{"id":3466,"date":"2024-11-21T10:30:00","date_gmt":"2024-11-21T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3466"},"modified":"2024-11-21T21:37:29","modified_gmt":"2024-11-21T20:37:29","slug":"in-gabbia-9-il-dottor-paperus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2024\/11\/21\/in-gabbia-9-il-dottor-paperus\/","title":{"rendered":"In gabbia! #9 \u2013 \u201cIl Dottor Paperus\u201d"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>! La storia si pone come la versione paperesca del Faust<\/em> di Goethe<\/strong>, che narrava del patto con il demoniaco Mefistofele siglato dall’erudito protagonista per poter godere pienamente della vita per un certo numero di anni, al termine dei quali avrebbe dovuto cedere l\u2019anima al diavolo. La trama parte nel presente, con Paperino che racconta le gesta del suo avo Paperus a Qui, Qui, Qua. Da l\u00ec parte un flashback lungo tutta l’avventura, che Bottaro introduce con una tavola molto ariosa: l’azione inizia s\u00ec con una semplice doppia, nella quale Re Paperone cavalca risoluto e irato verso il castello dei Bassotti, ma la gestione dello spazio in quella vignetta offre al lettore tutto il necessario per immergerlo immediatamente nel contesto, dando centralit\u00e0 al personaggio in scena ma dedicando comunque un buon focus al maniero, complice l’idea di arroccarlo sulla sommit\u00e0 di un canyon,<\/strong> collegato alla terraferma solo da una passerella in pietra, imponendosi sulla parte sinistra del riquadro. L’insieme visivo offre uno scenario favolistico molto azzeccato e cala immediatamente il lettore nelle giuste atmosfere, presentando in un semplice rettangolo molto del setting<\/em> che si sta per raccontare.<\/p>\n A seguire troviamo una stupefacente quadrupla, che sposta l’azione all’interno dell\u2019edificio. Le due tavole consecutive, che raccontano le premesse della storia e il contesto guerresco della vicenda, sono un florilegio visivo di idee e inventiva sfrenata, peraltro strutturate in maniera complementare. Questi due grossi riquadri sono il punto forte delle pagine prese in esame: Bottaro sfrutta l’ampio spazio a disposizione per inserire un sacco di dettagli divertenti e paradossali che impreziosiscono il disegno e che sono la pi\u00f9 genuina espressione di fumetto umoristico, nel miglior senso del termine.<\/strong> L’altra quadrupla \u00e8 invece ambientata in una taverna: giocoforza c’\u00e8 minore occasione di sbizzarrirsi, per\u00f2 si pu\u00f2 apprezzare anche qui l’attenzione per i dettagli da parte di Bottaro, come nella struttura del locale con le travi a vista che si incastrano perfettamente tra loro, nella forma del tavolo, nella botte con il rubinetto e nel gatto appollaiato in alto, a osservare furbo la stanza.<\/strong> Questa tavola \u00e8 interamente occupata da una sontuosa splash-page ambientata nello studio del Dottor Paperus, che il disegnatore struttura tutta sulla verticalit\u00e0: le scale, le librerie, le volte ad arco, le punte del leggio e perfino lo schienale della sedia tendono insistentemente verso l\u2019alto, scegliendo quindi di suggerire l\u2019imponenza dell\u2019antro attraverso la sua altezza, percepita come decisamente vertiginosa.<\/strong> Al centro dell\u2019immagine c\u2019\u00e8 proprio il Dottor Paperus, eppure non richiama immediatamente l\u2019attenzione del lettore, il cui occhio viene invece rapito in prima battuta dal florilegio di oggetti elencati poco sopra.<\/strong> Due tavole affiancate amabilmente speculari, ancorch\u00e9 consequenziali. Da rilevare infine che lo spicchio in alto a sinistra della prima pagina e quello in basso a destra della seconda sono complementari, in quanto mostrano Mefistofele che si prepara a recarsi a casa di Paperus e che infine vi giunge.<\/strong> Di simmetria si pu\u00f2 parlare anche e soprattutto in queste altre due tavole prese in esame. Si tratta di una tavola che nella sua prima parte si pone come pi\u00f9 tradizionale, con la prima striscia composta da due riquadri classici. Questa tavola si apre con una doppia nella quale torna il mood<\/em> delle spassose Mattaglie<\/em>, con soldati letteralmente accatastati su s\u00e9 stessi intenti a darsele di santa ragione a suon di torte in faccia, alabarde nel portapiume e mazze ferrate sul cranio. Nelle ultime due tavole prese in esame, un Paperus ringiovanito si appresta a salvare la soave Margherita, prigioniera di Mefistofele e Nocciola. La tavola successiva ripropone una pi\u00f9 consueta quadrupla, che ci fa tornare all\u2019interno dello stanzone principale della casa di Nocciola: l\u2019ambiente \u00e8 arioso, si torna a privilegiare la verticalit\u00e0 data da colonne e scale e la centralit\u00e0 di Paperus rende la scena molto ben bilanciata.<\/strong><\/p>\n Ho concluso cos\u00ec questo breve excursus di Il Dottor Paperus<\/em>, attraverso una selezione di tavole che ho ritenuto particolarmente significative allo scopo. L\u2019appuntamento con \u201cIn gabbia!\u201d<\/strong> torner\u00e0, prima o poi: ho gi\u00e0 selezionato autore e storia di cui parlare la prossima volta, e posso gi\u00e0 anticipare che si tratta di un gradito ritorno nella rubrica \ud83d\ude09 Nono appuntamento con la rubrica \u201cIn gabbia!\u201d all\u2019interno del blog curato da Bramo, dedicata ad analizzare la struttura delle tavole di alcune storie Disney.<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":3467,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"In gabbia! #9 \u2013 \u201cIl Dottor Paperus\u201d - Lo Spazio Disney","description":"Nono appuntamento con la rubrica \u201cIn gabbia!\u201d all\u2019interno del blog curato da Bramo, dedicata ad analizzare la struttura delle tavole di alcune storie Disney."},"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[221,40],"class_list":["post-3466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-gabbia","tag-carlo-chendi","tag-luciano-bottaro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3466"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3466\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
Torna \u201cIn gabbia!\u201d<\/strong>, la rubrica che in questo blog tenta \u2013 coi modesti strumenti cognitivi in mio possesso \u2013 di analizzare in maniera chirurgica la costruzione delle tavole a fumetti disegnate da alcuni degli artisti disneyani pi\u00f9 interessanti di sempre.
L\u2019iniziativa latita da un po\u2019 di mesi su questi schermi e me ne scuso ma, come ho gi\u00e0 avuto modo di dire, si tratta di un lavoro di analisi e scrittura che mi richiede tempo e concentrazione perch\u00e9 possa avere un senso, e questo porta purtroppo a lunghi iati temporali.<\/p>\n
Ad ogni modo, oggi mi occupo di un artista sopraffino, che \u00e8 stato capace di lasciare il segno non solo nel mondo Disney<\/strong> ma nel fumetto umoristico italiano a tutto tondo: Luciano Bottaro<\/strong>.
L\u2019autore, classe 1931, approd\u00f2 in Mondadori<\/strong> per occuparsi dei personaggi Disney nei primi anni Cinquanta, dopo alcune prime esperienze nel fumetto umoristico.
La sua carriera tra Topi e Paperi prosegu\u00ec fino agli anni Ottanta parallelamente ad altre collaborazioni, come quella con la casa editrice Alpe<\/strong> per la quale realizz\u00f2 il pirata Pepito<\/strong><\/em>, quella con Il Giornalino<\/em><\/strong> e le diverse esperienze per la Francia.
Alle soglie degli anni Sessanta raccolse attorno a s\u00e9 diversi autori liguri con cui port\u00f2 avanti vari progetti, formando la cosiddetta Scuola di Rapallo<\/strong>.
Per Topolino<\/em> realizz\u00f2 un alto numero di storie di grande interesse, spesso in tandem con lo sceneggiatore Carlo Chendi<\/strong> ma di sovente come autore completo, occupandosi con una certa frequenza di illustrare parodie disneyane di celeberrime opere della letteratura mondiale.
Dopo circa un quindicennio di assenza dalle pubblicazioni Disney, a met\u00e0 anni Novanta torn\u00f2 sul settimanale scrivendo e disegnando un filotto di storie caratterizzate da un segno lisergico, sperimentale e fuori dagli schemi, peraltro all\u2019interno di avventure che si ponevano come seguiti di alcuni suoi classici; questa rentr\u00e9e<\/em> prosegu\u00ec fino al 2006, anno della sua scomparsa.<\/p>\n
Per questa puntata di \u201cIn gabbia!\u201d ho scelto una delle sue storie pi\u00f9 celebri, un riconosciuto capolavoro disneyano e una delle grandi parodie pi\u00f9 riuscite: Il Dottor Paperus<\/em><\/strong>, realizzata con la collaborazione ai testi di Carlo Chendi e pubblicata originariamente su Topolino<\/em> #188-189<\/strong> del 1958.
Proprio in questi giorni, peraltro, Panini la ristampa in un prestigioso volume della collana De Luxe<\/em> assieme al suo sequel Paperino e il seguito della storia<\/em><\/strong>, e quindi \u00e8 anche l\u2019occasione perfetta per far venire voglia a qualcuno che non la conosca di procurarsela in modo semplice e immediato, nonch\u00e9 in un\u2019edizione che sicuramente valorizza l\u2019opera.<\/p>\nIl Dottor Paperus<\/em><\/h2>\n
Ancor di pi\u00f9, l’opera parodiava il Faust<\/em> di Federico Pedrocchi<\/strong> e Rino Albertarelli<\/strong>, reinterpretazione a fumetti dell’originale leggenda medievale, pubblicato nel 1939 sul Topolino<\/em> giornale e che rimase impresso nel piccolo Bottaro che lo lesse da bambino.
Analogamente, un Paperino in versione attempata anela di riottenere la forza degli anni giovanili per poter mettere fine all’annosa guerra tra il regno di Paperone e quello dei Bassotti, sfruttando le proprie conoscenze da studioso. La strega Nocciola – vero \u201cfeticcio\u201d della produzione bottariana – e il luciferino Mefistofele, emissario dell’inferno, tendono quindi una trappola al protagonista per impedirgli di ristabilire la pace.
L’abilit\u00e0 di Chendi e Bottaro risiede nel distillare un concept<\/em> cos\u00ec \u201cspinoso\u201d all’interno della poetica disneyana, riuscendo a inserire diverse trovate brillanti e deliziosamente comiche a far da contrappunto a temi cos\u00ec borderline<\/em>: un successo ottenuto anche grazie allo stile di disegno, sontuoso e ricco di trovate intriganti.<\/p>\n
Qui l\u2019ariosit\u00e0 viene comunicata dalle alte volte della struttura, che suggeriscono subito l’altezza e di conseguenza l’opulenza del palazzo.<\/strong> Le molteplici colonne, le arcate, le armature – che ricordano quelle che Carl Barks<\/strong> piazz\u00f2 nella dimora degli avi di Zio Paperone ne Il segreto del vecchio castello<\/em><\/strong> – e la disposizione del salone sono tutti elementi archetipici che il disegnatore dispone con sapienza perch\u00e9 si collochi istintivamente la scena nel suo ambito.
Si noti infine il parallelo tra il Paperone che entra a passo di marcia nella stanza e quello della vignetta precedente, a cavallo: pur con lievi differenze (i denti snudati nella doppia, per esempio), la risolutezza del sovrano \u00e8 perfettamente coerente nei due riquadri.
Notevole anche il Bassotto, che in tutto questo compare piccolino dall\u2019altro lato della vignetta ma senza per questo risultare nascosto<\/strong>: al contrario, il suo essere seduto sul trono e sotto le arcate lo fa comunque spiccare come un elemento che porta l’occhio del lettore ad interessarsene nel momento giusto, cio\u00e8 dopo aver visto tutto il resto ed essere pronto a passare alla pagina successiva.<\/p>\n
In entrambe infatti c’\u00e8 una quadrupla iniziale, utilizzata per mostrare appieno lo scenario, e la striscia finale gestita invece in maniera pi\u00f9 convenzionale<\/strong>: una doppia nel primo caso e due vignette singole nel secondo. Tutte e due le quadruple, peraltro, sono accompagnate da una didascalia riassuntiva incasellata nella forma di una piccola pergamena srotolata e caratterizzata da un font corsivo ed elegante, escamotage grafici che suggeriscono il racconto di antiche gesta.<\/p>\n
La prima peraltro ricorda da vicino l’approccio delle Mattaglie<\/em><\/strong>, le \u201cmatte battaglie\u201d che il disegnatore ligure avrebbe articolato in futuro in una serie di illustrazioni non disneyane e che giocavano il loro fascino proprio sull’affollamento di soldati e armi di varia risma che riempivano caoticamente e spassosamente la pagina.
Cos\u00ec \u00e8 ne Il Dottor Paperus<\/em>, tra martelli, catapulte e mazze ferrate che fioccano da ogni angolo e combattenti di foggia papera e bassottesca a impegnati a darsele di santa ragione, in un guazzabuglio visivo che \u00e8 una gioia per gli occhi e che prosegue anche nella vignetta sottostante mostrando con squisita goliardia lo spirito combattivo ormai smorzato.<\/p>\n
Interessante notare anche l\u2019ingombro delle figure in scene, tanto nella vignettona quanto nei riquadri della parte inferiore della pagina: i Bassotti di Bottaro, complici le armature, risultano piuttosto massicci, soprattutto se confrontati con il soldato paperesco ben pi\u00f9 minuto.<\/p>\n
A livello estetico, Bottaro si scatena nel popolare la scena di elementi riconducibili ad atmosfere pseudo-esoteriche o a nuance<\/em> horror: un teschio, uno scheletro, pipistrelli svolazzanti, misteriosi alambicchi, fumi sinistri che si diffondono da ampolle e un paio di rettili costituiscono il campionario di Paperus, assimilabile pi\u00f9 a uno stregone che a uno studioso e rendendo cos\u00ec l\u2019idea di un personaggio \u201cal limite\u201d, certamente colto e preparato ma capace di flirtare con il mondo dell\u2019alchimia e delle scienze occulte.<\/p>\n
Ci\u00f2 costituisce una scelta precisa, perch\u00e9 questa versione di Paperino appare dimessa e debole<\/strong>: \u00e8 invecchiato non solo nell\u2019aspetto, grazie alla barba lunga che gli spunta da sotto il becco, ma anche nell\u2019animo e la cosa si percepisce dall\u2019espressione stanca e abbacchiata, come se appartenesse a una persona disillusa dalla vita e consapevole che il poco tempo a disposizione su questa Terra sar\u00e0 troppo poco per raggiungere il proprio obiettivo.
Si tratta di una pagina struggente, per i sentimenti di cui si fa quasi inconsapevolmente portatrice, ennesima dimostrazione del talento purissimo di Luciano Bottaro.<\/p>\n
Nella prima Paperus \u00e8 in procinto di compiere l\u2019ennesimo tentativo di distillare il suo siero pacificatore, attorniato dai suoi nipotini-assistenti e dal conforto del suo laboratorio.
Nella quadrupla che ritrae questo momento il protagonista appare ancora pi\u00f9 provato che nella splash-page analizzata prima: piegato su s\u00e9 stesso, la schiena curva e gli occhi a mezz\u2019asta, si fa piccolo-piccolo sulla parte bassa del riquadro quasi fosse schiacciato dal contesto.<\/strong> Gli ilari Qui, Quo, Qua fanno da contrasto, sprizzando invece vitalit\u00e0 da ogni poro.
Le due vignette seguenti costituiscono la quiete prima della tempesta, giusto prologo alla quadrupla della pagina successiva che fa il paio con la precedente: lo stanzone \u00e8 ora stravolto e semi distrutto dall\u2019esplosione provocato da un dispetto dei paperotti ed \u00e8 interessante paragonare tutti gli oggetti \u201cprima vs<\/em> dopo\u201d.
La meticolosit\u00e0 di Bottaro si denota infatti dalla coerenza con cui vari elementi ritornano in questa seconda immagine, come il mappamondo, il leggio, i libri e le borchie della cassaforte, in versione naturalmente stravolta dal botto.<\/strong>
Notevole anche la raffigurazione dell\u2019alchimista: mantiene infatti lo sguardo sofferente, ma tramite lievissimi accorgimenti nella piega del becco e dell’angolazione delle palpebre si pu\u00f2 intravedere anche un principio di rabbia, che emerge con maggiore convinzione nella vignette sottostante.<\/p>\n
Si forma una simmetria suggestiva nella grammatica della griglia<\/strong>, non perfetta perch\u00e9 le due vignette in oggetto sono di dimensioni diverse, ma comunque molto riuscita perch\u00e9 comunica efficacemente e senza bisogno di didascalie il movimento compiuto dalla figura.<\/p>\n
Due sontuose immagini a tutta pagina alle quali viene rubato uno quadrato ciascuna per dare spazio rispettivamente a Qui, Quo, Qua e a Nocciola, piazzati strategicamente – ancora una volta – ai due angoli estremi delle due cornici.<\/strong>
Per quanto riguarda i disegni, non si pu\u00f2 che restare a bocca aperta di fronte alla vertiginosa prospettiva data al volo di Mefistofele, che trascina Paperus sul suo mantello e vola verso la rupe della fattucchiera con una flessuosit\u00e0 elegantissima<\/strong>; il contesto attorno ai due personaggi \u00e8 poi l\u2019ennesimo scenario di strepitosa fantasia, popolato da mostricciattoli di varia foggia, dall\u2019altissimo costone di roccia su cui si trova la catapecchia di Nocciola e dagli alberi rinsecchiti che la circondano.
Nella successiva ci spostiamo all\u2019interno della dimora della strega, nella quale troviamo di nuovo altri esseri infernali che la matita di Bottaro rende pi\u00f9 buffi che inquietanti, ma pur sempre con una vena disturbante<\/strong> – anche grazie alla variopinta pigmentazione di cui sono dotati, e sulla falsariga del lavoro di Barks per creature molto simili in Paperino e la forze occulte<\/em><\/strong> – e caratterizzata da un\u2019atmosfera intima e antica: con travi in legno, mattoni a vista, nicchie nei muri e un ingresso con scalinata rustica si pone a met\u00e0 tra l\u2019architettura della taverna vista all\u2019inizio e quella del laboratorio di Paperus.<\/strong>
Anche in questo caso \u00e8 l\u2019uso della prospettiva a regalare le migliori soluzioni visive per rendere particolarmente spaziosa l\u2019ambientazione.<\/p>\n
Le due righe successive si allontanano per\u00f2 dalla scansione canonica: i due terzi inferiori della pagina sono sostanzialmente occupati da una quadrupla, ma in realt\u00e0 una buona porzione della stessa \u00e8 impegnata da una vignetta con Nocciola intenta a dare gli ultimi tocchi al suo filtro, con alle spalle un Paperus per nulla dell\u2019idea di bere tale intruglio.
Il riquadro per\u00f2 non adotta la consueta forma quadrata, inclinando il bordo destro di modo da dare pi\u00f9 spazio alla scena e permettere nella fattispecie di far entrare nell\u2019inquadratura il papero, che altrimenti sarebbe stato tagliato dall\u2019inquadratura.<\/strong>
Tale accorgimento ad ogni modo contribuisce anche alla vignettona successiva: il lato obliquo segue infatti la direzione del corpo e delle braccia del mostro protese verso il calice, accompagnando in qualche modo anche la direzione della fuga del vecchio studioso.<\/strong>
Non solo: restringendo la parte alta della quadrupla, l\u2019occhio si focalizza su busto e testa di Mefistofele, che trova una centralit\u00e0 della scena per la posizione in cui la domina.
In tal senso \u00e8 interessante vedere che l\u2019emissario del demonio si pone come il vertice di un immaginario triangolo, di cui Paperus e Nocciola costituiscono l\u2019ipotetica base.<\/strong><\/p>\n
Ma \u00e8 a seguire che si trovano gli elementi di maggior interesse: siamo di nuovo nell\u2019antro di Nocciola e tutti gli elementi in scena suggeriscono una tensione irresistibile verso il basso.<\/strong>
Quelle stesse travi che precedentemente portavano la scena a una verticalit\u00e0 che puntava al cielo, ora trascinano in gi\u00f9 l\u2019occhio del lettore grazie alla differente posizione dell\u2019immaginaria telecamera in scena: \u00e8 un altro capolavoro di prospettiva, che precipita lo spettatore verso il fondo della catapecchia, laddove troviamo non a caso Mefistofele e Nocciola intenti a festeggiare il loro successo nell\u2019angolo a destra della pagina.<\/strong>
Anche il solito codazzo di mostri spinge tutto verso il basso, tra un serpentello che spunta dall\u2019alto e scende dalla trave, uccellacci che planano e le lunghe braccia penzolanti di un strano essere dal naso a trombetta.<\/p>\n
Perfettamente equilibrata \u00e8 l\u2019idea delle due doppie verticali affiancate, che spezzano in due momenti strettamente consecutivi il procedere del protagonista<\/strong>: l\u2019inizio dell\u2019arrampicata e l\u2019arrivo in cima alla rupe, differenziando peraltro i due Paperus con qualche rapido accorgimento che rende pi\u00f9 lento e in difficolt\u00e0 il primo e pi\u00f9 scattante il secondo. Ottima soluzione per contrarre in maniera efficace e veloce questi due momenti narrativi.
Nella doppia sottostante il cavaliere sviluppa ulteriormente il furore che aveva iniziato a pervaderlo nelle vignetta precedente.<\/p>\n
Spero che il pezzo possa essere risultato interessante e permettere a chi ha avuto la pazienza di seguirlo di avere nuovi spunti di riflessione, con i quali approcciarsi alla lettura di questa avventura in particolare ma anche delle altre stupefacenti storie disegnate da Luciano Bottaro nel corso della sua carriera.<\/p>\n
Nel frattempo, come sempre, sul blog non mancheranno altri tipi di contenuti, dal recap mensile delle storie uscite su Topolino<\/em> ad approfondimenti estemporanei.
Stay tuned<\/em>, e a presto!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"