie di un gioco di scrittura assai stimolante, anche per come vengono introdotte nelle due magistrali tavole di prologo.<\/p>\n
In tutto questo Casty si inserisce incredibilmente a proprio agio: dal punto di vista squisitamente tecnico, infatti, il disegnatore dimostra di aver fatto enormi passi avanti nella gestione delle fisionomie papere rispetto alle prove precedenti<\/strong>, frutto evidentemente di uno studio e un\u2019applicazione che hanno portato a frutti piuttosto soddisfacenti. Evidenti sono le influenze provenienti da Romano Scarpa<\/strong>, da Giorgio Bordini<\/strong>, da Luciano Capitanio<\/strong> e da tutta quella scuola attiva negli anni Settanta, che evidentemente rappresenta un periodo che l\u2019artista individua come di riferimento per la sua visione del fumetto Disney. Questo da una parte estranea la storia dal filone estetico impostato negli ultimi anni da Andrea Freccero<\/strong> per il settimanale, dato che a una prima occhiata sembra quasi una storia in ristampa direttamente da quell\u2019epoca tanta \u00e8 la mimesi stilistica: il sentimento \u00e8 accentuato dalla colorazione, supervisionata dallo stesso Casty ed evidentemente voluta per ricordare la palette semplice e piatta di un tempo<\/strong>, comprendendo le \u201cstranezze\u201d cromatiche che erano tipiche di una volta, come pareti e pavimenti dai colori improbabili ma utili nell\u2019economia della stampa. Personalmente ho grandemente apprezzato anche l\u2019utilizzo della palandrana blu per lo Zione \ud83d\ude09
\nDall\u2019altra parte questo \u201cretrosguardo\u201d, ibridato comunque con una qualit\u00e0 di stampa e di nitidezza delle linee sicuramente migliore di cinquant\u2019anni fa, se inteso come una simpatica eccezione ad hoc, un po\u2019 come fu per il reboot di Sandopaper<\/em> la scorsa estate, costituisce un piacevole divertissement<\/em> che non disturba i lettori pi\u00f9 giovani, non sovverte l\u2019attuale corso e pu\u00f2 venire accolto con un sorriso nostalgico dal pubblico pi\u00f9 maturo.<\/p>\n
Risulta comunque interessante rilevare come per l\u2019aspetto dei comprimari Casty non abbia mutato granch\u00e9 le proprie \u201clinee guida\u201d rispetto a quanto fatto per le sue storie topolinesi<\/strong>: l’archeologo in particolare, ma anche altre comuni figure di sfondo, non sfigurerebbero infatti nelle vie di Topolinia e questo mi ha fatto un po’ strano.
\nAnche per quanto riguarda l\u2019approccio alle ambientazioni valgano le stesse considerazioni, cos\u00ec come per la gabbia che rimane piuttosto regolare.
\nMi piace per\u00f2 porre l\u2019accento sulla recitazione, in particolare proprio quella di Zio Paperone e di Paperino<\/strong>, che il disegnatore \u00e8 molto meno abituato a muovere su carta: in particolare nelle interazioni tra i due c’\u00e8 tutta la vitalit\u00e0 e la spontaneit\u00e0 che regola il loro comportamento interpersonale, potendo apprezzare il leggero conflitto ma anche la complicit\u00e0 che emerge nel momento del pericolo. Per quanto riguarda lo Zione di per s\u00e9, invece, Casty riesce a evidenziare efficacemente le varie emozioni che lo attraversano, dalla gioia alla preoccupazione<\/strong>, lavorando bene sulle espressioni del becco cos\u00ec come sulla postura e sul modo in cui i suoi \u201ccomplementi\u201d (cilindro, bastone, occhiali) si adattano a lui.
\nUna bella prova, insomma!<\/p>\nBene, per ora non ho altro da aggiungere: vi ringrazio per l\u2019attenzione e vi anticipo che gi\u00e0 a stretto giro torner\u00f2 con un altro post, gi\u00e0 pronto e programmato.
\nStay tuned<\/em>, quindi, e alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il nostro Bramo parla delle ultime due storie a firma di Casty uscite su \u201cTopolino\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":3968,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Casty: da \u201cLe vestigia di Z\u201d a \u201cLa maschera di Sberleff\u201d - Lo Spazio Disney","description":"Il nostro Bramo parla delle ultime due storie a firma di Casty uscite su \u201cTopolino\u201d."},"footnotes":""},"categories":[194,130],"tags":[28,4,61],"class_list":["post-3955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","category-topolino-magazine","tag-casty","tag-topolino-magazine","tag-vito-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3955\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3968"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}