{"id":2665,"date":"2023-09-07T10:30:00","date_gmt":"2023-09-07T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=2665"},"modified":"2023-09-06T23:54:38","modified_gmt":"2023-09-06T21:54:38","slug":"il-topo-di-agosto-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2023\/09\/07\/il-topo-di-agosto-2023\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di agosto 2023"},"content":{"rendered":"\n

Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>!
Agosto \u00e8 ormai solo un ricordo, con il suo piacevole carico di leggerezza e quella sensazione generalizzata di \u201cpit stop dell\u2019anno\u201d, che viene colta anche da chi non \u00e8 andato in ferie nel corso del mese vacanziero per eccellenza.
Figuriamoci per chi invece le vacanze \u00e8 riuscito a farle, come il sottoscritto, e che in villeggiatura ci ha lasciato un pezzettino di cuore.
Ormai siamo stabilmente entrati in settembre, sorta di lungo luned\u00ec dell\u2019anima e dell\u2019anno, e il logorio della vita moderna ha gi\u00e0 ripreso ad attanagliarci, in particolare con tutte le incombenze che avevamo rimandato a questo mese, quando sembrava ancora lontano nel tempo.
Stop! Prima di tuffarci con coraggio nella nuova stagione \u2013 scolastica o lavorativa che sia \u2013 possiamo goderci un ultimo scampolo agostano ripercorrendo quanto Topolino<\/em> ha proposto sulle sue pagine nel corso di quelle calde settimane.
Enjoy!<\/p>\n

Agosto 2023: le storie da Topolino<\/em>
<\/b><\/h2>\n

\"\"Comincio con I cieli di Farmtown<\/em><\/strong>, di Marco Nucci<\/strong> e Stefano Zanchi<\/strong> (nn. 3532-3533), nuovo capitolo del rilancio\/riadattamento del personaggio di Gastone per gli anni \u201820 dopo La solitudine del quadrifoglio<\/em>, e che vede ai testi e ai disegni i medesimi autori.
Ai tempi, pur riconoscendo all\u2019operazione un certo valore, non avevo risparmiato critiche a quell\u2019avventura, che in alcuni passaggi fondanti \u201ctradiva\u201d le caratteristiche proprie del protagonista e che peccava di un finale veramente eccessivo nell\u2019esaltazione della sua figura, assumendo tratti quasi cristologici.<\/p>\n

Nucci stavolta aggiusta il tiro e scrive una storia sicuramente migliore, in grado di dare una versione pi\u00f9 profonda di Gastone senza per forza travisarne determinate sfumature.<\/strong> Certo, alcune di queste evoluzioni vengono mantenute trattandosi di un seguito diretto, ma sceglie di concentrarsi su altro e in tal modo viene attenuato il senso di straniamento: in particolare troviamo un Gladstone profondamente egoista<\/strong>, anche nelle faccende di cuore, elemento che a mio avviso ben si conf\u00e0 al personaggio.
Il fortunello ha trovato infatti la sua dimensione ideale nella placida Farmtown, paesino bucolico nel quale perde il favore della buona sorte ma dove pu\u00f2 fare il pieno di genuini rapporti umani, coltivando un dolce sentimento con l\u2019affascinante Priscilla. Quando quest\u2019ultima si trasferisce per\u00f2 a Paperopoli per aprire una libreria, Gastone decide di boicottare l\u2019impresa per evitare che le sue due realt\u00e0 si contaminino.
Una trovata tutto sommato semplice e lineare, ma cos\u00ec cristallina nella sua crudelt\u00e0 da essere materiale prezioso su cui costruire la trama, nonostante il suo esito fin troppo prevedibile.<\/p>\n

\"\"Interessante la creazione di un\u2019inedita zia di Gastone, fortunatissima e capace di togliere la buona sorte al nipote nel momento in cui condividono la stessa citt\u00e0; dico \u201cinteressante\u201d perch\u00e9, attribuendo a questo nuovo parente la fonte della fortuna di Gastone, Nucci crea una corrente alternativa rispetto a quanto veniva raccontato da Don Rosa in Paperino e lo scalognofugo triplo<\/em> e dribbla al contempo qualunque riferimento alla madre Daphne<\/strong>: pur senza essere un fissato donrosiano e ritenendo sano che nel fumetto Disney, anche contemporaneo, possano convivere versioni parallele e financo contraddittorie di certi elementi secondari, non ho potuto fare a meno di chiedermi come mai lo sceneggiatore, grande estimatore di Don Rosa, non abbia ripescato fatti gi\u00e0 narrati per costruire il proprio racconto, che avrebbe funzionato egualmente. Ma poco male.<\/p>\n

\"\"Qualche sbavatura la riscontro anche in questa storia, in particolare nel rapporto della zia con il resto del parentado e in una vaga vuotezza di avvenimenti veri e propri che riempiano le due puntate della storia, ma nel complesso ritengo che il risultato sia decisamente godibile e di rilievo.
Merito anche dei disegni spaziali di Stefano Zanchi: l\u2019artista gioca innanzitutto con le tavole con la grazia e la spregiudicatezza di un disegnatore navigato, sistemando le vignette sempre con soluzioni diverse ma mai gratuite<\/strong>, e modificando dimensioni e \u201cpesi\u201d all\u2019interno della pagina. Le inquadrature cambiano continuamente e non si risparmiano primi piani carichi di dramma.
A livello di disegno, infatti, Zanchi pone un\u2019attenzione certosina ai volti dei personaggi, Gastone in particolare, regalando loro tutte le sfumature delle emozioni che provano in quel frangente. Ho notato poi un uso pi\u00f9 parco del caratteristico riflesso che Zanchi inserisce negli occhi, che in alcune prove passate mi appariva troppo insistito e che qui viene invece meglio modulato.
La plasticit\u00e0 dei corpi infine fa il resto, regalando a tutta la storia una dinamicit\u00e0 invidiabile senza sacrificare la trasmissione di sentimenti pi\u00f9 intimi e complessi. Un lavoro coi fiocchi.<\/p>\n

\"\"Blue Peaks Valley: Un commerciante + Un barbiere<\/em><\/strong>, di Corrado Mastantuono<\/strong> (nn. 3532-3533), sono i due episodi che concludono questo atipico ciclo sul passato di Paperone.
Come visto nella disamina di luglio, la mini racconta i primi passi del Papersera<\/em>, le cui origini Mastantuono colloca negli anni giovanili del Klondike. Avevo gi\u00e0 espresso le mie perplessit\u00e0 per la scelta di questo periodo che, pur non contraddicendo direttamente quanto sappiamo della biografia paperoniana, a mio avviso certamente vi si collocava un po\u2019 a forza, e questo senza voler essere oltranzisti donrosiani nemmeno in questo caso.<\/p>\n

Nelle ultime due storie un paio di scelte potrebbero far storcere il naso ai lettori di lungo corso \u201cduri e puri\u201d: l\u2019introduzione di un Battista bambino e la nascita del Deposito.
Personalmente ho fatto ben presto pace con la seconda, che sembra invece essere stata quella pi\u00f9 difficilmente accettata: in effetti il Money Bin rappresenta uno dei pochi punti fissi assoluti su Zio Paperone, che sarebbe meglio non andare a modificare a cuor leggero. Porne le basi in quegli anni e soprattutto in una zona geografica ben distinta da Paperopoli appare un azzardo\u2026 ma io ho inteso quella scena in maniera meno letterale, ritenendo quell\u2019edificio in legno un \u201cproto-Deposito\u201d, una specie di modello che anni dopo Paperone avrebbe potuto replicare e sviluppare in maniera compiuta sulla Collina Ammazzamuli (e poi Ammazzamotori)<\/strong>. Rimane una bizzarria aver dato alla serie, a posteriori, lo scopo di raccontare le origini del Deposito, come esplicitamente detto nella didascalia finale, ma inquadrandola in questa lente riesco ad accettarla comunque.
Sul piccolo Battista che nutrirebbe riconoscenza verso Paperone perch\u00e9 ha aiutato il padre faccio invece gi\u00e0 pi\u00f9 fatica e mi piace meno come trovata, che sembra giocare pi\u00f9 sul colpo di scena che su un\u2019idea vera e propria, con tutti i crismi del caso.<\/p>\n

\"\"Ma fortunatamente, al di l\u00e0 di questi elementi \u201cproblematici\u201d di continuity \u2013 di cui a un certo punto anche chissenefrega \ud83d\ude1b \u2013 Blue Peaks Valley<\/em> rimane apprezzabile nel suo intento di dire la sua sulla stampa, sui suoi diritti e doveri, sulla difficolt\u00e0 da parte di un editore\/giornalista di essere imparziale e al servizio della verit\u00e0, anche quando va contro i suoi interessi.<\/strong> La scelta di concentrarsi di volta in volta su una figura diversa che si rapporta con Paperone e con le sue cronache stampate \u00e8 vincente, diversifica gli episodi in maniera riuscita senza rinunciare al suo filo rosso e offre un ampio ventaglio di soggetti e situazioni su cui l\u2019autore pone le proprie riflessioni. Insomma, ai vari episodi non manca il contenuto, anche con risvolti maturi e tutt\u2019altro che banali, e questa \u00e8 forse la cosa pi\u00f9 importante.<\/strong>
Raffinati come sempre i disegni del Masta, che realizza pose plastiche per i personaggi e ambientazioni ricche di elementi e paesaggi immaginifici. Nota di merito per il volto di Paperone, molto comunicativo e capace di far trasparire le emozioni molto umane di dubbio e perplessit\u00e0<\/strong> che prova ogni volta che si trova ad affrontare dilemmi morali, professionali o personali che siano.<\/p>\n

\"\"Una storia che invece affonda le mani nella mitologia barksian-donrosiana \u00e8 Zio Paperone e la prova di scozzesit\u00e0<\/strong><\/em>, di Vito Stabile<\/strong> e Libero Ermetti<\/strong> (n. 3536): non \u00e8 certo la prima lettera d\u2019amore che lo sceneggiatore campano scrive per il suo personaggio del cuore, ma \u00e8 una delle prove pi\u00f9 riuscite e per certi versi ambiziosa della sua carriera. Unendo le forze con Libero Ermetti, assieme al quale ha proposto il soggetto alla redazione (nato da uno spunto condiviso e dalla comune passione per Zio Paperone), Vito non ha solo fatto tornare il vecchio cilindro nella natia Scozia, ma l\u2019ha fatto reincontrare con la sorella Matilda<\/strong> che, coerentemente con quanto raccontato da Don Rosa in Una lettera da casa<\/em>, abita nel castello di famiglia a Colle Fosco, riportando in scena pertanto un personaggio secondario e sconosciuto a moltissimi lettori \u201ccomuni\u201d, che da diversi anni veniva al massimo citato o mostrato attraverso brevi flashback dell\u2019infanzia.<\/p>\n

La storia non brilla per ricchezza di elementi nella trama: l\u2019autore sceglie scientemente di non costruire una vicenda particolarmente articolata<\/strong>, la quale sostanzialmente ruota attorno alla volont\u00e0 del protagonista di dimostrare di essere ancora uno scozzese purosangue e alla folle decisione di trasferire la propria residenza nel vecchio maniero dei suoi avi.
Per quanto riguarda il primo elemento, sempre a proposito di debiti donrosiani non ho potuto evitare di pensare al nono capitolo della $aga di Paperon de\u2019 Paperoni<\/em>, nel quale Paperone tornava a casa dopo aver finalmente iniziato la propria scalata alla ricchezza e decideva di affrontare delle prove tipiche delle highlands<\/em> quale esponente del proprio clan. Naturalmente sono solo influenze, il soggetto imbastito da Vito va in un\u2019altra direzione e la folle \u201csbandata\u201d che il personaggio prende \u00e8 particolarmente appropriata per lo spirito paperoniano.<\/strong><\/p>\n

\"\"Insomma, \u00e8 una storia fatta pi\u00f9 di sensazioni che di avvenimenti<\/strong>, come gi\u00e0 l\u2019autore aveva avuto modo di sperimentare in qualche altra occasione (vedi L\u2019ultima avventura di Reginella<\/em>) e come una certa parte della produzione dell\u2019era Bertani ha iniziato a fare da qualche anno. Non \u00e8 un male, se si sa come farlo, e Stabile dimostra di saperlo fare eccome, grazie a una certa delicatezza nella scrittura e a un\u2019intima conoscenza di queste figure.<\/strong>
Aiutano molto i disegni di un ispiratissimo Ermetti, che presta il suo tratto plastico a tutti i personaggi in gioco, si applica nel ritrarre tartan e costumi tipici scozzesi, ci offre un\u2019ottima versione di Matilda e si sbizzarrisce nel ritrarre ambienti ed interni mutuati da quelle memorabili storie americane in cui erano presenti ma facendoli anche suoi.
L\u2019estetica era fondamentale con un soggetto del genere e il disegnatore, forse anche per via del suo coinvolgimento fin dalle prime fasi dell\u2019opera, d\u00e0 tutto s\u00e9 stesso ottenendo un buonissimo risultato.<\/strong><\/p>\n

\"\"Operazione Zeus<\/strong><\/em>, di Marco Gervasio<\/strong> e Emmanuele Baccinelli<\/strong> (nn. 3534-3535-3536), \u00e8 l\u2019avventura a puntate legata al concorso dell\u2019estate volto a coinvolgere e fidelizzare i lettori con un mistero, indizi disseminati nei vari episodi e premi a estrazione per chi indovina l\u2019identit\u00e0 del cattivo.
Da questo punto di vista non mi sembra che l\u2019operazione si dimostri particolarmente riuscita, nel senso che non mi \u00e8 parso durante la lettura di intercettare chiss\u00e0 quali informazioni utili per arrivare alla soluzione, soprattutto nelle prime due parti.<\/p>\n

Il terzo tassello spinge maggiormente su questo lato, invece, mostrando spudoratamente un rebus che\u2026 comunque non avevo saputo decifrare, mi hanno dovuto aiutare per farmici arrivare! ^^\u2019\u2019
Fortunatamente, a me del concorso non fregava nulla, e mi concentro quindi sulla qualit\u00e0 della narrazione: devo dire che, a parte qualche faciloneria di troppo su cui occorre passare sopra<\/strong> (il fatto che un\u2019associazione a delinquere segreta spammi il proprio logo a destra e a manca, il fatto che Pippo e Minni siano improvvisamente degli abilissimi solutori di enigmistica, il fatto che il terzo episodio riavvolga il nastro per mostrarci pedissequamente come sono andate alcune vicende), la storia finora non \u00e8 stata malaccio. <\/strong><\/p>\n

\"\"Flashback<\/em><\/strong> a parte, che \u00e8 un po\u2019 gratuito, i primi due episodi funzionano nel loro essere di fatto due avventure quasi autonome e parallele, una con Topolino-Pippo e una con Paperone-Paperina, godibili e piacevoli. L\u2019oro di Drake<\/em><\/strong>, in particolare, funziona molto bene, sorretta da un impianto solido e con un discreto uso dei personaggi. Ho adorato poi l\u2019ingresso in scena di un Paperinik pi\u00f9 tosto che mai, veramente convincente.<\/strong><\/p>\n

Nel momento in cui questo post sar\u00e0 online sar\u00e0 gi\u00e0 uscita la conclusione della vicenda, io rimando per\u00f2 al post del prossimo mese il tirare le somme sull\u2019Operazione Zeus<\/em> nel complesso.
Nel frattempo posso per\u00f2 gi\u00e0 sbilanciarmi sull\u2019estro artistico del prode Bacci: il disegnatore offre anche qui il suo tratto fluido e morbido, unito ad alcune trovate grafiche azzeccate che riescono a movimentare le pagine e a sottolineare il ritmo dell\u2019azione.<\/strong> In alcuni passaggi forse l\u2019ho visto meno \u201cin forma\u201d rispetto alle ultime, eccellenti prove, ma si tratta di inciampi assolutamente trascurabili nell\u2019aspetto di un paio di personaggi in qualche occasione, nulla che vada ad inficiare sul lavoro nel complesso, che resta decisamente interessante.<\/p>\n

\"\"Once upon a mouse\u2026 in the future \u2013 Attraverso il metaverso<\/strong><\/em>, di Francesco Artibani<\/strong> e Francesco D\u2019Ippolito<\/strong> (n. 3534), segna il penultimo appuntamento con questi brevi adattamenti in chiave futuristica dei cortometraggi animati classici.
Stavolta Artibani si ispira a Through the mirror,<\/em> immaginifico corto nel quale Mickey incrociava la propria strada con le atmosfere di Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll<\/strong> (15 anni prima del lungometraggio d\u2019animazione!) e trasforma Wonderland in uno dei numerosi universi virtuali nei quali la gente pu\u00f2 vivere grazie a speciali interfacce, staccandosi per qualche ora dal mondo reale. Ma questo scenario particolare tra i tanti sembra avere dei problemi che Topolino, abile programmatore, \u00e8 chiamato a risolvere.<\/p>\n

Per ritmo, trovate e spunto di base per trasformare i presupposti del racconto originale, questa Attraverso il metaverso<\/em> si candida ad essere una delle uscite migliori del ciclo dedicato a Disney100.<\/strong> Lo sceneggiatore romano crea un intrigo pi\u00f9 complesso di quanto apparisse all\u2019inizio e lo adagia senza graffi all\u2019interno delle pagine a disposizione, creando una lettura coinvolgente, emozionante e addirittura poetica nel risvolto finale.<\/p>\n

\"\"Ad aumentare la riuscita dell\u2019opera ci pensano i disegni del Dippo, che lasciato a briglie sciolte ci regala un vero capolavoro grafico: in queste tavole l\u2019artista ha modo di dimostrare appieno le proprie capacit\u00e0 e potenzialit\u00e0, con un tratto che dimostra la perfetta aderenza al canone disneyano, con tanto di richiami evidenti a Floyd Gottfredson e allo stile dell\u2019animazione di fine anni \u201830, ma fortemente personale e con diversi slanci e soluzioni moderne<\/strong>, che si fonda brillantemente alla patina vintage di cui sopra, abbracciando in maniera felicissima uno dei presupposti alla base di questa operazione.
Il design dei personaggi \u00e8 sontuoso, Topolino e Paperino in particolare, e gli sfondi conoscono virtuosismi grafici che fanno sbarrare gli occhi, anche grazie all\u2019efficace colorazione.
Sono uscito estasiato dalla lettura.<\/p>\n

\"\"Topolino e la via della storia \u2013 I pirati dell\u2019orco<\/strong><\/em>, di Francesco Artibani<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (n. 3536), \u00e8 l\u2019episodio che chiude questa articolata avventura attraverso il tempo a sostegno della candidatura della Via Appia come patrimonio Unesco.
Come ho gi\u00e0 avuto modo di scrivere su queste pagine, il pregio maggiore di questa storia \u00e8 stato quello di\u2026 essere una storia, e non una mera marchetta dai toni didascalici e noiosi.
Artibani ha celebrato questo pezzo di storia urbanistica del nostro Paese con un racconto avvincente, vero fumetto per ragazzi nel senso pi\u00f9 puro del termine.<\/strong>
Vorrei dire che il tutto si conclude col botto, ma ahim\u00e8 ho in realt\u00e0 trovato quest\u2019ultimo episodio il pi\u00f9 debole di tutta la vicenda, con una risoluzione che fila fin troppo liscia e veloce per arrivare alla fine del pasticcio temporale.<\/strong> Resta una buona sceneggiatura che in particolare ha il pregio di far tornare tutto quanto in maniera coerente con ci\u00f2 che \u00e8 stato seminato nel pregresso, ma a livello di situazioni mi \u00e8 parso tutto un po\u2019 \u201csotto potenzialit\u00e0\u201d. Topolino resta comunque caratterizzato benissimo, una delle sue migliori versioni perch\u00e9 genuinamente debitrice delle origini, e rimane l\u2019ottimo servigio reso nei confronti dell\u2019Appia.
Cos\u00ec come rimane l\u2019ottimo lavoro di Alessandro Perina ai disegni: l\u2019artista, ormai di diritto tra i decani disneyani, ha da molti anni cristallizzato il suo stile in quella che personalmente considero un\u2019ottima pietra di paragone per l\u2019estetica disneyana, insieme a quella di Andrea Freccero, ma mi sorprende notare ogni volta qualche spunto, qualche idea, qualche linea che denota una continua ricerca<\/strong> pur nel solco di quel tratto piacevole e tondeggiante che \u00e8 il suo rassicurante marchio di fabbrica.<\/p>\n

\"\"Lord Hatequack presenta: L\u2019ora del terrore! \u2013<\/em> Topolino, Macchia Nera e la modalit\u00e0 random<\/strong>, di Marco Nucci<\/strong> e Stefano Intini<\/strong> (n.3535), segna il ritorno non solo di questa atipica serie \u201chorror\u201d ma anche del team-up tra Nucci e Intini.
A dispetto dei toni gotici sbandierati, in quest\u2019occasione pi\u00f9 che nelle precedenti \u00e8 una sottile comicit\u00e0 a farla da padrona: non me ne lamento, perch\u00e9 lo sceneggiatore distilla qui il suo animo pi\u00f9 poliedrico, scevro dalle sovrastrutture che mi capita di cogliere quando \u00e8 alle prese con qualche grande progetto, quindi pi\u00f9 spontaneo.<\/strong> Nucci qui si scatena, gioca con i personaggi, con la sua stessa lore<\/em>, con il concetto di macchina del tempo, con i tormentoni e soprattutto con il lettore, avvincendolo in un loop narrativo col senno di poi prevedibile ma che non si fa intuire se non all\u2019ultimo secondo della prima lettura. Stratagemma peraltro tutt\u2019altro che nuovo quando si parla di viaggi temporali et similia<\/em>, ma che riesce a contenere in s\u00e9 quel germe di inquietudine che rende salda la cifra stilistica dell\u2019Ora del terrore<\/em>.<\/p>\n

Stefano Intini si rivela il disegnatore pi\u00f9 adatto a una trama cos\u00ec folle, che spara i protagonisti avanti e indietro nel tempo senza regole o logica: il suo stile guizzante e anarchico, che stretcha<\/em> le figure e le ricompone a piacimento, \u00e8 perfetto per seguire la sceneggiature nucciana e anche alcune finezze nella gestione della gabbia \u2013 che in vari passaggi diventa importante anche a livello narrativo \u2013 impreziosiscono<\/strong> quello che ad oggi \u00e8 forse l\u2019episodio pi\u00f9 sperimentale del ciclo e che ne mette a nudo le potenzialit\u00e0 come finora non era ancora emerso a tutti gli effetti.<\/p>\n

\"\"Zio Paperone e l\u2019esperienza che fa la differenza<\/em><\/strong>, di Gaute Moe<\/strong> e Francisco Rodriguez Peinado<\/strong> (n. 3535), rappresenta l\u2019usuale \u201cquota danese\u201d ma \u00e8 in grado di spiccare con decisione sulle altre storie Egmont<\/strong> che hanno visto la luce su Topolino<\/em> nel corso degli ultimi due anni.
Una breve decisamente divertente, gestita con tempi comici perfetti grazie all\u2019idea tutta pazza di rendere inaspettatamente Miss Paperett una donna dalle molteplici capacit\u00e0<\/strong>, che le permettono di difendersi alla grande nella natura selvaggia in forza di una pletora di precedenti lavori che l\u2019avrebbero forgiata ai compiti pi\u00f9 improbabili. Sembra una sciocchezza ma lo sceneggiatore \u00e8 abile nel raccontare con il giusto piglio uno spunto tanto folle, dando freschezza al tutto.<\/strong>
Peinado ai disegni \u00e8 la ciliegina sulla torta: la bravura dell\u2019artista \u00e8 nota, specialmente a chi bazzica l\u2019Almanacco Topolino<\/em>, e qui la dimostra tutta grazie al suo tratto dettagliato ed elegante. In particolare nelle espressioni dei personaggi (ce ne sono alcune di Paperone e di Qui, Quo, Qua veramente da antologia!) il disegnatore eccelle e d\u00e0 una marcia in pi\u00f9 alla trama.<\/strong><\/p>\n

\"\"Il clima estivo ha poi permesso di dare spazio come difficilmente accade a una selva di storie medio-brevi made in Italy<\/em>, adatte per le calde e oziose giornate agostane, con esiti altalenanti.
C\u2019\u00e8 per esempio Topolino e la malefatta malfatta<\/em><\/strong>, di Giulia Lomurno<\/strong> (n. 3532), promettentissimo debutto di Lomurno alla scrittura! La disegnatrice si cimenta infatti anche con i testi di questa simpatica storiella, tutto sommato innocua e dall\u2019esito certamente telefonato, ma nella quale mi \u00e8 parso di notare il giusto rispetto verso i personaggi e un buon uso della comicit\u00e0, in particolare di quella verbale.<\/strong> Sono curioso di poter leggere in futuro altri tentativi in questa direzione per la giovane artista \ud83d\ude09<\/p>\n

Paperino e la sfida rotolante<\/strong><\/em>, di Massimiliano Valentini<\/strong> e Giulia La Torre<\/strong> (n. 3534), \u00e8 una innocua commediola che vede il suo punto di forza nel numero di personaggi attivi (Paperino, Anacleto, Paperoga, Gastone) e nel riuscito connubio tra di essi. Un\u2019amena lettura estiva a suon di gara di biglie sulla sabbia con finale inaspettato grazie a un Paperoga usato bene.<\/strong><\/p>\n

\"\"Gambadilegno e il colpo archeologico<\/strong><\/em>, di Massimiliano Valentini<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3535), vede in scena un\u2019altra buona prova di Valentini. Lo sceneggiatore piemontese mette in piedi un\u2019improbabile team-up tra Pietro e Kranz (con l\u2019amichevole partecipazione di Sgrinfia), un\u2019idea che fa accapponare la pelle al solo sentirla. In realt\u00e0 la storia viene condotta con sobriet\u00e0 e inaspettatamente intrattiene senza danni o forzature. Le caratteristiche delle figure in gioco vengono rispettate e l\u2019amalgama tra di loro riesce, incredibilmente.<\/strong> Qualche scricchiolio qua e l\u00e0 si sente, indice del fatto che forse \u00e8 meglio non tirare troppo la corda, ma in questo caso non si \u00e8 spezzata.
Sempre bello rivedere Leoni ai disegni, che regala armonia e fluidit\u00e0 alle tavole.<\/p>\n

\"\"Wizards of Mickey \u2013 Il seminatore di discordie<\/strong><\/em>, di Luca Barbieri<\/strong> e Marco Palazzi<\/strong> (n. 3533), \u00e8 la nota pi\u00f9 dolente di agosto. La inserisco tra le brevi perch\u00e9, a dispetto dell\u2019essere stata messa in apertura del proprio numero di Topolino<\/em>, conta un numero ristretto di pagine.
Ad ogni modo Barbieri appare incurante dell\u2019esigua foliazione, dal momento che architetta una trama da grande opera fantasy manco avesse a disposizione svariati capitoli: il risultato \u00e8 stato disastroso, perch\u00e9 oltre a un discreto set di clich\u00e9 del genere e a un certo infantilismo di fondo nel trattarli, si arriva alle ultime due pagine senza che ci sia ancora stato uno scontro tra Topolino e il suo avversario\u2026 talch\u00e9 questo si risolve in un incantesimo buttato l\u00ec che riesce istantaneamente a debellare il nemico.<\/strong>
Ah, ovviamente dopo aver ritrovato la fiducia in s\u00e9 stesso e aver visto oltre l\u2019inganno orchestrato ai suoi danni\u2026 nel giro di una vignetta.
Personalmente rilevo in questa sceneggiatura una mancanza di equilibrio narrativo e un appiattimento brutale delle personalit\u00e0 in campo<\/strong> ed esco particolarmente deluso e scioccato da un lavoro del genere.
Palazzi, che solitamente apprezzo pur con moderazione, in questo caso mi \u00e8 parso peraltro poco ispirato, accentuando l\u2019idea che questo prodotto sia nato maluccio.<\/p>\n

\"\"Miss Paperett e Battista e il tesoro dei tropici<\/strong><\/em>, di Carlo Panaro<\/strong> e Valerio Held<\/strong> (n. 3532), \u00e8 un\u2019altra storia sconcertante, ancora pi\u00f9 pensando al nome dell\u2019autore. Non che Panaro sia esente dallo scrivere sceneggiatura criticabili solo per i tanti anni di militanza topolinesca, ovvio, e di esempi poco brillanti nel corso degli ultimi quindici anni ce ne sono senz\u2019altro stati.
Ma non \u00e8 facile rammentare un epic fail<\/em> come questo: gi\u00e0 il titolo riassume bene i contorni di una torbida vicenda che non avrebbe mai dovuto vedere la luce<\/strong>, con i due dipendenti di Paperone intenti a cercare un tesoro nascosto scimmiottando il loro principale. Ad un\u2019idea deleteria si unisce uno svolgimento piatto e sconclusionato allo stesso tempo<\/strong>, peggiorato solo dal momento in cui intervengono anche Rockerduck e Lusky in contrapposizione a segretaria e maggiordomo\u2026 no no, non ci siamo.<\/p>\n

Pippo e lo gnaulone ombroso<\/strong><\/em>, di Giovanni De Feo<\/strong> e Ottavio Panaro<\/strong> (n. 3533), non migliora granch\u00e9 lo scenario \ud83d\ude41 Trama scombiccherata nella quale viene introdotto senza troppe spiegazioni uno strano essere tondeggiante che si nutre delle ombre delle persone. Pippo lo incontra e non fa una piega (voglio dire, d\u2019accordo che il buon Goofy ha un atteggiamento laterale alle stranezze, per\u00f2 cos\u00ec \u00e8 troppo!), poi si scopre che gi\u00e0 un suo zio illusionista lo conosceva, ma era rimasto chiuso nel baule magico per mesi\u2026 boh! Seriamente non ho capito che direzione volesse prendere la trama, n\u00e9 quale fosse il senso della storia.<\/strong> L\u2019ultima vignetta, con la sua pretesa di lato commovente, non fa altro che inquinare ulteriormente le acque per come viene presentata, facendo aumentare la confusione.<\/p>\n

Per finire con un (timido) sorriso, c\u2019\u00e8 addirittura una tripletta firmata da Tito Faraci<\/strong>!<\/p>\n

\"\"Pippo e una piccola sorpresa<\/strong><\/em>, di Tito Faraci<\/strong> e Lucio Leoni<\/strong> (n. 3532), Archimede voce fuori campo<\/em><\/strong>, di Tito Faraci<\/strong> e Francesco Guerrini<\/strong>, (n. 3533) e Ciccio in: Incontro nel verde<\/strong><\/em>, di Tito Faraci<\/strong> e Paolo De Lorenzi<\/strong> (n. 3535), sono tre brevi che puntano tutto sul divertimento puro, in particolare sulla comicit\u00e0 verbale di cui lo sceneggiatore \u00e8 stato maestro assoluto, e portano a casa un buon risultato.<\/strong>
La prima contiene in realt\u00e0 anche un distillato di poetica pippesca secondo Faraci, che viene presentata in maniera un pelino troppo didascalica ma che a mio avviso non stona affatto e funziona.
La seconda zoppica di pi\u00f9 perch\u00e9, a dispetto di alcuni giochi di parole veramente spassosi e della riuscita idea di base di non visualizzare mai Archimede, titolare della storia ma vittima della sua ultima invenzione, arriva ad un finale che non ho compreso nel suo \u201ccolpo di scena\u201d e questo mi ha vagamente guastato il godimento del racconto.<\/strong>
L\u2019ultima \u00e8 quella che reputo la migliore del terzetto: siamo al terzo team-up improbabile del mese, ma Faraci cavalca convintamente il paradosso di far agire insieme il Gran Mogol e Ciccio per dare vita a una sequela di gag semplici ma molto divertenti. Tutto si gioca sull\u2019opposto atteggiamento alla vita da parte dei due, ma anche sull\u2019equivoco per cui il capo delle Giovani Marmotte non sembra accorgersi dell\u2019infinita pigrizia del suo interlocutore.<\/strong>
Sar\u00e0 che mi ha spiazzato, temendo il peggio, ma oserei addirittura dire che si \u00e8 trattata di una lettura che mi ha svoltato la giornata regalandomi un sorriso duraturo.<\/p>\n


Bene, credo di aver detto tutto.
Grazie come sempre a chi mi ha letto, e alla prossima!<\/p>\n

BONUS TRACK<\/h2>\n

Come gi\u00e0 ebbi modo di dire su queste pagine, da qualche tempo sono tornato a collaborare saltuariamente con gli amici del Papersera<\/strong>, scrivendo qualche articolo per il loro sito.
Vi riporto di seguito quanto uscito recentemente da quelle parti, ponendo in particolare l\u2019accento sul un lungo e approfondito pezzo scritto insieme all\u2019ottimo Amedeo Badini e incentrato sull\u2019analisi dell\u2019attuale scenario dell\u2019offerta disneyana a fumetti in edicola, fumetteria e libreria<\/strong>:<\/p>\n

L\u2019organizzazione delle pubblicazioni disneyane nel 2023<\/strong><\/a><\/p>\n

Recensione I Classici Disney<\/em> #25 extra: Paperallegria<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di agosto secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":2666,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di agosto 2023 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di agosto secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[107,60,36,32,148,95,19,42,64,96,29,4,61],"class_list":["post-2665","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-alessandro-perina","tag-corrado-mastantuono","tag-emmanuele-baccinelli","tag-francesco-artibani","tag-francesco-dippolito","tag-libero-ermetti","tag-marco-gervasio","tag-marco-nucci","tag-stefano-intini","tag-stefano-zanchi","tag-tito-faraci","tag-topolino-magazine","tag-vito-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2665"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2665\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2666"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}