{"id":3706,"date":"2025-03-06T10:30:00","date_gmt":"2025-03-06T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3706"},"modified":"2025-03-05T23:10:08","modified_gmt":"2025-03-05T22:10:08","slug":"il-topo-di-febbraio-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2025\/03\/06\/il-topo-di-febbraio-2025\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di febbraio 2025"},"content":{"rendered":"\n

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
Il mese pi\u00f9 corto dell\u2019anno \u00e8 pure il pi\u00f9\u2026 canoro, se mi passate il termine.
E anche se Topolino<\/em> non celebra pi\u00f9 come un tempo il Festival di Sanremo, \u00e8 indubbio che la kermesse musicale italiana per eccellenza ha saputo tenere banco anche quest\u2019anno sui media, non solo quelli tradizionali, sintomo di un lavoro virtuoso intrapreso negli scorsi anni che continua a raccogliere i suoi frutti.
Canzoni e tormentoni a parte, da un punto di vista meno leggero il mese non si \u00e8 concluso nel migliore dei modi, sotto il profilo di geopolitica internazionale\u2026 la speranza \u00e8 che si riesca a tornare su toni pi\u00f9 distesi e che si possa progredire cercando di rilanciare il meglio dell\u2019umanit\u00e0.
E il \u201cTopo<\/em>\u201d? Si difende bene, direi, con quattro numeri piuttosto buoni: let\u2019s go<\/em>!<\/p>\n

Febbraio 2025: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n

\"TopoLe isole della cometa \u2013 Flight 011, Flight 012<\/em><\/strong>, di Pietro B. Zemelo<\/strong> e Nico Picone<\/strong> (nn. 3611-3612): con questi due episodi si conclude la seconda stagione della serie\u2026 e forse la serie in toto? Difficile dirlo, anche se certamente ci sono alcuni fili che potrebbero essere riannodati e rilanciati per il futuro.
Palesemente questi due cicli sono sostanzialmente la genesi delle nuove Comete, composte da Mick, Dippo, Babou e le due Minni gemelle, con Salud e il Prof. come mentori. Sarebbe quindi interessante in futuro vedere se la squadra si costituisce a tutti gli effetti e a quali avventure andr\u00e0 incontro, e mi piacerebbe molto perch\u00e9 confermo che a me questo progetto \u00e8 piaciuto davvero tanto.<\/strong>
Come gi\u00e0 scritto il mese scorso<\/a>, il secondo arco narrativo soffre forse un po’ l’esigenza di spiegare determinate cose e il non riuscire sempre a farlo nel migliore dei modi, ma al di l\u00e0 si questo ci ho visto avventura, gusto per la narrazione intricata e intrigante, bella costruzione dei personaggi e buona gestione dei loro rapporti.
Il penultimo episodio \u00e8 una bomba e raccoglie ottimamente tutte queste istanze; mi spiace invece rilevare che l’ultimo mi ha un po’ deluso, presentando una risoluzione finale non esaltante che ha depotenziato retroattivamente un po’ tutta la stagione nel suo complesso.<\/strong> \u00c8 un peccato, perch\u00e9 con qualche accortezza in pi\u00f9 di sarebbe evitato un confronto spento tra protagonisti e antagonisti e si sarebbe arrivati alle ultime tavole con maggiore soddisfazione.
Il primo ciclo rimane quindi – ancorch\u00e9 bisognoso del suo seguito – un tassello pi\u00f9 coeso e qualitativamente coerente: motivo in pi\u00f9 per desiderare di rivedere questi personaggi e questo arcipelago, che mi \u00e8 entrato nel cuore come ambientazione, riuscendo cos\u00ec a correggere la rotta.
Picone ai disegni invece continua a spaccare alla grandissima, questa saga \u00e8 la sua consacrazione di artista<\/strong> e il difficile per lui sar\u00e0 mantenere questi standard nei prossimi impegni disneyani. Davvero complimenti.<\/p>\n

\"TopoLe maschere: Atto primo – Atto Secondo<\/em><\/strong>, di Andrea Malgeri<\/strong> (nn. 3613-3614), non \u00e8 ancora conclusa ed \u00e8 gi\u00e0 meravigliosa!
Malgeri, tutto sommato alle prime armi come autore disneyano, sforna all’improvviso una storia curata sia nei testi che nei disegni che si rivela particolarmente ispirata e avvincente.
L’ambientazione carnevalesca \u00e8 tanto necessaria alla trama quanto per nulla pretestuosa o vincolante, narrando – sullo sfondo dei festeggiamenti nella Venezia d’altri tempi – di un gruppo di teatranti che sfruttano le proprie abilit\u00e0 per vendicare le ingiustizie, coperti da maschere e costumi che ne celano le identit\u00e0. Tra Zorro e i moderni supereroi, i Piumati contrastano i soprusi dei Bassotti, nei panni di bieche guardie cittadine, e aiutano il sempliciotto Doge a trovare s\u00e9 stesso e il coraggio.
Il plot twist<\/em> dell’ultimo episodio \u00e8 intrigante e giocato molto bene, cos\u00ec come il racconto nel suo complesso. C’\u00e8 cuore, c’\u00e8 sostanza, c’\u00e8 avventura, c’\u00e8 una tematica di rivalsa e giustizia gestita in modo tutt’altro che pedante: ci si affeziona a questi personaggi, al loro background e alla loro missione, cos\u00ec come si empatizza con il Doge.<\/strong><\/p>\n

\"TopoAnche per quanto riguarda lo stile di disegno di Malgeri, ho solo lodi: a un segno piuttosto classico sull’aspetto dei personaggi non corrisponde lo scimmiottamento di vecchi approcci, bens\u00ec una matita decisamente dinamica e fresca, che sembra aver trovato un ottimo equilibrio tra andamento standard e ricercato. Ci ho visto un pizzico di Barks, un’oncia di Carpi e un po’ di tratto personale.<\/strong> Molto riuscite sono anche le ambientazioni, con la laguna ammantata di quella atmosfera magica che \u00e8 un elemento intrinseco di Venezia ma che si sposa ancora meglio con il periodo del Carnevale; risulta tutto azzeccato, anche nei colori allegri ma tenui.
Infine ho apprezzato anche la regia, ravvivata da diverse inquadrature interessanti e ben studiate, e la gabbia<\/strong>: molti contorni delle vignette sono arabescati, con cornici fantasiose e festose che si inseriscono coerentemente al contesto e accompagnano in particolare i passaggi con le canzoni di scena (altra genialata non facile da rendere su carta, che infatti \u00e8 l’elemento che scricchiola di pi\u00f9 ma che regge quel tanto che basta), ed \u00e8 presente una struttura congiante per la disposizione dei riquadri, con alcune pagine su quattro strisce e qualche splash-page.
Il prossimo mese ne riparliamo alla luce dell’ultimo episodio.<\/p>\n

\"TopoTopolino, Pippo e la lunga notte dello sghignazzatore<\/em><\/strong>, di Marco Nucci, Niccol\u00f2 Testi<\/strong> e Andrea Maccarini<\/strong> (n. 3611), \u00e8 la prima storia scritta a quattro mani dai due compa\u00f1eros<\/em> toscani \ud83d\ude09 sodalizio che nello spirito mi ha ricordato quella manciata di storie co-firmate da Tito Faraci e Francesco Artibani sul finire degli anni Novanta.
La storia in s\u00e9 non \u00e8 clamorosa o chiss\u00e0 che, \u00e8 una piacevole lettura che ha il difetto di apparire un po’ frammentata e ripetitiva<\/strong> nel mostrare a m\u00f2 di scaletta gli effetti della visita di un fantasma nel maniero di Pippo. Al netto di questo, i dialoghi sono solidi e iconici, i personaggi sono scritti bene e l’atmosfera – anche grazie allo stile irrequieto di un buon Maccarini – funziona efficacemente.
Diciamo che di ciccia, sotto, ce n’\u00e8 un po’ pochina, ma la storia non \u00e8 lunghissima e quindi il \u201ctrucco\u201d regge.
Parte di questo gioco di illusionismo sta anche nel finale a sorpresa, che Nucci ha gi\u00e0 usato in alcune delle sue prove pi\u00f9 oniriche e sperimentali (Newton Pitagorico e gli incubi dell’incubatrice<\/em> e Tutto accadde alla fattoria<\/em>): un ribaltamento di prospettiva che lo sceneggiatore sa usare dannatamente bene, ma che tende a fare ricordare l’avventura solo in funziona di questo colpo di teatro tralasciando quello che \u00e8 venuto prima, spesso un po’ troppo in funzione di quella rivelazione.<\/strong>
Ci pu\u00f2 stare, ovviamente, \u00e8 lecito e non condanno tale approccio, anche alla luce degli altri punti a favore che pure ho indicato; per\u00f2 ne vedo anche i limiti.<\/p>\n

\"TopoSi SanVa chi pu\u00f2: L\u2019idea, Il piano, L\u2019evento<\/em><\/strong>, di Sergio Badino, Alessandro Perina, Marco Mazzarello<\/strong> e Luca Usai<\/strong> (n. 3612), \u00e8 una simpatica storiella in tre fasi dedicata a San Valentino. Anche quest’anno se ne occupa Badino, ma rispetto all’anno scorso il risultato \u00e8 meno interessante. Qualche citazione storpiata di troppo e una costruzione priva di stimoli restituisce una prova un po’ smorzata perch\u00e9 piatta in quello che racconta.<\/strong> Si dice spesso che \u00e8 il come a fare la differenza, e sicuramente lo sceneggiatore ci mette del suo per cercare di variare il men\u00f9, ma nella pratica \u00e8 tutto abbastanza dimenticabile. Ai disegni, fenomenale Perina e molto buono Usai; fa un vistoso passo indietro Mazzarello che, mai come stavolta, patisce il risultato ibrido tra il suo stile e la lezione frecceriana con esiti non convincenti.<\/p>\n

\"TopoNewton Pitagorico e il baule dei malandati<\/strong><\/em>, di Niccol\u00f2 Testi<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3611), conferma l’adozione ufficiale del nipotino di Archimede da parte di Testi.
Valgano a tal proposito
le considerazioni fatte lo scorso mese con Newton Pitagorico e l’inagguantabile agguanta guanti<\/em><\/a>: avventuretta briosa, perfettamente in linea con il personaggio secondo la codifica nucciana, anche questa nuova prova segue brillantemente il canovaccio del ciclo ma la differenza la fa lo spunto di partenza, che in questo caso \u00e8 particolarmente intelligente e laterale.<\/strong> Molto buoni anche il collegamento con lo zio e ovviamente Leoni, che presta con entusiasmo il proprio tratto fluido e guizzante alle follie newtoniane.<\/p>\n

\"TopoLo sceneggiatore torna anche con Manetta e Rock Sassi in: Una nottata storta<\/em><\/strong>, di Niccol\u00f2 Testi<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3612), terza storia del filone non dichiarato sul commissariato di Topolinia.
Questa era la prova del nove per quanto riguarda questo genere, considerando che stavolta il focus \u00e8 totalmente incentrato sui due ispettori proprio come ai gloriosi tempi del ciclo scritto da Tito Faraci; ahim\u00e8, siamo diversi gradini sotto le altre due storie gialle, a causa di una trama sfilacciata e composta di tasselli poco coesi, uniti solo da uno spunto iniziale invero un po’ pretestuoso. L’utilizzo di Manetta e Rock Sassi \u00e8 depotenziato dalla mossa di farli agire separatamente<\/strong> e nonostante ci siano diverse gag calzanti, non riescono a incidere come dovrebbero perch\u00e9 rimangono appese, senza essere calate in una trama unitaria.
Carina l’idea della fiction poliziesca che in due protagonisti verrebbero emulare – personalmente vorrei una miniserie sul papero detective: P – e riusciti alcuni passaggi comici<\/strong>, ma nel complesso sono riemerso piuttosto freddino dalla lettura. Dai social dell’autore vengo per\u00f2 a sapere che si tratta della sua prima sceneggiatura disneyana e questo pu\u00f2 giustificare un risultato acerbo.
Cavazzano ai disegni \u00e8 un’ottima scelta, proprio ripensando alle storie anni Novanta incentrate sul commissariato: peccato che l’artista non sia pi\u00f9 il Cavazzano di trent’anni fa e, come ormai osservato pi\u00f9 volte, la cosa si vede da un po’ specialmente sull’aspetto dei personaggi.
Invero, rispetto ad alcune sue opere degli ultimi due anni, qui siamo su livelli ancora accettabili: forse, per via delle caratteristiche fisiche da canidi di Manetta e Rock, il disegnatore riesce ad avvicinarsi maggiormente al modello che lui stesso ha creato o contribuito a sviluppare.<\/strong> Il papero detective, inoltre, risulta particolarmente riuscito e intrigante nel character design<\/em>, segno del fatto che con volti nuovi il disegnatore sappia ancora il fatto suo.
Plausi infine agli sfondi, su cui di contro Cavazzano sta facendo cose mirabili e meravigliose negli ultimi tempi e che restituiscono una magistrale sensazione di noir.<\/strong><\/p>\n

\"TopoCavezza – Condotta da brivido<\/em><\/strong>, di Giuseppe Zironi<\/strong> (n. 3614), \u00e8 il nuovo episodio della serie che l’autore ha cucito sopra il buon Orazio.
Serie che forse solo ora ha trovato la sua identit\u00e0, dal momento che era partita sembrando voler parlare delle giovinezza del protagonista per poi in realt\u00e0 arrivare bruscamente al presente; solo nella scorsa puntata, con la formazione della squadra di \u201cmanutentori dell’impossibile\u201d, il ciclo ha intrapreso un percorso pi\u00f9 lineare\u2026 \u00e8 solo un peccato che sia passato tanto tempo da quella storia, mettendo in difficolt\u00e0 le mie capacit\u00e0 mnemoniche nel ricordare i nuovi comprimari. Forse sarebbe servita la consueta paginetta riepilogativa ad accompagnare questa nuova avventura!
A parte ci\u00f2, la storia non mi \u00e8 dispiaciuta (e complimenti per il gioco di parole nel titolo ????): le vibes<\/em> alla McGiver<\/em> funzionano, donando tensione alla vicenda, mentre i personaggi vengono gestiti bene da Zironi<\/strong>, anche se almeno uno risulta un po’ sacrificato. La ragazza invece \u00e8 ben descritta.
Sempre di livello il comparto grafico: il character design<\/em> \u00e8 vincente, mediando per i nuovi personaggi il segno ruvido del disegnatore con una linea un po’ pi\u00f9 morbida. Gli sfondi, che raffigurano uno scenario brullo ma vicino a una zona pi\u00f9 lussureggiante, riescono ad essere disneyani anche quando devono rappresentare tubi e elementi tecnici.
Stimolante il taglio delle tavole, con vignette dai bordi irregolari e \u201ca incastro\u201d e supportate da una regia sempre in movimento: le inquadrature sotterranee, il punto di vista da cui visualizzare i personaggi, il modo di gestire gli scenari, tutto fa capire i ragionamenti dell’artista nel modo di impostare la scena.<\/strong><\/p>\n

\"TopoZio Paperone e il frusciante, sonante stortodeposito<\/em><\/strong>, di Fabio Michelini<\/strong> e Francesco Guerrini<\/strong> (n. 3613), \u00e8 una storia classica e strana allo stesso tempo.
Michelini \u00e8 uno dei pochi veterani veri attualmente ancora in forza a Topolino<\/em> e in una certa misura \u00e8 rassicurante vederlo in media una volta all’anno sul settimanale, anche se c’\u00e8 da dire che la citazione ossessiva alle linee di dialogo di Frozen<\/em> sta diventando qualcosa di assurdo: finch\u00e9 si tratta degli \u201cAspetta, che?\u201d pu\u00f2 passare per omaggio, ma i versi della canzone di Elsa in bocca a Paperone in un contesto dove non c’entrano nulla e che anzi viene forzato il pi\u00f9 possibile per farlo aderire a quelle parole\u2026 ecco, cos\u00ec lo accetto molto meno.
A parte ci\u00f2, la trama \u00e8 simpatica tanto nello spunto (con un pizzico di Barks) quanto negli sviluppi (con atmosfere pezziniane), ma a un certo punto sembra perdersi, girare un po\u2019 vuoto e arrivare alla conclusione in maniera sghemba<\/strong>\u2026 cosa che forse, visto l\u2019argomento trattato, ha anche senso! \ud83d\ude1b
La matita di Guerrini per\u00f2 compensa, grazie al suo tratto elegante e sontuoso<\/strong> che fa spiccare il suo Paperone, ma anche l’ambientazione cittadina visualizzata da diverse distanze e angolature.<\/p>\n

\"TopoVita da Pluto – Scavando a fondo<\/strong><\/em>, di Francesco Pelosi<\/strong> e Mattia Surroz<\/strong> (n. 3614), \u00e8 una ten-page<\/em> che inaugura una nuova serie, tutta incentrata sul cane di Topolino. Anche lo sceneggiatore \u00e8 un esordiente su Topolino<\/em>, e si tratta di una mia vecchia conoscenza: Pelosi ha infatti scritto attivamente per diversi anni su Lo Spazio Bianco<\/strong> come collaboratore ricorrente – aveva anche contribuito allo speciale sulla fine di Rat-Man che avevo organizzato con una performance musicale<\/a> – e da qualche anno ha fatto diverse esperienze nel mondo dell’editoria, tra cui segnalo come ultima in ordine di tempo il saggio Alan Moore. Mappaterra del mago – Spaziotempo, magia e supereroi<\/em><\/strong>, per l\u2019editore Odoya<\/strong>.
\u00c8 stato quindi con grande piacere che ho accolto la notizia del suo ingresso tra gli autori del \u201cTopo<\/em>\u201d, peraltro con in vista a breve pure una storia su Area 15<\/em>: un ingresso su cui il direttore non ha ancora posto l’accento nei suoi editoriali ma che al contempo sembra gi\u00e0 godere di una certa fiducia.
Tornando a bomba su Pluto, la breve svolte bene il suo ruolo: senza essere nulla di che, l’idea che Topolino risolva un’indagine grazie a uno spunto nato proprio del suo animale domestico \u00e8 assolutamente simpatica e ben gestita. Certo, aver voluto inserire in cos\u00ec poche pagine il classico giallo con tre sospettati fa soffrire l’impianto strettamente di genere, ma pur con queste limitazioni lo sceneggiatore riesce a rendere l’insieme piuttosto leggibile.<\/strong> A livello di dialoghi, ho riso molto agli scambi tra Topolino e Manetta!
Surroz fa un buon lavoro, con disegni semplici ed equilibrati che spiccano non tanto per i l’aspetto dei personaggi ma per la loro recitazione e per la gabbia.<\/p>\n

\"TopoMalachia e il maggiordomo felino<\/em><\/strong>, di Enrico Faccini<\/strong> (n. 3611) e PippoSpot \u2013 Una carica di tutto rispetto<\/em><\/strong>, di Alessio Coppola<\/strong> (n. 3613), sono due piacevoli brevi accomunate dall’essere i nuovi episodi dei rispettivi filoni narrativi, entrambi assenti da un po’ dalle pagine del pocket.
Nella prima Faccini distilla il suo gusto per il surreale tramite un compassato gatto insegnante di buone maniere, ma sorprendentemente anche risolutore di controversie pi\u00f9\u2026 fisiche. Simpatica storia gattesca di quotidianit\u00e0 e rivalsa contro le prepotenze.
Nella seconda torna l’agenzia pubblicitaria di Pippo, alle prese con veicoli, utensili ed elettrodomestici ecologici perch\u00e9\u2026 attivati a manovella! Questa sola idea di base \u00e8 sufficiente per rendere briosa l’avventura.<\/p>\n

Su Paperino e lo scambio sconsiderato<\/strong><\/em>, di Tormod L\u00f8kling<\/strong> e Arild Midthun<\/strong> (n. 3614), poco da dire: egmontiana semplice semplice, che premio per la satira iniziale sui rivenditori di automobili e per la parte di cuore relativa all’affetto di Paperino verso la 313.
Al top i disegni di Midthun, per qualche motivo apprezzati ancora di pi\u00f9 che in altre occasioni: in certi passaggi il protagonista era adorabile!<\/p>\n

\"TopoZio Paperone e il binge watching produttivo<\/strong><\/em>, di Giulio D\u2019Antona<\/strong> e Danilo Barozzi<\/strong> (n. 3614), \u00e8 un’avventura classica che pi\u00f9 classica non si pu\u00f2: posso dire che mi mancava anche una trama di questo tipo, semplicemente con Paperino e Paperoga che, costretti a lavorare insieme per lo Zione, combinano guai? D\u2019Antona non ha mai brillato particolarmente e senz’altro anche in questo caso non abbiamo chiss\u00e0 quali risultati, ma \u00e8 stato rilassante seguire un plot del genere<\/strong>; lo spunto \u00e8 attuale e al contempo ben calato nella realt\u00e0 paperopolese, con uno sviluppo simpatico e coerente. Certo, il finale smarrisce un po’ il filo secondo me, ed \u00e8 proprio nelle ultime tavole che la storia perde lo smalto diventando confusionaria e \u201csprecando\u201d un po’ il soggetto.<\/strong>
Non aiutano in tal senso i disegni di un redivivo Barozzi, star delle inedite del mensile di Paperino pi\u00f9 di vent’anni fa e che da qualche anno compie nuova, sporadiche incursioni sui periodici Disney: il suo tratto non \u00e8 esattamente pulito, soprattutto negli sguardi i personaggi risultano quasi sempre un po’ eccessivi (soprattutto Paperone) e nel complesso offre uno stile che non aiuta la lettura, se dall’altro lato qualche passaggio di sceneggiatura pecca un po’ in linearit\u00e0.<\/p>\n

\"TopoAvventure golose<\/strong><\/em>, di Sergio Cabella<\/strong> e Ottavio Panaro<\/strong> (nn. 3611-3612), \u00e8 il cappello sotto cui sono uscite due storie impegnate nel mostrare la genesi di alcuni piatti.
L’intento didattico si trasforma in un esito a dir poco didascalico, con effetti di profonda noia sul sottoscritto.<\/strong>
L’ho trovato un tipo di narrazione fuori tempo massimo e respingente<\/strong>, anche a causa di disegni poco accattivanti, che ho davvero faticato ad aggredire e a portare a termine.
Va leggermente meglio con Topeo scienziato viaggiatore – Topeo e Pipponio ai confini del mondo<\/em><\/strong>, di Sergio Cabella<\/strong> e Marco Palazzi<\/strong> (n. 3613), nuova prova storico-divulgativa che per\u00f2, parlando di prime esplorazioni via mare di nuovi territori, offre maggiore spazio all’avventura in senso puro e genuino.<\/strong> Le tappe in cui si articola il viaggio si appoggiano in realt\u00e0 fin troppo a certi topos<\/em> del genere, ma nel complesso la trama regge e alcune linee di dialogo sono efficaci e divertenti, specialmente talune uscite di Pipponio.
Ritengo per\u00f2 che l’inizio in medias res<\/em> non funzioni quasi per niente: neppure il quasi immediato flashback ha modo di fare maggiormente luce sugli intenti del terzetto di protagonisti, risultando sbrigativo e non riuscendo in definitiva a spiegare in maniera sostanziale le ragioni della missione. Considerando che insieme a Topeo e Pipponio ci sono anche due personaggi inediti, tali Timeo e Marzio, sarebbe stato utile preparare meglio il terreno mostrando il rapporto tra questi quattro, la loro realt\u00e0 e infine cosa nei loro studi, nel loro animo e nelle loro vicissitudini li porta a un certo punto a intraprendere la navigazione oltre le Colonne d’Ercole.<\/strong>
Tutto questo viene a mancare le lanciarsi in quattro e quattr\u2019otto nella vicenda, depotenziandola un bel po’ dal momento che non abbiamo avuto modo di sodalizzare con gli afflati dei navigatori.
Vedremo come proseguir\u00e0 la saga, per ora non mi trovo soddisfattissimo\u2026 buono per\u00f2 Palazzi ai disegni.<\/p>\n

Bene, direi che per questo mese \u00e8 tutto.
Alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":3707,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di febbraio 2025 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[219,171,160,223,25,20,42,220,124,150,149,4],"class_list":["post-3706","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-andrea-maccarini","tag-andrea-malgeri","tag-francesco-guerrini","tag-francesco-pelosi","tag-giorgio-cavazzano","tag-giuseppe-zironi","tag-marco-nucci","tag-niccolo-testi","tag-nico-picone","tag-pietro-b-zemelo","tag-sergio-badino","tag-topolino-magazine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3706","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3706"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3706\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3707"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}