{"id":3084,"date":"2024-04-18T10:30:00","date_gmt":"2024-04-18T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=3084"},"modified":"2024-04-19T21:43:49","modified_gmt":"2024-04-19T19:43:49","slug":"in-gabbia-8-la-valle-dei-7-soli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2024\/04\/18\/in-gabbia-8-la-valle-dei-7-soli\/","title":{"rendered":"In gabbia! #8 \u2013 \u201cLa valle dei 7 soli\u201d"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!<\/p>\n Torna \u201cIn gabbia!\u201d<\/strong>, la rubrica che in questo blog tenta \u2013 coi modesti strumenti cognitivi in mio possesso \u2013 di analizzare in maniera chirurgica la costruzione delle tavole a fumetti disegnate da alcuni degli artisti disneyani pi\u00f9 interessanti di sempre. Per questa puntata di \u201cIn gabbia!\u201d ho scelto una storia con Indiana Pipps protagonista sceneggiata dallo stesso De Vita: Indiana Pipps e la valle dei 7 soli<\/em><\/strong>, pubblicata su Topolino<\/em> #1884<\/strong> del 1992.<\/p>\n Indiana Pipps sta cercando, per conto di una ditta di pelati in scatola, tracce di un’antica civilt\u00e0 che pare coltivasse pomodori di dimensioni poderose. Ingaggia Topolino per aiutarlo, ma ad incrociare la loro strada si ritrovano il professor Kranz, infido e scorretto rivale del protagonista, che vuole soffiare la scoperta a Indiana.<\/p>\n Gi\u00e0 la prima tavola si presenta in maniera interessante e inusuale: in luogo di una pi\u00f9 consueta splash page – che pure gi\u00e0 sarebbe stata una scelta dirompente e d’effetto come attacco – Massimo De Vita struttura la vignetta come una strana porzione della pagina, gestita tutta in verticale e spostata sulla destra del foglio, peraltro con una cornice dagli angoli arrotondati. In questa tavola l\u2019elemento che salta all\u2019occhio \u00e8 la verticalit\u00e0 delle due vignette inferiori: colto da una crisi di astinenza da Negritas, le palline di liquirizia di cui \u00e8 ghiotto, Indiana Pipps mostra evidenti segni di squilibrio, quali salire su un\u2019antenna dell\u2019aeroporto per intercettare l\u2019arrivo della prossima fornitura! Piccolo balzo in avanti. Altro stacco: Kranz \u00e8 in vantaggio su Indiana Pipps e Topolino nella ricerca dei mitici pomodori, per quanto la situazione gli risulti scomoda tra cibo e locomozione. Inizia il secondo tempo dell’avventura: come nella prima tavola, anche qui il titolo ottiene una posizione predominante, con caratteri molto grossi, sgargianti e realizzati con font particolarmente cesellati. I nostri eroi uniscono le forze con Kranz per aiutarsi reciprocamente: la gabbia si costituisce di tre blocchi, una doppia orizzontale in alto e due doppie verticali nella parte inferiore della tavola, tutte unite tra di loro dalle didascalie descrittive che fungono da collante e da \u201cdiario di viaggio\u201d per sequenze che altrimenti sembrerebbero staccate le une dalle altre.<\/strong> Kranz ha giocato un brutto tiro a Indiana e Topolino, attraversando un dirupo e demolendo il ponticello su cui era passato. Questa pagina mostra le dirette conseguenze di quanto osservato nella precedente, raccogliendo al suo interno lo slancio e lo svolgimento dell\u2019azione dall’inizio alla fine. Ricatturato il rivale, i nostri sono a un passo dalla loro meta, segnalata da una montagna a forma di cono.
Dopo i due appuntamenti di febbraio e marzo, ho modo di tornare a distanza di poche settimane con un nuovo capitolo dell\u2019iniziativa: non abituatevi per\u00f2 a ritmi cos\u00ec serrati, eh! ????
Per l\u2019occasione, comunque, affronto finalmente una storia di Topi, dopo un\u2019immersione in tavole unicamente di Paperi!
Oggi mi occupo infatti di un maestro indiscusso del fumetto Disney che, a partire dalla fine degli anni Ottanta, si \u00e8 specializzato nella sfera topolinese dell\u2019universo disneyano: Massimo De Vita<\/strong>.
L\u2019autore, classe 1941, \u00e8 uno dei riconosciuti maestri del fumetto Disney, figlio d\u2019arte del padre Pier Lorenzo<\/strong>: si \u00e8 distinto nel corso della sua carriera per la florida collaborazione con Giorgio Pezzin<\/strong> in diverse saghe, per i disegni di numerosissime avventure di Paperinik e di Indiana Pipps e per un buon numero di storie da autore completo, in primis l\u2019epopea de La Spada di Ghiaccio<\/em>, una delle punte di diamante della narrativa disneyana made in Italy<\/em>.
Il suo stile si \u00e8 evoluto in maniera costante e naturale nel corso dei decenni, trovando una prima maturit\u00e0 artistica negli anni Ottanta grazie a un tratto morbido, fedele alla tradizione e fortemente dinamico; a mio avviso \u00e8 per\u00f2 tra gli anni Novanta e i Duemila che lo stile di De Vita trova il proprio exploit formale, con un segno freschissimo e davvero godibile.<\/strong><\/p>\nIndiana Pipps e la valle dei 7 soli<\/em><\/h2>\n

Si gioca inoltre sulla prospettiva in maniera convincente per mostrare nella parte alta della vignetta Indiana Pipps che si sta avvicinando alla casa di Topolino, anche grazie alla curva che fa il marciapiede.
Nota a margine: una scena come questa, per quanto piuttosto lineare sulla carta, denota una certa conoscenza dell\u2019essenza del personaggio di Mickey, tranquillamente intento in normali azioni domestiche mentre arriva dall’esterno un personaggio che lo trascina fuori dalla routine della sua abitazione e dritto verso l’avventura.<\/strong>
Altro elemento particolare sta nell\u2019aver riempito l\u2019ampio margine bianco venutosi a creare a sinistra del foglio con un piccolo Topolino di fronte a un pomodoro gigante, sorta di curioso teaser<\/em> del tema della vicenda.<\/p>\n
Per ritrarre questa scena il disegnatore sceglie non solo di \u201calzare\u201d i riquadri facendo loro occupare lo spazio di due strisce, ma \u201ctaglia\u201d un pezzo dell\u2019ultima vignetta per approntare un simpatico \u201cinganno visivo\u201d: facendo svettare il pennone fuori dal bordo riesce infatti a suggerire in maniera tutto sommato semplice quanto ci si trovi in alto, tanto che la punta \u00e8 finita nello spazio bianco lasciato volutamente vuoto.<\/strong>
Non solo: l\u2019inclinazione dell\u2019asta e del personaggio che vi \u00e8 avvinghiato accentuano questa tensione verso l\u2019alto in maniera molto efficace, insieme al riuscito cambio di inquadratura tra il terzo e il quarto riquadro.<\/p>\n
Topolino ha convinto Indiana a recarsi direttamente nel Paese da cui gli arrivano le Negritas, sulle tracce del suo fornitore di fiducia che risulta scomparso.
La ricerca dei due personaggi viene visualizzata in questa tavola con una seconda met\u00e0 caratterizzata da una costruzione che segue la conformazione del terreno raffigurato in scena.<\/strong>
La terza vignetta \u00e8 infatti una \u201cdoppia verticale\u201d ma il suo bordo non \u00e8 regolare nel perimetro: il lato destro \u00e8 inclinato, seguendo in questo modo il declivio su cui Indiana sta salendo. Una freccina aiuta il lettore a comprendere la sequenza\u2026 in modo un po’ ridondante, a dire il vero, considerando che in questo caso ritengo ci fossero pochi dubbi: la direzione stessa del personaggio in scena suggerisce anzi chiaramente lo sbocco nel terzo riquadro, con un agile costrutto visivo. Sembra davvero di vedere nella quarta vignetta la naturale conseguenza dell’azione precedente.
L’ultima vignetta, infine, pur leggermente ridotta dalle scelte appena osservate, non \u00e8 compromessa nella sua forma e nella sua dimensione, e a colpo d’occhio appare invece piuttosto regolare.<\/p>\n
I nostri stanno comunque recuperando terreno e stanno per atterrare nel paesino che rappresenta la prima tappa del loro viaggio.
De Vita ricorre a una quadrupla per illustrare l’arrivo dell’elicottero, rubandone per\u00f2 uno spazietto per terminare di mostrare il percorso del villain<\/em> a dorso di mulo: come si pu\u00f2 notare la struttura, di per s\u00e9 piuttosto standard, \u00e8 comunque valorizzata da un contorno obliquo che rende la gabbia pi\u00f9 dinamica e accattivante.<\/strong> All’inquadratura principale, che catalizza immediatamente l’occhio del lettore, si dedica comunque tutto lo spazio necessario e, anzi, il taglio consente graficamente di dare maggior valorizzazione al velivolo, che si trova nella parte alta della semi-quadrupla, posizionato esattamente nella mediana in cui il riquadro inizia a restringersi, permettendo quindi un focus proprio sul mezzo di trasporto e dando l’idea degli ampi spazi da pampa sudamericana nella parte bassa, con le montagne sullo sfondo e lo scenario rurale in primo piano.<\/p>\n
La scritta si appoggia sulla quadrupla introduttiva, che appare per\u00f2 virtualmente quasi divisa in due dal disegno della conformazione rocciosa, che funge da separatore naturale, oltre a incorniciare la scena.
La doppia sottostante zoomma invece sui due protagonisti – visti pi\u00f9 in piccolo nella vignettona precedente – e ci riportano nel cuore dell\u2019azione.<\/p>\n
Seguiamo cos\u00ec i personaggi nel loro itinerario e, naturalmente, la scena di ricorrere a vignette cos\u00ec alte serve per restituire al lettore il senso di vertigine dato dall’altezza montana.
Il terzetto \u00e8 sempre ben presente, a volte in piccolo e a volte un po’ pi\u00f9 visibile, ma costituendo in ogni caso un altro momento di continuit\u00e0 tra i riquadri.<\/p>\n
L’archeologo dell’avventura non si scoraggia, per\u00f2, e Massimo De Vita sottolinea il piglio risolutivo del personaggio con una griglia articolata: la seconda vignetta \u00e8 infatti dotata di un bordo inferiore storto in discesa verso destra, accompagnando lo sguardo accusatore di Pipps verso Mickey. Tale struttura \u00e8 per\u00f2 scelta soprattutto per dare maggiore spazio al quarto quadratino<\/strong>, nel quale il protagonista \u00e8 ritratto nell’iconica posa in cui si prepara a lanciare il lazo, strumento che beneficia di quei millimetri in pi\u00f9 per poter svettare ruotando in mano mano all\u2019archeologo.
Terza e quarto vignetta, nel frattempo, dialogano tra loro grazie al rimando dello spuntone di roccia individuato da Indiana come gancio per il lazo.<\/p>\n
Il primo riquadro \u00e8 regolare e ricopre la funzione di preparare al momento clou della sequenza, visualizzato nella seconda vignetta: una doppia verticale che occupa pertanto la seconda e la quarta posizione della griglia, sboccando nella terza posizione con un senso di lettura opposto a quello consueto.<\/strong>
Il \u201cvolo\u201d di Indiana Pipps e Topolino cattura immediatamente lo sguardo appena si posa l’occhio sulla pagina, e il suo movimento \u00e8 in perfetta armonia con i riquadri precedenti e successivi, in una lettura sequenziale dal risultato virtuoso, oltre che piacevolmente dinamico.<\/p>\n
Massimo De Vita decide di ritrarre il massiccio in tutta la sua imponenza, facendolo svettare in uno spazio a met\u00e0 tra una splash page e una doppia orizzontale.<\/strong>
Com\u2019\u00e8 possibile? Osservate: di base la scena occupa tutta la tavola, permettendo una buona panoramica sul contesto inquadrando nella parte inferiore l\u2019arrivo dei personaggi, di spalle, e nella parte alta – per restituire il giusto senso di prospettiva e senso della distanza – il monte.
La splash non \u00e8 per\u00f2 completa, ma viene decurtata di una porzione sul lato destro del foglio, in corrispondenza di quelle che sarebbero la quarta e la sesta vignetta in una griglia tradizionale: i due riquadri cos\u00ec ricavati sono utili all\u2019autore per introdurre fin d\u2019ora i passaggi successivi che aspettano i protagonisti, senza demandare per intero questo sviluppo alla pagina successiva. Tra l\u2019altro quel primo piano di Indiana Pipps \u00e8 cos\u00ec immediatamente iconico che per diversi anni \u00e8 stato riciclato sulle pagine del settimanale e altrove quando si trattava di parlare del personaggio.
Proprio la particolare conformazione della tavola, ad ogni modo, porta alla considerazione iniziale: il bordo che la vignetta principale deve seguire per \u201cescludere\u201d i due quadratini canonici fa s\u00ec che solo la prima striscia sia interamente occupata da un\u2019unica illustrazione<\/strong>, porzione di disegno che ospita proprio gran parte della montagna che \u00e8 tra l\u2019altro il focus di tutta la pagina.<\/p>\n