Topolino<\/em><\/h2>\n
Ducktopia<\/em> \u2013 terza stagione<\/strong>, di Francesco Artibani<\/strong>, Licia Troisi<\/strong> e Francesco D\u2019Ippolito<\/strong> (nn. 3558-3559-3560), rappresenta a quanto pare il capitolo conclusivo della saga impostata da Artibani e dalla regina del fantasy in Italia.
Dopo una prima stagione ottima per struttura e per l’idea spiazzante a met\u00e0, dopo un intermezzo un po’ vacuo e dopo il secondo capitolo che mi ha soddisfatto solo a met\u00e0, arriva a stretto giro il gran finale dell’epopea, pronto per portare a compimento il cliffhanger<\/em> con cui ci eravamo lasciati a fine novembre, con Gambadilegno rimasto intrappolato in Ducktopia e assente da allora dalle pagine del settimanale.<\/p>\nConfesso subito la mia pi\u00f9 grande perplessit\u00e0 in merito: le motivazioni di Pietro.<\/strong>
Se ricordate, una mia critica a Ritorno a Ducktopia<\/em> era proprio su quella risoluzione: non tanto per l’aver voluto abbandonare il personaggio in quella dimensione, ma per il modo apparentemente ingiustificato con cui era stato messo in scena questo atto di eroismo, che sbucava letteralmente dal nulla.
Questo era un po’ il tallone d’Achille della seconda stagione per me, che a dispetto di quanto sostenevano gli autori me la rendeva meno compiuta di quanto intendessero: certo, di base avevamo un personaggio che si sacrificava per salvare la situazione, ma per quale motivo Gamba, da un momento all’altro, prende questa decisione senza nessuna avvisaglia?
Poco male, mi dissi: nella terza stagione si scoprir\u00e0 la motivazione e tutto avr\u00e0 senso.
Spoiler: non \u00e8 stato cos\u00ec. Non viene espressa una ragione concreta e ben definibile di questa scelta, apparendo quasi pi\u00f9 come un colpo di testa estemporaneo e senza troppi calcoli<\/strong>, forse con la vaga intenzione di poter delinquere in un mondo per lui vergine e senza impiastri intorno, ma mi sembra un po’ poco\u2026 e soprattutto non viene ben evidenziata neanche questa cosa.
Infatti quello che \u00e8 accaduto a Pietro sembra essere stato incidentale, senza un vero e proprio piano. Si potrebbe obiettare che Gambadilegno non sia poi quel grande stratega, ma mi sembra comunque che la portata della sua mossa fosse tale da esigere una motivazione un po’ pi\u00f9 specifica di quella che risulta dalla storia. Invece il gesto rimane ancora adesso piuttosto gratuito e giustificato pi\u00f9 dall’effetto sorpresa in s\u00e9 e per s\u00e9 che da una vera strategia narrativa basata sul personaggio.<\/p>\n
Al netto di ci\u00f2, ho trovato comunque questa stagione pi\u00f9 godibile della precedente: la missione di recupero \u00e8 intrigante e ben gestita, il ritmo ben dosato, i personaggi usati in maniera azzeccata.<\/strong>
Il tema del multiverso, che potrebbe apparire un po’ abusato negli ultimi anni per via del Marvel Cinematic Universe<\/strong>, rappresenta un terreno piuttosto nuovo per il fumetto Disney ed \u00e8 stato utilizzato con il giusto piglio, a met\u00e0 tra comprensibilit\u00e0 e atmosfera intrigante. Non solo, essendo in fondo Ducktopia stessa una dimensione alternativa a quella dei nostri beniamini, questo exploit non risulta avulso da quanto impostato precedentemente.
L’idea di far confrontare diversi Gambadilegno risulta quindi simpatica e avvincente, portando a uno scontro finale non privo di azione e decisamente ben giocato.<\/p>\nSolleva in me qualche perplessit\u00e0, per\u00f2, la scelta di rendere buono il nostro Gamba come conseguenza dell\u2019avventura: anche questo \u00e8 un elemento che penso trover\u00e0 presto il modo di essere rimescolato per tornare al solito status quo, e infatti quel che lamento una volta di pi\u00f9 non \u00e8 l’idea o la novit\u00e0 impostata, quanto la mancanza di una vera e propria ragione di fondo. Perch\u00e9 Gamba dovrebbe cambiare vita? Perch\u00e9 ha visto che le sue altre versioni sono pessime e, come se si fosse visto allo specchio, decide che vuole essere migliore? Perch\u00e9 l’aria di Ducktopia ha avuto effetti benefici? Perch\u00e9 ha provato l\u2019ebbrezza di vestire i panni dell\u2019eroe e ha scoperto che gli piace quella sensazione? Tutto plausibile, beninteso, ma sono pi\u00f9 impressioni mie che fattori desumibili dalla sceneggiatura. Per carit\u00e0, sono un fautore del suggerire certe cose invece del doverle spiattellare a chiare lettere, ma c\u2019\u00e8 differenza tra il suggerire qualcosa di sotteso e non fornire gli strumenti per poter decifrare cambi di atteggiamento in un personaggio.<\/p>\n
Francesco D\u2019Ippolito compie un lavoro sontuoso ed egregio.<\/strong>
Sulla falsariga dei capitoli precedenti, presta il suo tratto plastico e veloce alla sceneggiatura di Artibani e Troisi, adattandosi perfettamente al ritmo della trama.
Il lavoro sui personaggi spicca in particolare per quanto riguarda la recitazione<\/strong>: le movenze, le pose e le espressioni sono sempre calzanti e curate, dando un valore aggiunto per quanto riguarda la credibilit\u00e0 degli attori in scena. Affascinanti gli sfondi, raffigurati con prezioso estro creativo\u2026 peccato solo per le poche creature, a \u2018sto giro. Rispetto alla prima stagione, infatti, ci sono pochi animaletti bislacchi nuovi da mostrare.
L\u2019impostazione della gabbia \u00e8 probabilmente l\u2019aspetto su cui ci sarebbe pi\u00f9 da dire<\/strong>, e spero di poterlo fare presto in uno spazio appositamente dedicato: ricco di inventiva e di voglia di trovare nuove soluzioni rispetto alla tradizione, \u00e8 sicuramente encomiabile, ma in alcune occasioni lo stravolgimento della tavola non favorisce la perfetta leggibilit\u00e0 del passaggio narrativo a livello grafico<\/strong>, rendendo forse poco chiara la scansione degli eventi. Ad esempio, sono interessanti le divisioni tra vignette composte da arbusti e altri elementi naturali, ma non sempre si distinguono immediatamente dai fondali della storia compromettendo vagamente la chiarezza espositiva.
Osservazioni che ho gi\u00e0 fatto per le ultime opere del Dippo: l\u2019artista sta evidentemente sperimentando molto i limiti del medium, e in tal senso ci sta che ci si possa scontrare con alcuni \u201cpassi falsi\u201d. Se continuer\u00e0 a testare i limiti della pagina a fumetti, potr\u00f2 sicuramente aggirare determinati inciampi \ud83d\ude09<\/p>\n
Topolino e l\u2019incredibile Toshio<\/strong><\/em>, di Giuseppe Zironi<\/strong> (n. 3559), segna il ritorno di Topolino Giramondo<\/em><\/strong>, che torna stabilmente e interamente in mano all\u2019ideatore di questo filone.
L\u2019avventura si attesta sulla media del progetto, nella fascia tendente al buono: il pregio principale \u00e8 nel modo in cui Zironi muove il protagonista<\/strong>, naturalmente curioso e aperto positivamente al mondo che lo circonda, anche quando culturalmente cos\u00ec lontano da lui.
Topolino accoglie col sorriso alcuni elementi caratterizzanti del Giappone, che siano relativi alle abitazioni o alla fauna locale. L\u2019autore per buona misura lo fa incappare in un piccolo intrigo e lo cala addirittura in uno scontro con una specie di samurai, idea buona per vivacizzare un po\u2019 di pi\u00f9 la trama senza rinunciare all\u2019intento da \u201cdiario di viaggio\u201d con cui la serie \u00e8 nata.
Zironi torna in grande spolvero anche con la matita: nel primo episodio di Cavezza<\/em> ero rimasto un po\u2019 perplesso da alcune cose, mentre stavolta ho solo complimenti per il tratto sfoggiato e per il disegno in generale. Oltre al suo Mickey, che personalmente ho trovato magnifico, notevole l\u2019attenzione per le ambientazioni nipponiche e bucoliche mostrate<\/strong>, cos\u00ec come la vitalit\u00e0 che ha saputo infondere nella scimmietta che d\u00e0 il titolo alla storia.<\/p>\n
Area 15 \u2013 La signora della scogliera \/ Nel giardino d\u2019inverno<\/em><\/strong>, di Marco Nucci<\/strong> e Mattia Surroz<\/strong> (n. 3561), \u00e8 una delle migliori storie del ciclo di Area 15<\/em> e una delle pi\u00f9 intense scritte da Nucci in generale nella sua carriera disneyana.
Un\u2019opera con diversi livelli di lettura, che parte dal tema della paura della pagina bianca per uno scrittore o aspirante tale\u2026 argomento che pu\u00f2 benissimo essere letto in maniera pi\u00f9 ampia come la difficolt\u00e0 a sbloccarsi anche in altre situazioni della vita.<\/strong>
Gli esercizi commissionati dalla romanziera Agatha Woolf (ovvia \u201cfusione\u201d tra Agatha Christie e Virginia Woolf, nel perenne gioco di rimandi della poetica nucciana) a Qua, Christopher e Vanessa forniranno tanti spunti utili per superare il blocco e assumono presto la forma di un percorso di formazione.<\/strong><\/p>\nLa mora Vanessa trova finalmente centralit\u00e0 nel cast, con una personalit\u00e0 che risulta approfondita e vincente: la sua vulnerabilit\u00e0, unita per\u00f2 alla volont\u00e0 di esprimere quello che ha dentro, la caratterizzano in maniera adorabile con immediatezza<\/strong>, facendo rimpiangere il fatto che nelle storie precedenti la meraviglia di questa ragazzina non sia mai emersa con tale forza.
Il plot twist<\/em> nel contro-finale, in parte intuibile, viene per\u00f2 giocato con grande classe dallo sceneggiatore, riuscendo a coinvolgermi e commuovermi nel confronto tra i due personaggi centrali della storia.<\/p>\n
Nucci ha potuto contare su disegni particolarmente adatti a questo tipo di narrazione: Mattia Surroz \u00e8 evidentemente stato colpito dalla sceneggiatura e ha dato tutto s\u00e9 stesso per renderla nel migliore dei modi su carta.
Ha cos\u00ec lavorato ulteriormente sul suo tratto: risulta evidente, per esempio, la cura con cui ha rappresentato Vanessa, donandole un\u2019espressivit\u00e0 intensa e dolente e relegandola volutamente ai margini delle vignette in diversi passaggi, a sottolineare il suo sentirsi esclusa e inadatta.<\/strong>
Anche Virginia Woolf risulta esteticamente molto calzante<\/strong>: austera, algida, signorile\u2026 questi tratti caratteriali, che emergono tramite i rapporti interpersonali e i dialoghi scritti da Nucci, arrivano al lettore in prima battuta grazie all\u2019aspetto di questa figura. Alta, dallo sguardo tagliente sottolineato dalla forma del becco (piccolino e aggraziato), con un portamento da dama d\u2019altri tempi (notate le mani, spesso intrecciate in grembo) e con un\u2019ampia serie di abiti sfoggiati nel corso della storia, in un contesto – quello Disney – nel quale solitamente i personaggi hanno un vestito solo per tutto il racconto.
Infine, ottimo il lavoro sugli sfondi<\/strong>: l\u2019ambientazione della scogliera su cui sorge la casa della scrittrice \u00e8 resa in maniera veramente suggestiva, cos\u00ec come \u00e8 incisiva la serra decadente che Woolf ha riadattato a studio.
Insomma, complimenti!<\/p>\n
Zio Paperone e la cupidigia di Cupido<\/em><\/strong>, di Sergio Badino<\/strong> e Carlo Limido<\/strong> (n. 3560), \u00e8 l\u2019atipica storia scelta per celebrare la festa degli innamorati per eccellenza.
Invece di utilizzare coppie standard come Paperino-Paperina e Topolino-Minni, Badino decide di celebrare l\u2019amore attraverso due che non l\u2019hanno mai coronato: Zio Paperone e Brigitta, i quali arrivano addirittura vicino al matrimonio!
Se avete un senso di deja-vu rispetto a una certa storia firmata da Massimo De Vita<\/strong> nel 1984\u2026 be\u2019, \u00e8 comprensibile \ud83d\ude1b ma sappiate che lo sceneggiatore ha costruito una trama che arriva a quell\u2019idea con tutt\u2019altro percorso e ben altri presupposti.
C\u2019\u00e8 lo zampino di Amelia, in questo caso: anzi, tutto il primo tempo della storia verte proprio sul nuovo piano della fattucchiera per impossessarsi della Numero Uno, e solo nella seconda parte si entra nel vivo con l\u2019incantesimo che d\u00e0 il titolo all\u2019avventura.<\/p>\nBadino riconferma, dopo gli exploit delle due stagioni di Siamo serie!<\/em>, di aver tirato fuori uno smalto inaspettato che in passato non era mai emerso con tale forza.<\/strong>
La comicit\u00e0 che mette in scena \u00e8 veramente spassosa e, anche quando cede a soluzioni volutamente un po\u2019 \u201cstupidine\u201d, porge la battuta o la gag nel modo giusto per riuscire a centrare il bersaglio.
In questo caso, rispetto a Siamo serie!<\/em>, ha anche spazio per momenti meno demenziali e dimostra di saper gestire benone anche quelli: il suo Paperone, nella prima parte, \u00e8 caratterizzato in maniera fresca e riuscita, molto in parte, un piacere vederlo in azione in maniera cos\u00ec genuina.<\/strong>
Brigitta, poi, nelle mani dello sceneggiatore riguadagna una maturit\u00e0 e una profondit\u00e0 che qualche decennio fa si era tentato di darle ma senza continuit\u00e0 n\u00e9 convinzione, ricadendo troppo spesso nel solito stereotipo dell\u2019innamorata disperata. Stavolta, pur mantenendo questo tratto caratteriale, lo si trasmette in maniera pi\u00f9 cesellata e appassionata, facendo certamente un bel servigio alla bionda papera.
Il secondo tempo della storia conosce infatti una svolta piuttosto assennata che si dimostra apprezzabile e molto romantica, senza per questo risultare sdolcinata o retorica.
Non c\u2019\u00e8 Silvia Ziche ad accompagnare Badino, questa volta: ma Carlo Limido si rivela comunque una buona scelta, il suo tratto riesce ad essere perfettamente classico senza rinunciare a guizzi e vitalit\u00e0, trovate grafiche che accompagnano nella maniera migliore una sceneggiatura movimentata, nella quale i personaggi si travestono, indossano abiti diversi dalla norma e visitano diverse location<\/em>.<\/p>\n
San Valentino torna anche in Coppia top<\/em><\/strong>, di Vito Stabile<\/strong> e Marco Mazzarello<\/strong> (n. 3560): si tratta di tre brevi storielle con Topolino e Minni protagonisti, intenti in situazioni quotidiane di coppia. Il pregio di questa operazione molto easy<\/em> \u00e8 proprio l’approccio naturale con il quale vengono raccontati i due fidanzati, fotografati in momenti comuni a qualunque coppia di innamorati.<\/strong> Quella del maglione \u00e8 a mio parere la meno riuscita, ma mi sono goduto quella della gita con imprevisto. Nel complesso niente di indimenticabile e nemmeno qualcosa che risolleva le sorti del tribolato (o inesistente) filone delle storie di Mickey&Minnie, ma apprezzo lo sforzo di Vito nell’aver voluto inquadrare il tutto sotto un’ottica pi\u00f9 concreta rispetto alla media.
Mazzarello fa il suo: non brilla e sembra qua e l\u00e0 tornato quello di qualche anno fa, ma tutto sommato per un’operazione come questa se l’\u00e8 cavata.<\/p>\n
Stabile torna anche con una doppietta papera: Pianeta Paperino \u2013 Il re delle frittelle<\/strong><\/em> (n. 3559) e Pianeta Paperone \u2013 Le gallette predilette<\/em><\/strong> (n. 3561), di Vito Stabile<\/strong> e Marco e Stefano Rota<\/strong>.
Nel primo caso abbiamo l’esordio della serie-gemella di quella che da qualche anno racconta aspetti specifici della personalit\u00e0 di Zio Paperone, dedicata per\u00f2 al nipote Paperino in occasione dell’anno in cui festeggia le 90 primavere: si parte con una breve avventura urbana nella quale il rinomato talento di Donald nel cucinare frittelle (tormentone nato decenni fa) viene notato da un’azienda dolciaria. Idea molto semplice ma sviluppata con tanto cuore<\/strong>, mi \u00e8 piaciuta perch\u00e9 ci mostra un bel Paperino e offre anche una versione piuttosto spontanea dello Zione e di Qui, Qui, Qua.<\/p>\n
Nel secondo caso si torna invece al ciclo dedicato a Paperone: anche stavolta \u00e8 per\u00f2 il cibo al centro della trama, nella fattispecie le gallette di cui il miliardario va ghiotto in quanto nutrimento sobrio e soprattutto estremamente economico.
Vito immagina che l’incontro con questo alimento sia avvenuto nel Klondike tramite la conoscenza con il futuro produttore, di cui finanzi\u00f2 l\u2019attivit\u00e0. Un retroterra simpatico e innocuo che porta a una storia ambientata ai giorni nostri nella quale emerge perfettamente la cocciutaggine di Paperone e la sua abilit\u00e0 di commerciante e imbonitore<\/strong>, nel momento in cui per salvare la produzione di gallette dovr\u00e0 convincere i paperopolesi a comprarle nonostante la durezza e lo scarso appeal<\/em>. Sviluppo vincente e coerente con l’anima del personaggio.<\/p>\nIn entrambe le opere i Rota si assestano sulla media stilistica a cui siamo ormai abituati e di cui si \u00e8 gi\u00e0 ampiamente parlato su queste pagine: un tratto arcaico, appesantito da un’inchiostrazione spessa che non rende sempre bene nelle vignette. Il fascino vintage persiste<\/strong> e si sposa anche bene con l’atmosfera impostata da queste sceneggiature, ma in certi passaggi soffre un po\u2019 come resa.<\/p>\n
Topolino e l’ispettore Irk contro il criminale inesistente<\/em><\/strong>, di Tito Faraci<\/strong> e Giampaolo Soldati<\/strong> (n. 3562), rappresenta la terza storia con l\u2019ispettore creato qualche anno fa da Blasco Pisapia e la seconda nella quale il personaggio \u00e8 stato \u201cereditato\u201d da Faraci, che deve aver visto in questa figura poliziesca un archetipo interessante per tornare a raccontare il \u201csuo\u201d commissariato di Topolinia introducendo dinamiche nuove\u2026 come accadde nel 1997 quando cre\u00f2 Rock Sassi.
L\u2019agente che non vede di buon occhio la presenza di Topolino nelle attivit\u00e0 della polizia non \u00e8 idea completamente nuova: sempre Faraci aveva battuto quella strada con Sulla scena del crimine<\/em>, facendo parzialmente il verso a C.S.I.<\/em>, ma in questo caso sembra che lo sceneggiatore lombardo voglia investire con continuit\u00e0 su Irk approfondendone le caratteristiche personali, anche in relazione con Mickey.
Questa Criminale inesistente<\/em> funziona meglio della precedente Topolino fuori dai radar<\/em>, che aveva alcune problematiche complessive e di ritmo: pur avendola personalmente apprezzata, riconosco che qualcosa nel complesso stonava.
Stavolta mi \u00e8 parso che Faraci fosse gi\u00e0 pi\u00f9 sicuro nel ritorno al suo genere prediletto, e iniziasse a prendere meglio le misure di Irk<\/strong>: non \u00e8 una figura semplice, deve mantenere una certa antipatia senza per questo risultare troppo respingente per il lettore, e al contempo la bont\u00e0 di Mickey non deve risultare troppo leziosa. Il punto di caduta non \u00e8 ancora stato trovato completamente, ma qui abbiamo una storia gi\u00e0 pi\u00f9 solida di quella uscita a inizio anno e una trama piuttosto intrigante e suggestiva.<\/strong>
Qualcuno dir\u00e0 che ricorda moooooolto da vicino Memorie dall\u2019invisibile<\/em>, diciannovesimo albo di Dylan Dog<\/em> scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Giampiero Casertano, e di certo l\u2019ispirazione appare evidente: onestamente per\u00f2 non ci vedo un problema eccessivo in questo rimando. Per il pubblico pi\u00f9 giovane si tratter\u00e0 di un \u201cadattamento\u201d cucito a sua misura che gli permetter\u00e0 di leggere un\u2019avventura piuttosto intrigante nel plot<\/em> di base, ben gestita anche grazie agli azzeccati \u201cstacchi\u201d con le tavole in cui il misterioso ladro parla in prima persona. Per i lettori pi\u00f9 smaliziati, invece, pu\u00f2 essere comunque interessante vedere come una stessa idea possa essere declinata in diversi modi, maniere e circostanze.
I disegni di Soldati mi hanno sorpreso in positivo<\/strong>: ho sempre considerato il disegnatore un valido mestierante, supportato da solida tecnica ma che non ha mai brillato. Tale considerazione pu\u00f2 valere invero anche per questo caso, ma in questo caso se l\u2019\u00e8 cavata meglio di Casty e ha presentato un lavoro di tutto rispetto, non privo di qualche guizzo e di un certo dinamismo di fondo.<\/p>\n
Paperino, Newton e l’effetto fisarmonica<\/strong><\/em>, di Francesco Vacca<\/strong> e Andrea Maccarini<\/strong> (n. 3562), presenta una nuova bislacca avventura del nipotino di Archimede, desideroso di mostrare le proprie doti allo zio.
Oltre ad alcune avventure delle GM, Vacca ha avuto modo di gestire il genietto in Newton Pitagorico e il rigeneratore soporifero<\/em> del 2022, uno dei tie-in<\/em> di Minaccia dallo spazio<\/em>, che mi era piaciuta ma che avevo valutato come un po\u2019 too much<\/em>, sensazione per certi versi valida anche ora: lo sceneggiatore ha guardato con attenzione a quanto fatto da Marco Nucci sul personaggio, ma tende a esagerarne la caratterizzazione \u201cautistica\u201d e l\u2019escalation che deriva dalle sue azioni.<\/strong>
L\u2019effetto fisarmonica<\/em> in effetti punta \u201cin altissimo\u201d, visto che viene addirittura annichilito il nostro intero universo per poi riformarlo: c\u2019\u00e8 da dire per\u00f2 che \u00e8 tutto cos\u00ec ridicolo e volutamente sopra le righe che si riesce a prenderlo per com\u2019\u00e8 e a ridere della follia apparecchiata da Vacca, specialmente se si pensa che tutto \u00e8 partito da un vaso rotto.
Mi \u00e8 piaciuto che in tutto ci\u00f2 vengano spacciati brillantemente concetti scientifico-spaziali come il Big Bang e il Big Crunch e anche i disegni di Maccarini funzionano particolarmente bene, grazie a un tratto \u201cscapigliato\u201d che si presta alla vicenda.<\/strong><\/p>\n
Zio Paperone e la mappa di Ermete<\/em><\/strong>, di Sergio Cabella<\/strong> e Mattia Surroz<\/strong> (n. 3562), \u00e8 la storia che mi fa fare pace con Cabella: lo sceneggiatore, dopo un\u2019ottima rentr\u00e9e<\/em> sul \u201cTopo<\/em>\u201d nel 2020, aveva inciampato in pi\u00f9 occasioni, ma stavolta centra perfettamente l\u2019obiettivo.
Una classica caccia al tesoro di Zio Paperone con nipoti al seguito\u2026 e da quanto non se ne vedevano! Quante volte mi sono lamentato di questa assenza!<\/strong> L\u2019autore rimedia e lo fa in maniera interessante, tramite una missione a tappe multiple, tutte apparentemente inconcludenti e fallimentari. Ovviamente non sar\u00e0 davvero cos\u00ec e il finale offre una svolta che rende giustizia all\u2019impianto e non delude; nel mentre il lettore si \u00e8 goduto un\u2019avventura tradizionale nel senso migliore del termine, con un buon uso dei personaggi in gioco e con belle dinamiche.<\/strong>
Surroz ai disegni spicca meno rispetto all\u2019episodio di Area 15<\/em>, diciamo che mantiene un profilo pi\u00f9 standard: ma l\u2019abilit\u00e0 di questo artista, in forte crescita nell\u2019ambito disneyano, si riconferma anche in questa storia. La morbidezza del tratto, le espressioni che dipinge sul volto dei personaggi, le straordinarie vedute esotiche, il modo di comporre la scena sono elementi degni di nota<\/strong> e che appaiono sensibilmente migliori rispetto agli esordi dell\u2019artista sulle pagine di Topolino<\/em>.<\/p>\n
Paperino, Paperoga e la notte dei cavalli a dondolo<\/strong><\/em>, di Rudy Salvagnini<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3559), \u00e8 un divertissement<\/em> piuttosto riuscito, certo migliore di altre prove recenti dello sceneggiatore. Un pizzico di non-sense<\/em>, l’entusiasmo contagioso di Paperoga, una trama che gioca al rilancio continuo e all\u2019iperbole sono gli ingredienti della vicenda<\/strong>, che gira attorno al tema del cinema horror tanto caro a Salvagnini, appassionato del genere e della settima arte nel complesso.
Paperoga tenta una carriera in quell\u2019ambito, trascinando ovviamente il cugino con s\u00e9, con esiti prevedibilmente fallimentari: proprio la bizzarra idea dei cavalli a dondolo del titolo risulta l\u2019elemento pi\u00f9 divertente<\/strong>, oltre che quello risolutivo nel sorprendente twist.
Leoni torna a disegnare una storia di Salvagnini e lo fa con il suo tratto dinamico e posato al tempo stesso, che ben si adatta a questo tipo di narrazione.<\/p>\n
Chiudo con La grande mitologia papera \u2013 Paperina Didone e la pelle di bue<\/strong><\/em>, di Luca Barbieri<\/strong> e Emilio Urbano<\/strong> (n. 3560), primo tassello di un progetto che si articoler\u00e0 in pi\u00f9 episodi e che sar\u00e0 accompagnato da una nuova iniziativa editoriale da edicola.
Il fulcro \u00e8 ovviamente la mitologia greca classica, reinterpretata dai personaggi Disney: canovaccio piuttosto comune, che ha regalato soddisfazioni in passato ma che personalmente non mi ha mai preso molto. Troppo spesso si tratta infatti di storielle didattiche che si limitano a ri-raccontare i miti greci con qualche gag in aggiunta, e in effetti anche questa Paperina Didone e la pelle di bue<\/em> non esula dal paradigma. Ma devo dire che Barbieri se l\u2019\u00e8 cavata molto meglio del previsto<\/strong>, anzi oserei dire che il risultato \u00e8 anche migliore di altre sue prove disneyane! Sar\u00e0 che non mi aspettavo granch\u00e9 dall\u2019operazione o che lo sceneggiatore si \u00e8 trovato particolarmente a suo agio con l\u2019argomento, fatto sta che la lettura \u00e8 trascorsa serenamente e senza drammi<\/strong>. Il tratto di Urbano, inoltre, si sposa bene con la narrazione e anche i colori vivaci hanno avuto il loro perch\u00e9.<\/p>\nBONUS TRACK: FORSE NON SAPEVATE CHE\u2026<\/h2>\n
dall\u2019inizio del 2024 l\u2019amico Fabio Del Prete<\/strong> \u00e8 sbarcato su Twitch<\/strong> con il suo The Fisbio Show<\/strong>! Pur non abbandonando il canale YouTube che ha dato i natali al progetto, il Fisbione nazionale sta iniziando a sfruttare le potenzialit\u00e0 della piattaforma viola, in particolare per quanto riguarda le dirette streaming.
Questo ha portato una rivoluzione copernicana nell\u2019appuntamento fisso con la recensione settimanale di Topolino<\/em>, che non nasce pi\u00f9 come video registrato ma viene realizzata in live il luned\u00ec sera e successivamente editata in una versione per il Tubo.<\/strong>
Per quanto possa apparire impegnativo seguire la live rispetto all\u2019asincronicit\u00e0 della registrazione, vi consiglio di provare a vedervi qualche recensione in diretta: la possibilit\u00e0 di interagire in tempo reale tramite commenti e la disponibilit\u00e0 di contenuti extra \u201cpost-credits<\/em>\u201d sono valori aggiunti non da poco.
L\u2019appuntamento \u00e8 ogni luned\u00ec sera dalla 21:30<\/strong> \ud83d\ude09<\/p>\nBene, credo di aver detto tutto.
Grazie come sempre a chi mi ha letto, e alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"
Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":3018,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di febbraio 2024 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di febbraio secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[56,32,148,133,20,147,207,202,42,62,204,108,149,43,29,4,61],"class_list":["post-3017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-carlo-limido","tag-francesco-artibani","tag-francesco-dippolito","tag-francesco-vacca","tag-giuseppe-zironi","tag-licia-troisi","tag-luca-barbieri","tag-lucio-leoni","tag-marco-nucci","tag-marco-rota","tag-mattia-surroz","tag-rudy-salvagnini","tag-sergio-badino","tag-sergio-cabella","tag-tito-faraci","tag-topolino-magazine","tag-vito-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3017"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3017\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}