{"id":3191,"date":"2024-04-29T10:30:00","date_gmt":"2024-04-29T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3191"},"modified":"2024-04-25T22:52:20","modified_gmt":"2024-04-25T20:52:20","slug":"il-topo-di-aprile-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2024\/04\/29\/il-topo-di-aprile-2024\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di aprile 2024"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>! \u00a0<\/p>\n Facciotto ai disegni si \u00e8 superato fornendo probabilmente la sua miglior prova a oggi<\/strong>: il tratto \u00e8 affilato quel tanto che basta a ricordare le vibes<\/em> gotiche improntate da Roberto Vian<\/strong> ne Le sette streghe vulcaniche<\/em>, ma discostandosi dallo stile del collega nella resa generale e nell’aspetto dei personaggi; le streghe, in particolare, appaiono qui pi\u00f9 curate nei volti e nella recitazione.<\/p>\n \u00a0<\/p>\n \u00a0<\/p>\n
Ci stiamo lasciando alle spalle un aprile all\u2019inizio climaticamente pi\u00f9 simile a un giugno\u2026 che poi per\u00f2 nella sua seconda met\u00e0 \u00e8 tornato ad assomigliare a un gennaio!
E pensare che anche un \u201cinvernista\u201d come me non era troppo scontento dell’improvviso anticipo di estate, dopo la piovosit\u00e0 dei due mesi precedenti, motivo per cui l’improvvisa marcia indietro climatica ha avuto l\u2019effetto di indispettirmi: ero gi\u00e0 pronto alle t-shirt e sono dovuto tornare al giubbotto, insomma.
\u00c8 stato comunque un mese complessivamente pi\u00f9 sereno rispetto a marzo, complici qualche giorno di festa comandata e quindi di maggior rilassatezza complessiva.
Insomma, sto affrontando questo incerto inizio di primavera con una certa positivit\u00e0, che in parte mi sorprende ma di cui in ogni caso mi compiaccio. Anche il nostro caro \u201cTopo<\/em>\u201d sembra sfruttare la nuova stagione per rilanciarsi, con diverse proposte che ho gradito.
Ma andiamo nel dettaglio;)<\/p>\nAprile 2024: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n
\u00c8 bene innanzitutto ricordare che il mese si \u00e8 aperto con un numero celebrativo per i 75 anni della versione \u201clibretto\u201d di Topolino<\/em><\/strong>, un albo che invero di celebrativo non aveva molto, perlomeno a livello fumetto. Personalmente non condanno molto tale scelta: le storie metafumettistiche per numeri tondi o altri anniversari del giornale mi hanno sempre lasciato un po\u2019 stranito e, al netto della nostalgia con cui ricordo quanto fu fatto nel 1999 per i 50 anni del pocket, non so quanto un\u2019operazione del genere avrebbe funzionato nel 2024.
La ricorrenza del resto non viene ignorata, tra copertina citazionista d\u2019occasione e alcuni articoli appositi\u2026 semmai ci sarebbe da discutere nello specifico sull\u2019efficacia degli stessi contributi: a parte il pezzo che ripercorre le tappe principali della testata, quello sul dietro le quinte della copertina ha rubato spazio a qualche approfondimento pi\u00f9 \u201cstorico\u201d, mentre la carrellata di personaggi creati nel corso dei decenni \u00e8 inevitabilmente manchevole di alcune figure. Insomma, bene a met\u00e0.<\/p>\n
Passando ai fumetti di aprile, Il Mondo di Ghiaccio – Amelia oceanica contro le streghe vulcaniche<\/em><\/strong>, di Bruno Enna<\/strong> e Giuseppe Facciotto<\/strong> (nn. 3567-3568-3569-3570), \u00e8 senza dubbio la saga del mese: il seguito di Amelia e le sette streghe vulcaniche<\/em> si presenta come un’avventura pi\u00f9 riuscita e avvincente della gi\u00e0 valida antesignana, grazie a uno spunto sorprendente e molto ben giocato che fa virare inaspettatamente l’intera trama sui binari del thriller o della spy-story<\/em> \u201csui generis\u201d.
Aver incastrato Amelia e la sua amica Grilla, appena trasferitasi sull’Etna, e costruire la storia come un’indagine delle due fattucchiere per scoprire chi le ha volute mettere in trappola \u00e8 un’idea che funziona dannatamente bene, incuriosisce subito e tiene desta la voglia di andare avanti.
I colpi di scena sono ben calibrati da un Bruno Enna in grande spolvero, che dosa efficacemente i twist<\/em> e riesce a colpire senza giocare a carte troppo scoperte e soprattutto senza che le rivelazioni appaiano gratuite o forzate, bens\u00ec svelate con la naturalezza di un giallista navigato<\/strong>. L\u2019ultimo episodio in particolare \u00e8 giostrato in maniera sopraffina, con tre linee narrative che procedono benissimo in parallelo fino a congiungersi in maniera sensata e soddisfacente e con una posta in gioco molto pi\u00f9 alta e ambiziosa del previsto.<\/p>\n
La sua visione del mondo magico, inoltre, \u00e8 affascinante, vagamente “harrypotteriana” e con regole e fazioni interessanti<\/strong>, permettendo di reintrodurre nel cast disneyano anche quella Roberta, \u201cstrega tecnica\u201d e cosiddetta studiosa esperta, creata nel 1971 da Rodolfo Cimino<\/strong> e assente dalle pagine di Topolino<\/em> da moltissimo tempo.
Ottima anche la gestione della side-quest<\/em> che coinvolge Zio Paperone e Archimede, poco invasiva, sensata e ben collegata alla macro trama.
Il neo rimane nella caratterizzazione delle streghe vulcaniche<\/strong>: sono troppe per riuscire a donare a ciascuna elementi peculiari che la distingua dalle altre, con l\u2019unica ovvia eccezione di Grilla. A onor del vero almeno un altro paio di loro spiccano pi\u00f9 di quanto avvenuto nella loro storia d\u2019esordio (Bruja su tutte), ma purtroppo appaiono pi\u00f9 che altro come un corpo unico.<\/p>\n
L’artista sovverte la griglia in varie maniere, ingrandendo vignette e sfruttando gli spazi per inquadrature ardite che restituiscono l\u2019epicit\u00e0 di alcuni passaggi, come nelle sequenze iniziali, nel processo e nell’attacco alla dimora di Roberta.<\/strong>
In particolare \u00e8 la sua Amelia a colpire<\/strong>: sinuosa e maliarda, appare pi\u00f9 che mai padrona di s\u00e9 stessa e determinata, una donna forte che ha tutte le carte in regola per essere protagonista. Accortezze come lo sguardo e il modo in cui le ricadono i capelli sugli occhi sono ottime per restituire queste sensazioni, in perfetto accordo con la sceneggiatura.
Enna ha fatto un deciso passo in avanti rispetto alla precedente storia con la fattucchiera, buona ma con qualche punto meno convincente: stavolta ha centrato in pieno il bersaglio e il felice risultato rimarr\u00e0 impresso a lungo nella mia memoria.
Spero di rileggere presto una sua lunga storia di Amelia in questo contesto, che rappresenta il miglior ciclo e set per il personaggio dai tempi delle storie di Francesco Artibani e Lello Arena.<\/p>\n