{"id":3214,"date":"2024-05-14T10:30:00","date_gmt":"2024-05-14T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3214"},"modified":"2024-07-09T23:50:19","modified_gmt":"2024-07-09T21:50:19","slug":"grandi-autori-103-guido-martina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2024\/05\/14\/grandi-autori-103-guido-martina\/","title":{"rendered":"Grandi Autori #103 \u2013 Guido Martina"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>! L\u2019albo si apre, come da schema ormai rodato, con una breve introduzione di carattere generale sulla figura autoriale di Martina, per poi passare a un articolo pi\u00f9 ampio che racconta la prima fase della sua carriera, sintetizzando efficacemente i disegnatori principali con cui lo sceneggiatore collabor\u00f2 in quegli anni, le esperienze lavorative e le caratteristiche della sua poetica disneyana, presenti fin dagli esordi della sua attivit\u00e0 e che avrebbero contrassegnato la sua produzione anche negli anni a venire. Chiude l’albo una paginetta nella quale Davide rende onore alle precedenti pubblicazioni interamente dedicate a Guido Martina, cercando un filo rosso nella trattazione disneyana dell’autore: un interessante tentativo di legacy<\/em> che somiglia a quanto fatto da me in questo blog per fumettisti come Silvia Ziche<\/a> e Rodolfo Cimino<\/a>.<\/strong> Come ho fatto per l’ultimo numero di Almanacco Topolino<\/em>, mi piace ampliare lo sguardo proponendovi le videorecensioni prodotte da alcuni creators<\/em> su questo Grandi Autori<\/em><\/strong>: nel caso specifico vi propongo il parere dell’amico Francesco de La Soffitta di Camera mia<\/strong>, di Michele de Il Rifugio di MicheleLM<\/strong> e di Aly di Aly from the block (AFTB Channel)<\/strong>:<\/p>\n
\u00c8 gi\u00e0 tempo di parlare del nuovo numero di Grandi Autori<\/em><\/strong>, la testata che ogni tre mesi approfondisce in un percorso allo stesso tempo cronologico e tematico un importante fumettista Disney.<\/p>\n
Dopo quattro autori completi – Cavazzano, Carpi, Scarpa e Bottaro – l\u2019attenzione della curatrice Gaja Arrighini<\/strong> e del collaboratore Davide Del Gusto<\/strong>, che come sempre firma tutti gli articoli presenti, si focalizza su uno sceneggiatore: non poteva trattarsi che di Guido Martina<\/strong>, il decano degli scrittori disneyani in Italia.<\/p>\n
In particolare risulta importante la chiave interpretativa dello \u201cscontro\u201d, che Del Gusto mette nero su bianco e di fatto viene codificata come la caratteristica fondante delle storie paperopolesi del Professore.<\/strong><\/p>\n
In quest\u2019ottica sono peculiari Paperino conquista le Montagne Nere<\/em><\/strong> (disegni di Giulio Chierchini<\/strong>, 1959) e Zio Paperone e i 5 milioni di\u2026 ?<\/em><\/strong> (disegni di Giorgio Cavazzano<\/strong>, 1977): pur a distanza di quasi vent\u2019anni l\u2019una dall\u2019altra, mantengono infatti alla base del loro intreccio l\u2019acrimonia tra Paperino e Zio Paperone, fieramente contrapposti nelle loro maschere rispettivamente di vessato sociale e squalo finanziario.
Nella prima, peraltro, spiccano ampiamente i difetti dei due personaggi, con un Paperino scontroso, indolente e ottuso e con un Paperone bugiardo, aguzzino e arrivista.
Nella seconda, tanto per gradire, lo Zione ammette invece candidamente di frodare frequentemente il fisco mentre il buon Donald mette in piedi una vera e propria truffa ai danni del parente-datore di lavoro, intervenendo proditoriamente sul contratto di assunzione.
Sia chiaro, sono entrambe storie davvero buone e capaci di intrattenere, con uno stile di scrittura molto fresco e diretto, capace di coinvolgere e di divertire; ci\u00f2 non toglie che le personalit\u00e0 dei due paperi risultino un po\u2019 stravolte nella visione martiniana, che pure \u00e8 stata la norma per diversi decenni nel panorama Disney del Bel Paese.<\/strong>
Avventure valorizzate anche dai disegni: Chierchini, con il suo tratto affilato e netto, si prestava benissimo alle intemperanze degli attori in gioco, mentre lo stile \u201ctechno<\/em>\u201d del Cavazzano anni Settanta era forse meno \u201callineato\u201d, ma aveva dalla sua un dinamismo e uno slancio in grado di dettare il giusto ritmo alla sceneggiatura, accompagnandola e addirittura accelerandola.<\/p>\n
L\u2019altra met\u00e0 del cielo disneyano era caratterizzata da un altro elemento distintivo: il Topolino detective infallibile, accompagnato da un Pippo svagato e trattato con sufficienza dall\u2019amico.<\/strong>
Anche in questo caso una caratterizzazione \u201cal limite\u201d rispetto ai canoni, che ha dettato la linea per molti anni portando a eccessi che hanno fatalmente distorto l\u2019immagine di Mickey Mouse e per cui \u00e8 servita un\u2019operazione di recupero da parte di una nuova generazione di autori, in atto dagli anni Novanta e non ancora pienamente compiuta.
Topolino contro Joe Pantera<\/em><\/strong> (disegni di Giovan Battista Carpi<\/strong>, 1959) \u00e8 un buon esempio di giallo martiniano: bombe, attentati, ricatti, Basettoni che non sa da che parte girarsi, un Topolino molto deduttivo e un Pippo eccessivamente tontolone che irrita il detective dilettante.
Al netto di topos<\/em> che potrebbero essere visti come difetti, anche in questo caso la storia dal punto di vista della sua ossatura funziona molto bene, catturando il lettore e portando l\u2019avventura a compimento senza forzature ma anzi con un paio di trovate piuttosto ben giocate e non forzate.<\/strong>
Valore aggiunto il segno di Carpi, che illustra con grazia e precisione le tavole.<\/p>\n
Dopo un bell\u2019articolo sull\u2019allontanamento di Guido Martina da Topolino<\/em> nella prima met\u00e0 degli anni Sessanta e sull\u2019impegno per le parodie una volta rientrato in pianta stabile sul libretto, il sommario propone Paperin Fracassa<\/em><\/strong> (disegni di Romano Scarpa<\/strong>, 1967), deliziosa rivisitazione in due tempi del romanzo d\u2019appendice Il Capitan Fracassa<\/em> di Th\u00e9ophile Gautier<\/strong> nella quale oltre a Paperino appaiono numerosi classic character<\/em>: Biancaneve e i Sette Nani, il Gatto e la Volpe e lo Stregatto.
Non \u00e8 certamente tra le parodie pi\u00f9 ricordate, eppure \u00e8 scritta con garbo ed equilibrio e si fa leggere che \u00e8 un piacere, soprattutto grazie al suo meccanismo \u201ca missioni\u201d che porta il protagonista ad affrontare diverse imprese.
In questo frangente Guido Martina dimostra di saper scrivere anche un Paperino pi\u00f9 centrato e meno \u201cfurbetto del quartierino\u201d: addirittura un eroe, altruista e pronto a fare la propria parte per aiutare gli amici o per rimediare a suoi errori, e che per questo una volta tanto non andr\u00e0 incontro a un finale per lui deleterio.<\/strong>
Molto buona anche la caratterizzazione dei personaggi provenienti dall\u2019animazione, sintomo di una cultura disneyana a tutto tondo e di una comprensione dell\u2019anima di quelle figure, che si amalgamano bene tra di loro e con i Paperi.<\/p>\n
Chiude l\u2019indice Topolino e l\u2019inventore degli alberi<\/em><\/strong> (disegni di Massimo De Vita<\/strong>, 1979), non prima di un articolo sull\u2019ultima parte della carriera martiniana, con un focus sulle lunghe saghe scritte in quegli anni e sui personaggi creati, primo tra tutti Paperinik.
Tornando alla storia, \u00e8 quella che mi \u00e8 piaciuta di meno in questa raccolta, pur non potendo definirla certamente brutta: Topolino e Pippo viaggiano nel tempo, in un percorso che parte dalla preistoria e procede a balzi in avanti, per mezzo di un albero nato da un seme di un bis-bis del buon Goofy.
Lo spunto mi \u00e8 sembrato fin troppo scombiccherato e gratuito, il titolo fuorviante e quanto raccontato non mi \u00e8 sembrato n\u00e9 intrattenente n\u00e9 particolarmente interessante sul fronte educativo. Salvano per\u00f2 il tutto l’idea che in ogni tappa temporale i nostri incontrino un avo-sosia di Pippo – idea poi brillantemente sviluppata da Giorgio Pezzin in futuro – e i disegni di De Vita<\/strong>, gi\u00e0 contraddistinti da una prima maturit\u00e0 che prelude all’ulteriore crescita che avrebbero conosciuto negli anni Ottanta e agli eccellenti exploit formali degli anni Novanta e del primo decennio dei Duemila. Qui ritroviamo gi\u00e0 un’eleganza del tratto veramente apprezzabile e un gusto per la regia da applausi.<\/p>\n
Un Grandi Autori<\/em> sontuoso, in definitiva, con storie non notissime di Martina ma sempre significative dei vari elementi che ne hanno reso riconoscibile il lavoro e dei Maestri che ne hanno illustrato le avventure, come sempre ottimamente accompagnate da un solido apparato redazionale che attraversa in modo coerente e completo la carriera dello sceneggiatore.<\/strong>
Consigliatissimo, dunque, forse l’uscita migliore di questo nuovo corso insieme a quelle su Bottaro e su Carpi.<\/p>\nCosa se ne dice altrove<\/h2>\n