Zio Paperone<\/em> come su altri periodici analoghi.<\/p>\n\n\n\nNomino a sorpresa anche 100% Alieni<\/strong><\/em>, vattelapesca del mese. Il sommario nel complesso lascia un po\u2019 a desiderare, in tutta onest\u00e0, ma sottolineo la presenza di due storie piuttosto meritevoli per cui potreste fare un pensierino all’acquisto nel caso vi manchino: Topolino e l\u2019astroplastica proteofantastica<\/strong><\/em> di Alessandro Sisti<\/strong> e Giuseppe Dalla Santa<\/strong> e Topolino e i segreti dell\u2019Area 52<\/em><\/strong> di Casty<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong>. Non dico che da sole valgano il prezzo del biglietto, ma si tratta di due robuste avventure topolinesche che potrebbero regalare qualche bella sorpresa a chi ancora non le conoscesse, e mi pareva giusto segnalarle.<\/p>\n\n\n\nInfine, per tutto quello che rappresenta, \u00e8 d\u2019uopo citare PK: UR-Evron<\/strong><\/em>, terzo capitolo delle nuove avventure di Pikappa \u2013 la versione ipercinetica e fortemente supereroistica del classico Paperinik \u2013 in corso d\u2019opera su Topolino Fuoriserie<\/strong><\/em>. Come i due precedenti volumi, anche questo \u00e8 sceneggiato da Roberto Gagnor<\/strong>, mentre ai disegni torna Roberto Vian<\/strong> dopo l\u2019esordio alle matite del secondo episodio.
Non posso consigliarlo o sconsigliarlo nello specifico, dal momento che dopo il primo volume di questa nuova gestione mi sono fermato con PK, che nella versione attuale non incontra i miei gusti. Ma non potevo non notificarne l\u2019uscita per gli interessati: magari sarete voi a dirmi, nei commenti, come sta proseguendo la saga \ud83d\ude09
Io ricordo solo che, nonostante la testata sia teoricamente anche da edicola, la distribuzione presso questo canale riguarda solo i punti vendita pi\u00f9 grandi e forniti, quindi non \u00e8 affatto facile o scontato che il vostro giornalaio di fiducia lo riceva. Rimane un prodotto molto pi\u00f9 fumetteria-oriented<\/em>, insomma, che gode di una appendice di diffusione extra per una selezione di edicole.<\/p>\n\n\n\nLa fumetteria di novembre<\/h2>\n\n\n\n
Sul fronte fumetterie non c\u2019\u00e8 quasi nulla da segnalare, complice probabilmente la mancata dimensione da mostra-mercato di Lucca Comics a cavallo tra ottobre e novembre.<\/p>\n\n\n\n
L\u2019unico prodotto da citare \u2013 anticipato in qualche modo nel post del mese scorso \u2013 \u00e8 Topolino di Floyd Gottfredson<\/em> vol. 3<\/strong> (ricordo che, nonostante sia il primo edito da Panini<\/strong>, va assolutamente fatto precedere dai due pubblicati da Rizzoli Lizard<\/strong> anni fa): come ebbi gi\u00e0 modo di scrivere qui sopra, avendo collezionato a suo tempo la collana RCS<\/strong> Gli anni d\u2019oro di Topolino<\/em> non ho esigenza di recuperare in altra versione l\u2019opera dell\u2019autore, ma sarei un folle se non consigliassi l\u2019acquisto di questa novit\u00e0 Panini a chi non possieda gi\u00e0 le storie in un\u2019edizione degna di questo nome, in particolare rispettosa del formato a striscia originario.
Da quanto ho letto in giro l\u2019edizione italiana sembra essere fedele a quella Fantagraphics<\/strong> americana, quindi si tratta di un robusto ed elegante cartonato con diversi approfondimenti editoriali come contenuti extra rispetto alle storie.
Storie che comunque basterebbero a rendere il volume imperdibile: Topolino contro il pirata e contrabbandiere Gambadilegno, Topolino e il bandito pipistrello, Topolino giornalista<\/em><\/strong> e Topolino e il misterios \u201cS\u201d<\/strong><\/em> sono delle vere e proprie perle immortali, intrecci appassionanti e avventurosi in cui il protagonista vive al massimo intrighi e missioni di grande spessore e forte pathos. Ma cito anche Topolino e l\u2019elefante<\/strong><\/em>, ottimo esempio di come le storielle pi\u00f9 urbane e semplici fossero dotate di una sapiente costruzione e di una gestione delle gag magistrale.<\/p>\n\n\n\nIl \u201cTopo<\/em>\u201d di novembre<\/h2>\n\n\n\nNell\u2019excursus sul Topolino<\/strong><\/em> di novembre parto in realt\u00e0 da fine ottobre, recuperando il numero di Halloween rimasto escluso dal post dello scorso mese e che ha alcune storie degne di nota, in un senso o nell\u2019altro.
C\u2019\u00e8 l\u2019avvio di Topolino e gli incubi di Mr. Vertigo<\/em><\/strong> (nn. 3388-3389), per esempio: Marco Nucci<\/strong> firma il ritorno del villain introdotto la scorsa estate in un giallo dalle tinte vagamente inquiete, in linea con la pi\u00f9 orrorifica delle festivit\u00e0. Purtroppo rilevo gli stessi difetti che erano gi\u00e0 propri de Le verit\u00e0 di Mr. Vertigo<\/em>: anche in questo caso ad un primo tempo molto thriller e ricco di potenzialit\u00e0 segue una conclusione che smorza tutta quell\u2019intensit\u00e0 e che porta a una risoluzione della vicenda abbastanza deludente.<\/strong> Topolino compie deduzioni in maniera pretestuosa, la trama perde di mordente e rimane appesa senza un reale compimento perch\u00e9 le intenzioni dell\u2019avversario rimangono misteriose e rimandate alle sue future incursioni.
Ancora pi\u00f9 della precedente, questa indagine appare monca, per niente autosufficiente perch\u00e9 non soddisfa le esigenze immediate del lettore.<\/strong> Impostare un ciclo di avventure con un nuovo villain da rendere ricorrente nel cast era una buona idea, ma \u2013 specialmente con una distanza di mesi tra una storia e l\u2019altra \u2013 occorreva rendere pi\u00f9 autonome le singole incursioni, portando avanti nel contempo, a latere, la trama orizzontale.
In questa occasione, poi, i disegni non si rivelano pienamente efficaci: Ottavio Panaro<\/strong> fa il suo ma non riesce a riportare su carta le atmosfere attese.<\/p>\n\n\n\nLo stesso albo contiene altre due prove a firma Nucci: Pippo e la cornamusa spettrale<\/em><\/strong> e Paperoga e la passeggiata mostruosa<\/em><\/strong> (n. 3388) sono due brevi, sempre in tema con Halloween, degne di nota soprattutto per la componente artistica. La prima pu\u00f2 vantare i disegni dell\u2019ottimo Fabio Celoni<\/strong>, che realizza tavole meravigliose con il suo stile fluido e immaginifico, sbizzarrendosi nel ritrarre i personaggi in modo inusuale grazie ai costumi da mostri che indossano, mentre la seconda ha come guest star Gigi Cavenago<\/strong> e Lorenzo De Felici<\/strong>, due disegnatori in forza alla Sergio Bonelli Editore<\/strong> che esordiscono sulle pagine disneyane in questa occasione. Pochissime tavole che sono per\u00f2 in grado di portare una ventata di freschezza nell\u2019estetica di Topolino<\/em> grazie a un tratto dall\u2019apparenza grezza ma funzionale al contesto illustrato e soprattutto che si attesta come fortemente personale, una piacevole alternativa d\u2019eccezione che, in particolare nella quadrupla della penultima pagina, esplode di un\u2019energia bottariana mirabile.<\/strong>
In cos\u00ec poco spazio le trame per forza di cose non risaltano, ma lo sceneggiatore se la cava molto bene e offre dei piccoli esempi di come si possono sfruttare le strutture delle brevi.<\/p>\n\n\n\nCi sono poi tre storie singole che, senza quasi nessuno strombazzamento mediatico tramite anteprime o altro, si rivelano delle letture molto piacevoli e degli ottimi utilizzi dei personaggi.
Zio Paperone e il risparmio assoluto<\/em><\/strong> (n. 3389), di Carlo Panaro<\/strong> e Francesco Guerrini<\/strong>, vede il protagonista a confronto con l\u2019inedita cugina di Brigitta, una scozzese decisamente ossessionata dal concetto di parsimonia. Il veterano Panaro parte da questo spunto per imbastire uno sviluppo di gran gusto, piuttosto originale e assai intelligente, nel quale offre un ottimo ritratto di Paperone: sfaccettato e umano senza per questo perdere in grinta.<\/strong> I fantastici disegni di Guerrini, che sembra migliorarsi ogni volta di pi\u00f9, contribuiscono non poco a impreziosire l\u2019avventura grazie al suo tratto dettagliato e raffinato, oltre che a soluzioni di regia sempre ricercate.<\/p>\n\n\n\n
Pianeta Paperone \u2013 La panchina ispiratrice<\/em><\/strong> (n. 3390), di Vito Stabile<\/strong> e Marco Rota<\/strong>, inaugura un ciclo aperiodico di storie incentrate sulle varie caratteristiche del magnate paperopolese. In questa occasione lo sceneggiatore si concentra sulle incursioni quotidiane di Paperone nel parco, indagando su quale elemento sia realmente di ispirazione per il suo fiuto affaristico.
Ancora una volta Stabile dimostra quanto la sua conoscenza e il suo amore per il personaggio gli permettano di imbastire trame solide e interessanti. La sua visione paperoniana \u00e8 rara da leggere oggigiorno su Topolino<\/em> e si riallaccia direttamente a quella barksiana.<\/strong> Questo approccio \u00e8 stato ribadito pochi mesi fa con la suggestiva e azzeccata Zio Paperone e l\u2019identit\u00e0 perduta<\/em>, che per\u00f2 pur nella sua validit\u00e0 non era esente da qualche inciampo che qui invece non si riscontra.
La trama urbana e semplice non \u00e8 affatto un limite ma anzi un punto di forza per riscoprire e riappropriarsi della figura di Paperone partendo dalla sua essenza, senza contare le tante finezze a livello di trovate di sceneggiatura.
Marco Rota ai disegni si rivela la soluzione migliore, per comunicare anche esteticamente quel mood molto classico che pervade la storia.<\/strong> Rispetto alla sua precedente prova vista lo scorso agosto, il tratto dell\u2019artista appare pi\u00f9 nitido, grazie soprattutto a un\u2019inchiostrazione meno incerta che fa guadagnare in freschezza a uno stile sicuramente \u201cantico\u201d ma che secondo me fa ancora la sua figura, specialmente se viene impiegato in contesti a cui ben si adatta, come in questa occasione.<\/p>\n\n\n\nPaperoga e il sonnambulismo risolutore<\/em><\/strong> (n. 3391), di Giulio D\u2019Antona<\/strong> e Carlo Limido<\/strong>, si rivela una gran sorpresa. Non ricordo nessuna storia particolare di D\u2019Antona, per i miei gusti non ha mai lasciato il segno con i suoi lavori disneyani, ma stavolta centra il bersaglio e lo fa con un personaggio che sembra ormai difficilissimo da interpretare in maniera vincente (con l\u2019eccezione di Enrico Faccini).
Paperoga qui viene usato molto bene, e anche il plot costruitogli attorno \u00e8 intelligente e funzionale<\/strong>: si parte da una situazione standard che viene per\u00f2 evoluta con garbo, mestiere e belle trovate, che contribuiscono a rendere meno monodimensionale il cugino di Paperino. Limido dal canto suo offre una matita guizzante e personaggi assolutamente vitali e piacevolissimi da osservare.<\/p>\n\n\n\n
Ho lasciato per ultime le due \u201csaghe\u201d del mese.
Sir Topleton e la sfida al grande bianco<\/em><\/strong> (nn. 3390-3391-3392) \u00e8 una lunga storia in tre parti ispirata a un fatto storico, la spedizione antartica del capitano Ernest Henry Shackleton<\/strong> compiuta all\u2019inizio del Novecento. Sergio Cabella<\/strong>, rientrato a Topolino<\/em> dopo pi\u00f9 di un decennio di assenza, torna in pompa magna con un\u2019opera a dir poco ambiziosa, non tanto per l\u2019argomento trattato quanto piuttosto per il modo in cui ha deciso di impostarla: il ritmo narrativo sembra seguire quello di un diario di viaggio, e questo in alcuni passaggi penalizza un po\u2019 la fruizione della narrazione, ma ne guadagna nel sapore diverso rispetto ad altre storie di questo tipo.<\/strong> A un primo tempo piuttosto \u201crespingente\u201d proprio per questo approccio si alterna un secondo capitolo decisamente pi\u00f9 riuscito per arrivare all\u2019ultima parte che chiude bene le vicende, seguendo piuttosto fedelmente quanto accaduto nella realt\u00e0.
Non mi \u00e8 esattamente entrata nel cuore, ma riconosco la potenza di questo progetto a livello visivo e di racconto, cos\u00ec come la scelta di usare un registro narrativo meno convenzionale per il fumetto Disney.
Paolo Mottura<\/strong> ai disegni compie un lavoro meraviglioso, un vera e propria gioia per gli occhi, in particolare quando \u00e8 chiamato a rappresentare gli evocativi paesaggi e quando emula l\u2019aspetto delle fotografie d\u2019epoca.
Spero di aver modo di approfondire questo commento con una recensione ad hoc per Lo Spazio Bianco, a cui sto pensando in questi giorni. Stay tuned \ud83d\ude09<\/p>\n\n\n\n
Caccia a Paperinik<\/em><\/strong> (nn. 3391-3392) \u00e8 il nuovo tassello di Marco Gervasio<\/strong> sul vendicatore mascherato, coadiuvato ai disegni da Davide Cesarello<\/strong>.
Si pone come seguito della classica Paperinik e la bella addormentata<\/em> di Guido Martina e Massimo De Vita, riprendendo l\u2019omonimo quadro \u201cdella discordia\u201d in un giallo nel quale l\u2019alter-ego di Paperino viene sospettato del furto del dipinto stesso.
Non mancano elementi interessanti nell\u2019intreccio ideato da Gervasio<\/strong>: l\u2019introduzione del tenente Sheriduck come riferimento all\u2019interno della polizia di Paperopoli, la necessit\u00e0 di approfondire il legame di amicizia tra Paperino e Paperinik e alcuni inserti sulla storia originaria che non vanno a sporcare o retconnare l\u2019opera di Martina ma creano semplicemente basi pi\u00f9 solide per imbastire questa nuova avventura.
A tali interessanti spunti, che personalmente ho apprezzato, fa da contrappunto un ritmo narrativo poco ordinato, con una prima parte iper-veloce e in cui non succede quasi nulla e una seconda dove si svolge praticamente tutta la vicenda.<\/strong> Inoltre la risoluzione del caso da parte del protagonista avviene in maniera un po\u2019 improvvisata, grazie a una deduzione che non mi pare abbia fondamenta cos\u00ec solide per permettere di arrivarci tanto agevolmente. Nelle ultime pagine ci sono un paio di semplificazioni che mi hanno un po\u2019 deluso, ed \u00e8 un peccato perch\u00e9 il cuore della seconda met\u00e0, con l\u2019indagine notturna di Paperinik mentre ha depistato le forze dell\u2019ordine, funziona bene ed \u00e8 suggestiva.
Cesarello ai disegni non mi \u00e8 piaciuto molto<\/strong>: mentre con i Topi il suo tratto porta a belle tavole, il suo modo di raffigurare i Paperi non mi entusiasma affatto. Ho trovato i becchi legnosi, gli sguardi non sempre convincenti e le pose un po\u2019 ingessate. Di contro, molto buono il suo lavoro su Rockerduck e su Sheriduck, cos\u00ec come sui backgrounds<\/em>.<\/p>\n\n\n\nBene, credo di aver detto tutto.
Se non ci saranno sorprese extra (per esempio qualche annuncio interessante dall\u2019edizione only-digital di Cartoomics<\/strong> questo weekend), ci rileggiamo su queste pagine virtuali in tempo per annunciare la terza puntata di Lo Spazio Disney LIVE<\/em><\/strong>, rivelando argomento e ospite!<\/p>\n\n\n\nBonus track<\/h2>\n\n\n\n
Prima di lasciarvi, ci tengo a linkarvi di seguito la recente diretta streaming realizzata dall\u2019amico Fabio<\/strong> (che avete gi\u00e0 conosciuto in pi\u00f9 di un’occasione all\u2019interno di Lo Spazio Disney) sul suo canale YouTube The Fisbio Show<\/em><\/strong>. Sabato scorso ha infatti intervistato Francesco Artibani<\/strong> e Lorenzo Pastrovicchio<\/strong> e il risultato \u00e8 stata un\u2019ora e mezza di interessantissimi discorsi e di risposte da parte degli autori che ritengo significative per il fumetto Disney in generale.
A voi:<\/p>\n\n\n\n