{"id":3889,"date":"2025-07-29T10:30:00","date_gmt":"2025-07-29T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3889"},"modified":"2025-07-24T23:05:05","modified_gmt":"2025-07-24T21:05:05","slug":"il-topo-di-luglio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2025\/07\/29\/il-topo-di-luglio-2025\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di luglio 2025"},"content":{"rendered":"
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
\nCi siamo: mentre starete leggendo queste righe io avr\u00f2 da pochi giorni preso possesso della mia nuova abitazione, nella quale mi sono trasferito con la mia compagna proprio in quest\u2019ultimo scampolo di luglio.
\nC\u2019\u00e8 voluto pi\u00f9 tempo di quanto preventivato, ma alla fine siamo riusciti a far iniziare questo nuovo capitolo della nostra vita, e sono sinceramente emozionato.
\nNon so bene neanch\u2019io come, ma anche in mezzo a preparativi, pulizie massive e trasloco sono riuscito comunque a stare al passo con la lettura di Topolino<\/em>: per quanto riguarda per\u00f2 questo appuntamento fisso del recap mensile, potreste notare qualche differenza.
\nRispetto alla visione puntigliosa che ho solitamente adottato in questo spazio (dalla quale rimanevano fuori davvero pochissime storie tra quelle pubblicate nel corso del mese) stavolta ho infatti scelto di sorvolare su tutte quelle storie di cui normalmente farei cenno ma per cui ci sarebbe effettivamente poco da dire<\/strong>, magari quelle pubblicate nella parte centrale degli albi o quelle brevi, a meno di exploit particolarmente degni di nota, concentrandomi su quelle considerabili \u201cdi punta\u201d o comunque per le quali ho ritenuto di avere dei pensieri un po\u2019 pi\u00f9 approfonditi da esprimere. \u00c8 gi\u00e0 tanto essere riuscito a scrivere qualcosa sulle avventure maggiormente di spicco e pertanto ho preferito concentrarmi su quelle in maniera approfondita e senza lesinare sulle argomentazioni a sostegno delle mie opinioni, piuttosto che parlare a pioggia di tutto liquidando tutto velocemente.
\nSpero condividiate e che possa essere comunque un pezzo completo e interessante.
\nEnjoy!<\/p>\nLuglio 2025: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n
Minnhi e il pozzo del destino<\/strong><\/em>, di Sergio Cabella<\/strong> e Roberto Vian<\/strong> (nn. 3631-3632-3633), \u00e8 la seconda grande storia \u2013 a puntate centellinate in pi\u00f9 numeri, con focus nell\u2019editoriale del direttore Alex Bertani<\/strong> \u2013 della stagione estiva di quest\u2019anno, considerando come prima Nemici pubblici<\/em> uscita a giugno (e di cui gi\u00e0 parlai nel recap di quel mese<\/a>).
\nAhim\u00e8, non mi \u00e8 piaciuta affatto. Purtroppo c\u2019\u00e8 qualcosa, nello stile di sceneggiatura di Cabella, che non deve incontrare il mio gusto visto che, con l\u2019eccezione delle prime due storie pubblicate dal suo ritorno al giornale, in generale le sue prove successive non mi hanno mai convinto, a dispetto di genere e personaggi coinvolti.
\nNon fa eccezione questa space-opera nella quale una versione alternativa di Minni finisce in un pianeta-discarica priva di memoria, incontrando un Topolino versione meccanico di astronavi, dal passato altrettanto misterioso. I non-detti dovrebbero creare suspense e interesse ma vengono messi in campo in maniera talmente fumosa che per me \u00e8 stato difficile entrare nel mood<\/em> e provare a farmi trasportare dalla narrazione<\/strong>, magari invogliato a capirne di pi\u00f9. L\u2019ambientazione mi \u00e8 apparsa lontana e respingente, le poche coordinate fornite non mi hanno intrigato e sono riuscito a connettermi poco con queste versioni dei personaggi. Anche l\u2019elemento \u201cmagico\u201d, fornito dalla capacit\u00e0 del popolo di pippidi di ricostruire la storia di un oggetto solo toccandolo, viene gestita in maniera poco soddisfacente, presentandola senza troppa verve rispetto alle potenzialit\u00e0 che poteva avere<\/strong> (bench\u00e9 un potere simile non sia nulla di originalissimo: nel fumetto Disney lo possedeva gi\u00e0 l\u2019antiquario Toppersby all\u2019interno della serie X-Mickey<\/em>).<\/p>\n
Non hanno aiutato i disegni di Vian: in quanto ad atmosfera in realt\u00e0 l\u2019artista compie un buon lavoro grazie al suo tratto etereo e sporco allo stesso tempo, ottimo per rappresentare i territori ambigui di Rottam e del pianeta di Pippo. Il problema \u00e8 che in questo modo mi sono ritrovato con un surplus di mistero, cupezza, incertezza e vaghezza che mi hanno definitivamente destabilizzato, perdendomi gi\u00e0 alla fine del primo episodio.<\/strong> Uno stile suggestivo ma anche manierista e che crea ambientazioni eccessivamente oscure, per quanto mi riguarda.
\nLa risoluzione nella terza parte non ha migliorato la situazione: lo snodo narrativo che svela l\u2019identit\u00e0 di Minnih risulta piuttosto piatto e prevedibile, introducendo peraltro solo in questo momento il villain<\/em> della vicenda, portando quindi a uno spiegone riassuntivo per giustificare le proprie azioni e i suoi obiettivi.<\/strong>
\nInsomma, la trama non mi ha preso, queste versioni dei personaggi nemmeno, l\u2019impianto nel complesso l\u2019ho trovato poco armonico e i disegni troppo marcati.<\/p>\n
Le strabilianti Imprese di Fant\u00f4mius, ladro gentiluomo \u2013 Il club del crimine<\/strong><\/em>, di Marco Gervasio<\/strong> (n. 3632), segna l\u2019appuntamento \u2013 ormai a cadenza semi-annuale \u2013 con le avventure dell\u2019alter ego di Lord Quackett. Nel nuovo corso che stiamo vedendo in questi ultimi anni, il mio gradimento per gli episodi \u00e8 stato altalenante, ma mai come in questo caso mi sono trovato quasi contemporaneamente a gradire e a sgradire la vicenda.
\nGervasio parte da uno spunto che, a dispetto della propria semplicit\u00e0 e di un persistente senso di gi\u00e0 visto, si rivela forte e in grado di tessere un racconto stimolante, nel quale Fant\u00f4mius potesse essere messo alle strette<\/strong>: l\u2019idea stessa di un club dedito a celebrare le imprese dei criminali pi\u00f9 famosi e arditi mi attraeva e per tutta la prima parte dell\u2019avventura mi stavo godendo l\u2019intreccio\u2026 ma nella seconda parte tutto si riduce al solito valzer in cui sembra che si stia per smascherare l\u2019identit\u00e0 segreta del ladro e poi tutto va in fumo con qualche forzato stratagemma.<\/strong> A quel punto l\u2019intera impalcatura si \u00e8 sgonfiata e la storia \u00e8 proseguita blandamente fino alla fine.
\nI disegni rientrano nella media dell\u2019artista e della serie, senza grandi differenze rispetto al solito<\/strong>: appaiono meramente al servizio della narrazione senza troppi fronzoli e senza grandi variazioni della griglia, un tratto medio che comunque porta a casa il risultato \u2013 in particolare grazie al fascino che Gervasio riesce sempre a infondere all\u2019identit\u00e0 civile di Dolly Paprika (con gli occhi e con gli abiti) e all\u2019efficace colorazione seppiata \u2013 anche al netto di alcune vignette meno riuscite per espressioni, pose e recitazione degli attori in scena.
\nNon credo che ricorder\u00f2 Il club del crimine<\/em> come uno dei momenti migliori dell\u2019ormai ultradecennale saga di Fant\u00f4mius<\/em>: sembra che, in seguito alla parentesi ambiziosa caratterizzata da Famedoro sindaco, l\u2019autore abbia preferito volare pi\u00f9 basso confezionando storie che, pur in due parti, si attestino su trame meno articolate. Un bene, sotto certi aspetti, ma non mancano le controindicazioni e, per quanto mi riguarda, quel senso di nostalgia verso i primissimi episodi nella loro semplicit\u00e0.<\/p>\n
Siamo serie! Stagione 3<\/strong><\/em>, di Sergio Badino<\/strong> e Silvia Ziche<\/strong> (nn. 3634-3635), porta avanti l\u2019impianto azzeccatissimo impostato dagli autori con questa idea: freschezza, attualit\u00e0, umorismo folgorante e dialoghi brillanti sono stati la cifra stilistica e l\u2019arma vincente della prima stagione, solo leggermente in calo con la seconda.
\nIn un progetto del genere il rischio di un more of the same<\/em> \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo, ma l\u2019intelligenza di giocare con i diversi generi narrativi delle serie TV che Paperina e Chiquita devono produrre per il canale streaming di Paperone permette quella variet\u00e0 necessaria e non fossilizzare il racconto<\/strong>: tematica principale di questa season 3<\/em> \u00e8 l\u2019horror, in seguito a un sondaggio effettuato tra i lettori, e Badino ha quindi buon gioco nel divertirsi con i tanti stilemi di cui il filone \u00e8 stato portatore negli anni, foriero da sempre di parodie e battute esorcizzanti.
\nLa squadra \u00e8 la stessa, tra sceneggiatori, attori e regista, e fin da questi primi due episodi (nel momento in cui scrivo devono ancora uscire gli ultimi due) sembra proseguire sulla falsariga di quanto visto in precedenza (e raccolto in un albo de I Classici Disney<\/em> uscito strategicamente in contemporanea). Le battute nonsense<\/em> e volutamente sciocche, a base di giochi di parole, sono a un certo punto una vera raffica che pu\u00f2 anche diventare stucchevole, ma spesso sono cos\u00ec puerili da fare il giro e scatenarmi comunque il riso<\/strong>, cosa che solitamente mi accade con Leo Ortolani e pochi altri.<\/p>\n
L\u2019inserimento di Lord Hatequack nel secondo episodio, oltre che dimostrare intelligente sinergia tra i vari filoni in corso su Topolino<\/em>, si rivela ficcante in considerazione della tematica orrorifica: anzi, col senno di poi sarebbe quasi risultato non vedere qui lo scrittore\u2026 anche se la versione di Badino \u2013 e il disegno di Ziche \u2013 gli toglie molto del suo fascino ambiguo e inquietante, una forzatura accettabile solo in considerazione dell\u2019approccio guascone di Siamo serie!<\/em>
\nL\u2019introduzione di un imprevedibile (e improponibile) Ciccio in versione regista \u00e8 un tocco di classe che mi ha fatto ghignare assai, cos\u00ec come le ripetute parodie di titoli di film e serie.
\nZiche ai disegni accompagna la narrazione perfettamente a proprio agio: il passo narrativo \u00e8 quella che si conf\u00e0 particolarmente alla matita saettante e sintetica dell\u2019artista<\/strong> che, tra espressioni esageratamente sconvolte ed eccessi vari, trasmette sui personaggi e sul loro linguaggio del corpo tutte le conseguenze di quanto avviene attorno a loro. Nota di merito finale per il suo Ciccio \u201cpastoso\u201d, placido e beatamente rotondo.<\/p>\n