{"id":2714,"date":"2023-10-16T10:30:00","date_gmt":"2023-10-16T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=2714"},"modified":"2024-07-09T23:54:02","modified_gmt":"2024-07-09T21:54:02","slug":"cose-successo-a-zio-paperone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2023\/10\/16\/cose-successo-a-zio-paperone\/","title":{"rendered":"Cos\u2019\u00e8 successo a Zio Paperone?"},"content":{"rendered":"\n

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
Quest\u2019oggi una piccola riflessione estemporanea, che potrebbe tranquillamente essere figlia di una mia impressione puramente personale e in tal caso avere ancora meno valore generale di quanto non tentino di avere solitamente i miei post.

In soldoni, mi pare che nell\u2019ultima quindicina d\u2019anni gli autori italiani non sappiano bene cosa fare del personaggio di Zio Paperone<\/strong>.
Da qui il titolo dell\u2019articolo, che richiama quello di una serie di illustrazioni commissionate dalla fanzine<\/em> tedesca Der Donaldist<\/em> a diversi autori Disney, a cui veniva richiesto di elaborare un disegno a partire proprio da questa frase:<\/p>\n

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Ehi, Daisy, whatever happened to Scrooge?<\/p>\n<\/blockquote>\n

Si era tra gli anni Ottanta e Novanta, un periodo dove, contrariamente ad oggi, i fumettisti disneyani avevano maggiormente il polso di un personaggio vitale nel cast paperopolese ma che richiede una certa cura nel maneggiarlo.<\/p>\n

\"\"Da un decennio abbondante, invece, le storie di rilievo con il miliardario protagonista, dalle quali emergano le caratteristiche che l\u2019hanno reso una delle figure di spicco nel cast disneyano e il motore principale degli avventure dei paperi, si contano sulle dita delle mani: L\u2019ultima avventura<\/em> di Francesco Artibani<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong>, L\u2019identit\u00e0 perduta<\/em> di Vito Stabile<\/strong> e Marco Rota<\/strong>, in piccola parte La sfida da 50$<\/em> e Fuga dal Natale<\/em> di Giorgio Salati<\/strong> (coi disegni rispettivamente di Emilio Urbano<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong>), Il mistero del Monte Orso<\/em> di Tito Faraci<\/strong> e Cavazzano, Il destino di Paperone<\/em> di Fabio Celoni<\/strong> e la recentissima Prova di scozzesit\u00e0<\/em> di Stabile e Libero Ermetti<\/strong>, che con il loro ottimo lavoro sullo Zione hanno contribuito a questa riflessione.<\/p>\n

Forse ne dimentico qualcun\u2019altra, ma comunque non superiamo la ventina.
Per il resto, quando usato, Paperon de\u2019 Paperoni viene secondo me appiattito, oppure reso ancillare negli eventi che vengono raccontati.<\/strong>
Si \u00e8 deciso di attenuare drasticamente le intemperanze di un tempo, che effettivamente lo rendevano fin troppo ruvido, ma non si \u00e8 stati in grado di ricalibrare la sua caratterizzazione con gli altri elementi che lo contraddistinguono. La giocosit\u00e0 del suo rapporto con il denaro, per esempio, o quella incapacit\u00e0 di modulare le proprie reazioni emotive, che portava a picchi di disperazione per una monetina perduta, sono tocchi di personalit\u00e0 preziosi che non si vedono quasi mai.<\/p>\n

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Un’evocativa tavola da “L’identit\u00e0 perduta” (Stabile\/Rota)<\/figcaption><\/figure>\n

Non solo: elementi assolutamente eccezionali, e nati come straordinarie prove di umorismo paradossale, sono ormai cos\u00ec consolidati da essere dati per scontati e di conseguenza non si punta pi\u00f9 sulle loro potenzialit\u00e0<\/strong>: il Deposito, la Numero Uno, il fiuto per l\u2019oro, la capacit\u00e0 di nuotare nel denaro, il tormento subito da \u201cdisturbatori\u201d come i Bassotti e fantastici viaggi sulle tracce di tesori perduti\u2026 spunti geniali che ormai non sono pi\u00f9 percepiti come tali, e non solo perch\u00e9 presenti da decenni nelle storie, ma anche perch\u00e9 non si \u00e8 pi\u00f9 capaci di metterli al centro delle trame.
Le storie con Zio Paperone sono ormai soprattutto di due tipi: quelle dallo schema trito e ritrito, quali le sfide al Club dei Miliardari o generiche difficolt\u00e0 affaristiche di stampo urbano, e quelle sentimental-nostalgiche.<\/p>\n

In questa seconda branca abbonda la volont\u00e0 di concentrarsi sul mitico passato del magnate; soprattutto la nuova generazione di sceneggiatori, ammaliata dall\u2019imponente e meritorio lavoro di Don Rosa<\/strong>, si \u00e8 impegnata a riproporre con insistenza il setting del Klondike e della corsa all\u2019oro, che da specifico episodio della sua storia e da simpatico tormentone dei racconti ai nipoti si \u00e8 trasformato in un\u2019ingombrante clich\u00e9 che rischia di svilire il fascino di quel periodo della vita di Paperone<\/strong>, tanto viene sfruttato anche quando non strettamente necessario.
Manco a farlo apposta, proprio nel Topolino<\/em> in uscita questa settimana esordisce una nuova serie con questa ambientazione!<\/p>\n

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Troppo Klondike?<\/figcaption><\/figure>\n

Il confronto con quanto avviene parallelamente all\u2019estero rende ancora pi\u00f9 pesante tale considerazione: fumettisti come Kari Korhonen<\/strong>, Maya \u00c5strup<\/strong>, Arild Midthun<\/strong>, Jaakko Sepp\u00e4l\u00e4<\/strong> o Sune Troelstrup<\/strong>, infatti, hanno dimostrato in anni recenti di saper muovere in maniera mediamente pi\u00f9 interessante il personaggio mantenendo intatte le sue vincenti peculiarit\u00e0.
Korhonen, in particolare, con la sua serie dei Diari<\/em> ha evidenziato come ci siano molti momenti sparsi lungo la biografia di Paperone utili per raccontare nuovi aneddoti, senza doversi fossilizzare sul Klondike.<\/p>\n

A proposito dell\u2019estero, \u00e8 poi interessante prendere in considerazione l\u2019animazione, visto che dal 2017 al 2021 Zio Paperone \u00e8 tornato in auge in quel medium grazie al reboot<\/em> della serie televisiva DuckTales<\/em>: per quanto non sia stato sempre e comunque al centro degli episodi, la sua figura leggendaria giganteggia e guida il tenore dei racconti. Attraverso questa visione gli autori dello show hanno sicuramente dato prova di aver fatto loro il personaggio in alcune delle sue caratteristiche maggiormente \u201ccatchy<\/em>\u201d e intriganti<\/strong>, rendendolo vincente e convincente e evidenziando la straordinariet\u00e0 di situazioni, comprimari e avversari che lo circondano.<\/p>\n

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Una classica storia di Rodolfo Cimino con Zio Paperone protagonista.<\/figcaption><\/figure>\n

Tra gli italiani, rimane a mio modesto avviso Rodolfo Cimino<\/strong> l\u2019autore che meglio ha saputo cogliere l\u2019essenza di questo magnifico personaggio: per quanto abbia declinato la sua carriera in una specifica tipologia di storie proposta in maniera incessante, ha spesso saputo inserire qualche tocco di stile e leggera variante in grado di dare un\u2019identit\u00e0 a ciascun racconto.
Ma soprattutto, all\u2019interno del meccanismo \u201ccaccia al tesoro\u201d Cimino ha dato tridimensionalit\u00e0 a Zio Paperone, capendolo come pochi e restituendoci uno dei ritratti pi\u00f9 genuini di una figura tanto particolare.<\/strong>
Non credo di dire un\u2019eresia sostenendo che molti lettori della mia generazione e di quella precedente abbiano amato cos\u00ec tanto lo Zione anche grazie all\u2019abbondante afflusso di storie ciminiane, in grado di codificare egregiamente i tratti salienti di un papero molto umano: non solo perch\u00e9 perfettamente e precisamente storicizzabile nel Novecento o perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata la possibilit\u00e0 di costruirgli attorno un insieme di legami famigliari molto sentiti, ma perch\u00e9 capace di entusiasmarsi come un bambino per piccole-grandi gioie, perch\u00e9 pieno di energia, perch\u00e9 carismatico e perch\u00e9 dotato di un\u2019innata capacit\u00e0 di sbagliare, accecato dai propri obiettivi, finendo per trarre una morale del contrappasso che l\u2019indimenticato sceneggiatore immancabilmente gli comminava.<\/p>\n

Inducks alla mano, negli ultimi anni, oltre agli esempi citati a inizio articolo e a poche altre eccezioni pi\u00f9 laterali (come le storie di Bruno Enna<\/strong> e Alessandro Sisti<\/strong> del \u201cciclo italiano\u201d, sulle tracce di Raffaello Sanzio e Dante Alighieri), vedo solo storie \u201cinterlocutorie\u201d, nelle quali il personaggio \u00e8 lo spettro di s\u00e9 stesso<\/strong>, reiterando stancamente certi stilemi che, senza essere rinverditi e \u201ccapiti\u201d, diventano consunti stereotipi.<\/p>\n

Una difficolt\u00e0 nel gestire Zio Paperone che si vede anche a livello editoriale: certo, esiste un mensile a lui interamente dedicato che negli ultimi due anni \u201cci crede\u201d, inserendo storie cult<\/em> e articoli di approfondimento, ma che per l\u201980% \u00e8 composto dalle storie post-2010 di cui sopra.<\/p>\n

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L\u2019esempio principe di questo smarrimento \u00e8 per\u00f2 lo scenario dei festeggiamenti per i 75 anni del personaggio<\/strong>, celebrati a fine 2022 con una serie di proposte che palesavano incertezza da una parte e tendenza al \u201criciclo sicuro\u201d dall\u2019altra: Il Klondike di Zio Paperone<\/em> era un volume contenente una selezione assolutamente random per qualit\u00e0 e interesse, resa attraente pi\u00f9 che altro dalla statuina allegata che, in quella versione con la base a cui agganciare il pupazzetto, si poteva trovare solo in quel contesto; la nuova ristampa del seminale Vita e dollari di Paperon de\u2019 Paperoni<\/em> sostanzialmente riproponeva a prezzo pompato la meritoria iniziativa del 2007, mentre l\u2019ennesima riedizione de La $aga di Paperon de\u2019 Paperoni<\/em> di Don Rosa rappresentava il feticcio perfetto a cui ricorrere per l\u2019occasione. Le ultime due proposte, tra l\u2019altro, erano gi\u00e0 state utilizzate rispettivamente per i 60 e i 50 anni del personaggio.
L\u2019unica uscita dotata di un minimo di senso era Pianeta Paperone<\/em>, raccolta dei primi quattro episodi dell\u2019omonima serie antologica di Vito Stabile e Marco Rota nata con l\u2019obiettivo di approfondire vari aspetti secondari, ma non per questo poco importanti, legati al magnate paperopolese: le storie sono gradevolissime e proprio per la loro natura perfette per celebrare il personaggio, quindi si prestavano particolarmente bene allo scopo.<\/strong> Ovviamente sono uscite altre puntate del progetto, dopo questa pubblicazione, quindi si spera che possano conoscere lo stesso destino per non rendere il volume una meteora fine a s\u00e9 stessa, ennesima spia di una mancanza di progettualit\u00e0 nelle proposte da libreria.<\/p>\n

Dal mio punto di vista, insomma, Zio Paperone in Italia sta attraversando da lungo tempo una fase complessa, nella quale viene se non equivocato perlomeno banalizzato o dato per scontato, livellandone le caratteristiche che l\u2019hanno reso cos\u00ec iconico.<\/strong>
Sceneggiatori e fumettisti capaci per\u00f2 non mancano, e di alcuni ho fatto nomi e cognomi durante questo pezzo: \u00e8 a loro che affido la speranza per il Paperone futuro, che possa ritrovare sempre pi\u00f9 convintamente i lati vincenti della propria identit\u00e0, e perch\u00e9 possano ispirare i propri colleghi a seguire la strada meno facile ma sicuramente pi\u00f9 virtuosa per scrivere questo personaggio.
Scrooge McDuck deve tornare a essere visto come una sfida da parte di chi lo scrive.<\/p>\n