{"id":2574,"date":"2023-07-03T10:30:00","date_gmt":"2023-07-03T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/?p=2574"},"modified":"2024-07-09T23:55:51","modified_gmt":"2024-07-09T21:55:51","slug":"il-topo-di-giugno-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/2023\/07\/03\/il-topo-di-giugno-2023\/","title":{"rendered":"Il \u201cTopo\u201d di giugno 2023"},"content":{"rendered":"\n
Bentornati su Lo Spazio Disney<\/strong>! Nel frattempo, per\u00f2, ha conosciuto un bell\u2019aumento di prezzo<\/strong>. A poco pi\u00f9 di un anno dall\u2019ultimo rialzo di 20 centesimi sui 3 euro precedenti si arriva ora a \u20ac 3,50. I motivi sono quelli gi\u00e0 noti da tempo e che il direttore Alex Bertani<\/strong> spiega ancora in un suo editoriale, ma resta il fatto che una parte di lettori sia pericolosamente vicina a percepire il nuovo costo come eccessivo rispetto al format del libretto (sia per la cadenza di uscita che per il numero di pagine, ma anche nella visione secondo cui Topolino dovrebbe essere l\u2019acquisto cheap<\/em> per eccellenza). Bertani \u00e8 comunque consapevole che perder\u00e0 una parte del pubblico fisso, ma immagino che chi di dovere abbia fatto delle proiezioni, le quali avranno mostrato che i 30 cents in pi\u00f9 sborsati da chi resta siano sufficienti a compensare, a incrementare il guadagno e a restare a galla. Con Pippospot \u2013 Noblesse oblige<\/em><\/strong>, di Alessio Coppola<\/strong> (n. 3526), tornano le campagne pubblicitarie dell\u2019agenzia di Pippo. Il tempo trascorso dall\u2019ultimo appuntamento di questo tipo permette di apprezzare maggiormente il format<\/em>, che non risulta stressato, e la colorazione maggiormente curata segna un ulteriore appeal, per quanto non sempre certe sfumature mi abbiano convinto appieno. Con Miao, cronache feline \u2013 Croak!<\/strong><\/em>, di Enrico Faccini<\/strong> (n. 3527), l\u2019autore fa il bis tornando a focalizzarsi sulle avventure del gatto di Paperino. Trama lineare e con una certa poetica di fondo che Faccini ha gi\u00e0 avuto modo di inserire in alcune storie di questo ciclo. Una nota di dolcezza che trovo si cali bene nel contesto.<\/p>\n Bene, credo di aver detto tutto. Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di giugno secondo il punto di vista del nostro Bramo!<\/p>\n","protected":false},"author":327,"featured_media":2575,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"slim_seo":{"title":"Il \u201cTopo\u201d di giugno 2023 - Lo Spazio Disney","description":"Facciamo una panoramica delle storie uscite sui \u201cTopolino\u201d di giugno secondo il punto di vista del nostro Bramo!"},"footnotes":""},"categories":[11,130],"tags":[181,137,37,56,34,22,32,25,195,33,138,62,4,61],"class_list":["post-2574","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-chiacchiere","category-topolino-magazine","tag-alessandro-pastrovicchio","tag-alessio-coppola","tag-alex-bertani","tag-carlo-limido","tag-claudio-sciarrone","tag-enrico-faccini","tag-francesco-artibani","tag-giorgio-cavazzano","tag-giorgio-fontana","tag-lorenzo-pastrovicchio","tag-marco-bosco","tag-marco-rota","tag-topolino-magazine","tag-vito-stabile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2574","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/users\/327"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2574"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2574\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2574"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2574"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lospaziobianco.it\/lospaziodisney\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2574"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
Siamo ufficialmente entrati in estate, con il suo caldo afoso, la sua propensione al dolce far niente e la promessa di ferie e relax.
Topolino non si \u00e8 ancora colorato con decisione delle vibes<\/em> estive, ma in effetti il cuore della stagione sar\u00e0 nei prossimi due mesi.<\/p>\n
Non so quali siano le strategie di marketing che scelgono un periodo dell\u2019anno piuttosto che un altro per un\u2019operazione del genere, forse farlo proprio a cavallo dell\u2019estate poteva renderlo pi\u00f9 accettabile in virt\u00f9 del fatto che si \u00e8 maggiormente disposti a non guardare \u201cal capello\u201d in ottica vacanziera.<\/p>\n
Per quanto mi riguarda, per ora io resto a bordo. La qualit\u00e0 dell\u2019offerta negli ultimi due mesi \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 altalenante rispetto al passato immediatamente precedente, a onor del vero, ma la visione bertaniana permane in maniera chiara e continuo a vederci del buono e dell\u2019interessante nelle idee messe in campo, al netto di qualche scivolone o trovata meno riuscita.
Certo, visto che insieme al \u201cTopo<\/em>\u201d aumentano in proporzione anche altri prodotti, \u00e8 probabile che sar\u00f2 sempre pi\u00f9 oculato negli acquisti disneyani. Avevo gi\u00e0 deciso di tagliare i GCD, e l\u2019aumento di 50 cents anche per questa testata non \u00e8 sicuramente una spinta a tornare sui miei passi.
Mantengo fisso Almanacco<\/em> e monitoro Grandi Autori<\/em>, sul resto \u2013 in particolare sui cartonati \u2013 stringer\u00f2 i cordoni della borsa
Ma per ora sul settimanale si tiene botta.
Dai dai dai!<\/p>\nGiugno 2023: le storie da Topolino<\/em><\/h2>\n
Topolino e il fattore gamma<\/em><\/strong>, di Alessandro Pastrovicchio<\/strong> (nn. 3523-3524-3525), \u00e8 ad esempio un ottimo motivo per tenere botta.
L\u2019esordio da autore completo dello younger Pastro<\/em> \u00e8 dei pi\u00f9 felici che si potessero immaginare: tornato in grande spolvero l\u2019anno scorso ai disegni di Viaggio nella luna<\/em>, stavolta mette la propria arte al servizio di una sua sceneggiatura\u2026 e che arte! Alessandro si scatena, incamerando nel character design<\/em> dei suoi Topolino, Atomino Bip-Bip, professor Enigm, commissario Basettoni e ispettore Manetta influenze classiche quali Floyd Gottfredson<\/strong> e Romano Scarpa<\/strong>, lievemente riadattate e personalizzate. Alcune espressioni e movenze di Mickey sono evidentemente scarpiane<\/strong>, per dire, ma alcuni accorgimenti e il fantastico uso del colore (della bravissima Chiara Bonacini<\/strong>, supervisionata dallo stesso Pastrovicchio) rendono il personaggio quasi tridimensionale.<\/p>\n
Atomino viene rivitalizzato in maniera vivace e attenta, e la scelta di dargli degli abiti casual a suon di felpa e jeans paga<\/strong>, mentre Enigm ritrova la sua figura austera delle origini, meno accomodante delle smussature conosciute successivamente al suo esordio sulle strisce giornaliere.
Il vero capolavoro comunque \u00e8 nella visualizzazione delle ambientazioni e negli effetti visivi fantasmagorici: le scene ambientate nello spazio e attraverso il wormhole<\/em> che vediamo nel secondo e nel terzo episodio sono magistrali, nelle quali matite, chine e colori si uniscono con rara armonia per offrire un risultato che lascia a bocca aperta il lettore.<\/strong> In alcuni frangenti sembra di entrare dentro l\u2019azione, tanto l\u2019effetto risulta avvolgente e immersivo.<\/p>\n
Fantascienza nel modello pi\u00f9 puro che si esalta grazie a un\u2019estetica meravigliosamente in bilico tra stile classico e un segno assolutamente contemporaneo, perfetto per veicolare una vicenda che nel primo episodio ricorda da vicino le trame gialle o fanta-thriller del ciclo di Atomino di Scarpa, ben riprese poi da Casty<\/strong>, e che nel suo sviluppo mette in scena concetti di astrofisica, anche complessi, al servizio di una storia davvero avvincente e che rende quegli stessi concetti potabili, oltre che intriganti.<\/strong>
Il nuovo avversario Gamma \u00e8 inoltre caratterizzato benissimo, realmente senza scrupoli e con le abilit\u00e0 necessarie a dare reale filo da torcere ai protagonisti. C\u2019\u00e8 un momento, tra la fine del secondo episodio e l\u2019inizio del terzo, in cui Topolino, Atomino ed Enigm si trovano in una situazione seriamente senza via di scampo nella quale si viene portati a temere davvero per la loro sorte.
Per essere l\u2019esordio alla scrittura, direi che il lavoro di Alessandro Pastrovicchio risulta encomiabile e assolutamente promettente per il futuro. Spero di rivederlo presto all\u2019opera in veste di autore unico perch\u00e9 questa Fattore Gamma \u00e8 una delle migliori letture disneyane degli ultimi mesi, per quanto mi riguarda.<\/p>\n
Fast Track Mickey: Full Circle<\/em><\/strong>, di Claudio Sciarrone<\/strong> (nn. 3525-3526-3527), \u00e8 l\u2019altra saga del mese, anche se nel momento in cui scrivo non \u00e8 ancora giunta a conclusione (l\u2019ultimo episodio arriver\u00e0 sul primo \u201cTopo<\/em>\u201d di luglio, di imminente uscita).
Chioser\u00f2 quindi meglio la mia opinione nel post del mese prossimo, ma a tre quarti di storia pubblicata posso gi\u00e0 dire qualcosa sulla seconda stagione del Fast&Furious<\/em> disneyano: la prima puntata funziona come placida introduzione alla nuova avventura, perch\u00e9 riprende in maniera leggera ma puntuale i fatti salienti della prima storia e introduce il nocciolo della nuova trama, mentre la seconda appare fin troppo interlocutoria. Succede molto poco, e anche i maggiori scorci di quanto accade in carcere tra il cattivo e Gambadilegno non aggiungono molto essendo ancora troppo fumosi e sono quindi uscito un po\u2019 frustrato dalla lettura di questo spicchio narrativo.
Il terzo episodio viaggia sulla medesima falsariga, \u00e8 tutto una lunga preparazione alla trama vera e propria, cio\u00e8 alla corsa\u2026 che si svolger\u00e0 per\u00f2 interamente solo nell\u2019ultimo episodio, a questo punto. E, bench\u00e9 sia pi\u00f9 lungo degli altri, resta il fatto che il ritmo mi risulti cos\u00ec un po\u2019 sfasato e privo di equilibrio. Come in precedenti occasioni i rapporti tra i personaggi risultano il piatto forte della scrittura di Claudio, mentre noto che i dialoghi in alcuni passaggi risultano un po\u2019 artificiosi.<\/strong><\/p>\n
Valida ad ogni modo l\u2019idea di ampliare il cast a Minni, Pippo e Clarabella: rendere inoltre la fidanzata di Topolino un asso del volante si rivela una scelta ficcante sotto molteplici punti di vista<\/strong>, sia per la capacit\u00e0 di valorizzare un personaggio femminile che troppo spesso fatica a trovare centralit\u00e0 al di fuori di tramette a base di chiacchiere e merletti \u2013 e che qui invece eccelle in un campo solitamente identificato come maschile \u2013 che per la variet\u00e0 che questo porta nella trama.
I disegni di Claudio sono come sempre delle bombe di dinamismo ed effetti visivi che si prestano alla grande per una storia di corse automobilistiche<\/strong>. Sui personaggi ci sono alcune espressioni che continuo a trovare \u201cpoco sobrie\u201d, diciamo cos\u00ec, con eccessi che mi straniano e che negli ultimi 10-15 anni caratterizzano lo stile dell\u2019autore. Anche le proporzioni di Topolino e Minni, della topina in particolare, mi hanno fatto alzare il sopracciglio nel momento in cui sembravano quasi coetanei di Tip e Tap.<\/strong> I vestiti giovanili di Minni non aiutavano in tal senso perch\u00e9, pur essendo un fautore dell\u2019abbigliamento pi\u00f9 fresco per questi personaggi, coniugati con una corporatura cos\u00ec minuta ha accentuato l\u2019impressione di trovarsi di fronte a un\u2019amichetta dei nipotini piuttosto che alla fidanzata del loro zio \ud83d\ude1b
A parte ci\u00f2 lo stile di Sciarrone resta qualcosa di piacevolmente fuori dagli schemi, che riesce brillantemente a piegare certe regole visive dell\u2019estetica disneyana per rilanciarle in maniera contemporanea, anche se magari a volte con esiti meno efficaci, ma sicuramente calzante per il tipo di avventura \u201cad alta velocit\u00e0\u201d imbastita per questa storia.<\/p>\n
Detective Donald \u2013 Cercansi guai disperatamente<\/strong><\/em>, di Vito Stabile<\/strong> e Carlo Limido<\/strong> (n. 3524), \u00e8 il ritorno che non ti aspetti, pi\u00f9 ancora del precedente episodio uscita nel 2022.
Pensavo infatti che l\u2019exploit dell\u2019anno scorso fosse stato \u201cfacilitato\u201d dalla volont\u00e0 completista del direttore, che altre volte ha mostrato attenzione verso il portare a termine saghe rimaste in qualche modo monche, e il tono piuttosto conclusivo di quella storia sembrava confermarlo.
Invece a quanto pare Detective Donald<\/em> \u00e8 vivo e lotta insieme a noi \ud83d\ude1b purtroppo per\u00f2 questa Cercansi guai disperatamente<\/em> non mi appare riuscita quanto Il caso Numero Uno<\/em><\/strong>: lo spunto \u00e8 buono, anche nel suo ripartire coerentemente dal nuovo status quo impostato nel finale della precedente, e pure il malvivente-dandy Mignolo \u00e8 un buon personaggio. Il problema \u00e8 che con una serie di indizi cos\u00ec insistiti sulla sua colpevolezza nell\u2019attacco di un bar, \u00e8 palese che non sia davvero lui il cattivo di turno, ma ancora peggio \u00e8 il fatto che al vero colpevole ci arriva Donald\u2026 cos\u00ec, de botto, senza senso<\/em> (cit.), con un\u2019epifania che cade dal cielo e che trova il lettore completamente spiazzato, considerando che non c\u2019erano elementi seminati in precedenza.<\/strong>
La sceneggiatura convince quindi per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi e delle atmosfere, ma perde molto sul piano dell\u2019indagine in senso stretto. Rimangono invece convincenti al 100% i disegni di Limido con il suo tratto morbido e dinamico.<\/p>\n
Pianeta Paperone \u2013 Il re dei taccagni<\/em><\/strong>, di Alex Bertani<\/strong>, Vito Stabile<\/strong>, Marco Rota<\/strong> e Stefano Rota<\/strong> (n. 3526), segna il primo \u201czampino\u201d del direttore all\u2019interno della serie ideata da Vito e dedicata al suo personaggio preferito, nume tutelare e vero mito assoluto.
\u00c8 un buon segno: dopo la ristampa in librone di pregio dello scorso autunno, si riconferma un certo interesse da parte di Bertani nei confronti di questo progetto e del modo in cui \u00e8 stato impostato dal suo creatore, al punto da voler dire anche la sua in maniera un po\u2019 pi\u00f9 diretta, suggerendo a Stabile un nuovo tema paperoniano potenzialmente sviluppabile.
La taccagneria \u00e8 certamente uno degli elementi fondanti di Zio Paperone, del resto, ma la possibilit\u00e0 di esplorarla in maniera meno piatta e pi\u00f9 articolata \u00e8 ghiotta in tale contesto: lo sceneggiatore la tratta utilizzando un escamotage molto classico ma efficace e ben dosato, quello cio\u00e8 di mettere a confronto il protagonista con una versione \u201cdistorta\u201d ed eccessiva di s\u00e9.<\/strong> Nella fattispecie, che questo ruolo tocchi a uno zio di Rockerduck, pidocchioso e avaro fino all\u2019assurdo, ha del poetico e certe soluzioni di risparmio convulso, che sfociano nel patetico, sono utili per mostrare come invece l\u2019avarizia dello Zione sia pi\u00f9 dosata e comprensibile, accettabile e capace di guardare oltre il singolo \u201cstringere la cinghia\u201d.
La sceneggiatura \u00e8 ben ritmata e ancora una volta cristallizza efficacemente un aspetto del Vecchio Cilindro<\/strong>: lo stile classico della vicenda, come nelle altre occasioni, presta il fianco allo stile vintage<\/em> di Marco Rota e del figlio Stefano, con un esito complessivo che stavolta \u00e8 esente anche dalle incertezze e dagli inciampi di alcune vignette delle scorse storie. Anzi, la cura riposta nei volti di certi primi piani rende le pagine davvero godibili.<\/strong><\/p>\n
Paperino e il campione arboreo<\/strong><\/em>, di Francesco Artibani<\/strong> e Giampaolo Soldati<\/strong> (n. 3526), \u00e8 tutto quello che mi piace trovare in una semplice storia di Paperino e che \u00e8 merce rarissima da un sacco di tempo. Artibani \u00e8 sicuramente uno dei pochissimi che trovo sappia muovere in maniera davvero fedele questo personaggio, tanto meraviglioso quanto complesso, e qui lo riconferma alla grande mettendone in scena il carattere bilioso e quello volitivo, con una spruzzata di autoironia in una summa del meglio del buon vecchio Donald.<\/strong>
La storia fa parte del progetto \u201cturistico\u201d di valorizzazione della Basilicata, ma come nei casi precedenti lo sceneggiatore \u00e8 abile nello scrivere prima di tutto una bella avventura, ricca di azione e divertimento, nella quale gli elementi paesaggistici e folkloristici della zona non sono n\u00e9 in primo piano n\u00e9 accessori, fungendo invece da motore della vicenda<\/strong> e da \u201cstrumenti\u201d con i quali protagonisti e antagonisti hanno a che fare all\u2019interno della trama, non diversamente da quanto succederebbe con contesti pi\u00f9 esotici della grande narrativa del passato.
Molto bella anche la caratterizzazione di Paperina<\/strong>, vero sprone per il fidanzato, supportiva e utile spalla nel superare le quest<\/em> che si parano loro davanti.
Soldati ai disegni fa il suo, una prova molto sobria che ben si presta a raffigurare un racconto decisamente ancorato alla classicit\u00e0 disneyana.<\/p>\n
Topolino e la via della storia \u2013 Sulle tracce di Zapotec<\/strong><\/em>, di Francesco Artibani<\/strong> e Alessandro Perina<\/strong> (n. 3527), prosegue invece l\u2019altro filone \u201csu commissione\u201d firmato Artibani, quello sulla candidatura della Via Appia come patrimonio Unesco.
Nuovo tentativo di recupero del professor Zapotec, disperso nel periodo dell\u2019Antica Roma, e che questa volta si sposta verso Benevento attraverso il bivio voluto da Traiano.
Valgono le stesse considerazioni fatte poco sopra e in occasione degli episodi precedenti: questa \u00e8 prima di tutto una coinvolgente avventura di Topolino e Pippo in viaggio nel tempo e i concetti \u201ceducational<\/em>\u201d vengono trasmessi in maniera sobria e naturale, al servizio della trama ideata dallo sceneggiatore.<\/strong> Questo, unitamente al tratto morbido, rassicurante e immediatamente simpatico di Perina rende la serie veramente godibile nella sua \u201cnormalit\u00e0\u201d.<\/p>\n
I denari del giovane Rockerduck<\/strong><\/em>, di Giorgio Fontana<\/strong> e Giorgio Cavazzano<\/strong> (n. 3525), \u00e8 una storia che merita qualche riflessione particolare. Si pone senz\u2019altro all\u2019interno di quel progetto di rivalutazione del personaggio fortemente impostato con La ballata di John D. Rockerduck<\/em> di Marco Nucci<\/strong> e ne prosegue di fatto gli intenti di esplorazione \u201cintima\u201d del miliardario in bombetta.
Fontana in quest\u2019occasione decide di scavare direttamente nella giovinezza di Rockerduck, riprendendo in maniera esplicita un passaggio-chiave della $aga di Paperon de\u2019 Paperoni<\/em> di Don Rosa<\/strong>: quello dove appunto il piccolo Rockerduck, gi\u00e0 ricco di famiglia e tremendamente viziato, sbeffeggia il giovane Paperone che sta sudando cercando di trovare il rame nel proprio terreno, venendo spronato e aiutato proprio dal padre del futuro rivale in affari.
Lo sceneggiatore \u00e8 abile nel rendere questo un punto focale nella vita del \u201cpivello\u201d, che lo usa come molla e modello per i suoi primi passi nel mondo adulto.
La trama \u00e8 solida, forzatamente derivativa nell\u2019impostazione e nella poetica ma non per questo meno efficace, anzi: si respirano echi da \u201cgrande romanzo americano\u201d e da racconto di formazione, con tanto di metamorfosi del protagonista che viene visualizzata in maniera tanto chiara quanto spietata.<\/strong><\/p>\n
Insomma, mi \u00e8 piaciuta! Paradossalmente e contro ogni ragionevole certezza, quello che ho gradito di meno sono i disegni di Cavazzano! Non \u00e8 la prima volta, da qualche anno a questa parte, che trovo il lavoro dell\u2019artista al di sotto di quanto ci ha abituato (Topolino e gli ultrasogni<\/em> e Fama<\/em>, per fare due esempi random), ma questa volta \u00e8 evidente una matita meno ispirata per quanto riguarda Paperone, Rockerduck e alcuni comprimari: espressioni strane o \u201cvuote\u201d, visi con pochi dettagli, becchi netti e squadrati, fisicit\u00e0 fin troppo basica, statica e bidimensionale.<\/strong> \u00c8 un peccato ed \u00e8 strano, soprattutto perch\u00e9 quando ci troviamo ad osservare invece gli sfondi ecco che il Maestro torna in tutto il suo splendore e la sua bravura: la sceneggiatura richiede di mostrare grandi spazi naturali del passato, treni e altri mezzi meccanici, casupole di legno e un\u2019importante universit\u00e0\u2026 e tutte queste ambientazioni risultano ritratte con una cura certosina e una mano ispiratissima, con dettagli minuziosi e un risultato maiuscolo.<\/strong>
Una disparit\u00e0 tra scenari e attori che vi si muovono che in alcuni casi \u00e8 palese e che onestamente non mi spiego, soprattutto in luogo di una storia non solo ambiziosa, ma in grado anche di mantenere le aspettative.<\/p>\n
Zio Paperone e l\u2019inghippo del muone<\/em><\/strong>, di Marco Bosco<\/strong> e Giampaolo Soldati<\/strong> (n. 3527), riporta i grandi concetti scientifici sulle pagine di Topolino<\/em>. Come in passato, \u00e8 Bosco a occuparsene e trovo che l\u2019idea su come integrare la tomografia muonica all\u2019interno di una storia di Zio Paperone sia adeguata, anche se lo sviluppo prende una piega che non mi ha lasciato pienamente soddisfatto.<\/strong> Non solo perch\u00e9 avevo intuito velocemente quale fosse la realt\u00e0 dietro il progetto del protagonista (ma che magari a un lettore pi\u00f9 piccolo non arriva con la stessa immediatezza), ma perch\u00e9 mi \u00e8 sembrata una deriva poco necessaria e anche sproporzionata rispetto allo scopo ultimo.
Si fa leggere, e ha il pregio di spiegare bene e in modo semplice l\u2019essenzialit\u00e0 dei muoni, ma non mi ha conquistato.<\/p>\n
Su Newton e Pico in viaggio nel sapere \u2013 Nuovi maestri<\/strong><\/em>, vecchi allievi, di Danilo Deninotti<\/strong> e Donald Soffritti<\/strong> (n. 3524), in realt\u00e0 non c\u2019\u00e8 molto da dire. Ultimo episodio (almeno per ora) del lungo ciclo di lezioni, \u00e8 in realt\u00e0 pi\u00f9 un\u2019appendice extra all\u2019ultimo insegnamento somministrato da Pico al nipote di Archimede, utile soprattutto per mostrare il legame inaspettato che si \u00e8 creato tra mentore e allievo, da parte di entrambi, e per creare un ponte con un eventuale futuro proseguimento del progetto, magari nel corso del prossimo anno scolastico.
Storiella carina, forse vagamente superflua ma con molto cuore ben dosato, quindi ci poteva stare.<\/strong>
Per l\u2019occasione \u00e8 stato richiamato Soffritti ai disegni, che aveva tenuto graficamente a battesimo la serie: niente da dire, per quanto Capovilla sia stata all\u2019altezza e abbia potuto brillantemente iniziare a farsi le ossa con queste storie, Soffritti ha una marcia in pi\u00f9 e si vede \u2013 ancora una volta \u2013 soprattutto dal suo Pico, irresistibile e fantasticamente fedele a quello dell\u2019animazione.<\/strong><\/p>\n
Niente di che, ma come nei casi precedenti si tratta di un piacevole divertissement<\/em> che non disturba affatto, pur non impazzendoci dietro.<\/p>\n
Archimede e il cronorisolutore<\/em><\/strong>, di Enrico Faccini<\/strong> (n. 3526), \u00e8 una bella follia facciniana. L\u2019idea di uno strumento che faccia tornare indietro nel tempo di pochi minuti per impedire piccoli incidenti \u00e8 frusta, ma viene qui sviluppata secondo le trovate tipiche dell\u2019autore, in grado di divertire per il loro senso dell\u2019assurdo. Al distributore automatico che propina minestrone mi sono capottato XD
Come sempre le risate si acuiscono anche grazie al tratto sintetico ed efficace di Faccini, perfetto per questo tipo di brevi.<\/p>\n
Chiudo con le storie nate per il mercato internazionale giunte a giugno sul \u201cTopo<\/em>\u201d.
Once upon a mouse\u2026 in the future \u2013 Vacanze in astroroulotte<\/strong><\/em>, di Francesco Artibani<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> (n. 3524), \u00e8 una delle migliori storie pubblicate finora in Italia per questo progetto di Disney 100<\/strong>. La coppia artistica per eccellenza di questi ultimi dieci anni mantiene la sua sinergia e ispirandosi a uno dei cartoons<\/em> disneyani pi\u00f9 belli in assoluto (La roulotte di Topolino<\/em>) creano una atipica vacanza per il Trio protagonista, che in questo ipotetico futuro vive all\u2019interno di una gigantesca bolla su Marte e che decide di esplorare il resto del Pianeta Rosso a bordo di una astroroulotte. Le gag principali del cortometraggio vengono mantenute e aggiornate al contesto futuristico impostato<\/strong>, con l\u2019aggiunta di un simpatico rover che ricorda molto \u2013 per aspetto e comportamento \u2013 il Wall-E<\/em> pixariano, tanto per omaggiare un\u2019altra faccia della storia dell\u2019animazione Disney.
Artibani confeziona quindi una sceneggiatura veloce e briosa, che riporta efficacemente su carta i ritmi del cartone animato<\/strong>, mentre il buon Pastro segue una direzione differente a quella percorsa dai colleghi coinvolti: laddove gli altri sperimentavano con stili estremi, stilizzati, contaminati da varie influenze contemporanee, Lorenzo lavora di fino sul suo stile gi\u00e0 consolidato, rendendolo per\u00f2 ancora pi\u00f9 accurato e particolareggiato; questo negli sfondi, ma anche nei personaggi che riprendono il loro aspetto anni Quaranta ma adattato all\u2019aspetto \u201cspaziale\u201d della nuova trama.<\/strong>
Il risultato finale \u00e8 sontuoso, anche grazie alla raffinata colorazione molto ben pensata e dosata, e ci consegna un lavoro coi fiocchi.<\/p>\n
Su Time Machine (mis)adventures \u2013 Missione vacanze<\/strong><\/em>, di Silvia Martinoli<\/strong> e Giada Perissinotto<\/strong> (n. 3525), invece, resto freddino come lo sono stato per tutta la serie. La struttura di base \u00e8 sempre, diabolicamente, la stessa, cambiando solo i fattori specifici (personaggi e fatto storico che finisce per modificarsi con conseguenze sul presente), e stavolta tocca alla \u201cinvenzione\u201d delle vacanze estive, che scompare per colpa di Qui, Quo, Qua. Senza infamia e senza lode, quindi, ma perlomeno indorata dai disegni sinuosi di una Perissinotto in grande spolvero.<\/p>\n
Grazie come sempre a chi mi ha letto, e alla prossima!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"